11 domande illegali durante il colloquio di lavoro

Un articolo di Business Insider rivela 11 domande che i datori di lavoro non possono fare al candidato o alla candidata durante un colloquio di lavoro.

Queste domande non possono essere fatte perché sono illegali.

L’articolo si riferisce alle leggi statunitensi ma è probabile che esse siano valide anche per altre nazioni verso le quali volete dirigervi.

Il sapere quali domande sono illegali può aiutarvi durante il colloquio di lavoro.

In genere si tratta di domande relative all’età, alla razza, alla nazione di origine, al sesso, alla religione, allo stato civile e all’orientazione sessuale.

Lori Adelson, avvocato del lavoro presso lo studio Arnstein & Lehr, consiglia di non mentire, se vi fanno queste domande, ma invece di educatamente evitare di rispondere e dice “è possibile che non vi diano il lavoro se vi comportate così? Di sicuro. Ma se lo fanno, farebbero esattamente quello che non dovrebbero fare.”

Ecco le domande illegali:

1. Sei mai stato arrestato?

2. Sei sposato?

3. Quali festività religiose segui?

4. Hai figli?

5. Da che nazione provieni?

6. L’inglese è la tua madrelingua?

7. Hai debiti?

8. Bevi alcol?

9. Quando è stata l’ultima volta che hai fatto uso di droghe illegali?

10. Da quanto tempo lavori?

11. Per quale motivo hai lasciato l’esercito?

Vi hanno mai fatto queste domande?

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commenti

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Comments

  1. zoodany says

    molte domande sono superflue… oggi esiste facebook e se vogliono lo sanno prima ancora di fare l’intervista perchè lo avete messo già nel vostro profilo sui social network della malora…

  2. Lillozzo says

    Certamente e ti dico che un testimone riprese con la telecamera quello che mi domandava e poi sono andato a portare tutto alle autorità competenti. Oramai quel selezionatore era rovinato, avrebbe perso sicuramente la causa e avrebbe pagato un mucchio di denaro e alla fine gli è convenuto di più assumermi visto che avrebbe pagato molto di meno e avrebbe fatto un ottimo investimento con la mia professionalità. L’azienda con il mio lavoro andò bene e me lo riconoscono ancora e come ti dico quel selezionatore quando mi vede abbassa gli occhi perchè distrussi la sua reputazione. :) La più grande soddisfazione della mia vita fu e adesso sono socio in uno studio legale.

  3. Adrienne says

    Ma se una persona dichiarasse il falso a queste domande illegali, potrebbe essere motivo di giusto licenziamento? Suppongo di no, ma temo che, se nascondessi al mio futuro capo di avere una nidiata di figli a casa che mi aspetta (per la cronaca, non li ho) in Italia non me la farebbero passare liscia, a me….

  4. Adrienne says

    fammi capire, l’hai minacciato di picchiarlo e sei stato assunto? Ma è successo nelle tue fantasie?

  5. Adrienne says

    mi hai tolto il commento dalla bocca, mi limito a sottoscrivere in pieno ogni singola parola!

  6. Alessandro Barel says

    Veramente queste domande, e molte altre, a me in Nuova Zelanda le ha fatte l’immigrazione, non il datore di lavoro… e saperla raccontare non vuol dire nulla, le carte parlano da sole.

  7. mauro says

    bisogna capire che cosa intendi per “ILLEGALE”.
    non ci deve essere discriminazione a causa di razza, religione, gusti sessuali, etc. etc. ma a domanda esistono sempre delle risposte adeguate. molto importante é la reazione alla domanda……

  8. Lillozzo says

    Mi ricordo a un colloquio un selezionatore fece mi fecero delle domande di questo tipo, risposi in maniera molto incazzata così:” non sono qui per parlare dei cazzi miei ma delle mie capacità professionali altrimenti la massacro di botte e chiami anche la sicurezza se vuole!!!” Guarda caso mi assunse e da lì nessuno si azzardò più a farmi domande intime. Poi cambiai lavoro e diventai socio di uno studio legale e quel selezionatore quando mi vede ancora trema. :)

  9. gianz says

    ah ah in Nuova Zelanda ti fanno fare esame delle urine per vedere se ti droghi, fanno richiesta della fedina penale, e chiedono tutte le altre cose. L’importante e’ saperla raccontare.

  10. Pier Silverio says

    Qui secondo me la legge centra poco: il coltello dalla parte del manico ce l’ha il datore di lavoro, e di fatto può chiedere tutto quello che gli pare. Se un candidato non risponde o fa notare l’illegalità della domanda semplicemente non viene assunto. Pertanto è palese che appellarsi all’illegalità di qualcosa sia inutile, anzi probabilmente sconveniente, in questo caso.
    Non a caso ho sentito a volte consigliare alle donne di rispondere di non volere avere (ulteriori) figli, anche se ciò è falso.
    Per concludere, la sincerità (in generale) non necessariamente è conveniente, né a breve né a lungo termine.

  11. Giannizzo says

    in che senso? “10. Da quanto tempo lavori?” inteso come esperienza passata? se cosi fosse sarebbe una normale domanda di routine ai colloqui…Le altre mai sentite..

  12. Valli says

    A me in Italia chiedono sempre se sono sposata/convivo e se ho dei figli e mi stavo chiedendo se anche negli altri paesi è normale fare domande così personali e discriminatorie….

  13. dario says

    Sono illegali negli USA, quindi potrebbero essere perfettamente legali dove hai svolto i tuoi colloqui.

  14. Northern Lights UK says

    A me quella dei figli la fanno sempre, ma nel settore dell’hospitality è routine comune sentirsela chiedere perchè se hai figli non ti assumono.

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