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Marco Azzu condivide con noi la sua avventura di giovanissimo emigrante a Londra.


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Marco in Italia finì di studiare a diciassette anni per iniziare a lavorare come cameriere. L’idea era quella di mettere soldi da parte per andare a vedere cosa ci fosse fuori dall’Italia, “fuori dal guscio”.

Riuscì a mettere un po’ di soldi da parte, decise di vendere l’Apino e comprarsi una moto.

Con la moto Marco partì alla volta di Londra facendo sosta in Baviera dove suo padre si trovava per lavoro.

Marco arrivò a Londra, si sistemò in ostello iniziando a cercare stanza e lavoro.

Dopo due settimane decise che l’impatto era troppo forte.

Non volendo tornare indietro a casa “perché sarebbe stato un fallimento”, Marco decise di puntare verso la Spagna dove andò a fare WWOOFING nelle Asturie.

L’esperienza durò dalla fine di giugno fino ad ottobre e Marco la definisce bellissima.

Quelli che lo ospitavano gli proposero anche di rimanere ma Marco stava finendo di soldi.

Decise quindi di tornare in Italia ma con l’intento preciso di passare solo l’inverno e poi ritornare a Londra in modo più convinto.

Dal punto di vista lavorativo Marco aveva, secondo la sua definizione, un “pseudo curriculum” con una sola esperienza lavorativa e senza diploma.

Per un mese e mezzo non riuscì a trovare lavoro cercando come cameriere, kitchen porter, nel fast-food, un po’ ovunque.

Li imparò quali sono i requisiti per poter lavorare in questo tipo di posizioni lavorative: la capacità di parlare inglese e una precedente esperienza lavorativa nel settore in Inghilterra.

L’esperienza da cameriere in Italia infatti non vale altrettanto perché il datore di lavoro inglese non si scomoderà di contattare il datore di lavoro in Italia per controllare le referenze.

Mentre avere un’esperienza di lavoro precedente in Inghilterra è un ottimo biglietto da visita.

Marco riuscì a trovare il primo lavoro grazie ad un’agenzia che si occupa di trovare staff temporaneo nel catering come ad esempio Berkeley Scott.

Queste agenzie si occupano, tra l’altro, di trovare personale nel settore dell’ospitalità e ristorazione anche per brevissimi periodi come un giorno.

In questo modo il lavoratore straniero riesce a inserire esperienze inglesi sul proprio CV.

Un aspetto importante della procedura di selezione in questo settore è l’estrema velocità. Spesso vieni chiamato per sostenere un colloquio di lavoro nell’arco di due ore.

Quello che aiutò Marco a trovare il primissimo lavoro fu anche la capacità di parlare spagnolo perché la maggior parte del personale del suo primo ambito lavorativo era spagnolo.

Dopo un anno e mezzo di permanenza a Londra il bilancio di Marco è positivo.

Arrivò con un curriculum striminzito, senza quasi esperienze lavorative, e riparte con un curriculum molto più forte e una migliore conoscenza delle lingue. È riuscito anche a mettere un po’ di soldi da parte.

Il suo obiettivo a breve termine è quello di tornare in Italia e concludere gli studi per poi ripartire verso l’Inghilterra, lavorare nel WWOOFING e spostarsi con un van.

Un consiglio che Marco da a chi sta pensando di andare a Londra per studiare l’inglese è di prendere in considerazione altre mete. A Londra è probabilissimo di vivere e lavorare con altri stranieri e quindi di non far altrettanta pratica con la lingua rispetto a altre città inglesi meno frequentate da stranieri.

Marco infatti, da quando è arrivato a Londra, ha migliorato tantissimo lo spagnolo!

Infine il consiglio di Marco a se stesso diciottenne è quello di non partire altrettanto allo sbaraglio e di prepararsi un po’ di più.

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