Lavorare in 5 nazioni diverse

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Alessandro Graps condivide con noi la sua esperienza lavorativa in diverse nazioni europee e non.

Che esperienza lavorativa avevi maturato in Italia?

In Italia ho sempre lavorato come consulente.

Non mi è mai piaciuto avere un lavoro fisso o un posto fisso.. ho preferito sempre cambiare.

Il mio lavoro mi piace e stare sempre a fare le stesse cose dopo un po’ mi annoia e quindi in questo modo ho sempre avuto la possibilità di cambiare.

Ho iniziato circa 15 anni fa e il lavoro in Italia è sempre peggiorato: i datori di lavoro che si approfittano dei giovani, salari bassissimi e soprattutto non mi piaceva la poco (o la maggior parte delle volte la totale) assenza di qualità nel fare le cose.

In Italia purtroppo c’è la moda di fare le cose diciamo alla “Carlona”: basta che funzioni.

Poi la crisi, la politica incapace di dare slancio all’italia e soprattutto la mentalità italiana mi ha fatto maturare l’idea di andare via.


Sei poi andato in Australia, ci descrivi l’esperienza? Hai trovato quello che cercavi?

In Australia sono partito per scherzo e per passione.

L’Australia è sempre stata il mio sogno e alla fine sono partito con un amico. Ho avuto modo di visitarla e avevo trovato anche il lavoro.

L’Australia è splendida.

Sono tornato in Italia solo per chiudere la mia P. IVA e tutta la mia vita lavorativa italiana, ma alla fine sono rimasto (alcuni clienti mi avevano chiesto di rimanere).

Quindi l’opportunità lavorativa è sfumata.

Mi piacerebbe tornarci di nuovo un giorno.

Tornato in Italia, il mercato del lavoro italiano ha valutato bene l’esperienza australiana e la migliore conoscenza della lingua inglese?

In Italia purtroppo qualsiasi persona, dopo aver lavorato all’estero, riparte.

Una volta forse questo tipo di esperienza veniva premiata ma adesso no. In Italia il lavoro è solo stress, bassa qualità e poco rispetto per le persone.

Come si è presentata la possibilità di andare a Londra?

Come tutte le mie esperienze lavorative.

Da Linkedin.

Mi hanno contattato, 1 colloquio conoscitivo telefonico, 2 colloqui tecnici tramite skype e per concludere un test.

Alla fine ho deciso di provare questa esperienza.

Linkedin ormai è diventato il mio strumento principale.

Tutte le mie opportunità di lavoro le ho ricevute tramite Linkedin.

Perché poi il salto verso l’Austria?

Per amore :-) la mia ragazza studia a Bologna e io in Italia non volevo tornare.. alla fine abbiamo trovato un compromesso: l’Austria… :-) e poi a Londra piove sempre… :-) e ci piace sciare…

e adesso in Svizzera. Come mai?

Era da un po’ che volevo provare a lavorare in Svizzera e alla fine mi hanno contattato. Ho fatto un paio di colloqui e ho trovato un’azienda qui a Zurigo.

Che confronto puoi fare tra il mondo del lavoro in cinque nazioni diverse?

Il primo impatto dell’esperienza lavorativa all’estero è fantastica. Finalmente puoi vedere come si lavora veramente: nessuna perdita di tempo, lavori il giusto.

Per esempio in Italia, è quasi la norma fare lo straordinari: quante volte ho sentito dire la frase “Oggi fai part-time” riferita a colleghi che uscivano dal lavoro dopo 8 ore.

All’estero lo straordinario è un elemento negativo: vuol dire che non hai saputo organizzare il lavoro oppure che hai perso tempo durante la giornata.

Un altro aspetto positivo è la formazione: all’estero ho corsi pagati dall’azienda, aggiornamento continuo, possibile durante le ore di lavoro. In Italia l’aggiornamento viene visto come una cosa negativa e la maggior parte delle volte lo devi fare te dopo l’orario di lavoro.

L’organizzazione che ho trovato all’estero è eccezionale e il controllo sulla qualità è unico.

In Italia si continua col motto : “Basta che funzioni”

Naturalmente anche all’estero si hanno delle note negative ma vengono tutte compensate con la qualità e la valorizzazione della persona e del lavoro.

Ecco, la cosa migliore che ho constatato all’estero è la valorizzazione della persona. In Italia il lavoratore viene considerato come uno strumento: allo stesso livello di una penna o di un telefono.

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

Di provare.. E’ un’esperienza unica.

Conosci molte persone, il bagaglio culturale aumenta, nuovi posti da visitare, nuove culture .. bellissimo..

Consiglio a tutti di provare questa esperienza… :-) e poi dal punto di vista lavorativo puoi venire in contatto con nuovi modi di lavorare (tutti migliori di quelli italiani).

Grazie Alessandro e buon proseguimento!

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commenti


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  • wif

    Ottimo confronto del modo di lavorare italiano con quello all’estero. Io aggiungerei pure che raccomandopoli distrugge la professionalità. Il motto di cui parla l’autore del post è una conseguenza di raccomandopoli, basata solo su una rete di conoscenze personali e non sulla qualità delle persone. Spesso in Italia si lavora per gente che non sa nemmeno di cosa ti stai occupando.

  • Alessandro G.

    Ciao,
    hai perfettamente ragione.. Ho lavorato per un’azienda ferroviaria del Nord e non sai quanta raccomandopoli e parentopoli c’era e la quantitä di persone che non conoscono il proprio mestiere.. E’ questo che rovina e continuerà a rovinare l’Italia.

  • Zeus

    Ciao Alessandro condivido parola per parola quello che hai detto.
    Purtroppo in ogni azienda italiana esistono le “caste”….se ne fai parte bene altrimenti zitto e lavora…..uno schifo!!!
    Buona Fortuna :)

  • Vulcan

    Mammamia che amarezza leggere sempre di italiani che parlano male dell’Italia, sapete solo lamentarvi e basta, è vero la situazione fa schifo, ma il continuo piangersi addosso e denigrare il proprio paese non aiuta nessuno. E il brutto è che 8 su 10 italiani ragiona come voi e non combina niente se non peggiorare ancora la situazione. Andate dove vi pare, ma per favore non parlate sempre male di tutto quello che è Italia. Grazie.

  • pizzicoarrampichino

    Vulcan, purtroppo nello sviluppo software è così, probabile che sia un retaggio della cultura italica, del saper fare le cose senza conoscerle davvero, il che equivale a trovare una scorciatoia.. e si sa, chi la trova è il furbo della situazione ed essere furbo è l’aspirazione massima.
    E penso che si possa estendere a tutti gli ambiti, io parlo per la mia esperienza. Purtroppo chi segue la via lenta dell’approfondimento e dello studio, è un fesso, vedi come vengono ghettizzati i secchioni a scuola. Cresciamo così e non ci rendiamo neanche conto di quanto sia sbagliato fare così, poi ti confronti con l’estero… e vieni puntualmente asfaltato.

  • emmanuele

    l’italia è un paese così esecrabile che è capace di rovinarti la vita anche quando 6 all’estero…esperienza personale mia…e di altri…vediamo…soltanto 11900 persone….
    scappate prima che istituiscano il divieto di espatrio…

  • tubodradek .

    Vulcan, scusami, io capisco che a te sembri fastidioso questo atteggiamento “distruttivo” e “complaining”, ma ti assicuro che ogni volta che io ho dovuto confrontarmi con situazioni lavorative estere (io lavoro in sanità, sono un tecnico di radiologia), facendo il confronto c’era da vergognarsi. Non ho mai veramente lavorato all’estero, ma quando sono andato per corsi o brevi internships in altri paesi europei e facevo il confronto con gli ospedali italiani mi veniva da piangere (e io lavoro a Torino, non in una sperduta ASL campana o calabrese…). Qui si parla di IT, ma ti assicuro che per gli aspetti sanitari noi siamo 10 (per non dire 15) anni indietro agli altri nostri partner europei. Quando torni a casa e disfi la valigia, ti viene una tale depressione per il domani che te la raccomando… Certo occorre rimboccarsi le maniche, ma la vedo davvero dura! Un caro saluto.

  • wif

    raccomandopoli esiste anche all’estero ma devi comunque essere in grado di fare qualcosa ed aver seguito un percorso di studi/preprazione preciso e certificabile. inoltre, in certi Paesi non esiste la possibilità di comprare titoli universitari come in Italia.
    la raccomandazione di per sé non é sbagaliata, è solo una garanzia sulle capacità e affidabilità della persona che viene presentata. il problema dell’Italia è che la raccomandazione non è basata anche sulle qualifiche reali del raccomandato.

  • Max Costanzi

    Infatti…..non c’e’ bisogno di parlare male…basta OSSERVARE …..e, se hai un po’ di sale in zucca, …DEDURRE…..ah dimenticavo Vulcan vota Renzi alle prossime elezioni….mi raccomando,eh?


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