Come ho trovato lavoro da cuoco a Sydney

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Simone Fanelli lavora come cuoco a Sydney.

Originario di Ravenna, anche in Italia lavorava come cuoco dopo aver fatto l’alberghiero.

Volendo fare un’esperienza all’estero stava pensando a Londra ma vista la grande concorrenza lavorativa ha preferito scegliere l’Australia.

Simone, vent’anni, è arrivato in Australia con il visto vacanza lavoro e trovare lavoro è stato relativamente facile.

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Appena arrivato è stato in ostello per 5 giorni e poi ha trovato casa.

Dal sesto giorno ha iniziato a cercare lavoro e lo ha trovato nel primo ristorante dove è entrato.

Come da prassi in Australia, gli è stato chiesto di fare una prova la prossima settimana.

Durante quella settimana aveva trovato da fare una prova in un altro ristorante lo stesso giorno.

La prova fu positiva e gli proposero di iniziare a lavorare ma Simone preferì tentare la strada del primo ristorante.

Dopo aver iniziato a lavorare lì ma non trovandosi bene, Simone si è licenziato e ha trovato un altro posto di lavoro utilizzando Gumtree, un sito di annunci che consiglia per trovare lavoro, casa e tant’altro.

L’inserimento in una cucina in Australia è stato abbastanza veloce e la poca conoscenza della lingua non è stato un grande ostacolo.

Dal punto di vista economico Simone dice che si campa “alla grande” lavorando in una cucina di un ristorante in Australia e vivendo nel centro di Sydney.

Paga 220 dollari a settimana (incluse bollette e wi-fi) per una camera all’interno di un appartamento in condivisione.

Simone guadagna 850 dollari a settimana netti (lavorando o il pranzo o la cena) mentre in Italia guadagnava 1850 euro al mese ma lavorando il doppio di ore (e soprattutto lavorando il sabato e la domenica sera come non fa a Sydney).

Attualmente non sta facendo una grande vita mondana perché costa e preferisce risparmiare per poi fare viaggetti all’interno dell’Australia.

Rispetto alle aspettative prima di arrivare in Australia Simone è stato sorpreso dalla rapidità con la quale ha trovato lavoro.

Si era informato moltissimo prima di partire dall’Italia ed era un po’ scettico ma ha constatato che le possibilità esistono.

Il bilancio dopo tre mesi in Australia è positivo: “si vive bene, si guadagna bene”.

Simone è sempre più convinto di voler rimanere in Australia anche se è difficile per la questione del visto.

Per quello che riguarda i lati negativi, il primo mese è stato difficile a causa della solitudine e della poca dimestichezza con la lingua. Potendo tornare indietro rimarrebbe in ostello più a lungo per socializzare di più.

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