Vivi la tua vita, non sprecarla come ho fatto io

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Non sprecare la tua vita_Come mi sono reso conto di aver sprecato la mia vita

JohnJerryson, utente di Reddit, ha pubblicato la sua storia all’interno della sezione ‘Today I Fucked Up’.

Di solito vengono pubblicate storie divertenti relative a errori abbastanza veniali. Questo qui invece ha un carattere molto più “serio”.

La traduco per voi.

Ciao, mi chiamo John.

Sono rimasto nascosto per un po’ ma finalmente ho creato un profilo per scrivere questo contributo.

Ho bisogno di confessarmi.

Chi sono? Ho quarantasei anni, lavoro in banca e ho vissuto la mia intera vita in modo contrario alle mie intenzioni.

Tutti i miei sogni, le mie passioni, sparite.

In un lavoro stabile dalle nove alle sette.

Sei giorni alla settimana.

Per ventisei anni.

Ho continuamente scelto il sentiero più sicuro per tutto e ciò mi ha, in fondo, cambiato.

Oggi ho scoperto che mia moglie mi ha tradito per gli ultimi dieci anni.

Mio figlio non prova alcun sentimento verso di me.

Mi sono reso conto di essermi perso il funerale di mio padre PER NIENTE.

Non ho finito il libro che volevo scrivere, non sono andato in giro per il mondo, non ho aiutato i senza casa.

Tutte queste cose erano per me certezze quando ero giovane.

Se la versione più giovane di me mi incontrasse oggi, mi prenderebbe a pugni.

Spiegherò a breve come quei sogni sono scomparsi.

Iniziamo con una descrizione del sottoscritto quando avevo vent’anni.

Sembra ieri quando ero sicuro che avrei cambiato il mondo.

Le persone mi amavano e io amavo le persone.

Ero innovativo, creativo, spontaneo, prendevo rischi ed ero bravo a interagire con le persone.

Avevo due sogni. Il primo era scrivere un libro utopico/distopico.

Il secondo era esplorare il mondo e aiutare i poveri e i senza casa.

Al tempo uscivo già con la mia futura moglie da quattro anni.

Amore giovane.

Lei amava la mia spontaneità, la mia energia, la mia capacità di far ridere la gente e farla sentire amata.

Ero sicuro che il mio libro avrebbe cambiato il mondo.

Avrei illustrato il punto di vista dei “cattivi” e di quelli con la mente “contorta”, dimostrando così che tutti la pensano in modo diverso e che le persone non pensano mai che quello che stiano facendo sia sbagliato.

Avevo già scritto settanta pagine quando avevo vent’anni.

Sono rimasto a settanta pagine all’età di quarantasei anni.

Avevo visitato con lo zaino in spalla la Nuova Zelanda e le Filippine.

Stavo progettando di visitare tutta l’Asia, poi l’Europa, poi l’America (tra l’altro, vivo in Australia).

Fino ad ora, ho solo visitato la Nuova Zelanda e le Filippine.

Ora, ecco dove le cose sono andate male.

I miei più grossi rimpianti.

Avevo vent’anni.

Ero figlio unico.

Avevo bisogno di stabilità.

Avevo bisogno di un lavoro che avrebbe dettato la mia intera vita.

Dedicare la mia intera vita a un lavoro dalle nove alle sette.

Cosa stavo pensando?

Come potevo vivere quando il lavoro era la mia intera vita?

Dopo essere tornato a casa, mangiavo cena, preparavo di lavoro per il giorno successivo e andavo a dormire alle dieci per svegliarmi alle sei del mattino seguente.

Dio, non riesco a ricordare l’ultima volta che ho fatto l’amore con mia moglie.

Ieri, mia moglie ha ammesso di avermi tradito per gli ultimi dieci anni.

Dieci anni.

Sembra tanto tempo ma io non riesco neanche a concepirlo.

Non mi ha fatto neanche male.

Mi ha detto è perché io sono cambiato.

Non sono la persona che ero una volta.

Cos’ho fatto durante gli ultimi dieci anni?

Al di fuori del lavoro, non posso dire di aver fatto nulla.

Non sono stato un vero e proprio marito.

Non sono stato me stesso.

Chi sono?

Cosa mi è successo?

Non ho neanche chiesto per il divorzio o gridato o pianto.

Non ho sentito NIENTE.

Adesso, scrivendo questo, mi sta venendo da piangere.

Non perché mia moglie mi ha tradito ma perché mi rendo adesso conto che sono morto dentro.

Cos’è successo a quella persona così divertente, amante del rischio e energetica che voleva cambiare il mondo?

Mi ricordo di quando la ragazza più popolare della scuola mi chiese di uscire con lei ma rifiutai a favore di quella che oggi è mia moglie.

Ero veramente popolare con le ragazze a scuola.

Ma rimasi leale.

Non esplorai.

Studiai ogni giorno.

Vi ricordate di tutto quel viaggiare con lo zaino in spalla e dello scrivere il libro?

Tutto ciò era durante i primi anni di università.

Lavoravo part-time e spendevo tutto quello che guadagnavo.

Adesso, risparmio tutto.

Non mi ricordo dell’ultima volta che ho speso per un qualcosa di divertente per me.

Non so neanche cosa voglio adesso.

Mio padre è morto dieci anni fa.

Mi ricordo le chiamate da parte di mia mamma dicendomi che si stava sempre di più ammalando.

Io ero sempre più occupato con il lavoro e stavo per ricevere una grande promozione.

Ho continuato a rimandare la visita sperando che lui avrebbe resistito.

Lui è morto e io ho ottenuto la mia promozione.

Quando è morto, mi dissi che non importava non averlo visto.

Essendo ateo, razionalizzavo che, essendo morto, non importava.

CHE COSA MI PASSAVA PER LA MENTE?

Razionalizzando tutto, inventandomi scuse per rimandare le cose.

Scuse.

Procrastinazione.

Tutto porta ad una sola cosa, niente.

Mi convincevo che la stabilità economica era la cosa più importante.

Adesso so che sicuramente non lo è.

Rimpiango di non aver fatto nulla con la mia energia quando ce l’avevo.

Le mie passioni.

La mia gioventù.

Rimpiango di aver permesso al mio lavoro di dominare la mia vita.

Rimpiango di essere stato un marito orrendo, solo una macchina per fare soldi.

Rimpiango di non aver finito il mio libro, di non aver viaggiato il mondo.

Di non essere stato presente dal punto di vista emotivo per mio figlio.

Di essere un maledetto portafoglio senza emozioni.

Se stai leggendo questo, e hai tutta la vita davanti, per favore.

Non procrastinare.

Non rimandare i tuoi sogni.

Goditi la tua energia, le tue passioni.

Non stare su Internet tutto il tuo tempo libero (a meno che la tua passione lo richieda).

Per favore, fai qualcosa con la tua vita quando sei giovane.

NON mettere radici a vent’anni.

NON dimenticarti degli amici, la famiglia e di te stesso.

NON sprecare la tua vita.

Le tue ambizioni.

Come io ho fatto con le mie.

Non fare come ho fatto io.

Scusate il lungo articolo, semplicemente dovevo scriverlo.

Mi sono reso conto che ho lasciato che la procrastinazione e i soldi fermarmi dal perseguire le mie passioni quando ero giovane e adesso sono morto dentro, vecchio e stanco.

Cosa ne pensi della storia di John?

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Comments

  1. Bess says

    Ho pianto mentre leggevo ciò che hai scritto. Ho pianto per i tuoi rimpianti e per me che a 27 anni mi ritrovo ad essere morta dentro, senza sogni né desideri, spaventata da tutto e senza coraggio di uscire da questa società. La mia più grande paura sta facendo grandi passi, e molto probabilmente sarò come te.

  2. Sonia says

    Penso che a volte sia proprio la società a volerti morto dentro, perchè vedere una persona alle soglie dei 50 anni piena di vitalità e di voglia di fare, di giocare, di viaggiare, da fastidio, non è rassicurante.
    Alle soglie dei 50 anni non puoi permetterti di avere cura del tuo aspetto, senza essere additato e giudicato. Sembra quasi che ti diano dell’mbroglione. Alle soglie dei 50 anni se non sembri vecchio stai commettendo una specie di truffa, in questa società di benpensanti.

  3. says

    “Al di fuori del lavoro, non posso dire di aver fatto nulla. Non sono stato un vero e proprio marito. Non sono stato me stesso.”
    Frase che mi ha colpito moltissimo e che mette i brividi :'(
    Mi sento morto dentro anche io, ma fortunatamente mi sono “svegliato” prima, ho 26 anni ed ho avviato un progetto web che parla proprio di queste cose: fuggire dalla vita monotona (io la chiamo la vita da schiavo moderno) e spezzare le catene per vivere diversamente.

    Pensieri come quello che ho letto su questa pagina mi convincono che sono sulla strada giusta.
    Spero di coinvolgere più persone possibili nel mio viaggio.
    Ciao a tutti e grazie a intaliansinfuga per l’articolo bellissimo!
    Pietro

  4. Rossana Motta says

    Verissimo. Credo che entrambi gli estremi siano fonte di infelicita’. E’ vero che troppa stabilita’ puo’ rendere la vita noiosa (pero’ si ha sempre la SCELTA almeno di potere cambiare). Pero’ la totale mancanza di stabilita’ spesso non da’ scelta e rende la vita angosciante, triste per tutti gli addii che si devono dire anche se non lo si vuole, e anche materialmente difficile visto che quasi sempre instabilita’ = soldi scarsi e rari.

    Ho vissuto nell’instabilita’ tutta la mia vita adulta, ora ho 34 anni, e sono sempre con lavori precari e posso essere buttata fuori dal Paese ad ogni momento (vivo in USA da 10 anni). Si’ ho vissuto in tanti Paesi e Stati diversi, ma alla fine mi trovo sempre in ansia per lo stato di precarieta’, e sola, visto che quando una relazione si stabilisce e’ gia’ ora di cambiare posto perche’ sono schiava del visto lavorativo

  5. says

    Purtroppo molte persone vivono con la convizione che i soldi facciano la felicità e agiscono in funzione di questo. L’unico obbiettivo è quello di fatturare, risparmiare, creare una stabilità economica. Non si accorgono, però, che la stabilità ottenuta con il denaro, non assicura una certa serenità mentale e spirituale, anzi. Il rischio più grave – e importante – è quello di diventare schiavo di un ritmo e una realtà insana.
    Putroppo le persone se ne accorgono troppo tardi: si svegliano un giorno e capiscono di aver buttato via la vita. E danno inizio a un processo per convincersi che cosí non doveva andare, etc….
    La verità è che cambiare richiede un investimento di moltissimi fattori e non tutti se la sentono. Mandare a quel paese le persone che ci fanno stare male, un lavoro che ci investe la vita… Smettere di fare rinunce per incassare pugni… Sembrano nulla in confronto al cambiamento.
    Eppure – e ho trattato spesso questo tema nel mio blog – il cambiamento è capace di svegliarti da un lungo letargo. Ti fa vibrare l’anima e ti colora le giornate.
    Ricordo con amore quando ho lasciato l’Italia per Malta: ragazzi, quanta paura avevo! Eppure… La sensazione di libertà che ho ottenuto ha sconfitto tutte le mie ansie.
    Ragazzi… Non buttate via la vostra vita: è una… Datele l’importanza che merita.

    In tal proposito, visto che la tematica è la stessa, ti suggerisco anche il mio articolo: http://www.alessandralorenzi.com/game-over-vivi-la-tua-vita-e-avrai-successo/
    È sempre interessare incontrare persone che la pensano come te. 🙂

  6. Mitzi says

    Avevo ospite un’amica italiana che viveva da anni a Johannesburg. Parlando delle mie vacanze mi chiese: “Ma chi vi guarda la casa quando siete via (villetta con giardino con impianto d’allarme)?”. Loro dovevano mettersi qualcuno in casa quando andavano via. Hanno subito diverse effrazioni in pieno giorno mentre erano a fare la spesa o nei dintorni; lui (nero) è stato aggredito, picchiato e rapinato 3 volte. Lei è stata fermata dalla polizia senza apparente motivo e trattenuta un’intera notte. Quando si sono separati lei dopo poco è tornata in Italia, ben contenta.

  7. Grazia says

    Non sei morto dentro…… Si vive finché c’è vita …se cadi ti rialzi é incomicia una nuova vita …

  8. sergio loll says

    molto meglio il sudafrica della gran bretagna, anche gli inglese quando possono scappano dalla loro terra

  9. Matteo Okedi Asr Peronaci says

    e poi onestamente, in fondo in fondo, penso che qualsiasi giovane sotto ai 25 che sta studiando a tempo pieno e che vive di piu’ di 20 sterline al giorno vive di eccessi o semplicemente non sa autogestirsi.

  10. Matteo Okedi Asr Peronaci says

    non pago le tasse siccome i miei introiti sono troppo bassi e poi sono studente a tempo pieno ti ricordo. abito all’alloggio universitario, ho fatto un prestito ed in piu’ ho il supporto dei miei. per un adulto che si deve sostenere da solo e che non studia, ovvio che 120 sterline sono poche. ma non c’ho manco vent’anni io eh… poi ci sono un sacco di modi per fare soldi. basta avere un briciolo d’ambizione e un po’ di spirito imprenditoriale.

  11. says

    ogni persona ha il centro del suo mondo.
    dove meglio crede.
    se in un posto ameno uno riesce ad avere un lavoro e vivere in maniera che gli va bene, mentre altrove non ha lavoro nè prospettive nè altro, mi sembra ovvio che pure il posto ameno sia automaticamente bello e vivibile per quella persona e non vedo che male ci sia.
    Che la germania sia perfetta mai detto (anche perchè, come invece sempre sostengo, il posto perfetto non esiste), ma che lì ci sia più meritocrazia, meno evasione, meno corruzione e più senso civico che in italia o altri paesi, è un dato di fatto. sono numeri concreti.
    (( cmq continuo a non vedere il nesso con un uomo di mezza età che si piange addosso per le sue azioni e scrive una solfa a riguardo )) 🙂

  12. wif says

    Qui le entrature servono anche per fare da badante agli anziani. Sempre se vuoi un lavoro pagato dignitosamente e non a nero o pagato male (riservato agli immigrati, anche di seconda generazione).

  13. wif says

    La storia dei ballerini non era offtopic ma un esempio di come possa buttare male quando si sta in un Paese ‘perfetto’ e soprattutto ‘democratico’ come la Germania.
    La Germania è una palla, inutile raccontarsela!
    Il fatto è che l’italiano all’estero pensa che solo dove sta lui sia il centro del mondo. Quindi anche il posto più ameno della Germania diventa bello, vivibile ecc.

  14. Richard_Chance says

    Interessantissima lettera, può essere spunto per dibattiti di vario genere. Un piccolo dettaglio : John dice di aver sprecato la sua vita inseguenda la stabilità. Vita tranquilla, niente problemi economici, moglie, figli, lavoro sicuro… Quello che per lui si è trasformato nel fallimento di un sogno, per altri può essere il raggiungimento di un traguardo.

  15. Fabio says

    Io gente ho il problema contrario. Mi son laureato giovane, ho girato il mondo per anni e divertito forse persino troppo, ho fatto tutto e di più di quello che volevo fare…. ma a 35 mi trovo nella villa di provincia di mamma a grattarmi le palle in cerca di stabilità…sognando opportunità che non arrivano più e chiedendomi se non fosse stato meglio piantare radici prima. La vita è fatta di fasi/periodi ma voglio credere che siamo quella cosa sempre nuova che però non cambia mai; su le maniche, si lotta!

  16. says

    le entrature in italia servono pure per fare l’addetto alle pulizie o il magazziniere..se ti paiono lavori di prestigio…
    E pure per quanto riguarda i “lavori di prestigio” sia italiansinfuga, sia tanti altri siti, persone ecc. sono pieni di esempi che all’estero non sempre servono e pesano molto meno.
    Il signore del post sta tuttora lavorando, non è disoccupato, quindi il fatto che sia vecchio per il mondo del lavoro è irrilevante, visto che non sta cercando un lavoro…
    Io non decanto un bel niente, riporto fatti reali e vissuti(non solo da me) che oggettivamente possono essere dei vantaggi per chi vuole andare all’estero e si sente “idoneo” ad un posto come la Germania. Poi che ogni, qualunque, posto/regione/Paese abbia pure i suoi contro lo sanno tutti, e va pure a gusti, ad esempio io la Germania non l’ho mai trovata noiosa, ma semmai iperattiva. ma ognuno ha i suoi gusti in fatto di tempo libero e hobby ecc. e ciò che può essere un buon svago per me, può essere una noia per altri e viceversa…e questo in qualunque Paese del mondo. Stesso discorso per la vivibilità quotidiana ecc…
    io sono anche tra i pochi che mette in guardia parecchio su un posto simile….quindi…ehm…decantare? assèrio?

    cmq….arrivare ad un totale offtopic su germania e ballerini solo perchè secondo me, e molti altri qui, questo signore è troppo pessimista e si piange addosso…una piroetta niente male XD
    roger that, over and clear

  17. Imma says

    Sono già a rischio! Poi non è detto che le cose peggiorino! Io ho aspettato per 22 anni ma purtroppo non dipendeva da me! In questo caso dipende da te. !

  18. Stefano Magistri says

    Grazie. Ma a volte si può solo che attendere. Cambiare adesso, significa mettere a rischio coloro che dipendono da te.

  19. Imma says

    Ho vissuto a fianco ad un uomo così!! Ha ragione!!!! Si muore dentro e con lui anche la famiglia, io ne sono uscita dopo 29 anni e spero che lui abbia capito che il tempo perso non torna! Almeno sua moglie ha pensato a se stessa! Io neanche quello! Vabbè…..così non ho niente da rimproverarmi! ___

  20. Cris says

    In realtà se è la donna a tradire dicono che è troia non so dove vivi tu. Comunque in maniera statistica hanno studiato che la maggior parte delle donne tradiscono x impulsi emotivi e sentimenti mentre la maggior parte degli uomini per un impulso fisico. Magari è per questo che lo “hai sentito dire”

  21. Andrea says

    Sua moglie è scema anche perché se anziché andare avanti 10 anni a nascondersi gli avesse detto che era cambiato…forse avrebbero potuto invertire la rotta.
    Ma purtroppo credo che se non lo ha fatto più che altro è perchè avrebbe perso la vita agiata che aveva grazie al buon stipendio del marito…troppo facile scaricargli la colpa…per lavarsi la sua di coscienza…
    Poi le sue riflessioni rimangono comunque giuste ed un buon spunto di riflessione per noi…

  22. Andrei Satalov says

    Fermarsi per riflettere, capire i propri errori ed ammetterli non e’ da tutti. Renderli pubblici per provare a fare si che altri li evitino e’ altrettanto ammirabile. Tutti fanno degli errori, piú o meno gravi. La differenza la fanno coloro che fanno qualcosa, per cambiare, migliorare e non commettere piú gli stessi errori. Spero che John trovi il coraggio di riprendere da dove si era fermato vent’anni fa e rimettere lo zaino in spalla, non e’ mai tardi per vivere!

  23. Andrei says

    Fermarsi per riflettere, capire i propri errori ed ammetterli non e’ da tutti. Renderli pubblici per provare a fare si che altri li evitino e’ altrettanto ammirabile. Tutti fanno degli errori, piú o meno gravi. La differenza la fanno coloro che fanno qualcosa, per cambiare, migliorare e non commettere piú gli stessi errori. Spero che John trovi il coraggio di riprendere da dove si era fermato vent’anni fa e rimettere lo zaino in spalla, non e’ mai tardi per vivere!

  24. Pino Road Alfano says

    Anche la mia é stata così,schiavo del lavoro per avere serenità economica in famiglia,ma alla fine non ho filling coi miei figli,non ho un buon rapporto con mia moglie,ho 54 anni,ma non mi arrendo però, infatti sto cedendo l attività e voglio andare a vivere il resto della mia vita alle Canarie,ho ripreso la mia passione per le foto e video che avevo e sto studiando per diventare professionista,e voglio fare questo da ora in poi,anche se i miei non approvano,io mi riprendo la mia vita e lo farò!

  25. wif says

    Ehm, le entrature servono eccome anche fuori dell’Italia se uno vuole svolgere lavori di prestigio e ben pagati… Se, invece, si emigra per fare lavori che agli autoctoni non interessano, è ovvio che li si trovi facilmente. La ‘tipa che conosco’ era solo un esempio reale di come le cose possano andare per uno straniero in Germania (ma anche altrove), anche molto qualificato e che sa la lingua.
    A 46 anni si è persone adulte e, oserei dire, pure vecchie per il mondo del lavoro, soprattutto anglosassone. Solo in Italia sento di gente che si considera un/a ragazzo/a passati i 30.
    il “voi in Germania” era un modo per riferirsi anche a te che decanti questo Paese, che io conosco abbastanza. Avendo il tedesco fra le lingue di famiglia e amici in Germania, ci andavo ancora in tempi non sospetti. La Germania ha i suoi pro e i suoi contro ma io non ci vivrei. È un Paese pesante sotto molti punti di vista e pure noioso. Poi, per carità, hanno tanti pregi ma li paghi tutti in termini di umanità e vivibilità quotidiana. Ciao 🙂

  26. wif says

    Infatti, non è la norma. Voi avete ancora lavori part-time in UK? Qua (Scandinavia) li stanno eliminando. La Svezia è il Paese più americanizzato d’EU e non è un mistero.

  27. wif says

    Ma certo, dipende sempre dalle situazioni e dai luoghi.
    Ti posso però assicurare che per es. insegnare in Germania è dura e si sta fuori molte ore. Il trend è quello di fare lavorare le ore in maniera molto pesante, almeno da quello che sperimento in Svezia. Non mi pare che in Italia si lavori in maniera così concentrata. Ho notato che si tende a lavorare per tempi più prolungati ma male. Ripeto, i miei colleghi arrivavano alle 8 invece che alle 7.30, si facevano la colazione (perché l’avevano saltata) e poi iniziavano a lavorare senza avere un programma giornaliero già pronto. Questo denota una disorganizzazione di base. Se non sai manco preparare una colazione prima di uscire di casa, figurarsi il resto!

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