SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Questa quattordicenne si sta costruendo una carriera grazie ad un hobby particolare

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Kathryn DiMaria è una quattordicenne statunitense che sta ricostruendo una macchina.

Grazie a questo progetto ha già ricevuto diverse proposte per perseguire una carriera da ingegnere meccanico.

La sua storia dimostra come non sempre ci vogliano molti soldi per creare opportunità di miglioramento della propria condizione bensì tanta passione per quello che si fa e una giusta dose di determinazione.

Kathryn sta ri-costruendo da zero una Pontiac Fiero.

Nel frattempo ha imparato a saldare, molare, tagliare, levigare, cambiare le ruote, cambiare l’olio, smontare e rimontare il motore, lavorando sulla macchina nel suo tempo libero.

Il suo obiettivo è quello di finire la macchina in tempo per il suo sedicesimo compleanno quando potrà guidarla.

L’idea di costruire la macchina le è venuta l’estate prima di compiere dodici anni quando accompagnò il padre ad alcune fiere automobilistiche.

Per convincere i genitori ha detto che sarebbe stata un’opportunità per maturare competenze, che la macchina può ospitare solo due persone quindi non da troppe opportunità di fare guai con amici e che avrebbe pagato lei il costo di tutto il progetto.

Fino ad ora Kathryn ha speso circa duemila dollari guadagnati facendo la babysitter e vendendo online oggetti artistici creati con la saldatura.

Ha investito inoltre circa un migliaio di ore di lavoro.

Le amiche le dicono “mettiti un po’ di trucco e esci con noi”. Lei risponde “non posso, devo costruire una macchina”.

Bob Erekson, suo zio, dice che la motivazione necessaria per continuare nel progetto deriva anche dal fatto che Kathryn sta continuando a imparare nuove cose e nuove competenze.

Kathryn impara sia leggendo libri sull’argomento sia chiedendo allo zio, meccanico, e al padre.

Ha anche iniziato a partecipare ad un forum dedicato al particolare modello di macchina ricevendo aiuto, materiali e incoraggiamento da un po’ tutto il mondo.

Grazie alla notorietà del suo progetto Kathryn è stata invitata dalla General Motors al Detroit Auto Show per conoscere le due donne ingegnere che parteciparono alla progettazione della Fiero.

Attraverso il progetto Kathryn ha anche capito che vuole perseguire una carriera come ingegnere meccanico e alcune università l’hanno già contattata per invitarla a esplorare la possibilità di studiare presso di loro.

kathryn dimaria 580

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commenti



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  • Pier Silverio

    I quattordicenni che vedo io (e ne vedo, dando ripetizioni) giocano con l’iPhone appena compratogli (non sto esagerando), e si lamentano se gli chiedi di studiare mezz’ora al giorno (sottolineo: mezz’ora). Considerando le capacità e le nozioni che la ragazza avrà entro i 16 anni quando ne avrà più di 20 si potrà mangiare di traverso qualsiasi concorrente.
    Chissà come è messa relativamente alla “cultura generale” che piace tanto a noi italiani :D
    Comunque chapeau, anche considerando che per racimolare i soldi necessari ha fatto la baby-sitter e venduto le sue sculture (frutto di saldatura). Sfido a trovare dei 14enni così.

  • gip

    Dici che è colpa dei quattordicenni italiani e merito del prodigio made in usa?
    io ci vedo la vittoria del sistema Usa vs sistema Italia.
    quanti genitori metterebbero in mano al figlio un saldatore, un trapano una mola ecc… ?
    e quanti invece preferiscono dargli un cellulare?
    quanti appoggerebbero il progetto quanti ci crederebbero?

    infine, per arrivare al paradosso, in Italia un attività del genere é illegale (anche se nessuno controlla) non siamo autorizzati a mettere mano ai nostri mezzi oltre un minimo (e te lo dice uno che ci gode a smanettare con i suoi mezzi) veramente basso.

    da noi rischierebbe il sequestro del mezzo dopo il primo metro in strada…..

    non voglio sminuire le capacità e la tenacia della ragazza (invidiabili) ma di 14-15 enni (della mia generazione e non sono vecchio) che hanno ottenuto bei risultati meccanici ne conosco.
    per ricompensa hanno ricevuto beghe legali e l’invito a lavorare in officina a condizioni alle volte ridicole.

  • Pier Silverio

    Mah, io più qualche ragazzotto che provava ad elaborare il motorino non ho mai visto. La ragazza sta costruendo una macchina intera da zero, e nel farlo sta capendo il perché di ogni singolo pezzo presente in essa: un conoscenza che, una volta integrata da studi teorici ingegneristici sarà infinitamente superiore a quella di qualunque meccanico e ingegnere meccanico standard.
    Questione burocratica: fare qualcosa “from scratch” o quasi, come sta facendo lei, si può fare anche in Italia, e si può anche omologare e circolare. Ovviamente sarebbe un pezzo unico, e sarebbe necessaria la perizia di un ingegnere vero che attesti che tutto sia in regola. Ma se te la tenessi nel garage non avresti neanche questi problemi.
    Anche in America se ti metti ad elaborare e a “mettere le mani” su mezzi già finiti ci sono casini burocratici (ovviamente e giustamente).

    Tuttavia voglio essere d’accordo con te: il bello dell’America (almeno per come sembra vista da qua) è che è la terra del tutto è possibile, e chi ci prova a fare qualcosa di diverso è visto con meraviglia per la sua capacità, mentre da noi chi ci prova è visto che un pazzo furioso che vuole far del male a se e agli altri e va rinchiuso.
    Su questo sono d’accordo :D

  • Furio Fattori

    Complimenti sinceri…. finalmente vedo un adolescente con idee e determinata non come tanti che. Stanno difronte al tv al pc o giocando con il Cell sicuramente danneggiando il proprio cervello. Brava e ancora brava sicuramente sei l orgoglio dei tuoi genitori!!!

  • lynx79

    Pienamente d’accordo,
    innanzitutto bisogna avere il posto per fare una cosa del genere e in Italia già questo manca a molti ragazzi, poi serve l’attrezzatura, solo la maschera per la saldatura che usa lei nel video costa 100 euro, dubito che 2000 dollari ( meno di 2000 euro ) siano sufficienti per comprarsi gli attrezzi necessari anche perchè un telaio non lo saldi con una saldatrice a elettrodo, e se lo fai sei un pazzo. In Italia solo per il telaio ti richiederebbe una radiografia delle saldature e viste le dimensioni non si parla di poche centinaia di euro. In Italia solo tenere ferma un’auto per diciamo 4 anni costa ( se è un catorcino da pochi cavalli ) almeno 100 euro di bollo all’anno. In Italia se muovi un calzino in casa tua devi chiedere l’autorizzazione al comune. E se malauguratamente la ragazzina si fa male mentre lavora all’auto o peggio muore? In Italia i genitori sarebbero linciati da opinione pubblica e istituzioni. Perchè poi ovviamente il lavoro in sicurezza in Italia non esiste, considerando che neanche i professionisti riescono a rispettare le milioni di leggi al riguardo. Poi come scrive bene gip, nel caso in cui riesci a farla circolare, c’è da sperare di non avere mai un incidente grave dove l’assicurazione vivisezionerà l’auto dimostrando che è colpa del cavetto y o del sensore x
    A me queste cose fanno solo incazzare, figuriamoci i commenti di chi svilisce una nazione che dove e quando lasciata libera di esprimersi sbaraglia la concorrenza.
    I cretini e i genii li abbiamo noi come li hanno tutti nel mondo, però in Italia il potere, la disponibilità, le occasioni e anche la visibilità è volutamente concessa ai primi e sottratta ai secondi.
    Odio generalizzare ma a 35 anni, 20 anni nel mondo del lavoro, 20 in quello della scuola posso tranquillamente affermare che funziona così nell’80% dei casi.
    Quando un paese viene consegnato nelle mani di pigri, viziosi, mediocri e codardi è molto difficile se non impossibile che costoro permettano agli operosi, brillanti e generosi di occupare ruoli visibii, perchè questo significherebbe mettere in luce la propria inettitudine e quindi a lungo andare perdere i privilegi.
    I migliori sono tenuti volutamente alla base della piramide sotto ogni punto di vista, soprattutto economicamente, perchè la necessità di guadagnarsi il pane ogni giorno non lascia molto spazio ed energie per uscire dall’anonimato. Potrei scrivere un libro sull’argomento ma cortesemente non paragoniamo la cacca col cacao.

  • Adrienne

    Mozart non sarebbe diventato quello che era se, anziché in una famiglia di musicisti, fosse finito in una famiglia di ciabattini.
    Non tutti i genitori sarebbero disposti a dare un saldatore in mano a un dodicenne


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