Quando emigrare è un affare di famiglia

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Articolo di Tatiana e Giuseppe, autori del blog ‘Germania solo andata‘.

Presentarsi è sempre difficile, soprattutto per due piemontesi riservati come noi, ma, con la speranza che la nostra esperienza possa essere d’aiuto a quanti vogliono realizzare i propri desideri senza compromessi, ci proveremo.

Siamo una famiglia normale che pensa di avere il diritto di vivere una vita normale.

Per questo, a Gennaio 2014 ci siamo trasferiti in Germania.

Io sono Tatiana ho 41 anni, in Italia ero un’insegnante di lettere condannata al precariato a vita; qui in Germania, per ora, sono la coordinatrice di tutti gli impegni della nostra piccola tribù, segretaria, traduttrice per tutta la famiglia e mamma di due sani e troppo vivaci maschietti, Tommaso di nove anni e Giacomo di quattro anni.

Il loro papà (e mia dolce metà) Giuseppe, 40 anni, è la vera mente di questo progetto e coraggiosissimo promotore della nostra emigrazione.

Oltre a questo, ha una Laurea in “Scienze Infermieristiche” e un Master in “Area Critica”.

In Italia lavorava tramite cooperativa presso una casa di riposo, con turni massacranti e pochissimo tempo libero; qui in Germania lavora nella terapia intensiva di una clinica di riabilitazione neurologica ed è il mio compagno di avventure e disavventure.

Il suo progetto non segreto è quello di convincere la Germania (un tedesco alla volta) ad adottare l’italiano come lingua nazionale, perché sostiene che la lingua tedesca sia incompatibile con la mente umana.

A chiudere la nostra allegra brigata, la nonna Mattea, madre di Giuseppe e arzillissima settantacinquenne.

In Italia come in Germania, nostra alleata e aiutante insostituibile.

La nostra storia comincia, come quella di molti, dall’insoddisfazione della vita in Italia.

Giuseppe si stava perdendo l’infanzia dei nostri bambini, sempre nervoso e frustrato da un lavoro che, dopo aver richiesto anni di studi e sacrifici, doveva svolgere in condizioni precarie e per così tante ore al giorno da lasciarlo senza energie da dedicare ad altro e con il solo desiderio di dormire.

Certo, lui almeno un lavoro (e, per giunta a tempo indeterminato) ce lo aveva e, anche se lo viveva come una condanna, doveva considerarsi fortunato.

Io, dal canto mio, non vedevo nessuna prospettiva professionale e, malgrado concorsi e tirocini formativi, la situazione, ad ogni decreto sembrava complicarsi sempre di più.

Inoltre, la continua visione dei “soliti furbetti” che, a qualunque livello della scala sociale, ottenevano successo, ci ha convinto, definitivamente, che noi non avevamo le qualità per riuscire in Italia.

Così Giuseppe ha cominciato a guardare oltre confine.

Era il 2012 e la Germania non era nei nostri pensieri; le nostre mete possibili erano Inghilterra, Canada, Svezia e Francia.

Poi, nel 2013, in un momento di particolare insofferenza, Giuseppe fece un colloquio per un lavoro in Baviera, ma non andò in porto e noi ci dimenticammo della Germania.

Lei, però, non si dimenticò di noi e, il 17 maggio 2014, con le sole referenze fornite dall’ente per il lavoro internazionale tedesco (lo ZAV), la clinica di cui sopra mandò a Giuseppe, senza nemmeno averlo mai visto in faccia, un contratto a tempo indeterminato: inizio del lavoro (in realtà del corso di tedesco pagato), 01 luglio 2014.

Era un ottimo contratto, così abbiamo deciso, in tre giorni, di vendere la nostra casa e andare a vivere in un posto dove non avevamo mai neanche passato una vacanza, imparare una nuova lingua (Giuseppe non aveva ancora elaborato il suo “progetto non segreto”) e rivoluzionare la nostra vita per dare ai nostri figli un tempo di qualità e la possibilità di progettare il futuro senza bisogno di essere “furbi” a tutti i costi.

Sappiamo di essere stati avventati perché realmente della Germania non conoscevamo nulla.

Siamo stati, però, molto fortunati, abbiamo incontrato persone meravigliose che ci hanno aiutato e sostenuto.

Per aiutare a nostra volta quanti stanno pensando di venire a vivere in Germania, ma soprattutto per chi pensa che a 40 anni con famiglia non si possa più cambiare e per i semplici curiosi, abbiamo deciso di aprire il blog ‘Germania solo andata‘ per condividere con quanti lo vorranno le nostre avventure e disavventure, raccontare un po’ di vita tedesca (e, magari, sfatare qualche mito) e come ci stiamo abituando alla nostra nuova vita in questa terra che ora chiamiamo casa.

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Comments

  1. Massimo Mellone says

    Buon giorno a Voi Giuseppe e Tatiana, sono Massimo un uomo di 47 anni padre di due figli di 19 e compagno di una donna che mi ama e mi accompagna nella vita , leggendo il vostro articolo ho riscontrato la nostra stessa disperazione e voglia di vivere e come voi pensiamo ormai da tempo di andare via dall’ Italia in cerca di condizioni di vita migliori e non mi riferisco solo all’aspetto economico ma a tutto ciò che occorre per condurre una vita più serena e tranquilla. Io ho sempre lavorato nel settore della metalmeccanica, specializzandomi anche come disegnatore tecnico tramite corsi a pagamento, ma nonostante tutti i sacrifici , l’esperienza, la volontà e senza mai disdegnare altri tipi di lavoro, non riesco a trovare nessuna occupazione costante e onesta che mi gratifichi dei sacrifici che sarei disposto a fare, Barbara la mia compagna di nazionalità Polacca ormai in italia da più di 10 anni ha una laurea in filologia Russa con voto di 110 e lode presso l’università di Varsavia, ex insegnante di Russo, detiene una specializzazione pedagogica, conosce diverse lingue come:Spagnolo ,Tedesco, Russo, Bielorusso, Polacco, Italiano e attualmente studia insieme a me l’Inglese, lei lavora saltuariamente come assistente agli anziani e nonostante abbia ricevuto lettere di encomio da parte delle persone assistite per il suo comportamento, dedizione e professionalità nel lavoro che svolge si deve accontentare di poche ore di lavoro che le vengono offerte saltuariamente.Vorremmo poter cambiare paese e magari condizioni di vita ma siamo prigionieri delle nostre condizioni economiche che ci impediscono anche solo di provare a cercare lavoro presso un’altra nazione.Ogni giorno rispondiamo ad annunci di lavoro inviando CV, sia in Italia che all’estero dove purtroppo esiste il problema della lingua, che magari se avessimo un’opportunità di partire potremmo anche imparare data la nostra volontà.Vi scrivo ciò perchè credo che voi a differenza di altri potete capire bene il nostro stato attuale di disperazione e sconforto e magari aiutarci con consigli pratici o eventuali opportunità in Germania.Sono consapevole della nostra totale estraneità per voi e vi chiedo scusa anticipatamente se ciò vi creerà disturbo o fastidio ma credo che in fondo capirete le nostre motivazioni. Vi ammiro e vi auguro ogni bene per la vostra nuova vita e se decideste di risponderci o comunicarci qualsiasi cosa questa è la nostra di contatto Email : ” massimo-67@alice.it ” o ” mellonemassimo1967@gmail.com

    Cordiali Saluti

    Massimo e Barbara

  2. says

    Grazie mille Alice per i complimenti. Ti auguriamo moltissima fortuna e speriamo di leggere prestissimo la tua storia di trasferimento. Il paese è diverso, ma se possiamo esserti d’aiuto, non esitare a contattarci.

  3. Daniela says

    Davvero grandi, complimenti. Vi auguro un ottimo futuro, il vostro presente mi sembra già molto bello …

  4. Alice says

    Grandiosi!!!!! Io vi tengo come esempio, anch’io con mio marito, e figlio di quasi 2 anni, stiamo prendendo in seria considerazione…per noi la francia. Un bocca al lupo x tutto!11

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