Amo la Spagna ma questa notizia mi toglie la voglia di trasferirmi lì. Purtroppo.

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Secondo un articolo pubblicato da El Pais la multinazionale Ikea ha sospeso il processo di selezione del personale per il suo nuovo grande magazzino di Alfafar a Valencia perché la valanga di domande di lavoro ha fatto crollare il sito Web.

L’azienda ha detto di aver ricevuto più di 20.000 domande di lavoro durante i primi due giorni del processo di selezione per un totale di 400 posti di lavoro disponibili.

Ikea ha dovuto quindi interrompere il processo di selezione per “problemi tecnici”.

La multinazionale svedese ha ricordato che il numero più grande di domande di lavoro fu ricevuto in concomitanza con l’apertura del centro Ikea di Jerez quando ci furono 50.000 candidature ma, a differenza di oggi, esse arrivarono nello spazio di un mese.

Un portavoce ha detto “pensavamo di essere pronti a ricevere un alto numero di domande ma queste hanno superato anche le più alte previsioni e stiamo lavorando per far sì che i nostri sistemi siano in grado di gestire il volume di informazioni.”

Questo primo stadio del processo di selezione, aperto fino al 31dicembre, prevede la spedizione da parte del candidato di un modulo tramite Internet. L’apertura del negozio di Valencia è prevista per la prossima estate.

Questa notizia mette in evidenza come la situazione lavorativa in Spagna sia ancora critica indipendentemente dai lievi miglioramenti registrati durante gli ultimi mesi.

Il Pil è cresciuto dello 0,1% durante il terzo trimestre del 2013 dopo più di due anni di recessione e le agenzie di rating hanno modificato il giudizio sulla Spagna da ‘negativo’ a ‘stabile’.

Il tasso di disoccupazione è ancora a livelli altissimi soprattutto per i giovani.

Secondo uno studio da parte di PriceWaterhouseCoopers citato dal Guardian ci vorrà fino al 2033 prima che il tasso di disoccupazione in Spagna scenda fino al 6,8%, un livello che metterebbe l’economia spagnola in linea con le controparti europee e ci vorranno un minimo di 15 anni prima che il tasso di disoccupazione scenda sotto al 10%.

Chi di voi lavora in Spagna? Corrisponde alla realtà che vedete ogni giorno?

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commenti





  • Pino_di_legno

    Lavorare all’Ikea non e’ solo una questione economica, ma anche di prestigio. Sai quante donne ti fanno il filo poi ? Oppure per chi e’ gia’ fidanzato significa rafforzare il proprio rapporto perche’ si evitano tutti i litigi relativi all’ Ikea di Sabato.

  • Riccardo

    boh ?

  • wif

    Lavorare all’IKEA è cool. Molto di moda anche in Italia. Credono che gli svedesi diano maggiori garanzie e trattino meglio i dipendenti. Hanno il mito della Svezia.

  • cris

    Ma quale mito dell’ikea! Io sono in Spagna e garantisco che la situazione è questa! Come in italia qui c’è la fame vera, lavoro non ce n’è e i tanti immigrati dal sud america stanno tornando nei loro paesi

  • http://blog.ultrastudio.it ultrastudio

    Sinceramente certi commenti mi stupiscono… “cool”, “prestigio”? Un posto di lavoro? Ma pensare che ci siano 20.000 disoccupati in un’area metropolitana con 1,8 milioni di abitanti fa focalizzare l’attenzione sulla “moda”? Analisi simili fanno un po’ impressione… Le facevano anche negli anni ’90 da noi in Italia: era prestigioso essere sottopagati dalla FIAT se potevi indossare una tuta col loro marchio sopra e, infatti, ora ci sono prestigiosissimi padri di famiglia a spasso…

  • Alessandro

    Lo dissi allora, quando tutti erano fissati con la Spagna: non vi illudete, preferite qualche nazione del Nord Europa. Situazione economica e democrazia sono molto più solide.

  • claudia giudici

    hahahahahahahh forte ahhaahh

  • claudia giudici

    era una battuta dai…non puoi davvero credere che lavorare in un postaccio come ikea dia prestigio..naaaa

  • wif

    D’accordo però almeno da quello che so in Italia, il mito dell’IKEA c’è da diversi anni. La fame vera non ci sarebbe se molti tornassero a coltivare la terra. Molti amici che ho lo fanno e hanno risolto il problema. Mica bisogna per forza lavorare in ufficio…

  • wif

    Meno solide di quel che si crede. argh!

  • nhdanieleferrante

    A saperlo evitavo 20 anni di scuola e una laurea di secondo livello

  • Gianluca

    che vita di m….a

  • Zolla

    infatti bravo WIF il problema e’ il modo di vivere che non e’ sostenibile, non la mancanza del lavoro. Prendi un parcheggio medio a caso, conta le macchine, calcola il valore dei soldi speso per comprarle e poi vedi che con quei soldi puoi fare una piccola fattoria e dare da mangere piu’ o meno alle stessi proprietari ( se poi nel parcheggio ci sono parecchi SUV, ci sono i soldi anche per una piscina )

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    scusate ma trasfersi in spagna e pensare di andare all’Ikea non mi sembra esattamente un buon piano….
    A quanto mi ricordo nella maggiorparte dei post, articoli, interviste è sempre uscito questo aspetto…ovunque vai sarà dura se vai a caso a fare qualunque lavoro, sarà + facile se fai un piano e ti giochi delle abilità spendibili ecc. ecc.

  • luca

    vabè si sapeva che la spagna non era messa bene, non ci volevano ste notizie per capirlo, nessun pazzo dall italia va in spagna per trova’ lavoro

  • wif

    Infatti, ho una casetta con giardino coltivato a orto. Aggiungo pure che vivo nel Nord Europa eppure si riesce a ottenere un buon raccolto. Non tutto, ovviamente, ma se conservi in freezer, in cantina ecc., quasi non compri più nulla al supermercato fino all’estate successiva… E qui c’é pure un climatico, figurarsi se uno avesse un orto in Italia… Si fanno gli scambi dei prodotti con altri che hanno la fattoria, il miele lo prendi dall’apicoltore, le uova dal contadino, la carne da chi tiene gli animali ecc. Si sostiene la produzione locale. Facessimo in tanti così, il mercato globale collasserebbe in pochissimo tempo. La realtà è che nessuno ha più voglia di sporcarsi le mani… Ciao :-)


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