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Dovete ascoltare Matteo per capire Parigi

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Matteo vive da sei anni in Francia, a Parigi.

In questa intervista discutiamo dei tanti lati positivi che Parigi offre e di alcuni negativi.

Parliamo dei falsi miti che Matteo ha smontato durante gli ultimi sei anni.

Ricordatevi che Italia e Francia sono nazioni confinanti e quindi con una cultura simile ma al tempo stesso più diverse di quanto ci si possa aspettare.

La burocrazia è un qualcosa che ha colpito Matteo al suo arrivo perché per espletare tantissimi aspetti della vita quotidiana bisogna produrre tantissimo materiale burocratico. Ad esempio prendere un appartamento in affitto è particolarmente estenuante.

Detto ciò la Francia è molto informatizzata e quindi molte pratiche vengono svolte utilizzando Internet.

Inoltre si usa molto la posta e le lettere arrivano nel giro di 24-48 ore :-)

Ad esempio, i Francesi utilizzano la posta per spedire assegni grazie ai quali gestiscono tantissimi aspetti della vita quotidiana.

La conoscenza del francese è ovviamente importante, soprattutto al di fuori di Parigi. Essa consente di non fraintendere tante espressioni particolari francesi e tanti aspetti della vita quotidiana che i francesi danno per scontato.

È un elemento di integrazione importantissimo.

Un aspetto particolare della vita in Francia è che si pagano le tasse in modo abbastanza rigido soprattutto perché il pagamento è molto più automatico e semplice da parte del datore di lavoro.

Trovare sistemazione, trovare lavoro e aprire un conto corrente sono i primi tre passi fondamentali per i primi tempi in Francia. Questi tre passi sono collegati tra loro e molto dipendenti l’uno dall’altro.

Per chi vuole trasferirsi in Francia senza poter dimostrare di avere un lavoro con il quale pagare l’affitto, la soluzione può essere la ricerca di una camera in un appartamento in condivisione.

Inoltre parliamo di tanti aspetti della vita culturale di tutti i giorni in modo da offrire uno spaccato che possa aiutare chi sta pensando a Parigi come destinazione per il proprio espatrio.

Consiglio quindi la visione del video nella sua totalità, ringraziando Matteo per la sua disponibilità!

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commenti


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  • shoryuken

    Interessantissimo, come sempre.

    Se mi è concesso, vorrei azzardare una domanda, in merito ad un aspetto che non mi è chiaro.

    Quoto parte dell’articolo: ” Trovare sistemazione, trovare lavoro e aprire un conto corrente sono i primi tre passi fondamentali per i primi tempi in Francia. Questi tre passi sono collegati tra loro e molto dipendenti l’uno dall’altro.

    Per chi vuole trasferirsi in Francia senza poter dimostrare di avere un lavoro con il quale pagare l’affitto, la soluzione può essere la ricerca di una camera in un appartamento in condivisione “.

    Quindi come fare per cercare lavoro in Francia?
    Io, pensavo di cercare una sistemazione in ostello (restandoci a tempo indeterminato, inizialmente), cercare lavoro e ricercare casa solo dopo qualche mese, una volta raggiunta un minimo di “stabilità” (qualora tutto andasse per il meglio, chiaramente).
    Quindi, non potrei farlo?

  • shoryuken

    La cosa mi riguarda molto da vicino, e proprio in questo periodo.
    Sperando che qualcuno possa rispondere, ho deciso di incollare altre testimonianze dalle quali emergono altrettante inconsistenze, confermando in parte quanto detto da Matteo.
    Eccole:

    ” la Francia anche se fa parte della comunità europea, è un paese che ha leggi che a volte ti fanno sentire un extra comunitario. Incredibile ma vero. Bisogna dire che difficilmente trovi casa senza un contratto di lavoro. Chi è disposto a darti casa senza lavoro, ti farà pagare di più e ti chiuederà delle garanzie. In Francia vanno molto gli “studio”. Sono piccoli monolocali, dove trovi tutto [...] Per lavorare devi avere le Numero de Securite Sociale. Paragonabile alla ns tessera sanitaria. Questa situazione è un pò una contraddizione “.

    ” Gli italiani possono, come gli altri cittadini dell’Unione Europea, entrare in Francia con la sola carta d’identità. E’ tuttavia importante sapere che, mentre per i primi tre mesi non c’è bisogno di alcuna autorizzazione per cercare lavoro, allo scadere di tale termine occorre chiedere il permesso di soggiorno (carte de séjour) presso la Préfecture o presso i municipi (Mairie). Il rilascio del documento avviene soltanto se lo straniero dimostra di avere un’occupazione e un alloggio. Ecco perché è bene decidere, prima di tutto, tra due possibili vie: cercare lavoro dall’Italia, oppure andare direttamente in Francia.Se si opta per la seconda ipotesi, è evidente che le difficoltà sono numerose, ma soprattutto è possibile presentarsi subito di persona ad un colloquio di lavoro (è opportuno farlo per i contratti temporanei) “.

    ” I disoccupati, in Francia, sono più aiutati che in Italia. La disoccupazione purtroppo dilaga; un italiano disoccupato che cerca lavoro qui deve, oltre che saper parlare il francese, poter prima disporre di un alloggio e prima ancora di un conto in banca! E’ un paradosso tutto francese: se non si hanno un conto in banca ed un lavoro, non si trova casa, se non si ha casa non si può avere un conto in banca né un lavoro; se non si ha lavoro non si può avere nulla di tutto ciò! E’ come un cane che si morde la coda… “.

    Quindi, non posso recarmi in Francia e cercare lavoro direttamente in loco, fin tanto che resto in ostello, praticamente?

    P.s. mi scuso in anticipo qualora tali testimonianze risultassero moleste e/o non gradite. Provvederei alla loro rimozione immediatamente.

  • shoryuken

    Nessuno è interessato ad approfondire tali aspetti?

  • shoryuken

    Grazie ugualmente.

  • Enrico Molino

    Ciao shoryuken,
    io vivo in Francia da quasi 6 anni quindi ti posso parlare della mia esperienza.
    Prima di tutto non confondiamo “Francia” con “Parigi”, perché Parigi è davvero una realtà a parte che si differenzia da tutto il resto della Francia.

    Quando mi sono trasferito in Costa Azzurra non ho avuto molti problemi per la casa, ho semplicemente ricercato e affittato senza particolari inconvenienti; del resto si tratta di una località particolarmente turistica, molto internazionale e dove sono abituati ad accogliere stranieri.

    A Parigi invece c’è una tensione enorme sul mercato immobiliare e c’è molta più domanda che offerta, questo fa si che il proprietario di un appartamento si ritrova davanti una fila di magari 20 possibili candidati che hanno deposto un “dossier di candidatura” (ebbene sì, fa ridere ma si dice proprio così !) per poter affittare.
    Logico che in una situazione come questa si trova in situazione di forza, il suo appartamento non rimarrà sfitto (soprattutto se è un monolocale, i più richiesti. Ed del resto la maggior parte delle persone non può permettersi molto di più visto che si superano tranquillamente gli 800 euro/mese per un monolocale di 20m2, e NON nelle zone più belle della città, altrimenti sono 1000) scarta tutti i potenziali inquilini che guadagnano meno soldi, che non hanno contratti di lavoro etc.

    Tra l’altro non lo fanno nemmeno per cattiveria, ma semplicemente perché esistono assicurazioni per contratti di affitto che coprono il canone non pagato, ma queste assicurazioni si possono stipulare solo se l’inquilino rispetta criteri stretti (in genere deve guadagnare almeno tre volte il canone di affitto, deve avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato e dulcis in fundo…NON DEVE ESSERE IN PERIODO DI PROVA. Quindi anche se fossi assunto direttamente dall’Italia con 5000 euro al mese di stipendio e volessi affittare a 800 euro…beh saresti fregato lo stesso perché nei primi 6 mesi saresti in periodo di prova !)

    Ho vissuto quest’esperienza sulla mia pelle quando ho cercato la casa per la mia ragazza che partiva per Parigi come stagista, abbiamo trovato un monolocale dopo una ricerca soffertissima ed ovviamente io ho dovuto fare da garante altrimenti con il suo reddito non l’avrebbe accettato. E anche così abbiamo avuto problemi, la situazione è assurda.

    Visite di gruppo, non riesci a prendere la linea con le agenzie immobiliari, ti trattano tutti da pezzente e così via.
    A volte chiedono perfino una copia dell’estratto conto per capire se hai soldi
    o no (sarebbe illegale, ma se rifiuti magari il candidato dopo di te accetta e quindi trovano cmq da affittare…e tu rimani senza)

    Ma ripeto quella non è la Francia, è solo Parigi :-)
    Poi sono ritornato con l’aereo felicemente nella mia Costa Azzurra, ho buttato via la sciarpa e il cappotto e mi sono detto: si tengano la loro Parigi, la loro nebbia, la loro pioggia e la loro pianura desolante (né montagne né mare attorno…)…bella sì, ma qui c’è il sole, il caldo, si sta bene, con quello che loro si comprano il bilocale quasi mi ci faccio una piccola villettina…e SOPRATTUTTO nessuno ti tratta in quel modo.
    Arrivando da straniero, in periodo di prova, che parlavo un francese stentato le agenzie immobiliari sono state tutte gentilissime, mi hanno offerto persino un caffè al bar andando a firmare il contratto e si sono occupati di farmi l’allacciamento elettricità e acqua per cortesia, visto che da straniero non sapevo dove cominciare.

    Quindi se vai in Francia NON a Parigi non credo che avrai grossi problemi. Al limite per cercare casa EVITA come la peste grosse agenzie immobiliari come Foncia, che perfino in provincia applicano le stesse pratiche vessatorie parigine.
    Piccole agenzie e privati, in provincia, in genere sono più comprensivi…anche perché in tal caso sei tu in posizione di forza e non loro come nella capitale.

    Se invece vai a Parigi puoi tentare l’ostello ma penso che sia molto meglio la colocazione. Spendi di meno, è più comodo (niente dormitorio…) e soprattutto hai un vero indirizzo; ti servirà per tutto, ma per prima cosa per aprire un conto in banca, senza il quale non puoi avere nulla: né l’accredito dello stipendio, né un contratto per un telefonino etc…

    Quando alla questione di permessi di soggiorno, non riguarda i cittadini europei che sono liberi di stare in Francia senza nessun permesso particolare…occorre solo dimostrare di poter provvedere al proprio sostentamento con un reddito sufficiente e mi pare che occorra sottoscrivere un’assicurazione medica se ci resti a lungo (all’inizio, finché non cambi residenza e non ti iscrivi all’AIRE, alla peggio puoi usare il tuo tesserino europeo)

  • Enrico Molino

    Dimenticavo, altra imprecisione di uno dei commenti che hai trovato: “Per lavorare devi avere le Numero de Securite Sociale”

    L’iscrizione alla Securité Sociale viene effettuata dal TUO datore di lavoro al primo lavoro che ti troverai, poi ti resterà a vita. Quindi non è che sia richiesto averlo “prima” di cominciare a lavorare, né tu devi occuparti di nulla perché appunto se ne dovrebbe occupare il tuo datore di lavoro.

    Ovviamente molto dipende anche da dove lavorerai, se si tratta di una piccola impresa non abituata a fare pratiche che riguardano gli stranieri (chessò magari a conduzione familiare che hanno sempre avuto francesi !) potrebbero fare storie, ma se sei assunto da una grossa multinazionale o cmq in un luogo molto internazionale (come Sophia-Antipolis dove sono io ora) dove quasi ci sono più stranieri che francesi ovviamente tutto sarà più facile.

    Personalmente cmq inviai molti CV dall’Italia, combinai più appuntamenti per differenti colloqui di lavoro in giorni adiacenti, feci i colloqui (4 o 5 se ben ricordo), se passai uno e quindi firmai il contratto che decorreva a partire da alcuni mesi dopo.
    Quindi tornai in Italia dove stavo ancora lavorando, diedi le dimissioni e tre mesi dopo mi trasferii in Francia per cominciare il primo giorno di lavoro.
    Le risorse umane dell’azienda avevano anche provato ad aiutarmi a cercare casa, inviandomi per mail annunci di agenzie immobiliari con monolocali vicini al lavoro, ma alla fine me lo trovai da solo e ripeto non ebbi alcun problema.
    Firmato il contratto di affitto e pagato con assegno italiano caparra e primo mese (cortesia fatta dal proprietario, perché ahimè so che incassare un assegno estero è costoso, in Francia in genere ti decurtano 20 euro di commissione), andai quindi ad aprire un conto in banca (in realtà potresti anche aprire un conto in banca in Francia lasciando un indirizzo italiano come conto non residente, ma ti serve un’attestazione prodotta dall’agenzia delle entrate italiane che è costosa e complicata da ottenere)
    Il conto in banca è fondamentale !

  • Enrico Molino

    Cmq mi verrebbe voglia di partecipare anch’io ad una bella intervista per raccontare alla gente la mia esperienza, perché vedo che quasi tutte le testimonianze riguardano Parigi, quindi impediscono di avere una visione a tutto tondo della Francia.
    Sarebbe come farsi un’idea del mondo del lavoro italiano pensando che esista solo…Milano.
    E gli stili di vita possono essere molto diversi, poi dipende da cosa si cerca.
    Parigi e Milano hanno molti punti positivi in comune (mercato del lavoro dinamico, c’è sempre qualcosa da fare, sempre un posto nuovo per uscire la sera…) ma anche gli stessi punti negativi (pressati nella metropolitana per andare al lavoro, nebbia, smog, alienazione dalla natura…).

    Personalmente ho vissuto 2 anni a Milano e non ne potevo più. Quando me ne sono andato ho trovato l’alternativa in Francia che mi tentava non soltanto professionalmente (ovviamente, la Francia offriva molto di più…) ma anche per lo stile di vita.
    Al mattino uscendo di casa, invece di vedere la periferia milanese vede delle case in pietra del 1700 di uno splendido paesino provenzale.
    Invece di recarmi alla stazione della metro, salgo sulla mia cabriolet.
    Ed invece di far attenzione a non pestare il piede del vicino di vagone dall’ascella pezzata, devo magari rallentare per non investire lo scoiattolo che mi attraversa la strada.
    La sera d’estate uscendo dal lavoro a volte sono andato a nuotare al mare o a guardarmi il tramonto dal faro.

    Ecco, questa è la mia esperienza della Francia. Che non è -per fortuna- l’esperienza di Parigi, la quale sarebbe stata sicuramente uguale a quella milanese.

    Parigi a dire il vero mi piace molto…ma solo per andarci in vacanza !
    Tanto, è a 1h di volo o 5h di TGV ed il viaggio non costa molto.

    Viverci tutto l’anno meno che mai, a meno di non potermi permettere un alloggio in pieno centro e delle dimensioni che vorrei, il minimo per avere qualcosa di DECENTE per una famiglia: 2 camere da letto e doppi servizi in quartiere decente.
    Tradotto nei prezzi locali, circa 800.000 euro.

    E ancora, anche potendomi permettere una cosa del genere avrei i miei dubbi per la carenza delle altre cose che nemmeno i soldi possono comprare: aria pura, mare, montagne, natura, libertà di girare in macchina senza essere imbottigliati.

  • shoryuken

    Enrico,

    grazie, anzitutto, per aver risposto.
    Trovo le tue testimonianze davvero interessanti.
    Per quanto riguarda la mia situazione, diciamo (anche) che è dal Novembre 2013 che ho la valigia pronta per partire alla volta della Francia. Ero indeciso tra Aix-en-Provence e Lyon: mi occupo del settore agroalimentare, e lì ci sarebbero interessanti corsi formativi e possibilità di crescita davvero elevate.
    Se non fosse che:
    a) parto da una situazione svantaggiata: per forza di cose, non posso portare con me una grandissima cifra per far fronte alle spese iniziali;
    b) voglio vederci chiaro, fin da subito, pr quanto riguarda tutti gli aspetti burocratici cui dovrò far fronte una volta arrivato lì; vorrei evitare spiacevoli inconvenienti che potrebbero portarmi via tempo e denaro, mettendo in forse la riuscita del mio progetto. Anche perché, vorrei evitare di tornare in Italia per un errore di considerazione.
    Eh si: ho tentato in MILLE modi diversi di comprendere l’iter giusto da seguire (per quanto riguarda lavoro, conto bancario, casa, cercando di comprendere la giusta successione delle cose): ho chiamato in Ambasciata, mi sono messo in comunicazione con quasi tutti i consolati, con tutti gli enti di informazione all’espatrio. Un delirio ! Quasi nessuno rispondeva, e sono stato mandato a stendere persino dai Francesi. Ho sprecato tempo, energie e risorse tentando di ricevere alcune informazioni basilari, senza successo ALCUNO, da Novembre ! Ho persino speso circa 36,00 Euro in telefonate.

    Ho una sola possibilità, un solo colpo: avere bene in mente tutti i vari passaggi da seguire per non ritrovarsi spiazzati è fondamentale, nel mio caso (Dio solo sa quanto tempo mi ci è voluto per mettere da parte la cifra che mi consentirà di recarmi in Francia, lavorando da sguattero in nero, in Italia).

    Quindi, potrò sembrare ripetitivo e noioso, ma: da dove mi toccherebbe iniziare per tentare di trovare lavoro in Francia?
    Mi sembra di capire che devo affittare subio casa, per aprire un conto bancario, ed essere poi assunto? Non potrei, prima, ricercare lavoro rimanendo in ostello? Per me sarebbe la soluzione ideale. Considerando anche la mia situazione iniziale.

    Peraltro, prima trovo lavoro, meglio sarà: nel senso, partirò dal basso, l’importante è avere un’entrata il prima possibile. Il classico lavoro in ristorante, andrebbe benissimo (specie perché adiacente il mio settore d’interesse). Quindi, non ho particolari pretese: spero, semplicemente, nella costruzione di qualcosa di più concreto nel futuro. Ma un primo periodo di inserimento, penso sia toccato a tutti.

    Grazie, come sempre, in anticipo.

  • Max

    Allora se dobbiamo parlare seriamente di vivere in Francia….Scordiamoci dell’europa unita! Non esiste!
    Da sfigato non puoi andarci ho fai un contratto serio di lavoro e sai il francese o meglio cambi nazione!
    Secondo.. Vuoi affittare una casa?? Devi avere un conto corrente in Francia banca Francese..E di solito la stessa azienda che ti assume chiama a qualche banca per aprirtelo..E questo avviene anche per le grosse aziende italiane che lavorano li il resto sono favole l’unione delle banche.La mia che è bnl gruppo paris bas qui in italia, in francia sono un altra cosa…Manco controlli i movimenti dallo sportello!! Poi devi farti l’assicurazione, per la casa che costa poco ed è utilissima! Se poi abbiamo la moglie francese come il nostro simpatico amico già hai fatto l’80% se poi abbiamo il papà che ci manda i soldi per star lì ha studiare e sconcicare ragazze….Perchè qui ci si fà le seghe..Allora cambia!! Ma per lavurar o travagghiari minchiate non raccontiamone!
    Io consiglio di trovare un amico un parente che vive li vedete se vi puo’ ospitare 15 30 giorni e girate le varie agenzie scrivete l’indirizzo dove siete lì per il c.v. mettete un numero francese…Le agenzie sono ottime vi potete inscrivere su parecchi portali di reclutamento non nè metto perchè nè trovate centinaia…
    Poi se avrete pazienza la Francia vi ricompenserà..Si vive molto bene!


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