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Consiglio il mondo del lavoro statunitense a chi….

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consiglio il mondo del lavoro statunitense

Tiziana lavora da più di 25 anni nel settore aerospaziale, 15 dei quali negli Stati Uniti.

Cosa hai studiato in Italia?

Sono un ingegnere meccanico, laureata al Politecnico di Torino

Cosa ti ha portato negli Stati Uniti?

Dopo la laurea ho iniziato a lavorare in Italia nel settore aerospaziale.

Uno dei miei incarichi di lavoro mi ha portata negli USA su un programma in cooperazione con una società californiana.

Sono stata residente presso di loro per oltre un anno e quando il mio incarico è terminato e son tornata in Italia, dopo poco mi hanno offerto un lavoro.

A loro piaceva come lavoravo e a me piaceva lavorare con loro, un buon connubio. Nel settore spaziale gli USA offrivano, e continuano ad offrire, molte più opportunità.

Hai maturato una lunga esperienza in ogni azienda per la quale hai lavorato. Qual è il segreto della tua longevità?

Mi piace il settore in cui lavoro.

Quando ero in Italia non c’erano molte possibilità di spostarsi rimanendo in campo spaziale; la “longevità’” era una necessità, più che una scelta.

Una volta arrivata negli USA ho avuto diverse opportunità di cambiare, parecchie buone offerte, ma mi trovavo bene dove ero e ci son rimasta fino a che mi sono stufata di vivere in California (vicino a San Francisco) e mi sono spostata sull’altra costa.

E’ da parecchi anni che dirigo progetti per la costruzione e il lancio di satelliti commerciali; è un lavoro interessante, mai monotono che mi piace molto.

Sono stata fortunata ed ho lavorato in società dove mi trovavo bene.

Nessun segreto, fortuna.

A chi consiglieresti il mondo del lavoro statunitense?

Lo consiglierei a chi ama l’indipendenza, non ha paura di fare cambiamenti anche radicali, ha spirito d’iniziativa ed è pronto ad abbandonare famiglia, amici e radici in Italia.

Parecchi amici italiani che ho conosciuto qui negli USA dopo un po’ son tornati a casa; non è sempre facile.

E a chi invece lo sconsiglieresti?

A chi non piace cambiare abitudini, non è disturbato dalla quasi totale assenza di opera d’arte a cielo aperto (niente basiliche, bei palazzo d’epoca, centri storici più vecchi di 200 anni,…) e pensa di adattarsi senza troppi rimpianti al fatto che qui il cibo è una necessità più che un’arte ed una tradizione (parafrasando per non offendere la “cucina” statunitense anche se credo sia chiaro il concetto…).

Dopo 25 anni di carriera, cosa faresti di diverso potessi tornare indietro?

Preferisco guardare avanti piuttosto che indietro. La domanda: “cosa sarebbe successo se fossi rimasta in Italia” si pone talvolta, ma non ho grossi rimpianti. Dovessi ritornare indietro nel tempo forse farei l’arredatore di interni, sicuramente meno stressante di ciò che faccio ora

Tornerai in Italia? Perché?

Torno sempre molto volentieri in Italia; normalmente ci vado un paio di volte l’anno in vacanza.

Se avessi una proposta di lavoro interessante credo mi sposterei, visto che me ne sono andata perché non mi piaceva lavorarci, non viverci.

Vivere negli USA è più facile (perfettamente organizzato per chi lavora: si fa tutto via Internet, negozi aperti 24 ore al giorno, se serve, programmi di doposcuola per i ragazzi molto ben gestiti,…) ma è un tantino “sterile” e sicuramente manca la cordialità tra le persone che trovo quando torno in Italia

Grazie Tiziana e buon proseguimento negli Stati Uniti!

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  • ciao

    io lavoro nel settore aerospaziale qui in italia.. tu per che azienda lavori?


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