Pensateci bene prima di studiare il cinese

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Secondo un articolo pubblicato da CNBC gli europei stanno imparando il cinese ma le aziende dicono che è inutile.

Lavoratori europei con ambizioni di lavorare in Asia stanno sempre di più imparando il cinese per migliorare le proprie prospettive di carriera ma le aziende di selezione avvertono che tutti gli sforzi che stanno facendo possono essere inutili.

La difficoltà nell’imparare la lingua unita all’insularità delle aziende europee significa che i lavoratori europei farebbero meglio ad imparare i più tradizionali linguaggi europei anche se la Cina è diventata la destinazione numero uno per expat europei.

Alex Berghofen, il managing partner di HELEX Asia (azienda di selezione asiatica per management conusltants), sostiene “è impossibile diventare fluenti in mandarino senza vivere tre-quattro anni in Cina quindi a meno che siate ventenni e volete investire tanto tempo, non ha molto senso dal punto di vista della carriera.”

Le difficoltà nascono dall’uso di oltre 2.000 caratteri, difficili da imparare per un occidentale. Inoltre il mandarino è una lingua tonale per cui usando un tono diverso si dà alla parola un significato diverso.

Marco Vicario Ramirez, direttore generale dell’Instituto Iberochino, una scuola di mandarino in Spagna dice che chi vuole imparare il cinese deve prima imparare ad usare i toni “l’intonazione delle sillabe di ogni parola è molto importante per il loro significato. Parlando mandarino, l’intonazione è più importante della pronuncia.”

Andreas Laimböck, il proprietario tedesco di una scuola di lingue a Pechino dice che gli studenti in Europa non hanno abbastanza tempo per progredire con la conoscenza del cinese “otto ore alla settimana non sono abbastanza. Gli studenti arrivano in Cina a volte con discrete capacità nello scritto ma con pessime capacità di conversazione”.

Attualmente viene stimato che ci siano quaranta milioni di stranieri che studiano in Cina ed il governo cinese prevede che questo numero possa salire fino a cento milioni entro il 2020.

Ciononostante, Simon Bell, selezionatore di manager britannici per posizioni di rilievo all’estero, dice che la conoscenza del mandarino viene raramente richiesta da parte di aziende di selezione: “se un’azienda ci contatta per cercare personale straniero per una posizione in Cina, in genere dice che la conoscenza del mandarino è un plus ma non è essenziale in modo da non restringere troppo il bacino di potenziali candidati. Se vengono da noi dicendo che hanno bisogno di qualcuno con (anche) capacità di comunicazione in cinese, si dà per scontato che non troverebbero nessuno. Probabilmente ci vogliono almeno due anni ed i potenziali candidati di solito vanno a lavorare in Cina per un periodo di due anni solamente. Ci sono molte persone in Cina che parlano inglese quindi molte delle persone con le quali gli stranieri lavoreranno parleranno inglese.”

La British Academy ha pubblicato lo studio “Languages: state of the nation” che mette in luce che nonostante le aziende britanniche esprimono una preferenza per la conoscenza del mandarino in realtà l’italiano, l’olandese e le lingue scandinave sono rappresentate più frequentemente all’interno di annunci di lavoro.”

Cosa ne pensate? Studiate o avete studiato mandarino? E’ utile ai fini della carriera?

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