Ho sempre detto ai miei capi di voler fare un’esperienza all’estero. Oggi lavoro per loro in Germania.

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ingegnere

Simone sta lavorando in Germania e prevede di tornare in Italia nel 2016.

Sei un laureato in ingegneria elettronica, quali opportunità di lavoro hai trovato in Italia?

Ho conseguito la laurea quinquennale in ingegneria elettronica con il vecchio ordinamento nel luglio 2005.

Dopo pochi mesi, la mia esperienza lavorativa è iniziata nel campo dello sviluppo software, dapprima su applicativi gestionali per aziende del settore energetico, per poi man mano proseguire nel settore dell’automazione industriale.

Ho avuto solo una parentesi professionale come progettista di circuiti integrati, specializzazione del mio corso di laurea, nel 2007.

Prima di approdare presso la mia attuale azienda ho sempre lavorato per società di consulenza.

Dal Febbraio 2011 lavori in Germania. Come hai trovato l’opportunità di trasferimento?

In realtà ho iniziato a lavorare per la mia attuale azienda in Italia, non lontano dalla mia città natale.

E’ sempre stato un mio grande desiderio fare un’esperienza lavorativa all’estero e ne ho sempre parlato apertamente con i miei vari responsabili gerarchici, in tutte le aziende dove ho lavorato.

Nell’Ottobre 2013 mi viene offerta un’opportunità di espatrio in Germania, presso uno stabilimento situato in una cittadina del Rheinland-Pfalz, non lontana da Magonza.

La Germania è famosa per il settore industriale/automobilistico. Come è stato il primo impatto per un ingegnere italiano?

Nel mio caso, trattandosi di un trasferimento temporaneo interno, non posso dire di aver notato differenze abissali dal punto di vista lavorativo.

Anche qui, come in Italia, mi occupo di automazione industriale.

Le più grosse differenze rispetto all’Italia le ho invece notate fuori dall’ambito lavorativo, nella vita di tutti i giorni.

Sono subito rimasto sorpreso da una burocrazia decisamente più snella e da servizi al cittadino meno costosi, dal prezzo medio dei generi di prima necessità sensibilmente più basso, dall’ottimo stato delle strade e delle infrastrutture in generale, dal rispetto delle regole e dal senso di ordine e pulizia, sia nelle città che nelle aree extraurbane.

La cittadina in cui vivo, seppur piccola, è decisamente un posto gradevole, così come tutte le altre città tedesche che ho visitato.

Come hai fatto per la lingua?

Lavorando per una multinazionale con sede principale in Francia, i primi tempi comunicavo con i colleghi senza problemi in Francese o in Inglese.

L’impatto con la lingua tedesca è stato invece decisamente forte, conoscendone praticamente poche parole di base appena arrivato.

L’azienda mi ha comunque offerto la possibilità frequentare un corso interno, grazie al quale sono fino ad ora riuscito a raggiungere un livello di Tedesco, seppur non fluente, necessario a cavarmela in qualche modo, sia nelle discussioni lavorative che nella vita quotidiana.

Che consigli daresti a un ingegnere italiano che sta pensando alla Germania come destinazione?

Premetto che più che un consiglio, questa è una mia sensazione, trovandomi qui per via di un Expat e non tramite ricerca volontaria conseguente ad un’analisi del mercato del lavoro tedesco.

La Germania, come credo sia noto a tutti, vanta ancora un’economia solida, nonostante la situazione generale europea ed è sede di famosi colossi multinazionali dell’automotive e non.

Ho avuto occasione in questo periodo di conoscere persone provenienti da ogni parte del mondo, tra cui diversi professionisti in ambito IT, ingegneri, fisici e chimici, che vivono e lavorano in quest’area anche da diversi anni.

L’impressione che ho avuto è che i profili qualificati in ambito tecnico e scientifico, con esperienza significativa di qualche anno nel loro settore, sono sempre ben accetti.

Un punto a favore è chiaramente il partire con una conoscenza almeno di base del Tedesco.

La buona conoscenza dell’Inglese (non scolastica) resta comunque indispensabile per ricoprire ruoli tecnici.

Tornerai in Italia?

Il mio rientro in Italia è previsto nel 2016.

Fino ad allora cercherò di godermi fino in fondo quest’esperienza e di trarne il meglio sia professionalmente che personalmente.

Grazie Simone e buon proseguimento in Germania!

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