Come due mesi mi hanno fatto cambiare idea su (alcuni) Australiani

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Articolo di Alessio Pisanu.

Mi chiamo Alessio Pisanu e sono un ragazzo di 19 anni, vivo in Sardegna e lavoro in un’azienda agricola di famiglia.

Circa un anno fa, durante l’ultimo anno di superiori mi è stata fatta la proposta di trascorrere un anno in Australia per imparare una nuova tecnica di agricoltura più sostenibile inventata proprio in Australia da un mio caro amico e il suo gruppo di ricercatori.

Ero al settimo cielo, non chiedevo niente di meglio al momento…. ho sempre voluto trascorrere un anno all’estero per migliorare il mio inglese, se in più avevo l’opportunità di approfondire le mie conoscenze in agricoltura ancora meglio.

Poi mi affascinava comunque iniziare a vivere indipendentemente e lontano da questo malessere che affligge tutti gli italiani in questo momento di crisi.

Cosi ho preparato tutti i documenti e ho ottenuto un visto speciale 416.

Il visto 416 è un visto speciale che viene rilasciato per scambi culturali,  nel mio caso in zone rurali. Per averlo bisogna avere un titolo di studio inerente allo scambio, io ad esempio sono un perito agrario e avevo già esperienza nel campo dell’allevamento.

A un mese e poco più dal giorno in cui avevo dato l’esame di maturità mi trovavo in viaggio in un posto lontano da casa, da solo e carico di voglia di imparare.

Oltre il problema del jet leg il primo impatto con la terra dei canguri mi aveva incantato.

Dopo un paio di giorni di adattamento in città poi ho subito iniziato a lavorare in una farm a circa 110 km da Perth.

Ho trovato la farm tramite l’agenzia che mi ha rilasciato il visto, Ire Australia.

Sono stato il primo italiano a usufruire di questa associazione a quel che mi hanno detto loro.

Il primo periodo il padrone e la moglie erano di una gentilezza unica, solo che questo è durato poco.

Già dopo qualche giorno sono stato preso a urla perché lui pensava che la carbonara fosse un piatto sardo e non italiano.

Tralasciando il fatto che fossero molto maleducati ho deciso di continuare e di non lamentarmi perché ci tenevo davvero a stare in Australia.

Arrivato il momento della paga mi ritrovo con 5 dollari in meno da quanto pattuito in precedenza e siccome ero interessato a imparare l’inglese non obbiettai.

Dopo circa un mese però il loro atteggiamento cambiò molto e sembravano scocciati dal fatto che non parlassi ancora un inglese accettabile, cosa più che comprensibile ma che loro sapevano da prima che io partissi.

Nella farm non lavoravano altri ragazzi, qualche volta venivamo aiutati da un signore di 60 anni in pensione, e veniva trattato peggio di me. Durante la pausa pranzo noi mangiavamo in casa e lui che piovesse o che ci fossero 25 gradi stava fuori.

La coppia più che sessantenne litigava quotidianamente difronte e me e io non mi preoccupavo di questo perché non mi riguardava, solo che dopo iniziarono a scaricare la loro rabbia sopra di me mentre lavoravo.

Mi si chiedeva di fare un lavoro e se dicevo di non aver capito bene già dalla seconda volta mi prendevano a urla, sino a quando un giorno poi mentre stavamo lavorando mi fu chiesto di smontare una pompa, invece che passarmela nelle mani lei la lanciò a terra e se ne andò.

Mentre era al telefono con chissà chi proprio alle mie spalle, lei iniziò a parlare di me e non si accorse che dopo 2 mesi circa avevo raggiunto il livello di inglese che almeno mi facesse capire ciò che lei aveva appena detto di me, ovvero che ero uno stupido che non capiva nulla.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso, dopo 2 giorni presi i bagagli andai a Perth per visitare la città, cambiai il biglietto ed eccomi a casa, a combattere con un senso di delusione.

Quando ho comunicato la decisione di andarmene e ho detto che non mi piaceva come ero trattato mi hanno risposto: va bene, troveremo un altro al tuo posto….. il giorno che sono andato via la moglie nemmeno mi ha salutato.

Io non voglio fare polemica, perché pensavo prima di partire che l’Australia fosse un bel Paese e lo penso ancora oggi, ma purtroppo non tutti sono sempre gentili ed educati.

Incontra altri Expat in Italia e all'estero

Oggi comunque posso dire lo stesso che questa avventura è stata lo stesso esperienza che mi servirà un giorno, per ora sto valutando l’opzione di trascorrere un pò di tempo in Canada ma invece di aver risposto senza averci pensato carico di entusiasmo come avevo fatto per l’Australia avendo pure tutti i parenti contro, sto decidendo cautamente dopo questa scottatura.

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