Non sentirti in dovere di rimanere, o in colpa per andartene.

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Niccolò Viviani si è trasferito in Cile di recente. Ecco la sua storia.

Potete seguire Niccolò su ‘Niccoloviviani.com

Come hai trovato l’opportunità di andare in Cile?

Internet. Internet è uno strumento dal potenziale e utilità enormi. A seconda di come lo usi, può essere distruttivo per la tua produttività o estremamente utile. Se oggi sono dove sono, in gran parte è perché sono stato capace di sfruttare il potenziale della rete: accesso all’informazione e la possibilità di entrare in contatto con persone geograficamente distanti.

E’ importante però capire quando è necessario abbandonare il virtuale e uscire nel mondo reale, delle persone fisiche. Internet è uno strumento, la vita reale è un’altra cosa. Per questo dopo una maturazione di un paio di anni, ho preso l’aereo e sono venuto in Cile a fine Aprile 2013, per un mese, a toccare con mano e incontrare fisicamente le persone con cui ero connesso solo virtualmente fino a quel momento. E’ scattato qualcosa, e quasi un anno dopo sono qui a Viña del Mar a contribuire al loro progetto.

Di cosa ti occupi esattamente?

Exosphere è una comunità di imprenditori e innovatori.

Svolgiamo dei percorsi educativi basati sull’esperienza e la scoperta, sull’identificazione di problemi, sul peer to peer learning, mentoring, discussioni di gruppo su idee e libri, progetti di business ecc..

Nei nostri BootCamp riceviamo persone di tutte le età e provenienti da ogni continente.

Personalmente mi occupo di organizzazione e finanze.

Perché fare quello che fai in Cile e non in Italia?

Ci sono un americano, un italiano ed un argentino.. non è una barzelletta.. sono i fondatori di Exosphere, che hanno scelto di unirsi in Cile per iniziare questo progetto, con l’intenzione e l’ambizione di divenire una realtà internazionale.

L’America Latina presenta opportunità notevoli di crescita per ragioni demografiche e socio-economiche.

Il Cile è stato individuato come il miglior paese per iniziare, grazie al suo sistema politico molto stabile, a differenza di gran parte del resto dei paesi sudamericani, e al sistema legislativo favorevole a nuove attività imprenditoriali. Inoltre è un paese estremamente sicuro.

Come ho scritto nel mio articolo We The Leaving: the real hope for Italy, penso che l’Italia, come altri paesi in Europa e non solo, abbia condannato la generazione mia ed alcune future a lavorare per ripagare il conto di un banchetto cui non hanno partecipato.

Sono convinto che cambiare le cose con la politica sia impossibile.

La stratificazione degli errori nel sistema è tale per cui non è più possibile risolvere i problemi in modo ordinato.

Ad un certo punto il sistema salterà.

E nel frattempo le condizioni continueranno a peggiorare.

Per questo ho scelto di andare via.

Perché in Italia non ci sono opportunità e rimanere a lottare per risolvere i problemi sistemici è una battaglia persa.

Che sentimenti provi verso l’Italia?

Tristezza e rabbia. Tristezza perché ami il paese e conosci le sue potenzialità.

All’estero te ne rendi conto ancora di più.

Rabbia perché sai che la situazione politico-economica è così distorta che non c’è via d’uscita.

Incontra altri Expat in Italia e all'estero

Il modo migliore di reagire è trasformare la tristezza in visione e la rabbia in energia: ho eliminato dalla mia quotidianità il teatrino tragicomico della politica italiana, ma presto più attenzione alla sostanza e materia che rendono il nostro il paese più ammirato al mondo.

Tornerai? Perché?

Tornerò. Non so quando, ma tornerò, ne sono abbastanza sicuro.

Esiste un legame con la terra patria, intesa come terra dei padri, la terra in cui sei cresciuto, che rimane intatto per sempre.

E con esso la speranza di un giorno poter tornare, ricostruire e godere dei suoi odori, sapori e suoni.

Consigli a chi vuole seguire le tue orme?

Non sentirti in dovere di rimanere, o in colpa per andartene.

Votare con i piedi è il modo migliore per far valere il tuo giudizio.

Chi se ne va dall’Italia è la vera speranza dell’Italia stessa.

Perché chi se ne va fa il passo necessario per salvaguardare il proprio futuro, creando le base per avere il capitale finanziario ed umano, l’energia, e la visione necessari per – forse un giorno – tornare e ricostruire l’Italia dalle macerie cui sarà stata ridotta.

Non è eroico continuare a contribuire ad un sistema che distrugge il tuo potenziale e neutralizza il tuo talento.

E’ tuo diritto andare dove sei messo in grado di esprimere la tua individualità nella maniera più completa.

Grazie Niccolò e buon proseguimento in Cile!

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