SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Tutto quello che sapevo sulla ricerca lavoro era sbagliato. Ecco invece come avere successo.

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È questo il titolo di una presentazione da parte di Andrew Kung.

Andrew Kung è un neolaureato che adesso lavora presso LinkedIn.

Ha creato una presentazione secondo me utilissima per capire il punto di vista dei selezionatori e per ottimizzare di conseguenza i propri sforzi di ricerca lavoro.

Leggi anche: 15 consigli per usare LinkedIn in modo efficace

Come tutti gli altri studenti Andrew l’anno scorso seguì un sentiero molto tradizionale relativo alla ricerca lavoro.

Fece domande tramite expo dedicate alla carriera; cercò annunci di lavoro sui motori di ricerca on-line; esplorò la sezione “carriera” dei siti Web delle aziende.

Tutto ciò sembrava essere qualcosa di estremamente produttivo e con ogni domanda di lavoro Andrew si sentiva più vicino al trovare un posto di lavoro.

C’era però solo un piccolissimo problema…

Nessuna azienda gli rispondeva!

Andrew passava ore e ore a scrivere curriculum e lettere di presentazione e iniziò a preoccuparsi se stesse veramente facendo le cose giuste.

Iniziò ad avere paura di avere investito quattro anni della sua vita in studi universitari per poi ritrovarsi disoccupato.

Avrebbe così deluso se stesso ma, più importante, la sua famiglia e i suoi genitori.

Doveva esserci un modo migliore di cercare lavoro.

Adesso che si trova dall’altra parte dello steccato, Andrew sa che effettivamente esiste un altro modo (migliore).

Durante gli ultimi mesi ha filtrato domande di lavoro e ha intervistato candidati per conto di LinkedIn.

Ecco cos’ha imparato: come i selezionatori lavorano e come le aziende assumono studenti in realtà.

Innanzitutto Andrew vuole sottolineare che i selezionatori sono sommersi da domande di lavoro. Ricevono ogni giorno centinaia e centinaia di curriculum.

La domanda è quindi: chi intervistare e chi invece rifiutare?

Immaginate di essere un selezionatore e che abbiate due candidate a disposizione.

Chiamiamole Grace e Christine.

Entrambe stanno per laurearsi e stanno cercando un posto di lavoro nelle vendite.

Sono quasi identiche, su carta, avendo voti simili, frequentando la stessa università, avendo la stessa esperienza lavorativa e dimostrando le stesse competenze.

Andrew ricorda vagamente Grace avendola incontrata ad una fiera dedicata alla carriera. Forse lei gli ha dato il suo CV e gli ha detto di essere interessata alle vendite, Andrew non ricorda bene. Dopo di che Grace ha fatto domanda attraverso il portale dedicato agli annunci di lavoro.

Per rinfrescarsi la memoria, la prima cosa che Andrew fa è andare a controllare il profilo LinkedIn di Grace.

La prima cosa che nota è…… niente. Il profilo di Grace è molto scarno, con solo i titoli relativi alle internships e il nome delle aziende. In pratica Andrew non è in grado di capire cosa lei abbia effettivamente fatto e come lei abbia avuto un impatto sull’azienda.

Come può giudicare una candidata che non fornisce informazioni?

Di sicuro Andrew non proporrà candidate che mettano a rischio la sua reputazione e credibilità.

Ciononostante la maggior parte dei candidati sono proprio come Grace e Andrew non è in grado di distinguerli.

Tutti hanno background e qualifiche simili quindi NESSUNO è in grado di distinguersi.

Christine invece…

Spedì una e-mail a Andrew la sera prima della fiera dedicata alla carriera perché sapeva che lui ci sarebbe andato. Essendo un neolaureato, Christine menzionò alcune connessioni reciproche e quando arrivò alla fiera lei e Andrew iniziarono subito a chiacchierare parlando delle connessioni in comune. Christine menzionò il proprio interesse nel settore delle vendite e fece molte domande argute.

Quello che però colpì di più Andrew fu la conoscenza dimostrata da parte di Christine riguardo l’azienda: conosceva l’aspetto finanziario; la missione, la cultura e i valori dell’azienda; aveva usato LinkedIn per collegarsi a laureati degli anni precedenti che lavoravano presso l’azienda.

A questo punto Andrew, colpito, controllò il profilo LinkedIn di Christine notando come fosse molto curato. È subito chiaro quali siano le ambizioni e gli obiettivi di Christine che, tra l’altro, ha inserito una sua foto, un qualcosa che non tutti, anzi pochi, fanno.

Inoltre Christine fornisce chiare descrizioni di cosa abbia raggiunto nei vari ruoli che ha occupato fino ad ora e quale impatto abbia avuto sulle aziende presso le quali ha avuto la possibilità di fare internships.

Infine il suo profilo ha ricevuto ottime raccomandazioni da parte di manager e colleghi.

In sostanza, Christine non è più qualificata di Grace ma Andrew è in grado di conoscere meglio lei.

Adesso indovinate quale candidata Andrew selezionerà per la fase successiva di ricerca del personale?

Il consiglio di Andrew è quindi di sviluppare una fortissima presenza on-line. Lui ha imparato in modo molto doloroso che i CV e le cover letters da sole non bastano per distinguersi dalla massa dei concorrenti.

Sia Grace che Christine avevano un profilo LinkedIn ma mentre quello di Grace ‘dice’ quello che ha fatto, il profilo di Christine  ’ illustra’ quello che lei ha raggiunto attraverso l’uso di esempi di lavoro, testimonials e chiare descrizioni.

Andrew sottolinea che Christine non è una migliore candidata solo perché ha un profilo LinkedIn migliore. È il suo spirito di iniziativa e gli sforzi indirizzati al miglioramento del profilo che comunicano cosa lei potrebbe fare presso la sua azienda.

In secondo luogo Andrew consiglia di lavorare più intelligentemente piuttosto che più duramente. Lui sprecò tantissimo tempo partecipando a fiere dedicate alla carriera e sottoponendo domande di lavoro on-line. Christine invece ha dedicato il suo tempo a fare ricerca sul suo background e a trovare connessioni in comune attraverso lo strumento LinkedIn Alumni.

Questo ha dimostrato la sua disponibilità a fare di più della norma.

La maggior parte dei candidati semplicemente partecipa alle fiere dedicate alla carriera, sottopone il proprio curriculum, torna a casa e spera di essere chiamata per un colloquio di lavoro.

Voi come cercate di distinguervi dalla concorrenza?

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commenti



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  • Pascal Door

    Credo si possa riassumere tutto ciò con “visibilità del mindset”.

  • tr

    Vediamo se ho capito.
    uno che lavora per linkedin (azienda il cui valore e i cui introiti sono legati al numero di iscritti e alla qualità del loro profilo) mi.dice che per trovare lavoro devo iscrivermi alla sua bancadati il piú accuratamente possibile aumentando così gli introiti e il valore della sua azienda. Ho capito bene? E se poi non funziona é comunque colpa mia?

    Ma un selezionatore che parli di.quale attività (fatti non parole) intraprendere per essere piú preparati non si trova?

    E, scherzando ma non troppo,
    Secondo me Christine era piú bella
    saluri

  • vulcan

    A parità di qualità e skills dato che neanche i selezionatori sanno come comportarsi scelgono chi gli sta più simpatico o chi è più carino. Raccomandazioni permettendo ovviamente…

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    quando vai dalla panettiera e lei ti dice che il pane che fanno loro e’ il piu’ buono e che mangiarlo ti fa bane perche’ ti da’ energia per affrontare la giornata, tu rispondi “no, guarda, mi stai vendendo il tuo prodotto e se lo compro faccio salire i tuoi introiti che sono legati al numero di clienti e al passaparola. E se poi la mia giornata non va bene e’ colpa mia?”

  • wif

    Proprio così, dato che ormai abbiamo tutti i CV più o meno uguali…
    Si basa tutto sulla comunicazione indiretta e non verbale. Stai simpatico?
    Bene. Sei antipatico? Allora manco se sei Einsten.

  • wif

    Morale: Christine ha leccato, l’altra no. Inoltre, probabilmente Christine era più carina fisicamente di Grace. LinkedIn quanto ci pare ma quello che conta è la presenza e la comunicazione.

  • sara

    Condivido quanto dice tr. questo articolo non è credibile. Si suggerisce di curare il profilo della stessa azienda che fa le selezioni, Linkedln, al quale sono iscritta da anni, ho un profilo curatissimo. Non basta: come fotografa e come giornalista sono segnalata ovunque, basta cercare il mio nome con Google. Se fosse così semplice avrei trovato non uno, ma mille lavori. Date retta a me: in Italia si trova lavoro solo se si è segnalati da qualcuno. Altrimenti: ciccia.

  • Sil

    La foto in molti paesi è illegale sul CV, che l’autore la ponga come discriminante per la selezione sembra tanto provincialismo italiota.

  • koala

    Mi sembra che quello che emerge è che è premiata l’iniziativa personale e la versatilità di mezzi che si usano per mettersi in rilievo. Incontri di persona, raccomandazioni addiritura online, abilità nel costruire la propria pagina e accuratezza nel fornire informazioni. In pratica, come ho sempre imparato in tutti i lavori pratici che ho fatto, è opportuno mettere chi ti deve giudicare nella migliore e più confortevole posizione per poterlo fare. Anche chi ti giudica sta lavorando di fatto, dargli la possibilità di non fare troppa fatica nel farlo senza per questo correre rischi nell’assumerti penso sia una buona cosa, tenendo conto che anche chi seleziona poi può risentire dell’investimento sbagliato fatto su di te. La componente bellezza fisica può aiutare, ma non mi sembra l’elemento più importante da segnalare. A meno che non si tratti di lavorare in discoteca come ballerina o ragazza immagine, come si diceva una volta.


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