Il Segreto della Felicità? E’ molto semplice!

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Ogni tanto mi capita di leggere una tipologia di commenti su Italiansinfuga e su altri siti riguardo l’esperienza di Italiani ed Italiane all’estero.

Questi commenti sminuiscono quello che il soggetto dell’articolo ha raggiunto perché la loro esperienza non risponde all’opinione da parte dell’autore del commento relativa al ‘successo’.

Ad esempio, “che c’è di meglio di fare lo sguattero in Australia piuttosto che [in Italia]??? andiamo non penserai davvero di essere arrivato facendo il cameriere in un postaccio in culo al mondo vero????”.

Oppure “[nome] ancora lavoricchia qua e là ma non è stata assunta da nessuno”.

Il mio consiglio è quello di definire il vostro successo all’estero (e in Italia, perché no?) in base ai vostri criteri.

Fare lo sguattero in Australia vi rende felici? Perfetto! Siete persone di successo.

Lavorate nella City di Londra, guadagnando una barca di soldi e siete felici? Siete persone di successo.

Guadagnate poco ma abbastanza da permettervi di vivere in una cabina in legno in una foresta in Svezia per scrivere poesie e siete felici? Siete persone di successo.

Se lasciamo agli altri definire il nostro successo, non saremo mai felici e quindi che successo è?

Da sottolineare inoltre che la definizione di successo molto probabilmente cambierà con il passare del tempo. Le ambizioni che si hanno a 20 sono diverse da quelle che si hanno a 40 anni e probabilmente continueranno a cambiare con l’avanzare dell’età.

D’altronde perché mi scrivono in tantissimi sessantenni chiedendo dove si vive in modo tranquillo? Mi sembra un concetto di successo e felicità molto diverso da quello di un ventenne che la tranquillità probabilmente non la vuole e non la cerca.

Ho conosciuto tantissime persone che hanno perseguito una carriera ‘tradizionale’ seguendo un percorso lavorativo e di vita pre-definito (dagli altri) per poi accorgersi di non essere felici e lasciare tutto per andare a fare qualcos’altro.

All’apparenza avevano tutto o quasi: soldi, posizione di prestigio, beni materiali. Hanno invece scelto di re-inventarsi per andare a fare qualcosa che li rendesse più felici, in base ai loro criteri. Di sicuro si è trattato di un passo indietro (o di lato?) dal punto di vista finanziario e del successo misurato secondo canoni imposti dalla società occidentale. Hanno comunque effettuato la scelta ben consci di quello che cercavano. Loro non gli altri.

Ri-definendo il concetto di successo riuscirete anche a ri-definire il concetto di ‘fallimento’.

Siete andati a Berlino, non avete trovato lavoro e siete dovuti tornare in Italia? Molti (che tra l’altro magari non hanno neanche provato a partire) vi diranno che avete fallito. Se invece voi definite il successo come ‘provarci’, ‘imparare’, ‘allargare gli orizzonti’, ‘crescere’, vedrete l’esperienza come un successo. Magari non totale come avreste immaginato e sperato ma tutt’altro che un fallimento come i commentatori della domenica vogliono farvi credere.

Nel lontano 1993 decisi di rimanere in Inghilterra conclusi gli studi ma feci molta fatica a trovare un lavoro ‘consono’ ai miei studi.

Per quasi un anno lavorai come fattorino in un negozio di vini a Londra.

Fallimento? Secondo i nostri amici commentatori penso proprio di sì.

Per fortuna al tempo internet non c’era (o quasi) e quindi questa marea di ‘positività’ non contribuiva al mio umore che di per se non era già dei migliori… Guadagnavo poco mentre molti dei miei colleghi di studio avevano già il primo lavoro ‘vero’. Gli sforzi fatti durante gli studi sembravano non dare alcun frutto.

A distanza di vent’anni (a dir la verità me ne accorsi molto prima) mi rendo conto che quell’esperienza fu un successo perché migliorai la conoscenza dell’inglese, imparai comunque a lavorare, vissi a Londra per un anno (uno degli obiettivi che mi ero prefisso), fu il primo passo in un percorso che mi ha portato dove sono oggi e del quale sono contentissimo.

Già allora ma più passa il tempo e meno mi interessa (per dirla in modo educato) definire il mio ‘successo’ in base a quello che gli altri pensano.

Anche perché, indipendentemente da quello che si raggiunge, ci sarà sempre chi criticherà perché ha una visione diversa del ‘successo’….. “si’, Nelson Mandela ha fatto delle belle cose in vita sua ma….”

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