SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Sapere l’inglese non basta più

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Mi scrive Maria Boux dalla Germania.

Ciao Aldo,

voglio proporti un tema nuovo di discussione che potrebbe essere interessante per i tuoi lettori: la necessità di imparare almeno un’altra lingua oltre l’inglese.

Lavorando da anni presso una multinazionale con vari ruoli, tra cui quello attuale di livello europeo, mi rendo conto che l’inglese viene sempre di più dato per scontato, soprattutto nei paesi del Nord Europa, in cui lo parlano tutti e molto bene.

E’ un argomento che mi sta molto a cuore perché vedo sempre più spesso colleghi di varie nazionalità possedere almeno 1-2 lingue fluenti, in aggiunta all’inglese ovviamente (colleghi francesi che parlano spagnolo, colleghi olandesi che parlano tedesco e francese, colleghi polacchi che parlano russo, ecc.).

Leggi anche: Risorse per Imparare le Lingue Straniere

Soprattutto in Europa trovo fondamentale avere nel proprio bagaglio personale almeno 1 lingua oltre l’inglese, ho visto tante volte un candidato venire scelto per questo Plus piuttosto che per capacità personali nel ruolo.

In particolare per noi italiani, consiglio di cercare di studiare almeno lo spagnolo o il francese a scuola e possibilmente fare un’esperienza all’estero per fissarlo bene. Propongo queste 2 lingue perché credo siano le più simili all’Italiano e più facili da imparare, inoltre sono lingue molto richieste a livello europeo, non solo per la lingua in se ma anche per un fatto culturale: per i paesi centro-nord Europa risulta molto difficile lavorare con spagnoli e francesi, paradossalmente vedo che noi italiani siamo molto bravi nella mediazione con questi popoli e facciamo da link con gli altri paesi (in particolare US o Germania), proprio per questo queste lingue sono ancora più importanti per noi!

Chiaramente se come terza lingua si sceglie qualcosa di più distante dalla nostra (tedesco, russo, cinese) vanno benissimo, solo che diventare fluent in queste lingue probabilmente richiede più tempo e necessariamente un periodo in loco abbastanza lungo, quindi magari non tutti possono permetterselo nel proprio percorso di studi, soprattutto se non si studia lingue all’università…

Altro fattore importante è l’età in cui si studiano le lingue straniere. Ho constatato sulla mia pelle che studiare una nuova lingua da “adulto” è 100 volte più dura che impararla da bambino o a scuola, per questo vorrei rivolgere questo messaggio soprattutto a chi è più giovane, magari sta ancora studiando e ha la mente “fresca” per imparare.

Purtroppo la mia esperienza sullo Studio delle lingue nelle scuole italiane è pessima, alla fine di 5 anni di studio di inglese e francese alle superiori, ero letteralmente incapace di fare una conversazione, non parliamo di terminologie di lavoro, che secondo me non le stesse insegnanti non sanno!

Mentre per esempio vedo ragazzi di 18 anni qui in Germania che parlano inglese fluentemente appena usciti da scuola e possono subito usarlo nel lavoro senza dover neanche fare delle esperienze all’estero. Dobbiamo anche renderci conto che l’italiano è una lingua, seppur bellissima (tutti lo sostengono) anche molto inutile, nel senso che è parlata solo da noi nel mondo, quindi purtroppo siamo noi che dobbiamo faticare di più!

CONSIDERAZIONI PERSONALI

A questo proposito il mio studio del tedesco procede sì, ma MOLTO lentamente, soprattutto se lo paragono a quando ho imparato l’inglese in America (Exchange Student @ Senior Year in High School), e il motivo è esattamente quello che ti scrivevo sopra…

Ok, il mio lavoro è full time in English e oltre il lavoro ci sono: Bambino, Casa, Marito che lavora, burocrazia, Baby Sitter, Feste di compleanno e eventualmente un altro Bambino in arrivo fra poco…ma non è solo questo, mi rendo conto che il mio cervello fa più fatica a concentrarsi per studiare una lingua così diversa dalle altre due! E se solo l’avessi anche minimamente studiata a scuola, sarebbe stato molto diverso.

Per finire quindi il mio consiglio: studiare più lingue possibile da giovani e praticarle al meglio! Because English is not enough unfortunately…

Maria

Voi quante lingue sapete?

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commenti


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  • valerio

    Nella vita servono fortuna e raccomandazioni. Punto. Purtroppo anch’io mi sono dovuto abbandonare a questa frase qualunquista ma assolutamente reale. Personalmente parlo perfettamente inglese, portoghese, spagnolo ed ovviamente italiano, ho una buona conoscenza del francese che sto studiando e un livello a2 del giapponese. Con tutto questo e una laurea con voto di 108 sono tre anni che non lavoro (ho fatto solo un misero stage truffa dove sono stato cacciato dopo 3 mesi essendomi “ribellato” perché non ricevevo nessun rimborso nonostante mi era stata promessa la cifra stratosferica di 400 euro!!!!) Non ultimo tra le tantissime vacancies a cui mi sono candidato in questi anni, perfettamente in linea con il mio profilo a cui non ho avuto nessun riscontro lavorativo positivo, posso sommare un vero e proprio furto per il progetto civile, dove sono arrivato ULTIMO e sottolineo ULTIMO in graduatoria nonostante avendo al 100% le qualità per svolgerlo e anche molto di più!!!!!!!! Ma di cosa parliamo!?! E’ tutto uno schifo purtroppo.

  • wif

    L’inglese è dato per scontato ovunque tranne che in Italia. Tuttavia, anche se tutti lo parlano, nessuno lo sa bene. Anche nel Nord Europa fanno errori grossolani ma forse tu non te ne sei accorta… È vero che è sempre più richiesta una seconda lingua ma anche lì il livello spesso è basso. Come sempre, ci vuole una bella presentazione da parte di qualcuno – in Svezia come in USA come in UK e in Italia. Non siamo solo noi a farci raccomandare, finiamola con questo mito, per favore.

  • wif

    Scusa, hai mai provato a mandare un CV a Bruxelles come interprete? Quegli asini di europarlamentari italiani ne avranno sicuramente bisogno!
    Parlare la lingua ‘perfettamente’ non basta, bisogna avere una specializzazione. Tu di cosa sai parlare in inglese, spagnolo e portoghese? Per es. inglese medico, portoghese legislativo ecc. – per le traduzioni scritte ma non solo. Se fai l’interprete devi conoscere l’argomento di cui si discute per poterlo tradurre. Il problema di chi studia lingue è sempre questo e ormai fare il traduttore è un lavoro sottopagato a meno che non si lavori per grandi organizzazioni internazionali. Peccato che per lavorarci spesso servano inglese e francese solo come base.
    Il giapponese a livello A2 non serve a nulla, studia il francese o il tedesco.
    Le uniche lingue utili rimangono quelle europee, per quelle extraEU vengono considerati solo i madrelingua. Beh, il giapponese/cinese/arabo/russo non li impari in pochi anni e il livello non sarà mai quello di un madrelingua. Inoltre tutti questi ora parlano un inglese fluentissimo. Ciao! :-)

  • valerio

    Ciao si sono specializzato come traduttore interprete nelle lingue che parlo perfettamente ing,ita,por,spa. X Bruxelles ci ho provato molte volte ma è proprio x questo sopratutto che dico che sono tutti raccomandati hehehehe. E’ bruttissimo dirlo e dare l’impressione di rifugiarsi in queste scuse x giustificare il fatto di non trovare nulla, ma ti assicuro che è così purtroppo. Tra l’altro sfato questo mito che i giapponesi, cinesi e russi parlino fluentemente inglese, nulla di più falso. Forse questo può andar bene x gli arabi, ma x gli altri no. Tra l’altro ti parlo del giappone, e figurati i giapponesi oltre a non sapere l’inglese, quelli che lo imparano (e non parlo di giapponesi con doppia cittadinanza tipo anglo nipponici)lo imparano con moltissime difficoltà e lo parlano con un accento giapponese che rende difficilissimo comprenderli ti faccio un esempio, loro x dire la parola ticket dicono tickettou pronunciandolo così come l’ho scritto, e così x tante altre cose. :) )

  • shoryumike

    Se mai ” tikettoo ” . La ” u ” finale la toglierei, in favore di un allungamento della vocale ” o ” prima della ” u “, appunto. Ed anche il gruppo ” ck ” , ad occnio e croce, dovrebbe essere più lieve.
    Ma solo nel caso specifico.

  • GT

    Ma la tua esperienza è perfettamente in linea con quanto detto sopra: se pretendo che tutti sappiano più lingue, cosa me ne faccio di un interprete?
    Lavoro in un’ azienda con rapporti in almeno una decina di stati (nessuno dei quali anglofoni) e gli unici interpreti che vedo sono quelli che fanno traduzioni giurate di documenti ufficiali.

    E poi scusa un commento sulla scelta delle lingue studiate: “ti piace vincere facile”

  • Lillozzo

    L’articolo è molto interessante complimenti a Maria. Vorrei aggiungere che alla fine non è mai troppo tardi per imparare le lingue e qualsiasi altra cosa nella nostra vita, io per esempio sto “recuperando” l’inglese e sto imparando il portoghese tramite l’applicazione Duolingo ed i risultati si vedono. :) Aggiungo pure che parlo molto bene lo Spagnolo :) Lo ripeterò sempre non è mai troppo tardi per imparare qualsiasi cosa nella vita e non c’è limite d’età che tenga e questo lo diceva un grande uomo, Don Lorenzo Milani priore di Barbiana.

  • wif

    Ciao, allora orientali e russi sono ancora ridotti così con le lingue? Beh, ti ringrazio di avermi sfatato questi miti :-) Io sono in contatto con gente extra-EU che l’inglese lo sa benissimo ma forse parlo di una minoranza selezionata. Riguardo le candidature a Bruxelles, nulla di nuovo ma hai mai provato ad uscire dal’Italia e provarci da fuori? I sistemi di selezioni fuori dell’Italia sono diversi. Ci sono i raccomandati anche all’estero, ovvio, ma una piccola fetta per chi vale è rimasta. Infine, insisto nel dirti che. almeno in Svezia, le lingue europee sono maggiormente considerate di quelle extra-EU. Solo per farti un esempio. (anche se l’italiano non è più una lingua diplomatica, purtroppo). Come specializzazione intendevo non solo quella come interprete ma una parallela: per es: marketing (lo so, lo fanno tutti ma di lavori ancora ci sono). Insomma, il saper fare una cosa specifica nelle lingue da te elencate. Ora come ora non viene considerata la lingua di per se, troppa gente è multilingue, ma la specializzazione che ti permette di lavorare con la lingua. In bocca al lupo per tutto! Ciao :-)

  • wif

    Non è questa la sede per le lezioni di lingua giapponese.
    Sei completamente off topic. A parte che pure tu hai commesso degli errori nel tuo commento.

  • wif

    Mi scuso per gli errori ma andavo di fretta e penso sempre in altre lingue diverse dall’italiano ;-)

  • shoryumike

    Disgusto.

  • wif

    Concordo. In effetti, se studi il tedesco vedi che il lavoro lo trovi. Inoltre, senza la conoscenza del francese non puoi nemmeno mandare una application a una qualsiasi organizzazione internazionale, umanitaria o meno. Ad es. nei musei svedesi richiedono 5 lingue per fare le visite guidate, oltre a una laurea nel settore d’interesse.

  • wif

    E si tratta solo di un lavoretto estivo… fate un po’ voi. Ora la concorrenza non è solo nel proprio Paese ma globale.

  • Northern Lights UK

    Concordo. Per alcuni posti di lavoro, specie di lavoro, la raccomandazione è vitale. L’unica differenza…. Spesso i raccomandati e i raccomandatari non sono parenti ma conoscenze lavorative… Lo stereotipo italiano “l’incompetente cugino di mio cugino di mio cugino” non esiste all’estero. Politica esclusa, ovvio!

  • wif

    Infatti, si può parlare di ‘raccomandazioni virtuose’. Tuttavia, se non conosci nessuno che ti apprezza, il lavoro te lo scordi. Anche perché farsi raccomandare per i propri meriti è assai più difficile che avere parenti amici ecc. ciao! :-)

  • Northern Lights UK

    Super-d’accordo! Anche se basato su un sistema diverso ma alla fine la salsa è quella… Se non hai mai lavorato qui, il lavoro te lo scordi! Ciao! :-)

  • Luca

    Questa si chiama meritocrazia. Perche’ ti dovrebbero assumere se il tuo precedende datore di lavoro non e’ disposto a raccomandarti (basandosi sulle tue capacita’ e risultati)?

    Se non hai mai lavorato in UK non trovi lavvoro in UK? Quindi se uno lavoro per Google in California, a Londra non lo assumono? Dipende sempre da che cosa fai e da che specializzazione hai. Ovviamente se in Italia fai il cameriere hai piu difficolta’.

  • Luca

    Non sono d’accordo con questo articolo, infatti si parla di Germania e non di mercato del lavoro globale.

    Lavoro negli USA e la seconda lingua non e’ assolutamente richiesta, l’inglese basta e avanza. Se invece lavori come cameriere o commesso magari lo spagnolo fa comodo e potrebbe darti una spinta in piu. Un Project Manger o un Ingegniere deve saper parlare inglese bene, del francese e del tedesco cosa importa?

    In Europa piu o meno la stessa cosa, i lavori di un certo livello chiedono solo un inglese fluente, il quale e’ difficile da avere se si studiano altre 2 lingue. Ormai tutti parlano inglese, quindi perche parlarne anche altre in ambito professionale? non sarebbe efficiente. Le aziende di un certo livello usano tutte l’inglese e poi altre lingue per posizione a contatto col pubblico (customer service?)

    Altrimenti se una azienda parla inglese, tedesco e francese allo stesso tempo, come fa a trovare dipendenti competenti che parlano tutte e tre? soprattutto in settori come l’ingegneria e il web, dato che ci sono piu lavori che persone

    Inoltre e’ meglio puntare sulla qualita’ che la quantita’. Se si studiano troppe lingue si finisce per non saperne bene una (a meno che non si studino solo quelle, ma poi che altre competenze hai?) – si conosco a livello superificale e non si ha una competenza professionale avanza.

    **ho incontrato tante persone che dicevano di sapere 3 lingue perfettamente, poi le sentivo parlare e non sarebbe mai state in gradi si sostenere un meeting con madre lingua inglesi.

  • rocco

    infatti, l inglese rimane di gran lunga la lingua ufficiale del commercio globale, per i numeri chiaramente avanzera’ anche il cinese, ma l inglese rimane la lingua base da sapere e puo’ bastare

  • Northern Lights UK

    Che la specializzazione del lavoro fosse implicita nel discorso mio/di wif era ovvio. Però per molti lavori, se non hai mai lavorato in una nazione dove si parla inglese e ti scrivono le referenze, cominciare a lavorare è quasi impossibile (c’è anche chi ha le referenze dall’Italia ovvio ma bisogna che il tuo ex capo si renda disponibile ad essere chiamato…). Io su territorio UK sono stata assunta solo tramite agenzie di lavoro interinale per i primi due anni. Ho trovato il primo lavoro con datore di lavoro ‘normale’ solo dopo essermi fatta apprezzare all’agenzia e qualcuno mi ha fatto la referenza.


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