Cambio corso di studi e poi trovo lavoro

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Carlo Noè condivide la sue esperienza di come cambiare percorso di studi lo abbia aiutato a trovare lavoro in Olanda.

Cosa hai studiato in Italia?

Il Italia ho conseguito una laurea triennale in Conservazione dei Beni Culturali e una specialistica in Antropologia Culturale, Etnologia ed Etnolinguistica, entrambe all’università Ca’ Foscari di Venezia.

Precedentemente ho frequentato, senza successo, la triennale di Ingegneria Civile a Padova.

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Cosa ti ha poi spinto a perseguire un percorso di studi diverso in Belgio?

La scelta di proseguire gli studi in Belgio è stata dettata non solo dalla volontà di vivere un’ulteriore esperienza all’estero dopo l’ultimo anno di università passato a Madrid, grazie al programma Erasmus, ma anche dall’esigenza di completare la mia formazione con un titolo di studio spendibile nel mondo del lavoro.

I titoli universitari in materie umanistiche, purtroppo, non sono molto richiesti nel mercato del lavoro, soprattutto in un periodo difficile per l’economia italiana.

Dopo un breve periodo passato ad affinare il mio inglese a Londra, ho cominciato a cercare un master che potesse completare la mia formazione in prospettiva lavorativa, perciò dopo una lunga ricerca ho optato per il Master in International Business Economics and Management, presso la Hogeschool-Universiteit di Bruxelles, un’associata della KU Leuven.

Grazie a questa esperienza formativa sono riuscito ad incrementare il mio bagaglio culturale, permettendomi di acquisire conoscenze spendibili anche nel mondo del lavoro, oltre ad arricchire il mio Curriculum.

Infatti dopo un breve periodo di ricerca, e successivamente di tirocinio a Bruxelles, ho deciso di trasferirmi in Olanda, dove in poco tempo ho trovato lavoro, grazie anche al Master ottenuto in Belgio.

Di cosa ti occupi adesso in Olanda?

Ho trovato lavoro presso la sede europea di una compagnia americana che si occupa di logistica, e più precisamente di transportation management.


Come hai trovato l’opportunità?

Le opportunità ci sono ma bisogna sapersele cercare e questo richiede molto impegno.

Per trovare lavoro, a mio avviso, serve sempre e comunque un pizzico di fortuna. Ma non possiamo aspettare che la fortuna ci trovi, perciò bisogna applicare alla ricerca un metodo rigoroso per creare un piano d’azione efficace e coerente con quello che possiamo offrire al mercato del lavoro e quello che il mercato stesso può offrire a noi.

È necessario innanzitutto capire noi stessi, i nostri punti deboli e le nostre qualità principali e cercare di applicarle ad un contesto concreto: in un certo senso quello che nel gergo del management viene chiamato SWOT analysis, ovvero una matrice che raccoglie Strengths, Weaknesses, Opportunities and Threats.

Anche se può sembrare riduttivo e un po’ bizzarro, almeno nel mio caso, questa autovalutazione delle mie capacità e delle eventuali loro applicazioni, unite ad una ricerca sul mondo del lavoro olandese, mi hanno fatto optare per una certa strategia per la selezione di un preciso settore lavorativo in cui cercare nuove opportunità.

Gli strumenti di ricerca sono gli stessi che tutti hanno a disposizione, ovvero i social media, i siti internet di annunci lavorativi, le agenzie interinali, blog vari e passaparola, oltre al classico “spamming” di curricula.

A mio avviso, la cosa importante è costruirsi un buon curriculum e un buon profilo personale su LinkedIn e in altri siti specifici, che garantiscano una buona visibilità e che comunichino efficacemente le proprie credenziali e l’eventuale valore aggiunto che potremmo apportare ad un’azienda.

Io ho cercato di migliorare tutti questi aspetti tenendo bene in mente il settore in cui stavo cercando lavoro: ci sono diversi modi per presentarsi e descrivere quello che abbiamo fatto e che possiamo fare!

Ho lavorato molto sul mio cv enfatizzando alcune esperienze piuttosto che altre, in base al tipo di application e al tipo di posizione lavorativa per cui mi candidavo. Ho cercato di ottenere colloqui personali per puntare su alcuni dei miei punti di forza ovvero la comunicatività e la mia personalità vivace.

Facendo chiarezza a priori su quello che vogliamo/possiamo fare, mi sono concentrato solo su alcune tipologie di impieghi per le quali avrei potuto avere delle chance. Nel mio caso specifico, non potendo contare su un’esperienza lavorativa continuativa in un preciso settore, ho preferito concentrarmi su posizioni entry level, dove fosse richiesta la padronanza delle lingue che conosco e un background accademico in linea con il mio CV.

Chiarito a grandi linee il mio obiettivo, ho cominciato la ricerca quotidiana, inviando application tutti i giorni.

Fin qui nulla di trascendentale, ma penso che per avere un minimo di possibilità in più sia necessario curare i dettagli di ogni singola application, il che richiede tempo e dedizione.

Rispondendo a molti annunci lavorativi è quasi impossibile non imbattersi in agenzie interinali, con le quali è molto più semplice ricevere un invito per una job interview, rispetto alle aziende.

Ogni qualvolta ricevevo un feedback positivo per una possibile candidatura, chiedevo di avere un colloquio con l’agenzia, perché ritengo indispensabile “allenarsi” il più possibile a fare job interviews, a parlare di noi stessi in breve tempo ed efficacemente, anche nel caso di semplici interviste “esplorative”.

Quello che secondo me fa la differenza, è l’attitudine mentale che uno adotta, la serietà e la motivazione che devono essere percepite con chiarezza dal nostro interlocutore: ritengo sia fondamentale impressionare sempre positivamente chi ci sta di fronte, non importa se un HR manager o una semplice recruiter di una piccola agenzia interinale. Sapersi vendere non è facile e bisogna far pratica.

Prima di trovare il mio lavoro, ho inviato candidature a destra e a manca, ricevendo molti “non ha i requisiti base” o “le faremo sapere” (che fanno parte del gioco, ovviamente), ma continuando a insistere a testa bassa.

Ho preso parte a numerosi colloqui con varie agenzie, alcune delle quali molto attive nel propormi settimanalmente nuove possibili opportunità in linea con il mio profilo.

Alla fine ho trovato lavoro attraverso un annuncio su LinkedIn.

La selezione è stata molto veloce perché l’azienda stava cercando con urgenza un candidato con il mio background, ma soprattutto perché possedevo i requisiti caratteriali in linea con la filosofia dell’azienda.

Le dimensioni e la tipologia della compagnia fanno la differenza: nel mio caso ho superato un primo colloquio telefonico e un test attitudinale, e poi ho avuto la possibilità di fare l’intervista direttamente con il mio attuale manager, che mi ha ritenuto in possesso delle qualità necessarie per far parte del suo team.

Come te la cavi con la lingua (sul lavoro e fuori)?

Al lavoro parliamo inglese tra colleghi, mentre con i clienti, oltre all’inglese, parlo spagnolo e ovviamente italiano. L’olandese non è necessario al lavoro, ma lo studio per puro interesse personale nei ritagli di tempo.

Tornerai in Italia?

Grazie ai numerosi voli che collegano l’Olanda con la mia città natale, Venezia, le distanze assumono tutto un altro valore rispetto ad esempio all’Australia, quindi il “tornare” in Italia non è poi così difficile.

Certo se parliamo di tornare definitivamente, allora il discorso cambia, perché nonostante sia molto orgoglioso delle mie origini e sentimentalmente legato alla mia terra, è impensabile per me non pensare in primis alla situazione lavorativa.

Oggettivamente sarebbe una scelta insensata abbandonare una realtà lavorativa in cui ho buone possibilità di crescere professionalmente e di vivere autonomamente, per tornare in un paese che allo stato attuale delle cose, non offre nessuna garanzia dal punto di vista lavorativo (penso che questa sia la risposta più gettonata in assoluto, ma tristemente la più vera).

Hai dei siti web da consigliare agli aspiranti emigranti?

Internet è uno strumento molto potente e di facile accesso, quindi con un po’ di pazienza e dedizione, ognuno di noi può trovare le risposte che cerca.

Consiglio vivamente di usare con intelligenza tutti i social network, aggiornando i propri profili, aderendo a gruppi di discussione e “seguendo” le attività delle aziende che ci interessano.

Inoltre è necessario consultare i siti internet degli annunci di lavoro, soprattutto quelli specializzati per stranieri, quelli cioè che puntano molto sulle conoscenze linguistiche.

Esistono molti siti, facilmente rintracciabili usando un motore di ricerca, come Monster.com o Expatjobs.eu, solo per citarne 2.

I blogs di italiani all’estero aiutano moltissimo, tra cui ovviamente Italiansinfuga, dove ho trovato molte info e alcuni contatti utili, prima di partire per l’Olanda.

Che consigli daresti a chi vorrebbe seguire le tue orme?

I consigli che si danno in questi casi possono sembrare retorici, scontati e forse a volte pronunciati in maniera presuntuosa da chi sente di “avercela fatta”.

In realtà, in questi periodi difficili per chi lavora e chi cerca lavoro, è molto difficile individuare il “decalogo dei consigli dell’esperto” che valga per tutti i casi. Tuttavia, posso elencare alcuni punti chiave che ho seguito e che mi hanno aiutato:

· Come menzionato prima, mettere nero su bianco quello che possiamo offrire al mercato e quello che il mercato ha da offrire. E in base a queste considerazioni agire di conseguenza con buon senso.

· Attitudine mentale positiva e proattiva: concentrarsi sulle proprie qualità essendo consapevoli che la concorrenza è molto forte, ma che se uno ha le carte in regola può giocarsela equamente. Accettare le immancabili delusioni e fallimenti, come opportunità per capire dove migliorarsi: alle 3°, 4° intervista è già possibile capire come migliorare la propria maniera di presentarsi, magari chiedendo feedback ai propri intervistatori anche in caso di risposta negativa.

· Essere nel posto giusto al momento giusto. La fortuna ha un importanza notevole, certo, ma bisogna pianificare di trasferirsi in un paese dove c’è una vera richiesta dei profili professionali che rispecchiano le proprie caratteristiche. Per fare questo è necessario documentarsi e contattare persone che hanno fatto scelte simili.

· Prendere la ricerca di lavoro come un lavoro vero e proprio, quindi dedicare ogni giorno alcune ore alla ricerca, presentarsi ai colloqui in maniera professionale informandosi in anticipo sull’azienda e sulla tipologia di lavoro. Non sottovalutare le potenzialità del networking. A volte conoscere anche casualmente una persona può essere decisivo, perciò bisogna essere sempre pronti a sfruttare ogni opportunità che si presentato, anche grazie al passaparola.

· Le competenze linguistiche sono fondamentali. Oltre all’inglese, che dovrebbe ormai far parte del bagaglio culturale di ognuno di noi, chi parla fluentemente il tedesco, almeno per quello che ho potuto constatare di persona, parte con una marcia in più, soprattutto in Olanda.

Grazie Carlo e buon proseguimento in Olanda!

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