Come trasferirsi in Asia dopo aver detto “Stati Uniti? No grazie”

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Giovanni Zangani vive e lavora in Vietnam.

In Italia Giovanni ha conseguito una laurea specialistica in Economia all’università di Pavia.

Poi ha iniziato a lavorare per una società di consulenza direzionale a Milano.

L’esperienza di 3 anni in questa azienda è stata molto positiva e stimolante.

Unico neo della filiale italiana di questa società statunitense riguardava la minor esposizione a progetti di natura diversa in quanto per far carriera bisognava legarsi ad un particolare partner specializzato in una particolare area di competenza.

Ne conseguiva che il suo sviluppo professionale ne stava soffrendo.

Giovanni ha quindi deciso e comunicato all’azienda che se ne sarebbe andato negli Stati Uniti per un anno per conto suo a studiare inglese.

A questo punto l’azienda ha deciso di mandarlo nel loro ufficio a Filadelfia dove ha visto la differenza nel modo di lavorare.


Negli Stati Uniti verso la fine di ogni progetto dovevi iniziare a guardarti attorno e candidarti per essere ‘assunto’ da un altro progetto. In pratica si cerca lavoro ogni tot mesi e la tua ‘assunzione’ dipende anche dalla valutazione dei tuoi capi nel progetto precedente.

Se vuoi la stabilità, il ‘sistema Italia’ fa il tuo caso. Stipendi bassi ma carriera più stabile se riesci a legarti ad un manager.

Se vuoi un percorso meglio pagato, individuale, più rischioso e con stimoli maggiori il modello statunitense fa per te.

Dopo un anno negli Stati Uniti Giovanni si è reso conto di non voler tornare a Milano ma dal punto di vista personale non si è “innamorato dell’America” a causa delle diversità culturali.

Ha quindi iniziato a pensare all’Asia.

Avendo amici cinesi, indiani e coreani aveva già capito alcuni aspetti culturali più vicini alla cultura italiana (rispetto agli Stati Uniti) e vista la prevista crescita economica del Continente ha pensato di puntare verso Hong Kong.

Si è iscritto ad un MBA utilizzando un prestito d’onore messo a disposizione dalla Banca Sella a chi vuole perseguire un tale percorso.

L’esperienza dell’MBA è stata ottima sia dall’aspetto accademico che dall’aspetto delle relazioni professionali.

Durante l’MBA ha fatto uno stage presso Prada a Singapore dopo aver conosciuto il manager italiano conosciuto ad un evento.

Gli ultimi quattro mesi dell’MBA li ha passati a Shanghai presso l’istituzione accademica che offre il miglior MBA in Cina. In questo modo è anche riuscito a migliorare la conoscenza del mandarino visto che a Hong Kong si parla prevalentemente cantonese.

Alla fine dell’MBA si tratta di trovare lavoro. Il visto di Hong Kong garantiva a Giovanni alcuni mesi per trovare lavoro e rimanere lì.

A questo punto Giovanni puntava a Shanghai perché più economica e con buone prospettive vista l’alta presenza di aziende straniere.

Per lavorare per le grandi aziende di consulenza però bisogna farsi mandare dalle filiali straniere come ‘expat’. Non assumono direttamente stranieri.

Il talento locale in Cina ha infatti raggiunto un livello tale che le aziende non hanno più bisogno di assumere stranieri quando sono disponibili cinesi magari più bravi e che parlano la lingua e conoscono la cultura locale.

Ai giorni nostri infatti anche i cinesi che vanno a studiare negli Stati Uniti a Harvard o all’MIT spesso tornano in Cina perché trovano opportunità lavorative simili a quelle disponibili negli Stati Uniti ma con il vantaggio di vivere a ‘casa’.

Questo a differenza di alcuni anni fa quando la Cina non offriva ancora queste opportunità.

Giovanni ha quindi aperto gli orizzonti e ha trovato un’opportunità in Vietnam con un fondo di investimento focalizzato sul mercato vietnamita specializzato in aziende simili a quelle per le quali ha fatto consulenza in passato.

L’opportunità si è presentata, come altre, grazie al ‘job board’ dell’università. Inoltre Giovanni ha utilizzato il networking fatto con i colleghi di studio per essere presentato ai partner del fondo. Quest’ultimo aspetto è molto importanti in ambiti asiatici e in ambiti lavorativi piccoli.

Giovanni rivela anche che per chi ha già esperienza lavorativa può essere difficile psicologicamente rimettersi in gioco e in concorrenza sul mercato del lavoro.

L’aspetto più curioso di questo posto di lavoro è che i primi tre mesi sono stati di stage in concorrenza con un altro ragazzo. Alla fine un unico posto di lavoro sarebbe rimasto appannaggio del vincente. Giovanni ammette che “sono stati tre mesi tosti”.

La differenza che ha giocato a favore di Giovanni è stata l’esperienza lavorativa che l’altro candidato, sebbene molto bravo, non aveva.

Il lavoro di Giovanni consiste nel trovare aziende da acquistare con i soldi degli investitori, migliorarle gestendole per alcuni anni e poi rivenderle facendo un profitto.

Dal punto di vista economico, il Vietnam si sta muovendo in modo molto simile alla Cina, solo “dieci anni più indietro”.
Soprattutto dal punto di vista delle risorse umane, non è presente il talento che le aziende cercano (e in Cina oggi trovano) e questo ha giocato a favore di Giovanni.

Ho Chi Minh City è una grande metropoli ma non all’avanguardia quanto altre città tipo Shanghai.

Le zone dove vivono gli Occidentali sono abbastanza ristrette ma il Vietnam offre molto dal punto di vista della qualità della vita.
Il consiglio di Giovanni è quello di investire in un periodo massimo di 3 mesi in Vietnam magari grazie ad un visto turistico.

In questo modo si possono iniziare a tessere le relazioni con altri expat e vietnamiti, aspetto molto importante per trovare lavoro in una cultura come quella vietnamita.

Grazie Giovanni e buon proseguimento in Vietnam!

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commenti


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  • ila

    Mi piace vedere che sei cresciuto professionalmente e personalmente, si sente la convinzione che è aumentata ma mi fa piacere ritrovare il caro vecchio Gio di un tempo nel modo di parlare!! Congratulazioni Gio!
    ps. fai passare i tuoi fondi di PE dal Lussemburgo per investire cosi finalmente ci incontriamo di nuovo..

  • Riccardo

    Congratulazioni Giovanni, mi fa piacere che ti stai trovando bene in Vietnam! Fammi sapere quando passi per Singapore. Riccardo

  • Silvia

    Fantastico! Io dal 98 non vivo più in Italia seppure ho saltellato da un paese all’altro, Inghilterra , USA, Thailandia e centro America, visitando i paesi limitrofi ho pure io scelto l’Asia e precisamente come Giovanni in procinto di trasferirmi in Vietnam a Settembre! Ho chi min city mi attende per iniziare un business come Tour Operator!


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