I lati negativi del visto vacanza lavoro in Australia

World Nomads Assicurazione Viaggi

Leggi anche: Lavoro Australia

Articolo di Andrea Galignani.

L’Australia.

Un paese diverso, con tante opportunità, mega stipendi, stile di vita rilassato, spiaggia tutti i giorni, belle ragazze… Tutto questo è possibile leggerlo o sentirlo ogni giorno. Ma c’è dell’altro che sarebbe opportuno sapere.

Innanzi tutto bisogna capire che non esiste un paese perfetto. Non lo dico tanto per il gusto di andare contro qualche luogo comune, ma perché si possano evitare delusioni. In ogni posto ci sono pro e contro, aspetti favorevoli e disagevoli, proprio come il concetto che per ogni terra illuminata ne corrisponde una buia.

Vi racconterò quello che di solito succede a un backpacker in Australia con il WHV.

Primo inconveniente: andarsene. Significa vedere i vostri familiari che vi salutano con le lacrime agli occhi. I parenti più anziani li lasciate senza sapere se li rivedrete ancora. Significa abbandonare la maggior parte delle cose la cui presenza nella propria vita è data per scontata, come oggetti, lussi e cucina, ma anche semplici abitudini. Nondimeno, la separazione dagli amici può essere fastidiosa.

Ma tutto questo si supera bene con la carica che di solito ci accompagna in avventure simili. La vitalità giovanile, la curiosità e la “voglia di fare qualcosa di diverso” sono ottimi tamponi contro le separazioni. E comunque, uscire dal nido è una tappa fondamentale per imparare a volare. Ci vuole coraggio, ma è una virtù da avere assolutamente.

All’arrivo dovrete trovare una sistemazione. Ce ne sono tre principali. Gli ostelli, le share house (case in condivisione) e il campeggio. Gli ostelli sono più facili da trovare, ma spesso più costosi e sempre più disagevoli. Si tratta di condividere ogni spazio domestico con gente di ogni genere. Certo, da un lato è un’ottima occasione di stringere amicizie, confrontarsi e imparare l’inglese. Ma se avete bisogno di un vostro spazio privato, di un po’ di intimità, allora potrebbe non piacervi.

Le soluzioni più economiche sono le camerate: buchi in cui alloggia circa una decina di persone, infestati da puzza di sudore, disordine e animali. Il rischio di subire furti è alto e se avete un sonno leggero non pensateci neanche. Ognuno ha orari diversi, non mancano mai le “motoseghe” (i russoni) e a volte sentirete qualche coppietta senza pudore che decide di spassarsela nella cuccetta sopra la vostra.

La situazione migliora proporzionalmente col prezzo se prendete in considerazione le camere doppie o matrimoniali. Ma la vita in un ostello significa casino, specie durante i fine settimana e qualora le camere siano vicine alle sale comuni.

Le share house in genere costano meno e offrono servizi migliori. Le cucine sono meno affollate e raramente ci saranno più di due persone in una camera. Tendenzialmente ci si rispetta di più. Di contro, c’è meno disponibilità rispetto agli ostelli e la richiesta è alta. Anche lo scambio di informazioni è minore.

Il campeggio è una soluzione “diversa”. L’aspetto migliore è il costo e la tranquillità, ma la scomodità è elevata. In alcuni campeggi non c’è la corrente (o dovrete pagare un supplemento), difficile usare il computer, i bagni non sempre sono a pochi metri da voi e il clima è un fattore determinante.

C’è anche la vita in macchina che si può ricondurre a questa categoria. È la scelta più estrema ed economica. Solo in pochi ci possono riuscire. Si tratta di vivere in uno spazio ridottissimo, rischiare multe, mangiare crudista (questo a dire il vero è un bene) e sopportare la solitudine.

Quindi, secondo inconveniente è l’alloggio. Non è casa vostra. Non avrete la vostra privacy. Finché l’entusiasmo è alto si sopporta, ma quando questo diminuisce i disagi si sentono parecchio.

Poi dovrete occuparvi delle pratiche burocratiche per essere in condizione di lavorare (banca, tasse, telefono, sanità). Con un minimo di impegno si risolve in fretta.

E ora il terzo inconveniente: la ricerca del lavoro. La parte più ansiosa.

Noterete subito che i vostri soldi diminuiscono vertiginosamente giorno dopo giorno. La vita costa carissima e, a giudicare dalle tendenze viziose di molti ragazzi, i tipici “divertimenti” saranno un ulteriore problema. Si comincia col fare mille domande a destra e a sinistra. La raccolta delle informazioni è una fase essenziale. Poi si passano ore a svolgere ricerche in internet. Si sente dire che se uno ha forza di volontà ce la fa. È una condizione assolutamente necessaria, ma non più sufficiente. L’esagerato afflusso di backpackers la rende più una questione di fortuna. Anche per i lavori nelle farm. Troverete ragazzi in lista di attesa anche nelle località più disparate, sconosciute persino agli australiani stessi. Resta comunque inteso che senza impegno nemmeno la fortuna può servire. La lingua gioca un ruolo fondamentale. Se non la conoscete la imparerete, ma nel frattempo avrete difficoltà.

Sì, potete entrare nei locali, sorridere, farvi vedere spavaldi, ma se non sapete parlare le possibilità diminuiscono.

Nel caso in cui lo troviate, dovrete sopportarlo. Mi riferisco soprattutto a quei lavori che gli australiani evitano. C’è un motivo. Sono pesanti. Soprattutto i lavori in farm. Si tratta di lavorare iniziando all’alba per anche 12 ore consecutive, sotto un sole cocente o pioggia torrenziale, caldo asfissiante o freddo polare, umidità prossima alla saturazione e sciami di mosche. E magari sollevando pesi da terra… Ovviamente non ovunque, ma nella maggior parte dei luoghi è così.

In compenso gli stipendi possono essere buoni.

Ma qui arriva il quarto inconveniente: la sete di denaro.

Ho avuto modo di constatare che purtroppo più si riceve denaro e più se ne vuole. Non a caso gli imprenditori delle grosse multinazionali, che hanno così tanto denaro da non poterlo spendere tutto in una vita, nemmeno impegnandosi a fondo, non si fanno scrupoli a persistere nel loro vergognoso guadagnare sacrificando il mondo.  Ho visto molti ragazzi diventare avidi. Mettere il lavoro al di sopra delle amicizie e della propria levatura morale. Ci sono tanti invidiosi. Si tratta in genere di chi sperpera denaro in divertimenti, nei confronti di chi invece riesce ad accumularlo.

Attenzione, perché è facile cadere nella trappola. Si rischia di dedicare mente e corpo incessantemente a questi obiettivi, accumulando stress e dimenticandosi del resto. Il lavoro è importante, ma se non ci si ricorda che si lavora per vivere (e non viceversa) si finisce per esaurirsi. Ho visto alcuni ragazzi che hanno lavorato per mesi, senza mai prendersi un giorno di riposo, per dodici, a volte tredici ore al giorno! Erano distrutti, stufi e irritabili.

Naturalmente la prospettiva che si tratti di una condizione temporanea aiuta a sopportare, ma attenzione a non esagerare.

Quando ci si riesce a fermare in un posto e ci si comincia ad adattare, non tarderanno a sopraggiungere altri disagi, come la nostalgia di casa e parenti (quinto inconveniente). Almeno così è stato per me e altri che ho conosciuto. Non è un aspetto da sottovalutare questo. Può essere molto pesante e offrire tentazioni di ritorno.

Il tutto più o meno amplificato dalle persone che s’incontrano. I backpackers si dividono in due grandi categorie (con tutte le sfumature del caso, perciò non generalizzo). La prima appartiene a quelli tranquilli in cerca di pace e ispirazione, che vogliono esperienza per conoscere meglio se stessi. Gli altri sono la feccia. Non mancano mai gli irrispettosi e senza virtù. Volano bestemmie come respiri, e l’alcol, il fumo e il sesso facile sono caratteristiche proprie di questi individui. Ne vedrete o sentirete tanti aver commesso furti nei supermercati o ai danni di altri ragazzi (cibo, vestiti o dispositivi elettronici). A molti non importa niente di tutto ciò e anzi potrebbero trovarlo addirittura stimolante, ma per chi è più sensibile e conserva valori propri di un essere umano potrebbe rappresentare un altro inconveniente (sesto).

Anche gli australiani possono deludere. Prima di tutto non è vero che sono così rilassati come si sente dire. Qui il capitalismo regna e di conseguenza ci si affanna per la carriera. Ne ho visti alcuni che uscivano di casa alle cinque di mattina e rientravano alle sette di sera… In alcune città capita di vedere, per alcuni giorni, mucchi di elettrodomestici, mobili e altro, accumulati sui marciapiedi. Succede perché i proprietari si disfano della roba, anche se in perfetto stato, per poterne comprare di nuova. Io ci sono rimasto molto male.

Le belle ragazze sono rare perché sono soppiantate dagli armadi ambulanti. È triste da dire ma va fatto. L’alimentazione è disastrosa (settimo inconveniente) e il tasso di obesità altissimo. La qualità della frutta e della verdura è oscena; prodotti chimici a più non posso.

Non ci saranno i nostri politici, ma la mafia e la corruzione non manca comunque. Diciamo che è meglio mascherata.

L’assenza di storia e tradizioni (ottavo inconveniente) è drammatica: conduce a ignoranza. Fa riflettere pensare che l’Australia sia uno dei pochissimi paesi a non aver aderito al protocollo di Kioto. Giusto per sottolineare che qui se ne fregano dell’ambiente. La raccolta differenziata è agli inizi, nell’out-back ci sono miniere che rendono l’aria circostante irrespirabile per chilometri. Se c’è tanta natura selvaggia, è solo perché la popolazione di questo grande paese è ridotta. Troverete anche razzismo e dei datori di lavoro meglio definibili come schiavisti per i loro modi di fare.

Naturalmente ci sono anche lati buoni, ma il web è zeppo di articoli dedicati a questi.

Anche il clima rappresenta un problema. Al nord, d’estate, si raggiungo come norma i 40 gradi, percepiti come 50 a causa della forte umidità. Al sud, come Melbourne e la Tasmania, il tempo è maledettamente instabile: sbalzi termici, sole, nuvole, vento e pioggia, in continuo alternarsi. Anche nel giro di poche ore. Gli animali che si possono incontrare, sia marini che terrestri, sono… beh… lo sapete già.

Ma non dovete scoraggiarvi. Potrete facilmente vivere dei momenti meravigliosi. Solo considerate anche gli aspetti negativi prima di consolidare le vostre aspettative, che spesso si rivelano diverse dalla realtà.

Aiuta moltissimo intraprendere l’avventura con un amico o ancora meglio con un partner. Avere qualcuno con cui sfogarsi, che vi possa capire bene e con cui sostenersi a vicenda può stravolgere molti disagi. Assolutamente.

A me è andata bene. Sono stato molto fortunato nella sistemazione, nel lavoro, ecc. Ho vissuto tutti i disagi che ho descritto, ma con spirito ottimista li ho superati.

Mi sarebbe piaciuto conoscere prima questi aspetti oscuri, mi avrebbe preparato meglio. Ma vincere sfide sconosciute, senza aiuti, rende le vittorie più dolci; perciò non mi lamento. Ora sto per concludere il mio soggiorno australiano e intraprendere altri viaggi. Se tornassi indietro lo rifarei perché l’esperienza che ho maturato è davvero formativa.

Concludo con un mio consiglio.

Se cercate una società diversa, più spensierata e serena, se avete capito che i soldi non danno la felicità, lasciate perdere il mondo occidentale. Il capitalismo non lascia spazio a questi stili di vita. Se volete partire per allontanarvi dai problemi ci resterete male. Vi seguiranno ovunque. La pace non va cercata in altre terre, ma solo dentro ognuno di noi. Questa esperienza può essere utile per conoscere più di se stessi, osservare come si reagisce di fronte a nuovi stimoli e capire meglio di cosa davvero si ha bisogno e di cosa invece no.

Buona crescita a tutti!

Risparmia quando trasferisci soldi all'estero

come risparmiare con il cambio valuta

Comments

  1. zoodany says

    lascia perdere… discorsi che ho fatto pure io MIGLIAIA di volte… non c’è verso. Tutti in centro a Sydney a pagare 700 dollari a settimana per una camera… con tedeschi, francesi, pommies in cerca di sponsor pure loro, ma più qualificati o con inglese sicuramente migliore… Concorrenza spietata… non hanno capito che devono giocarsi le loro carte in maniera diversa… poi chi esce trova lo sponsor… però non fa figo essere sponsorizzati ad Ipswich piuttosto che a Melbourne… vuoi mettere? Altrimenti tornano a casa e si lamentano che l’Australia è cara e non c’è lavoro.

  2. rocco says

    il problema che molti che arrivano in australia vogliono tutti stare in citta’, nelle solite 2 o 3, perchè partono con la testa bamboccioide, e non capiscono che per avere piu possibilita deve allontanarti da quei luoghi inflazionati da italiani e asiatici.

  3. Alex says

    @AldoMencaraglia:disqus A mio avviso un titolo che recitasse “Aspetti negativi dell’Australia secondo la personalissima visione di Andrea Galignani” era piu’ consono all’articolo in questione. Non trovo rilevante negli aspetti negativi del WHV la sete di denaro, la mafia, i mobili in strada, la qualita’ della frutta etc. etc. Dammi la soddisfazione di un piccolo mea culpa ;))

    @andreagalignani:disqus mi e’ sembrato dall’articolo che hai un po’ calcato la mano sugli aspetti negativi della tua esperienza, ma in ogni caso concordo in pieno con il fatto che sono opinioni tue che seppur non condivido (a parte il trafiletto sulla ricerca del lavoro) rispetto.

  4. Andrea Galignani says

    Sempre ricordando che le opinioni sono personali, il titolo dell’articolo non l’ho scelto io. Mi sono limitato a consegnare il testo.

  5. Romano says

    Il mio intervento si basava sul distinto signore che commenta nella sezione facebook dimenticandosi ovviamente di elencarci cosa egli ha portato di buono all’Australia. Sicuramente tanto!! Ad esso si sono aggiunti altre emerite persone che non avendo altri argomenti rivoltano la frittata preferendo ovviamente vomitare sull’Italia, sport comune in questi forum, non oggetto dell’articolo. Questo perché non si può criticare The best country in the world, e su questo verteva il mio sarcasmo! Io personalmente non devo insegnare nulla a nessuno che non voglia cogliere nei miei interventi un punto di vista diverso che il non guardare oltre un palmo del proprio naso. Certamente non occupandosi di latino e filosofia non si può dire ai propri figli che si può vivere insegnandole. Quindi non sono io che non accetto discussioni perché l’unica discussione se si vuole essere accettati in queste pagine è quanto faccia schifo vivere in Italia! Tertium non datur!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *