Quando il sogno della Thailandia si trasforma in incubo

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Un servizio da parte di Channel 4 News rivela come il sogno di andare in pensione in Thailandia si sta rivelando un incubo per alcuni pensionati britannici.

Anche se esistono ovvie differenze tra i pensionati britannici e quelli italiani, penso che questo video possa essere utile per mettere in evidenza i rischi di un trasferimento al caldo senza la giusta pianificazione.

Durante gli ultimi anni è cresciuta enormemente l’emigrazione da parte di pensionati del Regno Unito che hanno deciso di andare a vivere in località turistiche come Pattaya in Thailandia.

Negli ultimi due anni il numero di britannici con più di sessantacinque anni che risiedono a Pattaya è cresciuto del 43%.

Grazie all’utilizzo di visti dedicati ai pensionati e al relativo basso costo della vita in Thailandia rispetto alla Gran Bretagna, molti uomini hanno lasciato la vita in Gran Bretagna per trasferirsi in Thailandia.

Un visto da pensionato per la Thailandia è disponibile agli stranieri che hanno più di cinquant’anni. Questi visti durano un anno e proibiscono alcun tipo di impiego. I facenti domanda devono dimostrare di ricevere una pensione o un reddito proveniente da una nazione al di fuori della Thailandia per un equivalente minimo di 65.000 Baht al mese. Altrimenti i facenti domanda devono dimostrare di avere un conto bancario in Thailandia con un minimo di 800.000 Baht.

La maggior parte dei britannici che vanno a vivere in pensione in Thailandia sono uomini che vanno alla ricerca di sesso facile e alcol economico.

Alcuni rivelano che la nuova vita li ha ringiovaniti e che non hanno nessuna intenzione di tornare dove riceverebbero una bassa qualità di cura ad un costo molto alto. Purtroppo per alcuni di loro non esistono legami familiari che li trattengano nella nazione di origine.

Inoltre la combinazione di consumo di alcol e la nuova libertà trovata all’estero fa sì che molti di essi vadano a finire in ospedale per un motivo o per l’altro.

In tanti finiscono in ospedale per malattie croniche spesso causate dall’alcolismo. Spesso questi pensionati non hanno una assicurazione medica ed il servizio rivela che l’ospedale Banglamung di Pattaya ha servito 18.000 pazienti stranieri durante l’ultimo anno, la maggior parte di essi con più di 60 anni. In totale i pazienti non hanno pagato l’equivalente di trecentomila sterline per i servizi ricevuti.

Esistono però esempi di un altro approccio al trasferimento da pensionati in Thailandia. Un gruppo di pensionati scandinavi ha acquistato il proprio “villaggio pensionistico”. Questo include piscina, palestra e tante altre amenità che permette a coppie scandinave di condurre una vita più salutare.

L’aspetto che contraddistingue questo gruppo di persone in particolare è la presenza delle donne. Queste sono coppie di pensionati che si trasferiscono all’estero invece di uomini singoli.

Gunnar Kraft, uno di questi pensionati scandinavi, suggerisce che i governi europei debbano iniziare a pensare ad “esportare” i pensionati. Bisogna comunque pagare per servizi di cura quindi perché non farlo in una nazione dove i costi sono inferiori?

A chiusura del servizio viene raccontata una storia molto triste di ‘Steve’ che ha lasciato un matrimonio di trentacinque anni alle spalle a Liverpool e adesso si trova senza tetto a vivere in spiaggia in Thailandia. Senza soldi, con la piaga dell’alcolismo non ha molte prospettive per il suo futuro.

Non penso che il servizio rappresenti necessariamente tutti i pensionati che vanno a vivere in Thailandia bensì metta in evidenza i rischi che una minoranza di loro può correre.

Penso inoltre che i pensionati che si trovano in difficoltà forse si sarebbero trovati in difficoltà ovunque: sia che fossero rimasti in Gran Bretagna sia in Thailandia che in Spagna o altre nazioni dove i pensionati vanno a trascorrere la terza età.

Rimane il fatto che per alcuni il sogno a volte si trasforma in un incubo.

Pattaya - Foto: Eternal Vagabond su Flickr

Pattaya – Foto: Eternal Vagabond su Flickr

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commenti





  • Northern Lights UK

    Penso che il tuo ultimo commento sia il più azzeccato Aldo.. certi pensionati si sarebbero trovati in difficoltà ovunque— è comunque un servizio utile perchè così alcune persone si rendono conto che in Thailandia non tutto è così facile come sembra…

  • Marilena

    Questi sono dei pervertiti se vanno in Tailandia per sesso facile e alcool, si meritano quello che si trovano.

  • Tommy

    Non mi piace dare giudizi ma Marilena non ha tutti i torti. Una persona che conosco e che abita in thailandia mi ha raccontato che i thailandesi hanno un termine per gli stranieri che per loro è al contempo equivalente con uno stereotipo fortemente negativo, ovvero di quello del turista ricco che aprofitta della situazione locale (ad esempio del fatto che l’età del consenso è estremamente bassa) per fare i propri comodi. Quelli descritti nell’articolo sembrano rientrare esattamente nella categoria. Poi non c’è da stupirsi se i locali sono diffidenti e diventano “ostili” verso i nuovi arrivati :/

  • Eli

    mi fa schifo pensare che questi maiali vadano in thailandia solo ed esclusivamente per andare con le prostitute (magari minorenni). E se si trovano senza tetto a dormire in spiaggia alcolizzati beh, non sarò certo io a dispiacermi

  • Luciano

    Alcune semplici considerazioni:
    1) Anche in Italia le prostitute le troviamo per strada, giovanissime, schiave di chissà quale organizzazione di orchi che fanno tutto quello che vogliono nel nostro “Paese dei diritti”.
    2) Ho un amico di 54 anni senza famiglia, senza lavoro e senza casa. Stato, istituzioni locali, parrocchia, … nessuno si interessa a lui. Se non fosse per alcuni amici che gli danno una mano dormirebbe dentro uno scatolone sotto ad un ponte o chissà dove. E’ una persona pulita e dignitosa, iscritta alle liste di collocamento ed ha fatto richiesta per una casa. Raggiungerà mai quanto si auspica in Italia?


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