Re-inventarsi come assistenti virtuali

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Mary Tomasso lavora come assistente virtuale dall’Argentina.

Mary ha iniziato questa nuova professione a fine 2008 / inizio 2009 facendo un corso grazie al quale le si è aperto tutto un nuovo mondo.

Il corso insegnava sia a gestire un ufficio virtuale ma anche, e soprattutto, come compiere la transizione da segretaria ad imprenditrice.

La grande motivazione che spinse Mary a fare questo cambio di carriera era quello di volere lavorare da casa.

Pensava, al tempo, che si trattasse di “fare la segretaria da casa” che è un errore molto comune che in tanti fanno quando pensando all’assistente virtuale.

Ma Mary non voleva fare la tele-lavoratrice per l’azienda per la quale lavorava prima a Buenos Aires, voleva lavorare con il mondo.

Per fortuna al tempo i social networks stavano prendendo sempre più piede consentendo così di allacciare contatti e cercarsi opportunità di lavoro con altri Paesi del mondo.

Ha quindi scoperto un “altro mondo” di imprenditori online che lavoravano quasi esclusivamente su internet e Mary poteva quindi fare l’assistente per loro, indipendentemente dalla loro locazione geografica.

Le mansioni in questo caso sono inerenti la gestione di un blog, la gestione della presenza sui social networks, la gestione di webinars eccetera.

Attualmente esistono quindi due tipologie di assistenti virtuali: la classica segretaria che lavora da casa (o da ovunque abbia accesso ad internet) oppure l’assistente che sostiene gli imprenditori online, un fenomeno legato soprattutto al mondo anglosassone.

Dal punto di vista pratico non ci vuole molto. Un computer e una connessione internet. Ci sono poi alcuni strumenti legati a pacchetti software o piattaforme online per gestire il proprio lavoro, la collaborazione con altre persone o i rapporti con aziende.

Mary cita Feng Office come un esempio di piattaforma che utilizza per gestire questo aspetto della sua attività.

Ad esempio, lo usa per far vedere al cliente quante ore lavora su un progetto specifico.

Il costo legato a queste opzioni è in genere di circa 30 dollari al mese quindi non è proibitivo.

I clienti di Mary sono principalmente in Italia, Spagna ed Argentina.

Partendo da zero e volendo re-inventarsi come assistente virtuale, Mary consiglia prima di fare un’analisi interna.

Cosa sapete fare? Cosa volete fare? Per che tipo di azienda o imprenditore volete lavorare? Quali servizi volete offrire?

Non bisogna necessariamente creare un business plan ma metterlo per scritto aiuta moltissimo a focalizzare i propri pensieri.

Tutto questo Mary l’ha imparato facendo errori classici: creare un sito ma poi non sapere come trovare clienti.

Rispondendo a queste domande sarete molto più efficaci quando si tratta di trovare clienti perché la vostra ricerca sarà molto più mirata.

Ad esempio Mary ha ristretto la cerchia di potenziali clienti decidendo che voleva fornire servizi di gestione del social media marketing.

Ha poi definito il cliente ideale: un coach che abbia un info-prodotto e per il quale vuole fare l’assistente virtuale in webinar.

Si tratta poi di contattare il potenziale cliente sui social network soprattutto LinkedIn mandando una email chiedendo se puoi sottoporre alla loro attenzione i tuoi servizi.

Anche Twitter è risultato molto utile per Mary perché facendo attenzione agli hashtags pertinenti puoi trovare chi ha bisogno dei tuoi servizi.

Realisticamente Mary dice che ci vuole circa un anno per crearsi un giro d’affari che consenta di farne la propria professione a tempo pieno. Si possono accorciare questi tempi mentre state già lavorando creandosi una presenza online grazie alla quale vi create contatti da sfruttare quando vi ci dedicate a tempo pieno.

Il lato negativo della carriera come assistente virtuale è classico e legato a tutte le attività imprenditoriali. Se l’attività del vostro cliente non va molto bene è facile che uno dei primi costi che taglia sia quello legato all’assistente virtuale.

Se volete investire tempo e denaro per diventare assistenti virtuali Mary insegna come fare! 

Cliccate qui per maggiori dettagli.

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commenti





  • Richard_Chance

    E’ proprio vero : internet ha distrutto molti posti di lavoro ma ne ha creati altri. Altrettanti ?

  • goldendindin

    Bello! Grazie Mary

  • wif

    Peccato che questi lavori siano spesso richiesti unicamente in lingua inglese e vengano poi svolti da indiani, cinesi e africani, naturalmente pagati con tariffe da terzo mondo.
    Internet ha creato solo lavoretti malpagati. Il lavoro vero, quello coi diritti e la pensione ormai è diventato un sogno. Grazie, Internet!


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