SCRIVERE IL CV IN INGLESE

In Italia, noi giovani siamo visti come un peso. L’Italia mi ha pagato la formazione ed io sono all’estero ad usarla. Deplorevole.

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Un’amica del blog ci scrive da Dublino.

La mia è una storia a lieto fine.

Come poche o tante, non lo so.

Vi racconto brevemente la mia avventura.

Sono pugliese e ho passato gli ultimi quattro anni della mia vita a Milano, tra aperitivi e serate, e posso affermare con certezza che sono stati gli anni più belli della mia vita.

Ho studiato per il mio Master’s Degree in economia e ho lavorato per due anni per una società di consulenza internazionale.

I ritmi erano stressanti, il lavoro poco gratificante e lo stipendio ancora meno (per una città come Milano)…

Sentivo che nonostante serate e amici e viaggi e divertimenti, la mia vita stava prendendo un verso che non mi piaceva affatto. Non ero completamente felice.

Allora sul finire del mio contratto, seguendo consigli dei miei amici, e presa da una voglia irrefrenabile di avventura, ho prenotato un volo per Dublino, ho disdetto la mia casa a Milano e dopo un mese sono partita per Dublino, senza un lavoro, ma con due valigie e mille speranze. Non avevo nulla da perdere.

Arrivata, la prima impressione è stata quella di una città raccolta, accogliente e abbastanza organizzata.

A distanza di qualche mese, posso confermare la mia impressione, nonostante il vento che a volte non ti permette nemmeno di camminare e la penuria di sole. Ma il calore dei pub e il modo “friendly e polite” degli irlandesi conquistano da subito.

Sono persone che, al contrario di noi italiani, hanno conservato una gran semplicità.

Sono partita con livello di inglese abbastanza buono, sono in grado di esprimermi in maniera fluente e tranne l’accento molto “strong” degli irlandesi nudi e crudi, riesco grossomodo a capire tutto.

Ho iniziato da subito a fare colloqui, a inserire il mio CV su vari siti (molto utili sono Monster.ie, Irishjobs.ie e Jobs.ie) e devo dire che ho da subito riscontrato un mercato del lavoro, a differenza di quello italiano, molto dinamico e pieno di straordinarie opportunità.

Ho ricominciato a sognare e a nutrire di nuovo speranze per il futuro, cosa che purtroppo in Italia mi era stata negata.

Tornando alla mia ricerca lavoro, ho fatto colloqui con vari Headhunter prima e poi con le società che ricercavano la risorsa, che sembravano essere interessati a quello che facevo in Italia, alla mia scelta di Dublino, al fatto che potevo sfruttare la doppia lingua per trovare un lavoro.

Devo riconoscere che ho incontrato molta gente che mi ha supportato nella mia ricerca: da quelli che mi hanno rivisto il CV a quelli che hanno girato il mio CV nelle aziende in cui lavoravano.

Anche i recruiter sono molto disponibili e pronti a darti un aiuto nella revisione del CV, sul cosa dire e non dire durante un colloquio, il tutto con un approccio puramente anglosassone.

In Italia, noi giovani siamo visti come un peso. L’Italia mi ha pagato la formazione ed io sono all’estero ad usarla. Deplorevole.

Insomma, dopo circa dieci colloqui con le società e altrettanti con i recruiter, a fine novembre mi vedo arrivare, un giorno dopo l’altro, due offerte di lavoro, con contratto alla mano.

Proprio quando stavo per mollare e per tornare in Italia, disperata e arrabbiata perché neanche l’Irlanda sembrava avesse qualcosa da offrirmi.

Invece il destino ha voluto che il mio soggiorno nell’isola di Smeraldo si prolungasse fino a data da destinarsi.

Dopo soli due mesi (che mi sono sembrati infiniti) di ricerca lavoro, mi vedo arrivare due offerte tra le quali scegliere… ed è impossibile non fare un confronto con il nostro paese che finora non è stato in grado di trattenermi.

E mentre tutti gli irlandesi mi chiedono “Are you enjoying Dublin so far?”, io rispondo di si, ma a volte sento un po’ di “homesickness” che curo pianificando il prossimo viaggio da qualche parte oppure comprando cibo italiano.

Chissà dove mi porterà questa avventura…

Per tutti coloro che stanno pensando di fare un’esperienza all’estero io riporto una frase di Mark Twain che mi ha fatto spesso pensare: “Tra vent’anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto che per quelle che hai fatto. Quindi sciogli gli ormeggi e naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti delle opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri.”

Io cerco sempre di farlo e devo dire che secondo me ha veramente ragione.

In bocca al lupo a tutti!

Dublino - Foto: mabufeu su Flickr

Dublino – Foto: mabufeu su Flickr

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commenti



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  • wif

    Quanti piagnistei. Ormai viviamo nell’EU. Il fenomeno citato nel titolo avviene ovunque, anche nei Paesi del Nord (pagano la formazione e poi non c’è lavoro). Moderiamo questi atteggiamenti esterofili, per favore. Alla fine hai scritto solo per fare sapere a tutti che ce l’hai fatta. Attenzione, però, l’economia non è stabile da nessuna parte del mondo. Auguri

  • Laura

    “sono partita per dublino, senza un lavoro…” , mi racconti come ti mantenevi mentre cercavi lavoro ? Siamo sempre lì, quando hai soldi puoi fare tutto…

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    magari ha risparmiato quando lavorava…

  • mirko

    La tua invidia è deplorevole…..tipico delle piccole persone!

  • mirko

    Ti ha risposto bene Aldo, hai sicuramente ragione,con i soldi può essere più facile ma si può riuscire anche senza essere ricco…risparmiando prima di partire e magari trovare dei lavoretti sul posto finché non si trova ciò che si cerca!

  • Laura

    Beh, dice che guadagnava poco…cmq vorrei una risposta dalla diretta interessata

  • ejga

    laurea in economia, 2 anni di esperienza, inglese buono… avoja a trovare un lavoro all’estero!

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    “poco gratificante”, non vuole necessariamente dire che fosse basso. Puo’ essere che non fosse commensurato allo sforzo richiesto.

    “cmq vorrei una risposta dalla diretta interessata” ha chiesto l’anonimato quindi dubito rispondera’ ai commenti


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