5 dritte per far leggere il CV

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Corso Scrivere CV in Inglese 580
Articolo di Tomaso Bulligan.

“Ho spedito centinaia di CV e niente, neanche un colloquio!”

“Sono obiettivamente un esperto ma nessuno mi prende a lavorare…”

“Ho un CV di sette pagine! Possibile che sia così difficile avere risposta?”

Se ti riconosci in almeno una di queste esclamazioni questo articolo è per te.

Venire selezionati per un colloquio grazie al proprio curriculum non è facile.

Le basi di come scrivere un CV di solito non vengono insegnate a scuola e manca un modello unico accettato a livello internazionale.

Negli anni ho ricevuto decine di curriculum per le più svariate posizioni, dal volontariato sociale a incarichi tecnici di alto profilo, in Italia e all’estero, da italiani e non.

In secondo luogo, io stesso ho inviato centinaia di CV alle istituzioni più disparate e in ogni angolo del mondo occidentale.

Un tempo anch’io mi lamentavo di non ricevere l’attenzione che sentivo di meritare.

Oggi invece sono le aziende a cercarmi.

Senza dubbio ciò è anche merito della cura continua che pongo nel presentare al meglio il mio profilo.

Siamo onesti: il curriculum perfetto non esiste.

Non è solo questione di tenerlo aggiornato.

C’è sempre un modo migliore di mettere in luce le proprie abilità, un formato più chiaro, un dettaglio da sistemare.

Oltre a questo, il curriculum non è che una parte della nostra immagine professionale.

Tuttavia alcuni semplici accorgimenti possono essere di grande aiuto nel migliorare le possibilità che il nostro CV non finisca direttamente nel cestino.

1. Soddisfare i requisiti

Gli annunci di lavoro indicano sempre alcuni requisiti fondamentali.

Senza queste caratteristiche minime un candidato non verrà mai preso in considerazione.

Se vengono richiesti almeno cinque anni di esperienza, quattro non basteranno e i candidati con sei saranno favoriti.

Ottima conoscenza della lingua inglese significa “fluent”, quindi “good” sarà troppo poco e la forma del CV peserà moltissimo.

Oltre ai requisiti fondamentali, gli annunci elencano una serie di responsabilità.

Il CV avrà tante più possibilità di passare la selezione quanto più saranno chiari i riferimenti a queste responsabilità e a come il candidato le possa affrontare con successo.

Semplifichiamo il discorso con un esempio ridotto ai minimi termini.

Annuncio

Autista per accompagnamento clienti VIP prestigiosa azienda zona Milano, minimo tre anni di esperienza, ottimo inglese, conoscenza altre lingue vantaggiosa.

Candidati

– Laura, tre anni autista di scuolabus zona Milano, maturità classica, insegnante volontaria di inglese per stranieri.
– Maurizio, due anni di esperienza di lavoro stagionale come autista per importante festival culturale, studente di ingegneria meccanica, ottimo inglese, buono spagnolo.
– Said, cittadino italiano residente a Milano, maturità scientifica, cinque anni autista per grande catena alberghiera, bilingue italiano-arabo, inglese C2 certificato.
– Bruna, assistente amministrativa, impiegata dell’anno 2012, laureata in economia e commercio, esperta suite Office, bella presenza.

Impressioni

Laura soddisfa i requisiti di base e passa la preselezione. Viene invitata a un colloquio se l’urgenza è molta e la concorrenza scarsa, la si tiene di riserva in caso contrario.

Maurizio non possiede almeno tre anni di esperienza come autista. Riceve una mail di cortesia o viene ignorato.

Said soddisfa ed eccede i requisiti dell’annuncio. Viene invitato a un colloquio.

Bruna manda curriculum a caso e perciò viene totalmente ignorata.

2. Essere esaustivi ma concisi

La quantità di tempo che un selezionatore dedica a un singolo CV è inversamente proporzonale al numero di CV ricevuti.

Ossia più grande è il numero dei curricula, minore sarà il tempo per leggerli.

Il candidato avrà tutto l’interesse a riassumere le proprie caratteristiche nel modo più chiaro e sintetico possibile per catturare e mantenere l’attenzione.

Continuando con l’esempio di prima, ecco tre modi diversi di presentare la stessa esperienza come autista.

Opzione 1

Excellence Srl, Autista, 2011-pres.
– Accompagnamento clienti
– Clientela italiana e internazionale
– Puntualità e rispetto delle norme di sicurezza

Opzione 2

Excellence Srl, Autista a chiamata, 2011-pres.
– Accompagnamento clienti aziendali
– Clienti italiani ed europei
– Riconosciuto per puntualità e rispetto delle norme di sicurezza

Opzione 3

Excellence Srl, Autista a chiamata 24/7, 2011-pres.
– Accompagnamento di oltre 50 clienti al mese
– Quadri e dirigenti di ditte italiane ed europee
– Premiato Autista dell’Anno 2013 per puntualità e rispetto delle norme

L’opzione 1 non fa altro che riportare le mansioni richieste dal ruolo.

L’opzione 2 entra più nel dettaglio ma resta vaga.

L’opzione 3 fornisce dati che rispondono alle domande esplicite ed implicite del selezionatore. Quanto lavora? Con che tipo di clientela? Cosa dicono di lui?

Un altro modo di facilitare il lavoro di chi legge il CV è quello di limitarne la lunghezza a massimo due pagine.

Ciò è ancor più vero nei paesi anglosassoni dove superare questa lunghezza viene visto come mancanza di capacità di sintesi.

Un modo semplice di ridurre le dimensioni del curriculum è quello di eliminare le esperienze che abbiano poco o niente a che fare con la posizione per cui ci si candida.

3. Scrivere un’accompagnatoria

Spedire un CV come allegato senza una riga di accompagnamento è segno di pigrizia e cattiva educazione.

E’ l’equivalente di entrare in un ufficio, sbattere il curriculum sul tavolo, girare i tacchi e andarsene.

Certo, molte aziende usano programmi di screening che selezionano i CV in base a parole chiave e altri fattori, ma spesso sono persone in carne e ossa a ricevere le candidature.

Queste si faranno subito un’idea negativa del candidato e solo un CV stellare potrà sperare di passare alla fase successiva.

La buona norma è quella di rivolgersi alla persona che ha pubblicato l’annuncio o al responsabile delle risorse umane.

Se non si conosce il nome è spesso sufficiente telefonare in azienda e chiedere a chi si debba indirizzare il CV.

Un altra regola è quella di riferirsi chiaramente all’annuncio.

Molte aziende sono alla continua ricerca di diverse figure professionali.

Non è compito del selezionatore scoprire a quale posizione sia più adatto il candidato.

Il modo in assoluto migliore di presentarsi è quello di scrivere una lettera di motivazione in cui si spieghi il perché della candidatura dal punto di vista dell’azienda.

Ecco un semplice esempio per la nostra posizione di autista.

Gentile Dott.ssa Rossi,

Con la presente invio la mia candidatura per la posizione di “Autista per accompagnamento clienti VIP” (rif. AB123456).

Ecco tre buoni motivi per cui credo di essere la persona che state cercando.

– Cinque anni di esperienza come autista per i clienti del Megalbergo
– Cittadino milanese con ottima conoscenza della città
– Italiano e arabo madrelingua, ottimo inglese certificato da UK College

Sarei felice di mettere le mie abilità al vostro servizio per mantenere alta la reputazione della vostra azienda.

In attesa di vostro cortese riscontro, porgo

Cordiali saluti

Said Bianchi
said.bianchi@gmail.com
333 4455667

4. Usare un recapito rispettabile

L’indirizzo da cui si invia il curriculum deve esso stesso offire un’immagine di professionalità.

Non è necessario avere un proprio dominio @cognome.com per fare buona impressione, ma con un indirizzo email o un alias non professionali si parte decisamente con il piede sbagliato.

Così said.bianchi@gmail.com, sbianchi@hotmail.com, said@bianchi.it saranno tutti indirizzi perfettamente accettabili quando abbinati all’alias “Said Bianchi”.

Ma una mail che provenga da “Festaiolo Vagabondo” con indirizzo said@bianchi.com? O da “Said Bianchi”, rosposelvaggio@aruba.it?

Questo è un errore molto comune ed estremamente facile da rimediare. Aprire un nuovo account email è infatti rapidissimo e gratuito.

5. Eliminare gli errori

Il CV è il proprio biglietto da visita. Gli errori vanno ricercati ed eliminati con meticolosità: bisogna controllare ogni dettaglio.

Per correggere gli errori di battitura è utile stampare una copia e leggerla a rovescio, ossia dall’ultima riga alla prima.

Cosa succederà a un CV con scritto “attnezione ai dettagli”, “capacitò di analisi” o “ottime abilità limguistiche”?

Come avrai capito, nel mondo del lavoro il come ci si presenta è molto più importante della quantità di CV che si inviano.

Questo è ancora più vero adesso che in molti settori l’offerta supera di gran lunga la domanda.

Spero che questi consigli ti siano d’aiuto nella tua ricerca.

Un ultima cosa: se ti è piaciuto questo articolo, condividilo così che altri possano leggerlo. Se non ti è piaciuto, scrivimi perché nei commenti.

Comunque sia, grazie per essere arrivato fino in fondo!

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Comments

  1. wif says

    In effetti, il contatto personale è sempre il migliore. Il CV serve se conosci già qualcuno. In Italia come in Australia ecc.

  2. zooropa says

    personalmente mi sono sempre trovato meglio nel “vendermi” porta a porta, soprattutto qui in Australia. Spesso mi sono trovato a fare colloqui improvvisi, su due piedi…

  3. Rebecca Intheskywithdiamonds says

    Intervista invece di colloquio fa un po’ rabbrividire…per il resto, utile.

  4. Alessandro says

    Le grandi imprese non so, ma in quelle medio-piccole spesso non leggono nemmeno le mail; a volte – perfino – l’indirizzo mail riportato nel sito non è più in attività, perché il sito non viene aggiornato regolarmente. Prima di mandare il cv, quindi, è consigliabile verificare prima con una telefonata.

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