La classifica delle professione più merocratica

World Nomads Assicurazione Viaggi

 

Come ogni anno Forbes ha pubblicato la classifica delle attrici e degli attori che hanno reso di più in base alla loro paga.

La rivista statunitense raccoglie informazioni su quanto un’attrice viene pagata e sugli incassi dei film nei quali appare.
In questo modo redige la classifica elencando le attrici e gli attori in base alla loro redditività per gli studios di Hollywood.

Perché parlo di questa notizia?

Perché è un esempio lampante di come il successo lavorativo di una professionista (l’attrice) dipenda tanto da quanto sia il ritorno sull’investimento da parte dell’azienda.

Un’attrice pagata tanto e i cui film sono dei flop molto difficilmente riuscirà a negoziare un salario altrettanto alto per i film successivi. Se una star si trova spesso in fondo a questa particolare classifica, difficilmente la sua carriera durerà a lungo.

Per quest’anno, ad esempio, Adam Sandler è in cima alla classifica degli attori meno redditizi. Viene pagato moltissimo ma gli incassi generati dai suoi film difficilmente giustificheranno la spesa.

Vi piace il concetto di meritocrazia? Eccolo!

Anche noi comuni mortali dobbiamo fare tesoro di questa filosofia. Che ci piaccia o meno, l’azienda la penserà così.

Mario Rossi mi costa X e produce un valore pari a 30 X? Fantastico! Ottimo impiegato e farò di tutto per tenermelo stretto magari pagandolo di più, tra le altre cose.

Carlo Bianchi mi costa X e produce un valore pari a metà di X? Magari non è un dipendente che voglio tenermi stretto…

Mi rendo che il mondo del lavoro italiano presenta molti casi di paga non commensurata al contributo e al valore del dipendente. Io mi sto riferendo ai mondi del lavoro anglosassone dove ho visto in prima persona l’esistenza di questa filosofia.

Tornando alla classifica, ogni attrice viene valutata in base all’incasso per ogni dollaro di paga:

  1. Emma Stone $80.70 di incasso per gli studios per ogni dollaro pagato all’attrice
  2. Mila Kunis $68.70
  3. Jennifer Lawrence $68.60
  4. Natalie Portman $31.30
  5. Dwayne Johnson $31.10
  6. Daniel Craig $25.60
  7. Russell Crowe $25.60
  8. Kristen Stewart $25
  9. Robert Pattinson $23.50
  10. Taylor Lautner $21.40

Come potete notare non sono presenti i nomi degli attori necessariamente più famosi bensì quelli che fanno fare più soldi allo studio cinematografico.

Il concetto può sembrare rimosso dalla vita di tutti i giorni di noi comuni mortali invece la vita da attrice è molto precaria, si è disoccupati dopo ogni progetto e la maggior parte delle attrici viene pagata poco e male. Vi ricorda qualcuno?

Chiedetevi quindi quanto valore voi stiate creando per l’azienda per la quale lavorate e se la paga sia commisurata. Se non lo è…..

Risparmia quando trasferisci soldi all'estero

come risparmiare con il cambio valuta

Comments

  1. gianna says

    Forse tu ragioni così perchè ti trovi in una condizione che ti permette di evitare lamentele. Son d’accordo sul fatto che noi ci lamentiamo molto, è insopportabile e spesso dovremmo evitare, però per onestà dobbiamo ammettere che la meritocrazia non esiste, e che noi ‘scartati’ abbiamo tutto il diritto di essere indignati, lamentandoci quindi. Io per es., mi sono spaccata le chiappe per la formazione, lavorando in fabbriche, pulendo bagni e facendo volantinaggio. L’ho fatto perchè credevo e speravo che la mia formazione mi avrebbe permesso di migliorare la mia posizione. Mentre io mi spaccavo per pagarmi corsi e master costosi, che poi ho fatto, gli altri facevano ‘Public Relations’, che alla fine si sono dimostrate più efficaci del mio sbattermi e formarmi. E io mi riferisco a un lavoro in cui la formazione è necessaria e obiettiva (nel senso che lo si vede obiettivamente se si è in grado di svolgere un lavoro in cui la manualità la fà da padrona). Ecco, io ora sono alterata e non poco, e ho tutto il diritto di lamentarmi.

  2. wif says

    Ma piantatela con questa lamentele sull’Italia. Provateci a vivere in un mondo meritocratico, poi fateci sapere…

  3. wif says

    P.S. Guarda caso tutti gli attori elencati sono giovanissimi. In questo modo si crea un mondo lavorativo di meteore. Non si può costruire un futuro stabile su questi principii.

  4. wif says

    Proprio come sta accadendo nel mondo della ricerca universitaria in Svezia.
    Terribile. Non è che puoi avere l’idea brillante e innovativa ogni anno… In caso di problemi personali la meritocrazia uccide l’individuo. Non a caso qua le carriere accademiche sono diventate brevissime. Il principio è in fase di applicazione in tutti gli altri campi, non solo quello universitario.

  5. Andrea Marchetti says

    Nella mia azienda questo concetto è altamente inapplicabile. Il rendimento non è proporzionale allo stipendio.
    Le persone che producono di più sono quelle più giovani, appena entrate (o solo da qualche anno) con stipendi in linea con la crisi e quindi bassi.
    Quelle che producono di meno invece sono quelle più vecchie con stipendi più alti.
    Questo accade perchè lo stipendio segue un contratto nazionale o delle regole dettate dai sindacati e dalle leggi del paese. Per avere meritocrazia al lavoro, bisognerebbe seguire la stessa regola della domanda ed offerta.
    Questo porterebbe ovviamente a licenziamenti più facili, ma anche ottimizzazione dei costi. Ad esempio per un lavoro X verrebbe pagata solamente la persona specifica e non la persona stessa più altre 2 o 3 che non sono in grado ma che l’azienda non può mandare a casa.

    Al momento l’azienda dice a Mario Rossi che è bravissimo a fare il suo lavoro che rende 30X. E siccome è bravissimo, ma siamo in crisi, l’azienda lo pagherà X/4. Facedogli credere che già li fa un piacere a tenerlo a lavoro.
    Quando Mario Rossi trova un altro lavoro e dice che lo pagano almeno X/2 (quindi altro lavoro sottopagato) l’azienda che fa? Gli propone X/2 o un po’ di più? No! Lo ringrazia e lo lascia andare, assumendo un’altra persona a termine pagata X/8 che dovrà riformare da capo.
    Importante per l’azienda italiana è solo far tornare i conti. Non si capisce che è un guadagno investire su personale qualificato ed affidabile, che per meritocrazia non si parla solo di soldi, che un impiegato che si sente considerato e parte dell’azienda lavora meglio.
    Chi capisce l’importanza di queste cose, non sta certo a cercarle in questo paese dove è certo che non le troverà mai.

  6. gt says

    Classifica piuttosto insignificante per valutare un attore (ma un lavoratore in generale).
    1) il parametro è un rapporto: se l’attore A fa guadagnare 100 e chiede 1 il rapporto sarà 1/100 mentre guadagno per l’azienda 99, se l’attore B fa guadagnare 1.000.000 e chiede 500.000 il rapporto è solo 1/2 (molto più basso) ma il guadagno per l’azienda sarà 500.000 (molto più alto)
    2) considerare tutto l’incasso di un film in relazione al protagonista è quanto meno discutibile. L’incasso è anche (se non di più) collegato a registri, sceneggiature, scenografie, effetti speciali ecc… (non è che il successo di Harry Potter o il signore degli anelli sia legato proprio alla maestria degli attori protagonisti).

    I numeri sono molto rassicuranti, ma ai numeri si fa dire quello che si vuole.

  7. Maco says

    Triste realtà lavorativa italiana, la “stupidità” imprenditoriale fa pensare a come risparmiare, poco importa se ci si trova poi con dipendenti nullafacenti e che fanno male il lavoro, basta che non vengono a “bussare” alla porta per l’aumento…
    Poi non stupiamoci se altri paesi crescono e noi regrediamo…

  8. Pepe says

    Non sono d’accordo perche’ il mondo del cinema e’ veramente un mondo a parte. Il 99% delle assunzioni sono per colmare un posto vuoto e non calare il fatturato dell’azienda, non per investire sulla persona ed aumentare il fatturato Figurarsi poi noi Italiani con le pxxlle che raccontiamo se poi ci presentimo anche con l’obbiettivo di aumentare il fatturato….

  9. Sil says

    Lavoro in una divisione italiana di un’azienda multinazionale che dà gli obiettivi all’americana. Ho raggiunto risultati doppi rispetto ai miei colleghi di altri Paesi ma il mio stipendio è 1/3 del loro e mi è stato negato l’aumento perchè quest’anno all’azienda sono aumentate le tasse del governo italiano, ma mi viene da pensare che forse non ho “leccato” alle persone giuste. La meritocrazia in Italia non esiste, e se le aziende straniere provano ad inserirla poi vengono fermate.

  10. says

    Ciao Maurizio

    di sicuro l’applicazione del concetto non e’ facile. Per alcune funzioni e’ relativamente piu’ lineare. Ad esempio, nelle vendite gli obiettivi da raggiungere sono piu’ chiari di chi magari fa il contabile.

    In tutte le realta’ nelle quali ho lavorato tutti i dipendenti avevano obiettivi da raggiungere presi in accordo con il proprio superiore ad inizio anno. Il loro uso era piu’ o meno ferreo ai fini della valutazione finale pero’ il messaggio era abbastanza chiaro a fine anno se si era lavorato in modo soddisfacente o meno.

  11. Maurizio says

    Buongiorno Aldo, simpatico esempio che spiega in maniera netta e lampante il concetto di meritocrazia. Tuttavia (non per difendere quello che succede in ITA … per carità) nel caso citato è facile premiare o meno in quanto la misurazione è oggettiva, incontestabile. Nella maggior parte delle aziende sopratutto in grandi strutture l’oggettività della valutazione ed il “peso” della prestazione rispetto al totale generale ritengo non sia così facile da determinare. Una delle maggiori critiche che, personalmente, rivolgo al nostro sistema/paese nonché uno dei maggiori impedimenti ad una vera ripresa economica/politica, è proprio la mancanza (totale ?) di meritocrazia. Non avendo avuto esperienze lavorative all’estero mi rimane il dubbio di come sia realmente possibile “applicare” l’esempio portato alle strutture imprenditoriali senza generare (il forse tipico italiano) turbinio di “confronti”, lamentele e ripicche ed in particolare alle PMI dove l’applicazione di metodologie è un problema in termini di conoscenza/ritorno sull’investimento.
    Grazie a te ed a quanti mi potranno aiutare a capire.

    Con l’occasione porgo a tutti i migliori auguri di buon Natale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *