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Isola tropicale con soli 50 abitanti. Fa per voi?

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Pitcairn Island: Foto di doublecnz su Flickr

Pitcairn Island: Foto di doublecnz su Flickr

Se volete vivere su un’isola tropicale lontanissima dal resto del mondo, Pitcairn Island può fare il caso vostro.

Situata a metà strada (grosso modo) tra l’Australia e il Cile, nel bel mezzo dell’oceano Pacifico, si trova poco sotto il tropico del capricorno e gode di un clima caldo tutto l’anno.

Per chi ama la solitudine la notizia migliore è che ci sono solo 50 (circa) abitanti e quindi la frenesia della vita di tutti giorni conosciuta dalla maggior parte degli abitanti della terra qui non esiste.

Ecco Adamstown, la capitale:

Pitcairn Island - Adamstown: foto di doublecnz su Flickr

Pitcairn Island – Adamstown: foto di doublecnz su Flickr

Gli abitanti dell’isola sono discendenti degli ammutinati del Bounty e a tutt’oggi l’isola è un protettorato britannico.

L’unico “problema” riguarda il permesso per vivere sull’isola. Senza aver parentele con gli attuali abitanti, l’unico modo per fare domanda è quello di contattare il governatore dell’isola tramite il sito governativo dopo aver letto le FAQ.

A causa dell’invecchiamento della popolazione, il sito stesso dice che Pitcairn Island sta cercando individui e famiglie con le giuste competenze e qualità che siano in grado di contribuire ad un futuro sostenibile.

A chi interessa?

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commenti


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  • wif

    Sì, ma costa un botto viverci! E poi cosa fai là, mica sei nella Polinesia Francese, non puoi nemmeno lavorare nel turismo dato che non è possibile fare il bagno in mare e non ci sono spiagge adatte (solo rocce). Giusto gli ammutinati del Bounty potevano installarcisi! Molto meglio un’isoletta greca.

  • Northern Lights UK

    Concordo!

  • wif

    In effetti, ho poi visto che esistono delle spiagge carine ma se l’isola non è diventata un polo turistico come la Polinesia, ci sarà un motivo… È vero che ci vanno i croceristi ma si fermano pochi giorni. Infine, che lavoro si può svolgere se ci sono a malapena 50 persone e le attività aperte sono già tante in relazione al numero degli abitanti? Come si fanno a pagare le spese dovute se gli unici clienti sono i croceristi da Aprile a Ottobre? Eh già, perché i mesi restanti è inverno e piove! Non c’è l’ospedale, non c’è l’aeroporto, non c’è niente. Beh, se volessero ripopolare l’isola non dovrebbero esserci tasse da versare allo Stato e non dovrebbero chiedere un minimo di 30mila dollari NZ per viverci (sulle 19mila €). Inoltre 35 abitanti su 50 sono adulti. Certo non hanno bisogno di insegnanti, dato che li prendono, con le certificazioni che vogliono loro, dalla Nuova Zelanda. Tristi tropici!

  • wif

    Tanto per concludere il commento, pure alle Fiji ci vogliono 1500€ al mese per vivere (in coppia) però senza nessun servizio! E se ti ammali che fai? Se il business che hai messo su non funziona? Se c’è la crisi economica è chiaro che nessuno ci viene alle Fiji, soprattutto se si hanno clienti italiani. Non è il costo della vita in sé che fa la differenza ma i servizi di cui si può usufruire. Se le isolette sperdute potessero essere abitabili a costo zero, allora ne varrebbe veramente la pena. Uno fa il pescatore e vive con niente, lontano da computer e menate varie. Invece non è così. Il computer te lo devi beccare anche alle Fiji. Pure in Africa é la stessa storia. Ovunque vige il modello occidentale e non si riesce più a vivere liberi. Allora, tanto vale rimanere in Occidente. Beati gli ammutinati del Bounty…

  • Constanze

    trovo giustissima la tua osservazione. infatti, il modello occidentale ormai è stato esportato ovunque con danni a chi vuole vivere con poco e tranquillo.é vero, che + del costo della vita contano i servizi dei quali puoi usufruire nel luogo dove emigri- ma quale paesi consigli sotto questo aspetto. dando anche importanza al modo di vivere non troppo rigido? poi: meglio i piccoli centri, paesi piccoli ecc. o meglio le grandi città?


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