Come ho trovato lavoro nel sistema sanitario inglese

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Nicoletta Buffolo ci aggiorna su come è stata assunta dal sistema sanitario britannico, il famoso National Health Service (NHS).

Mentre maturava esperienza nel Regno Unito come ‘carer’, Nicoletta continuava a cercare lavoro all’interno servizio sanitario britannico.

Ricevette quindi cinque inviti ad un colloquio di lavoro riuscendo poi con successo a superare una selezione.

Il “segreto” è stato quello di offrire esattamente l’esperienza di lavoro che cercavano piuttosto che “sette lauree”.

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Per quel che riguarda la concorrenza, Nicoletta rivela che l’ospedale per il quale lavora ha ricevuto circa cinquecento domande per una ventina di posizioni disponibili.

In particolare per il posto di lavoro che Nicoletta ha ottenuto ventiquattro persone erano state selezionate per sostenere un colloquio di lavoro.

La differenza nella domanda di Nicoletta è stata che il suo profilo rispecchiasse fedelmente i criteri ed i requisiti definiti nella descrizione delle responsabilità per lo specifico lavoro.

La concorrenza è enorme perché durante gli ultimi due anni la popolazione di Londra è cresciuta enormemente.

Nicoletta da dicembre lavora come Health Care Support Worker all’interno di un reparto maternità.

È un ruolo che dà molta autonomia da subito.

Il primo bilancio che Nicoletta può fare di queste prime settimane di lavoro è molto positivo soprattutto dopo una ricerca lavoro che è durata un anno e otto mesi.

Consiglia di avere le idee chiare su cosa fare e abbastanza soldi da parte in modo da supportare i periodi magri che inevitabilmente si incontreranno.

Sottolinea inoltre che a volte ci vuole la fortuna. Suo figlio, ad esempio, è andato a Barcellona e in cinque giorni ha trovato lavoro come cuoco mentre lei a Londra ha fatto molta più fatica.

Gli ospedali britannici sembra però che siano alla ricerca di personale in modo abbastanza “disperato” per cui tanto c’è una grande presenza di personale straniero negli ospedali del Regno Unito.

Nicoletta conclude dicendo che a Londra è forse più difficile trovare casa che trovare un lavoro. Attualmente vive in condivisione ma non è troppo contenta.

Complimenti Nicoletta!

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