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I segreti di come Filippo ha trovato lavoro all’estero

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Filippo Mazzoni condivide la sua esperienza di studio e ricerca lavoro nel Regno Unito.

La prima opportunità di esperienza all’estero si presentò a Filippo grazie al programma Erasmus un paio di anni fa. Andò a studiare in Inghilterra, più precisamente a Nottingham.

Il progetto iniziale era quello di stare in Inghilterra per sei mesi e poi tornare a studiare ingegneria civile a Bologna.

Avvicinandosi però la conclusione del periodo Erasmus, Filippo decise di rimanere in Inghilterra per l’estate trovandosi un lavoro in un ristorante italiano.

Filippo consiglia vivamente a chi sta pensando di sviluppare una carriera e una vita all’estero di fare il progetto Erasmus. Vi consente di migliorare la lingua, conoscere la cultura locale, sondare il mercato del lavoro senza avere la fretta dei minuti contati che un trasferimento all’estero senza lavoro vi darà.

Nel frattempo Filippo iniziava a fare domande di lavoro pertinenti il suo campo di studi.

Tantissime application non generarono alcun risultato positivo.

Il motivo (che Filippo capì un anno dopo) era legato al fatto che Filippo non aveva abbastanza esperienza britannica e non si presentava in modo consono alle pratiche di assunzione britannica.

Durante le ultime due settimane dell’estate, senza prospettiva all’orizzonte, Filippo decise quindi di iscriversi ad un master in Scozia, pur non avendo finito l’università in Italia.

Secondo Filippo studiare quello che ci piace è un’idea un po’ obsoleta. Ha scelto invece l’argomento del suo master in base alle prospettive future di lavoro.

Come ingegnere aveva trovato due alternative: un master che si occupava di energia eolica e un altro che si occupava di ricerca del petrolio e di gas naturale. Per il primo gli mancavano alcune nozioni di base mentre per il secondo il passaggio dagli studi italiani in ingegneria civile era più lineare.

Ha quindi analizzato le prospettive di lavoro che venivano previste per il 2015 ed ha scelto il Master of Science (MSc), Subsea Engineering presso la Strathclyde University.

Spiega infatti che nell’industria della esplorazione e di trivellazione di giacimenti di petrolio, nel Regno Unito esiste una assenza di personale giovane. Veniva infatti previsto che i giacimenti del Mare del Nord sarebbero stati esauriti presto e quindi un’intera generazione di studenti britannici rinunciò a studi inerenti il settore per dedicarsi invece ad altri settori come ad esempio quello finanziario. Ne risulta che la gran parte degli impiegati attualmente ha un’età intorno alla cinquantina mentre di dipendenti con trenta o quarant’anni ce ne sono pochi.

Nel frattempo sono state sviluppate nuove tecnologie che permettono di estrarre giacimenti che prima si credevano inaccessibili.

Sono nate quindi opportunità lavorative per giovani che vogliono inserirsi in questo ambito.

Il master a Glasgow è costato £ 3,400 che Filippo ha coperto attraverso il proprio lavoro di cameriere in un ristorante italiano per circa venticinque ore alla settimana.

Quando si avvicinava la fine degli studi, questa volta Filippo ha deciso di usare un approccio diverso. Se è quindi rivolto agli uffici del ‘Career Service’ dell’Università per capire bene come bisogna contattare le aziende in modo efficace in Gran Bretagna.

Ogni università infatti ha un servizio a tempo pieno dedicato ad aiutare gli studenti a trovare lavoro attraverso l’ottimizzazione di cover letter, compilazione del curriculum, ottimizzazione del colloquio lavoro e tante altre tattiche dedite all’inserimento nel mondo del lavoro.

Il consiglio principale che gli è stato dato è quello di personalizzare il più possibile l’intera procedura di domanda di lavoro in base all’azienda che si vuole contattare. Quindi magari mandare meno domande ma passare più tempo a confezionarle in modo da renderle più efficaci. In questo modo è riuscito a migliorare tantissimo il responso da parte delle aziende ottenendo una quindicina di colloqui su una trentina di domande spedite.

Grazie a questo nuovo approccio Filippo è riuscito a trovare lavoro come Field Engineer dove deve lavorare 100-130 giorni all’anno in piattaforma, un altro terzo di anno in ufficio mentre il rimanente periodo è libero.

Il lavoro di per sé non è difficile ma un lato negativo viene fornito dalla difficoltà nel mantenere relazioni interpersonali ed è quindi molto difficile mettere su o mantenere famiglia.

L’altro aspetto difficile è che questo tipo di lavoro è molto ambito perché pagato molto bene.

Filippo ritiene che il settore civile/edile/ambientale in Italia è morto quindi per la sua generazione non ci sono molte opportunità. Alcuni coetanei hanno scelto di rimanere in Italia ma con poche prospettive future. Le prospettive sono migliori se si viene assunti da ditte italiane che hanno cantieri all’estero. Però spesso bisogna adattarsi ad andare a lavorare in destinazioni molto difficili. Altrimenti si può fare come ha fatto Filippo ed andare in Europa, avere una vita relativamente normale e fare carriera con un salario relativamente alto. Per fare quest’ultimo percorso però è consigliabile conoscere bene l’inglese e preferibilmente avere un titolo di studio anglosassone come quello che ha conseguito Filippo.

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commenti


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  • Pier Silverio

    Ma quindi… la laurea in Italia l’ha finita o no?

  • Giorgio

    Da quello che ho capito ha finito la triennale poi è arrivato fino al secondo anno della magistrale ed ha deciso di fare il master.

  • il_mazzo

    sono partito all’ultimo semestre della magistrale e ho finito la laurea Italiana a Febbraio 2013 (in pari). Il MSc in UK l’ho finito a Novembre 2013 e ho iniziato a lavorare a Giugno 2013. Saluti e buon Natale, Filippo.

  • Northern Lights UK

    Approvo quasi sempre i tuoi consigli Aldo ma quelli sullo studio proprio no… Perchè va bene studiare per una laurea spendibile, ma se ragionassi in quel modo… Non avrei mai continuato a studiare perchè fisica, biologia o ingegneria per me sono materie incapibili… Cioè, sarei dovuta rimanere un ignorante perchè le materie che ho scelto non sono spendibili come una laurea in biologia o ingegneria? Mah….

  • Saverio

    Quindi se io dovessi fare la triennale di ingegneria informatica o informatica a torino e il post graduate in uk che prospettiva di lavoro vedresti?

  • il_mazzo

    Ciao Saverio, secondo me triennale + MSc sarebbe un percorso di eccellenza soprattutto in un settore, quello dell’IT, dove la GB e’ abbastanza sviluppata. A me la magistrale non e’ servita per trovare lavoro in UK, tuttavia non me ne pento di averla fatta perche’ la professione di ingegnere strutturista in Italia passa attraverso l’albo e se mai un giorno dovessi avere necessita’ di tornare in Italia, non avrei sbarramenti professionali dovuti a titoli accademici mancanti. Se come ing. Informatico ritieni di non aver bisogno di iscriverti all’albo per esercitare la professione in Italia, allora il mio consiglio e’ di partire subito: risparmieresti anche un anno di studi!

  • il_mazzo

    ovviamente il mondo e’ bello perche’ e’ vario, se tutti la pensassero come me allora saremmo tutti ingegneri e in elevato surplus. Io ho dato questo consiglio perche’ mi sono reso conto che immettersi nel mercato del lavoro con un titolo ricercato semplifica notevolmente le cose. Anche la retribuzione, condizioni di lavoro e possibilita’ di carriera sono piu’ elevate. Se messi sul piatto della bilancia, questi quattro fattori risulteranno a mio avviso piu’ pesanti del solo “Nella vita ho sempre sognato di fare il…..”. Logicamente uno sceglie il ramo che piu’ si addice ai suoi gusti/capacita’, poi all’interno di quello secondo me e’ piu’ saggio specializzarsi laddove il lavoro richieda figure professionali. A me sarebbe piaciuto progettare grattacieli o ponti. Conti la mano ho realizzato che sarebbe stato inutile specializzarmi nell’edilizia, che e’ morta da 3 anni e ha un surplus di ingegneri e architetti da far invidia a potenziali modelle o partecipanti del grande fratello. Chissa’ magari avrei davvero trovato da progettare i ponti e mi sarei ritrovato davanti al computer per 8 ore al giorno a fare noiose verifiche strutturali, Ora invece ora giro il mondo e sto imparando sia a progettare che a realizzare il lavoro in piattaforma, e sono iper-felice del settore professionale da me scelto. Insomma, non e’ detto che un settore scelto per opportunita’ future debba poi risultare piu’ brutto del settore da sempre sognato. Saluti e buone feste.

  • Saverio

    Certo hai ragione, io partirei anche a giugno finiti gli esami di maturità, il fatto è che io non raggiungerò i requisiti minimi (ovvero l’ielts il c1 della lingua inglese) io ho un certificato intermedio il b1 ma penso di poter ottenere il c1 l’hanno prossimo, più in là. Ho tentato di iscrivermi a delle università di Glasgow per undergraduate tramite ucas ma il problema è che mi manca il c1, infatti la mia prof madre lingua ha detto di cominciare in italia e poi fare il post laurea in uk. Il mio obbiettivo è quello di poter lavorare in uk dopo aver fatto un percorso di studi per potermi orientare proprio lì dalla università inglese, così con più fiducia. sono stato due volte in vacanza a Londra, Oxford, Bristol, Bath ecc e il mio obbiettivo è trovare un lavoro adeguato e conveniente dopo percorsi di studi sull’informatica. Ma dovrò cominciare dall’italia a iniziare gli studi per poi partire per il regno unito e stabilirmi lì, e congratulazioni per la carriera che hai fatto, soprattutto questo tipo di lavoro edile ambientale è stata una scelta eccellente e conveniente! Aspetto una tua reply!

  • il_mazzo

    Andare a studiare tutta l’universita’ in UK ha dei potenziali vantaggi e svantaggi. Se e’ vero che a livello di CV un MEng Britannico verrebbe considerato molto di piu’, e’ anche vero che devi considerare che uscirai dall’universita’ nel 2017-18. Purtroppo non e’ facile prevedere come sara’ la situazione nel 2017..Se l’Italia si sara’ ripresa dalla crisi magari vorresti tornare, e allora forse una triennale Italiana piu’ MSc in UK semplificherebbero le cose. Lo Ielts 6.5 e’ indispensabile in quasi tutte le universita’, quindi ti tocca prenderlo per tempo. Saluti

  • Pingback: Forum - Zingarate.com • Leggi argomento - Ancora in Erasmus, ma con tanta voglia di NON tornare in Italia - ERASMUS PLACEMENT - Pagina 2

  • Northern Lights UK

    Beh io ho fatto per quasi vent’anni un lavoro ‘forzato’ se cosí lo vuoi chiamare, perchè ho sempre seguito il diktat “devi fare un lavoro ricercato invece che uno che lo è meno”. La conseguenza, dopo 20 anni, è che alla fine ho speso due decenni a fare un lavoro che odiavo. Presumo, da ciò che scrivi, che non ti sei poi cosí allontanato da ciò che avevi studiato (non penso che da una triennale in lettere italiane sei andato al marketing ecco), quindi nel tuo caso sicuramente ne è valso la pena. Posso anche aggiungere che se mi dovessi ritrovare da materie letterarie (per cui sono portata) a una qualsiasi materia matematica o di ingegneria, per me studiare sarebbe cosí pesante e deprimente che appena finita la laurea… Finirei per non fare quel lavoro, ecco. Va benissimo consigliare di scegliere lauree più spendibili ma a volte è uno sbaglio quando lo ‘spendibile’ è agli antipodi di quello che vuoi fare o studiare nella vita. ;) . Buone feste anche a te, anche se in ritardo :)

  • cris

    Sono d’accordo sul discorso laurea: è inutile girarci attorno,io ho studiato lingue straniere invece di economia e le conseguenze le vedo ora. Se una persona studia ciò che gli piace deve essere consapevole che lo fa a suo rischio e pericolo…se io tornassi indietro farei qualcosa di più spendibile all’estero

  • Huiwi

    Ma questo va fino in Inghilterra a fare un master per lavorare in piattaforma?
    Ma lo sa che l’ENI/Agip in Italia a Milano ogni anno assume giovani ingegneri Italiani da mandare in piattaforma?

    È un lavoro stra pagato, ma non adatto a tutti. Finchè si è giovani è divertente, perché giri il mondo con il portafoglio gonfio, poi però se vuoi mettere su famiglia è dura perché sei via 6 mesi l’anno (1 mese in piatta ed 1 mese a casa).

  • Ciccio

    Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua….diceva confucio!

  • il_mazzo

    Preciso alcune cose. Innanzitutto il mio contratto e’ basato in ufficio e prevede trasferte in piattaforma. Ho fatto un master nel ramo petrolifero, dovevo percaso aspettarmi di lavorare in un salone di parrucchieri?

    E’ vero che il lavoro in piattaforma e’ molto duro mentalmente. Il mio capo mi ha gia’ detto che sarei piu’ predisposto a lavorare in ufficio, ma io gli ho ribadito che voglio fare le trasferte sia perche’ lo ritengo un percorso di formazione importante e sia perche’ guadagno molto di piu’ (e sfrutto il tempo finche’ che non ho famiglia)! Il 90% dei miei amici ad Aberdeen, compreso la mia ragazza, lavorano nell’industria petrolifera e quindi e’ normale sparire a intervalli periodici. Il problema di gestire famiglia e vita sociale e’ dunque meno risentito che in Italia, anche se lo ritengo tuttora il problema principale.

    A riguardo del binomio Master/piattaforma, tutti i miei colleghi hanno laurea in ingegneria. Come saprai in piattaforma non ci sono solo lavori manuali, ma anche lavori tecnici, per i quali serve a tutti gli effetti una laurea in ingegneria, chimica o geologia. Quindi si, per fare certi lavori in piattaforma serve un Master (che equivale a una magistrale). Io sono andato a farlo fino in Scozia per un fatto di curriculum .

    Chiudo col discorso Eni/Italia, so bene che avrei potuto trovare lavoro in Italia ma ho preferito rimanere qui per alcuni motivi. Innanzitutto convivo con la mia ragazza che e’ di Aberdeen. Poi qui e’ il fulcro dell’industria petrolifera e ci sono tantissime compagnie. Se sei stanco del tuo lavoro non rimani di certo passivo, come faresti probabilmente in Italia perche’ ci sono poche compagnie alternative. Gli stipendi sono diversi, cosi’ come la tipologia del contratto (ora ho l’indeterminato).

    Spero di aver chiarito le tue perplessita’, saluti.


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