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Tutti in Germania!

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Sembra essere questo il grido di battaglia dei migranti di diverse nazioni.

L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha pubblicato l’edizione Maggio 2014 di Migration Policy Debates.

Questo documento ha lo scopo di informare la discussione a livello governativo tra le varie nazioni per quello che riguarda i flussi migratori a livello mondiale.

Pur con alti e bassi, l’immigrazione verso nazioni appartenenti all’OCSE è cresciuta a partire dagli anni 60.

Questa tendenza è continuata durante la prima decade del nuovo millennio durante la quale il numero di immigrati che vivono all’interno di nazioni appartenenti all’OCSE è cresciuto da circa 75 milioni per arrivare a più di 100 milioni.

In questo contesto il Messico, la Cina, il Regno Unito e l’India sono le nazioni di origine del maggior numero di immigrati.

Detto ciò, all’interno di questa tendenza a lungo termine esiste una notevole diversità sia in termini di flussi verso particolari nazioni e sia in termini di tipologia di immigrazione.

Alcuni punti salienti.

I flussi di migrazione permanente verso nazioni dell’OCSE sono risultati stabili durante il 2012 rispetto al 2011 e pari ad un livello di circa quattro milioni quindi un terzo più alto rispetto al 2000 e il 14% più basso rispetto al 2007.

I flussi migratori verso la Germania sono cresciuti di un terzo nel 2012 rispetto al 2011.

Questa crescita è dovuta soprattutto a flussi provenienti dall’Europa centrale e orientale e, in misura minore, Europa meridionale.

Dopo gli Stati Uniti, la Germania è adesso la seconda nazione con maggior flusso di immigrazione all’interno dell’OCSE. Nel 2009 essa occupava l’ottavo posto.

Altre nazioni europee hanno visto flussi immigratori in crescita durante il 2012. Soprattutto in Svezia, Francia e Finlandia questi hanno raggiunto massimi storici anche se per la Francia e la Finlandia rappresentano una percentuale relativamente bassa della popolazione.

Flussi migratori verso nazioni dell’Europa meridionale sono in declino a causa dell’incertezza economica. Durante il 2012 il flusso migratorio verso la Spagna è sceso del 22% mentre per l’Italia è sceso del 19%. In queste due nazioni i livelli di immigrazione erano pari al doppio durante il 2007. Nel frattempo, il Regno Unito ha visto il flusso di immigrazione scendere dell’11%, al di sotto delle trecentomila persone, il livello più basso dal 2003.

Continuando un trend partito nel 2008, flussi migratori verso l’Unione Europea e provenienti da nazioni non europee sono scesi del 12%.

I flussi verso nazioni con alti livelli di immigrazione “gestita” sono in crescita. L’emigrazione permanente verso l’Australia è cresciuta del 12% mentre per il Canada questa cifra è pari al 7%.

Il flusso di immigrazione verso gli Stati Uniti, la nazione che riceve più persone all’interno dell’OCSE, è sceso del 3% ma rimane superiore al milione di persone.

Il caso della Germania è di particolare interesse. I flussi migratori sono cresciuti di un terzo rispetto al 2011 raggiungendo la cifra di quattrocentomila persone. La Germania è quindi diventata la seconda destinazione all’interno dell’OCSE accogliendo più del 10% di tutta l’immigrazione permanente verso le nazioni appartenenti all’organizzazione.

In Nuova Zelanda invece i flussi di immigrazione permanente sono scesi e continuano a scendere dal 2005. Ciononostante, con quarantaduemila immigrati durante il 2012, l’emigrazione verso la Nuova Zelanda è ancora relativamente alta con 10 immigrati per ogni mille neozelandesi.

Per quel che riguarda il movimento di persone all’interno della comunità europea, 925.000 cittadini europei sono emigrati in un’altra nazione durante il 2012, un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Questo risulta essere il secondo anno consecutivo con una crescita superiore al 10%.

Anche voi volete andare in Germania?

emigrazione OCSE

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  • wif

    ci credo, è uno dei pochissimi Paesi europei che ha rilocalizzato le industrie…


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