Come ho trovato lavoro a Londra come cuoco (una volta ero ragioniere)

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Diego lavora come cuoco a Londra e gestisce la pagina Facebook Cuochi a Londra.


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Il percorso di Diego è stato tutt’altro che lineare.

Originario di Rimini, Diego si è diplomato e ha iniziato a lavorare come ragioniere.

Dopo un cambio di carriera che lo ha portato a lavorare in una web agency ha deciso di partire per l’Australia con un visto vacanza lavoro.

Si trattava di raggiungere il fratello che già si era trasferito con lo stesso tipo di visto.

Diego conferma che la sua partenza verso l’Australia è stata una “pazzia” soprattutto perché aveva solo novecento dollari australiani a disposizione e sono finiti molto velocemente durante le due settimane a Sydney che Diego ha dedicato alla vacanza.

In seguito ha raggiunto il fratello a Richmond, una cittadina di cinquecento persone nel Queensland più remoto, a metà strada tra Townsville e Mount Isa.

Il fratello, cuoco, c’era finito perché un’agenzia lavorativa gli aveva proposto di andare a lavorare presso una ‘roadhouse’ e lui aveva accettato entusiasticamente senza sapere dove si trovasse Richmond.

Qui i due fratelli si sono fatti un paio di mesi per poi andare a cercare di raccogliere gli ottantotto giorni necessari all’ottenimento del secondo visto vacanza lavoro.

La situazione nelle farm non si è rivelata semplice perché Diego, per sua stessa ammissione, dice che lui e suo fratello sono stati un po’ ingenui e quindi facilmente raggirabili da datori di lavoro senza troppi scrupoli.

Hanno raccolto arance ma Diego dopo un mese ne aveva abbastanza.

Si è quindi diretto verso Melbourne dove dopo una settimana, con pochi soldi, è riuscito a trovare lavoro come lavapiatti e dopo un paio di settimane è riuscito trovare a lavoro in cucina in un ristorante italiano. È così riuscito a maturare la sua prima vera esperienza in cucina.

Di seguito Diego ha cercato di raggiungere gli ottantotto giorni in farm ma non ce l’ha fatta anche perché ha lavorato in nero e quindi alcuni giorni non erano ‘ufficiali’ (e non lo sapeva).

È quindi tornato in Italia carico grazie all’esperienza lavorativa maturata e alla conoscenza dell’inglese. Si è però scontrato con la concorrenza enorme per un posto di lavoro.

Ha deciso quindi suo malgrado di puntare verso paesi anglofoni per cercare lavoro nella ristorazione, la sua nuova passione.

Ha iniziato a spedire CV a manetta e dopo circa 1.500 curriculum spediti ha ricevuto una prima risposta.

L’opportunità che ha trovato era nelle Highlands scozzesi. Da notare che tutta la procedura di assunzione è avvenuta tramite email.

Durante la stagione estiva ha lavorato nella sezione antipasti e pasti freddi in un gastropub con cucina scozzese e francese.

Grazie a questa esperienza Diego ha maturato l’obiettivo di lavorare nel ‘fine dining’.

Ha spedito curriculum ai migliori ristoranti scozzesi e ha ricevuto un’opportunità di prova presso un ristorante con una stella Michelin. Purtroppo la prova non si è trasformata in una posizione lavorativa ma ha aiutato Diego a comprendere meglio quali fossero i propri limiti se avesse voluto lavorare in ristoranti di un certo livello.

Nel frattempo suo fratello aveva completato i suoi due anni in Australia e insieme hanno deciso di formare una squadra per gestire la cucina di un ristorante. Hanno cercato molte opportunità, trovando possibilità di fare prove ma senza troppo successo. Il giorno prima di tornare in Italia hanno invece trovato l’opportunità di andare a lavorare nel Bedfordshire dove sono rimasti per circa sei mesi.

Tornati a Londra, Diego e suo fratello hanno deciso di andare per strade separate. Diego ha fatto tante prove senza però trovare lavoro nel tipo di ristorante al quale puntava.

Ha poi fatto una application online sul sito di un hotel a cinque stelle.

Dopo un questionario online ha richiesto circa quarantacinque minuti di tempo per essere completato è stato contattato dalle risorse umane per andare a fare un colloquio di lavoro faccia a faccia.

Quest’ultimo è andato bene e gli hanno chiesto di tornare per parlare con il responsabile delle risorse umane e poi fare un colloquio con l’executive chef.

Alla fine è stato assunto!

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