Questa classifica mi fa pentire di non aver studiato di più

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L’ EF English Proficiency Index è una classifica redatta da EF Education First, l’azienda di corsi di lingue.

La sua utilità sta nel aiutarci a capire il livello di conoscenza della lingua inglese degli italiani nel contesto del mercato del lavoro globale.

Se state pensando di andare all’estero facendo leva sulla vostra capacità di comunicazione in inglese, è bene essere a conoscenza di che tipo di concorrenza avrete per quel agognato posto di lavoro.

Inoltre, la nostra autovalutazione della conoscenza dell’inglese spesso si scontra con la realtà pratica della vita di tutti i giorni. La maggior parte degli intervistati qui su Italiansinfuga conferma che quando si è in Italia si pensa di parlare l’Inglese ad un certo livello.

Quando si arriva a destinazione ci si accorge che lo si sa peggio di quanti si pensasse.

Noi italiani siamo “famosi” per la non eccelsa conoscenza delle lingue straniere (sì, stiamo generalizzando qui) insieme ai cugini d’Oltralpe.

La classifica redatta dalla EF sembra confermare tutto ciò.

L’indice si basa sui risultati di un paio di milioni di test online gratuiti. L’iniziativa ha scopi, ovvi, di marketing e pubblicità quindi non va presa come oro colato ma fornisce comunque una prospettiva sulla relativa capacità di comunicazione dei cittadini di varie nazioni.

Come risolvere il problema? Studiamo! Ma per davvero questa volta… sono lontano dall’Italia da 20 anni ma me la ricordo la dedizione degli studenti alle superiori durante le 2 ore settimanali di inglese…

Ecco la classifica 2013:

  1. Svezia
  2. Norvegia
  3. Paesi Bassi
  4. Estonia
  5. Danimarca
  6. Austria
  7. Finlandia
  8. Polonia
  9. Ungheria
  10. Slovenia
  11. Malesia
  12. Singapore
  13. Belgio
  14. Germania
  15. Lettonia
  16. Svizzera
  17. Portogallo
  18. Slovacchia
  19. Argentina
  20. Repubblica Ceca
  21. India
  22. Hong Kong
  23. Spagna
  24. Corea del Sud
  25. Indonesia
  26. Giappone
  27. Ucraina
  28. Vietnam
  29. Uruguay
  30. Sri Lanka
  31. Russia
  32. Italia
  33. Taiwan
  34. Cina
  35. Francia
  36. Emirati Arabi Uniti
  37. Costa Rica
  38. Brasile
  39. Perù
  40. Messico
  41. Turchia
  42. Iran
  43. Egitto
  44. Cile
  45. Marocco
  46. Colombia
  47. Kuwait
  48. Ecuador
  49. Venezuela
  50. Giordania
  51. Qatar
  52. Guatemala
  53. El Salvador
  54. Libia
  55. Thailandia
  56. Panama
  57. Kazakistan
  58. Algeria
  59. Arabia Saudita
  60. Irak

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commenti





  • Northern Lights UK

    Di solito non mi piacciono le generalizzazioni… questa piuttosto è amaramente vera ma non dipende solo dallo studio, Aldo…. Molti non sanno che per parlare varie lingue nordiche correttamente, gli studenti del Sud Europa (con le lingue neolatine) partono con uno svantaggio fisico non indifferente, perchè per pronunciare spagnolo, francese, italiano, la bocca deve essere messa in un certo modo… E questo non si elimina facilmente neppure con tanto studio… Dopo anni di inglese studiato a scuola e di vivere qui, a me l’accento va e viene in inglese… se mi distraggo, pronuncio male alcune parole… a un olandese o svedese questo non succede praticamente mai ;) Spezziamo una lancia a favore dei bistrattati studenti italiani ;)

  • Marilena

    Io non credo che questo studio si riferisca all’accento degli Italiani. Alcune persone non perderanno mai l’accento. Il fatto e’ che in Italia le lingue si studiano malissimo. Memorizziamo tutte le regole grammaticali senza mai sentire un insegnante parlare in inglese. Le lingue si studiano praticandole, ma quando io ero alle superiori, anche io 20 anni fa, la mia insegnante di inglese non era in grado di avere una conversazione in inglese, pero’ le regole grammaticali le sapeva tutte. Spero che sia meglio adesso. Ma non sono sicura. Bisogna veramente avere delle ore all’interno della settimana scolastica in cui le lezioni si fanno esclusivamente in inglese. Cominciando dall’asilo.

  • Benny

    dal mio punto di vista un grosso vantaggio nelle nazioni nordiche è dato dal fatto che tutte le serie tv e i film sono in lingua originale, cosa che aiuta moltissimo la comprensione: per esperienza ho conosciuto molti stranieri che pur non parlando con accento perfetto (anzi..) sono in grado di comprendere perfettamente tutti gli accenti (british, american, aussie..); certo che se a scuola si facesse un po di coonversazione sarebbe già un passo avanti…

  • Sil

    Il problema è che in Italia (come del resto Francia e Spagna) QUALUNQUE cosa che passa in TV è doppiata, quindi gli italiani non faranno mai questo “enorme sforzo” di guardare qualcosa in lingua originale o con i sottotitoli, poi vanno all’estero e si sorprendono che fanno fatica a capire e a comunicare. Poi è vero, la scuola italiana spinge molto sulla grammatica e la letteratura (!) senza investire abbastanza su comunicazione e comprensione orale (dato anche lo scarso livello di certi docenti). Guardare le serie TV in lingua è un modo piacevole ed economico per imparare l’inglese, anche per me all’inizio è stato difficile, capivo poco e dovevo guardare spesso i sottotitoli, ma ora vedere un film o peggio ancora un telefilm doppiato mi da pure fastidio…


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