Tasso di disoccupazione nel Regno Unito più basso da fine 2008

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Dati pubblicati dall’Office for National Statistics rivelano un mercato del lavoro britannico in miglioramento.

Le stime iniziali relative al periodo Aprile-Giugno 2014 indicano che, rispetto al trimestre precedente, l’occupazione è aumentata e la disoccupazione è diminuita.

Questi dati confermano un trend iniziato due anni fa.

Durante il periodo preso in considerazione più di 30 milioni di persone avevano un lavoro, 167 mila in più rispetto al trimestre precedente e 820 mila in più rispetto all’anno precedente.

Delle 820 mila persone in più impiegate oggi rispetto all’anno scorso, 469 sono uomini con un lavoro a tempo pieno, 223 mila sono donne con un lavoro a tempo pieno e 132 mila donne con un lavoro part-time mentre il numero di uomini con un lavoro part-time è sceso di 4 mila unità.

Il tasso di occupazione si attesta al 73%, superiore sia al trimestre che all’anno precedente.

Il numero di disoccupati è invece pari a poco più di 2 milioni di persone, 132 mila in meno rispetto al trimestre precedente e 437 mila in meno rispetto al 2013.

Il tasso di disoccupazione ha confermato la sua discesa attestandosi al 6,4% per il periodo Aprile-Giugno 2014, il livello più basso rispetto alla fine del 2008.

Il tasso di inattività economica (persone disoccupate che non stanno cercando o possono cercare lavoro) è stato stimato pari al 21,9%.

La paga (bonus inclusi) ricevuta dalla forza lavoro della Gran Bretagna è scesa dello 0,2% rispetto all’anno precedente mentre la paga esclusi i bonus è salita dello 0,6% rispetto al 2013.

Il numero di stranieri impiegati nel Regno Unito è salito 219 mila unità durante l’ultimo anno raggiungendo quota 2,89 milioni.

Questo incremento rappresenta il 27% del totale incremento di numero di persone impiegate nel Regno Unito durante gli ultimi 12 mesi.

Da notare che l’aumento del numero di lavoratori stranieri è dovuto principalmente ad un aumento di stranieri provenienti dalle ‘nuove’ nazioni europee (Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Polonia, Slovacchia e Slovenia).

Il numero di stranieri impiegati nel Regno Unito provenienti dalle 14 nazioni dell’Unione Europea più ‘vecchie’ (tra le quali l’Italia) è invece salito ‘solo’ di 41 mila unità mentre il numero di extra-comunitari è sceso di 27 mila unita.

Siete in Gran Bretagna? Come vi trovate?

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  • Antonella Tromba

    Purtroppo anche io ho notato come nel Regno Unito vengano assunti preferibilmente più dell’est Europa che dal sud. Basta farsi un giretto su LinkedIn e notare che nell’organico di alcune aziende, almeno di quelle più grandi e strutturate, ci siano parecchi nomi polacchi o slovacchi. Onestamente non so se sia un buon segno, ho solo la sensazione che anche se sulla carta recruiters e aziende non discriminino per l’età, magari stiano avvantaggiando altre nazionalità perché magari ci sono più persone disposte a lavorare a condizioni un po’ inferiori a certi standard.
    Circa un mese fa, volevo attingere più informazioni possibili su un’azienda in cui ho fatto un colloquio via Skype, e, cercando su Twitter, avevo assistito a una polemica di utenti inglesi riguardo la notizia di un’azienda del posto che sembrava pubblicasse i suoi annunci di lavoro su un portale polacco. Quindi, era stato fatto con l’intento di considerare gente di quel posto… Perché?!?
    I commenti degli inglesi che ho letto non erano proprio carinissimi, ma credo che avessero parecchie ragioni per essere un po’ arrabbiatini :-) Del resto, anche lì, in quella particolare regione dell’Inghilterra, il tasso di disoccupazione locale è piuttosto alto (9%).
    Purtroppo io avevo letto questa notizia un paio di giorni dopo il mio colloquio, ma aveva supportato la mia percezione, non molto convincente, su quest’azienda.
    Non mi meraviglia se, ad un certo livello, si sia arrivati al paradosso.
    Personalmente non sono mai a vantaggio di favorire una categoria per un’altra, soprattutto quando dietro tale ipocrisia si celi una comodità per chi ha il potere di scegliere.


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