I 5 maggiori rimpianti delle persone in fin di vita

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still water

Non attendiamo di arrivare alla fine dei nostri giorni prima di vivere la vita che vogliamo davvero vivere.

Bronnie Ware è una infermiera australiana che ha lavorato per parecchi anni nell’ambito delle cure palliative, dedicandosi a pazienti durante le ultime 3-12 settimane della loro vita.

Ha scritto un articolo (e poi un libro) con il quale condivide i rimpianti che le persone le hanno confidato in punto di morte.

Traduco l’articolo per chi non ha dimestichezza con l’inglese.

Per molti anni ho lavorato nell’ambito delle cure palliative.

I miei pazienti erano coloro tornati a casa per morire.

Ho condiviso con loro momenti veramente speciali con loro.

Ero presente durante le ultime tre – dodici settimane della loro vita.

Le persone maturano molto quando messe di fronte alle proprie mortalità.

Ho imparato a non sottovalutare la capacità di crescita delle persone.

Alcuni cambiamenti sono stati fenomenali.

Ogni persona ha affrontato un’altalena di emozioni: diniego, paura, rabbia, rimorso, di nuovo diniego e, alla fine, accettazione del proprio destino.

Ogni paziente ha però trovato la pace prima di morire. Ogni singolo paziente.

Quando ho chiesto loro se avessero rimpianti oppure se avessero fatto qualcosa diversamente nella loro vita, alcune tematiche hanno continuato a presentarsi con regolarità.

Ecco le 5 più comuni:

“Avrei voluto avere il coraggio di vivere una vita in base alle mie aspettative, non quelle degli altri nei miei confronti”

Questo era il rimpianto più comune.

Quando le persone si rendono conto che la loro vita sta per finire e guardano al passato con chiarezza, è facile constatare che molti sogni non si sono realizzati.

Molte persone non hanno realizzato neanche metà dei propri sogni e sono dovute morire sapendo ciò era conseguenza dalla scelte che hanno fatto (o non fatto).

E’ molto importante cercare di realizzare almeno alcuni sogni. Quando inizi a avere problemi di salute è troppo tardi.

La salute fornisce un livello di libertà del quale pochi si rendono conto, fino a quando non lo si ha più ed è troppo tardi.

“Vorrei non aver lavorato così duramente”

Questo è un rimpianto di ogni paziente maschio che ho incontrato.

Si sono persi l’infanzia dei figli e la compagnia delle loro mogli.

Anche le donne hanno citato questo rimpianto ma molte appartenevano a una generazione che non aveva dovuto lavorare al di fuori delle mura domestiche.

Tutti gli uomini che ho accudito hanno rimpianto moltissimo il passare così tanto tempo lavorando.

Semplificando il vostro stile di vita e prendendo decisioni in modo consapevole, è possibile non aver bisogno del reddito del quale si pensa di aver bisogno.

Creando più spazio nella propria vita, diventate più felici e aperti a nuove opportunità, più adatte al vostro nuovo stile di vita.

“Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti”

Molte persone hanno soppresso i propri sentimenti per mantenere rapporti pacifici con gli altri.

Di conseguenza, si sono accontentate di un’esistenza mediocre e non sono mai diventate le persone che potevano diventare.

Molte hanno sviluppato malattie a causa dell’amarezza e del risentimento legato a queste scelte di vita.

Non possiamo controllare le reazioni degli altri.

Tuttavia, anche se all’inizio le persone reagiranno quando voi cambiate e parlate onestamente, alla fin fine il rapporto raggiungerà un nuovo e più salutare livello.

In caso contrario la relazione malsana scomparirà dalla vostra vita e voi vincete comunque.

“Avrei voluto rimanere in contatto con i miei amici”

Spesso le persone non si erano rese veramente conto del valore degli amici di vecchia data fino alle ultime settimane di vita e non sempre era possibile rintracciarli.

Molte erano così coinvolte nelle proprie vite che avevano trascurato le migliori amicizie per anni.

C’erano molti rimpianti per non aver dedicato tempo e sforzo alle amicizie meritevoli.

A tutte le persone in fin di vita mancano gli amici.

E’ comune per chiunque abbia uno stile di vita molto impegnato trascurare le amicizie.

Ma quando la morte si avvicina, i dettagli pratici della propria vita scompaiono.

Le persone vogliono mettere ordine nelle proprie finanze ma non sono i soldi o il proprio status a essere veramente importanti.

Vogliono mettere ordine per beneficiare i propri cari.

Di solito però sono troppo malate e deboli per farlo.

Alla fine l’amore e le relazioni sono le cose importanti.

Durante le ultime settimane è tutto ciò che rimane: amore e relazioni.

“Avrei voluto permettere a me stesso di essere più felice”

Questo è un tema molto comune.

Molti non si rendono conto che la felicità è una scelta.

Sono rimasti bloccati in vecchie abitudini e schemi.

Il comfort fornito dalla familiarità ha invaso le proprie emozioni, oltre che la vita quotidiana.

La paura del cambiamento li ha spinti a fingere di essere soddisfatti.

Mentre, in realtà, volevano ridere liberamente e lasciare che la ‘stupidità’ fosse presente nella loro vita.

Quando sei sul letto di morte, quello che gli altri pensano di te è lontanissimo dai tuoi pensieri.

Che bello è, invece, rilassarsi e sorridere di nuovo molto prima della morte.

La vita è una scelta. E’ la TUA vita. Scegli consapevolmente, scegli saggiamente, scegli onestamente.

Scegli la felicità.

Qual è il tuo maggior rimpianto fino ad ora? Cosa cambierai?

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Comments

  1. lory says

    Sono stata in fin di vita una volta e un’altra ricoverata gravemente e dopo essermi trasferita con i miei da bambina in italia ho capito che essendo nata in Canada voglio tornarci a vivere e rimanerci per il resto della mia vita!
    Nella speranza di avere “salute” per almeno altri due anni sto aspettando che mio figlio prenda la laurea e sto programmando con lui il mio rientro in Canada.
    Nonostante in Italia mi trovo bene voglio avverare il mio desiderio e ho la fortuna di avere un figlio che voglia condividere con me questa esperienza!!

  2. wif says

    Tutte belle parole perché la gente, per la maggior parte, non pensa mai a queste cose fino a quando non si trova a tu per tu con la morte. Invece, bisognerebbe pensarla così tutti i giorni, dato che si può morire da un momento all’altro, a qualsiasi età.
    Facil avere rimpianti all’ultimo minuto, bisognava pensarci prima.
    Chi ci pensa prima e dà importanza alle relazioni umane viene considerato uno stupido.
    Bisognerebbe lavorare di meno, dare meno importanza ai soldi (che sono solo uno strumento e non un fine) e stare piú coi propri cari.

  3. carlo arienta says

    sono d’accordo, la maggior parte delle persone attribuisce ai figli le loro paure, indecisioni, fallimenti ecc invece di analizzare quello che è meglio per tutta la famiglia e per loro..
    non tutti possono essere intelligenti e razionali, perciò si deve apprezzare quello chi si ha perché non si può fare altro.
    siamo sereni.
    carlo

  4. Leonardo says

    La amicizia si da solo tra virtuosi altrimenti non e’vera amicizia .. Interessi e via dicendo..M.T.Cicerone..

    Poi questa e’stata un’indagine di una azienda assicurativa, e coincidono i 5 punti ..

    Io direi che il problema alla base sarebbe dimenticarsi per i bieni materiali di una percentualle della vita che e’spirituale ( non religiosa )forse al meno il 50% … Un male generalizato e cosi si vede che tante persone non sono felici

  5. Angelo Scarli says

    …se riuscitamo ad immedesimarci in questi ultimi attimi credendoci realmente, sarebbe come avere una seconda possibilità.

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