La mia avventura in Russia

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Vivere in Russia

Fausto Bafico ci scrive da Mosca dove si è trasferito di recente.

Cosa hai studiato in Italia?

Dopo aver terminato il liceo scientifico nel mio paese sulle alture di Genova ho deciso di cambiare completamente campo di studi.

Ho seguito la mia passione per le lingue e le culture straniere e mi sono iscritto alla facoltà di lingue e letterature straniere dell’Università degli Studi di Genova dove ho conseguito la laurea triennale in “esperto linguistico di impresa” con una tesi sulla pubblicità nella Russia post-sovietica.

Durante la laurea triennale ho studiato russo e inglese e come terza lingua tedesco, che però sono riuscito a continuare solo per un anno (peccato perché mi piaceva molto!).

Dopo la triennale ho deciso di trasferirmi a Milano con il sostegno della mia famiglia e mi sono iscritto alla magistrale in Management Internazionale all’Università Cattolica del Sacro Cuore, corso di laurea davvero molto interessante che ho terminato nel febbraio di quest’anno con una tesi in marketing internazionale sul settore moda/abbigliamento Made in Italy in Russia.

Cosa ti ha fatto scegliere lo studio del russo?

La scelta di studiare russo non è stata dettata dallo sviluppo che i paesi di lingua russa stanno conoscendo negli ultimi anni o dalle possibilità che il turismo russo in Italia offre a chi parla questa lingua.

In realtà è stata una scelta quasi casuale nonché una delle più fortunate della mia vita!

Già durante l’ultimo anno di liceo ero deciso a studiare lingue ma ancora non avevo deciso con precisione quali.

Da sempre ho la passione della Cina e della lingua cinese, quindi ero orientato verso il cinese ma, per poterlo studiare, mi sarei dovuto trasferire a Trieste o a Napoli e al tempo non ero ancora intraprendente come adesso, anzi!

L’idea di allontanarmi dalla famiglia e dagli amici mi spaventava un po’ quindi ho deciso di iscrivermi all’Università di Genova, dove però il cinese non viene insegnato.

A questo punto la scelta delle lingue è stata dettata dalla voglia di distinguersi e di mettersi alla prova, ovvero studiare almeno una lingua al tempo ritenuta “più particolare” rispetto allo spagnolo o al francese ad esempio, accompagnandola poi con l’inglese che è senza dubbio un must al giorno d’oggi.

Ed è così che tra svedese, russo e serbo-croato ho scelto il russo, lingua MOLTO impegnativa che ho amato sin dalla prima lezione e a cui mi sono appassionato immediatamente, così come alla cultura e alla storia del paese.

Per quanto riguarda invece il cinese, continuo a studiarlo a tempi alterni in maniera autonoma e con l’aiuto dei miei amici cinesi, diciamo che è il mio hobby, ed ho anche conseguito il certificato HSK 2 che è un mio piccolo traguardo personale!

Come si è presentata l’opportunità di trasferirsi a Mosca?

Negli ultimi anni ho avuto diverse opportunità per conoscere e visitare la Russia. La prima volta che ho messo piede su suolo russo è stato nell’estate del 2008 durante una vacanza studio di un mese a San Pietroburgo organizzata dai professori di slavistica dell’Università di Genova.

Durante l’ultimo anno di triennale, invece, ho vinto una borsa di studio del Ministero degli Affari Esteri che mi ha permesso di vivere e studiare presso l’Istituto di Lingua Russa Pushkin di Mosca da settembre 2009 a marzo 2010.

Sei mesi importantissimi durante i quali ho approfondito molto la conoscenza della lingua e cultura russa e della Russia in generale, cercato materiale per la scrittura della tesi triennale e conosciuto persone speciali.

La terza opportunità si è presentata nel 2011 quando ho vinto un bando per un tirocinio MAE-CRUI nell’ufficio stampa dell’Ambasciata della Repubblica Italiana a Mosca, che mi ha permesso di vivere per la prima volta a Mosca come lavoratore e non più come studente, da settembre a dicembre 2011.

Sempre grazie alle borse di studio del MAE sono tornato a Mosca dal settembre 2012 a febbraio 2013 periodo in cui ho raccolto materiale per la scrittura della tesi (questa volta quella magistrale) e seguito dei corsi di specializzazione sul Branding e Brand Management presso la Russian State University for the Humanities (conosciuta come RGGU da chi è pratico di Russia) di Mosca.

Dopo il conseguimento della laurea magistrale ho semplicemente saltato la parte della ricerca di lavoro in Italia (al tempo lavoravo come commesso in un negozio di abbigliamento) e mi sono concentrato subito su Mosca creandomi così l’opportunità per il trasferimento.

Vivere in Russia

Di cosa ti occupi adesso?

Al momento mi occupo di internazionalizzazione delle aziende italiane che vogliono operare sul mercato russo,d i marketing e pubblicità on e offline sia per le aziende che già sono in Russia, sia per quelle che vogliono approcciare il mercato da lontano (e quindi su internet).

Incontra altri Expat in Italia e all'estero

Il lavoro è molto interessante e stimolante perché ho la fortuna di poter mettere in pratica quello che ho studiato durante il mio percorso di studi e perché accresce le mie conoscenze sull’attività di aziende italiane dei più diversi settori sul mercato russo,ambito da molti ma spesso affrontato con modalità e mezzi inadeguati.

Quali sono le cose che ti hanno sorpreso della vita a Mosca?

Questa è proprio una bella domanda!

In realtà la lista di cose “particolari” o “sorprendenti” (sia nel male che nel bene) della vita a Mosca potrebbe durare all’infinito.

Senza dubbio, una delle cose che più apprezzo di Mosca è l’atmosfera di continuo movimento e sviluppo che si percepisce ovunque.

La città è viva e tanto (forse troppo?!) caotica.

A Mosca si inizia a lavorare più tardi rispetto all’Italia (dalle 9, 9 e 30 fino alle 19 circa ufficialmente, molti lavorano più delle classiche 8 ore), i centri commerciali sono aperti fino alle 22/23 di sera e molti supermercati lavorano 24/24 sette giorni su sette!

Tantissimi sono gli eventi, le feste, i concerti, le serate a tema e c’è sempre qualcosa di interessante da fare sia durante il weekend, sia in settimana.

C’è da dire però che, proprio per questo, vivere a Mosca è molto stressante e questo si sente e si legge sui volti dei moscoviti nella metro e per strada.

Infatti, come mi conferma una carissima amica italiana che da poco si è trasferita per lavoro da Mosca a San Pietroburgo, a Piter (così i russi chiamano San Pietroburgo) la vita è molto più calma e le persone sono più sorridenti e rilassate, aggettivi che non si addicono di certo agli abitanti di Mosca.

Sorprendenti sono le estati torride, quando il termometro arriva a +30 gradi all’ombra e gli inverni, quando i gradi sono sempre 30 ma sotto lo zero.

Mosca è l’unica città (almeno fra quelle che ho visitato) in qui la metro è più pulita dei marciapiedi e in periferia anche molto più bella, con marmi, vetrate, dipinti e addirittura statue e fontane.

In metro (per ora solo nella linea circolare del centro) e in quasi tutti i bar e i ristoranti c’è il WIFI gratuito.

Altra cosa sorprendente di Mosca è il profondo legame che c’è tra Mosca e l’Italia, e non sto parlando solamente dei ristoranti italiani o presunti tali che ormai sono ovunque.

Probabilmente la forte presenza dell’Italia a Mosca è risultato degli anni incrociati (2011 Anno incrociato della lingua e della cultura russa in Italia e della lingua e cultura italiana in Russia, 2013 anno del turismo russo in Italia); fatto sta che le manifestazioni, i cineforum, le mostre, i concerti e le manifestazioni a tema italiano sono davvero molte e riscuotono un grande successo, segno che a Mosca l’Italia e gli italiani sono amati e apprezzati.

Un’altra cosa tipicamente moscovita che mi ha sorpreso molto e a cui non sono ancora riuscito ad abituarmi è la pratica del “lovit’ mashinu”, ovvero “acchiappare una macchina” che significa fare l’autostop.

A Mosca è normale fermare le macchine e contrattare per farsi portare da qualche parte, oppure accompagnare se si va nella stessa direzione in qui è diretto l’autista.

Ci sono addirittura persone che nelle ore serali girano in macchina e accompagnano chi li ferma per arrotondare.

Io sono sempre titubante e preferisco prenotare il taxi (che a Mosca si può fare attraverso una APP per smartphone) ma ammetto che può essere comodo acchiappare una macchina ogni tanto!

Mosca è una città che definirei pittoresca in cui se ne vedono di tutti i colori e da un momento all’altro può succedere di tutto, imprevedibile e per questo interessante.

Tornerai in Italia?

Ad essere sincero non lo so proprio!

Diciamo che prima di tornare in Italia mi piacerebbe fare altre esperienze all’estero.

Partendo dal presupposto del “mai dire mai”, non credo che vorrò fermarmi in Russia per tutta la vita, mi piacerebbe anzi riuscire a fare qualche esperienza in altri paesi (ultimamente ho in mente la Cina, Singapore e la Germania) prima di trovare un posto dove stabilirmi ma ancora non ho le idee chiare.

Forse è un discorso scontato, ma fino a quando la situazione del nostro paese non migliorerà, non vedo motivazioni per tornare (esclusi ovviamente amici e famiglia).

Io sono una persona piuttosto ambiziosa e al momento l’Italia non offre molti stimoli.

Che consigli daresti a chi sta pensando alla Russia come destinazione?

Il primo consiglio che mi sento di dare a chi si sta per dirigere in Russia è quello di armarsi di tanta, tantissima e santissima pazienza perché in Russia ce n’è bisogno.

In realtà l’esperienza della Russia (almeno per quanto riguarda Mosca) cambia molto a seconda dello scopo del viaggio.

La Russia non è l’Europa e per poter entrare c’è bisogno di avere il visto che si ottiene dopo aver ricevuto un invito.

Andare in Russia è più semplice per gli studenti e per chi va in Russia per seguire dei corsi perché, in questo caso, l’invito e la registrazione vengono fatti dall’università ospitante.

Oltre a questo, tutte le università (di Mosca e San Pietroburgo almeno) hanno dei dormitori per gli studenti, i così detti “obschezhitie” e lo studente non deve occuparsi di cercare un alloggio, che a Mosca è un problema non da poco.

Inoltre, i visti di studio possono essere prolungati presso l’università (senza quindi dover tornare in Italia) e sono in genere più lunghi.

Se invece ad andare in Russia è un lavoratore, anche in questo caso bisogna fare una distinzione tra chi va in Russia a lavorare e chi va in Russia a cercare lavoro.

Se già si ha un’azienda a cui appoggiarsi, sarà lei ad occuparsi dell’invito e dei documenti per il visto business (che dura tre mesi) o quello di lavoro (che dura per tutta la durata del contratto ed è multi entrata).

Nel caso del visto di lavoro, prima di poterlo ricevere ci si deve recare in alcune cliniche per fare gli esami del sangue, raggi ai polmoni e altre visite.

Se invece sei uno straniero e vuoi andare a Mosca a cercare lavoro, la cosa è più complicata.

Prima di tutto bisogna farsi fare il visto da una delle agenzie specializzate che si occupano di queste questioni.

Una volta ricevuto il visto e arrivati a Mosca inizia il bello.

Prima di tutto bisogna cercare un alloggio e, come ci insegna un articolo pubblicato proprio sul sito Italians in fuga, Mosca è la terza città più cara del mondo.

La soluzione ottimale è trovare una stanza in un appartamento in condivisione i cui prezzi variano molto a seconda della posizione.

In centro è difficile riuscire trovare una stanza a meno di 25000-30000 rubli, ovvero quasi 700 euro al mese, fuori dall’Anello (la linea circolare della metropolitana che delimita il centro della città) si trovano stanze per 350-400 euro al mese.

Per trovare l’alloggio a Mosca è bene fare riferimento a siti come expat.ru.

Trovato l’alloggio bisogna occuparsi di trovare un lavoro. Io escludo la possibilità di andare a Mosca con l’idea di lavorare come cameriere in qualche ristorante o commesso nei negozi (almeno che non siano negozi di lusso).

Di solito per questi lavori prendono russi o ragazzi delle repubbliche ex sovietiche.

Per le aziende russe assumere un italiano e metterlo in regola significa pagare il 30% di tasse e vedersela con la lentissima e lunghissima burocrazia russa.

Quindi, se si vuole cercare lavoro in Russia, sarebbe meglio concentrarsi sulle aziende che operano a livello internazionale, magari in cui già lavorano stranieri o che cercano persone madrelingua italiana, insomma quelle aziende che possono avere bisogno di personale specializzato.

Per quanto riguarda la ricerca di lavoro, il sito più valido è indubbiamente hh.ru.

Intanto che si cerca, si può giocare la carta delle lezioni di italiano (come fanno praticamente tutti gli italiani che conosco a Mosca).

Molti moscoviti vogliono imparare l’italiano (e in generale le lingue straniere) e cercano insegnanti madrelingua disposti a dare lezioni private a casa o nei bar, di solito nelle ore serali, e sono disposti a pagare fino a 50-60 euro per un’ora e mezza di lezione. (uno dei siti di incontro fra studente e insegnante è vashrepetitor.ru).

Un altro consiglio che mi sento di dare a chi è diretto in Russia è quello di IMPARARE IL RUSSO!

Almeno il minimo indispensabile è l’alfabeto cirillico.

Persino a Mosca è difficile incontrare persone che parlino inglese e più ci si allontana dal centro più è raro.

Come ho già detto, la Russia non è l’Europa, se non si parla russo si ha difficoltà persino a fare la spesa, a chiedere indicazioni e ad ordinare al ristorante, senza contare che i nomi delle vie e le indicazioni stradali sono scritte in cirillico (solo in centro sono traslitterati in inglese).

Quello della lingua è un altro aspetto che rende l’esperienza della Russia come studente più semplice di quella del lavoratore: trovare lavoro in un azienda russa in Russia senza sapere il russo non dico sia impossibile ma è molto molto improbabile.

Per quanto riguarda i rapporti interpersonali, i russi in generale amano l’Italia e gli italiani (almeno a Mosca e San Pietroburgo.. lo so.. lo ripeto sempre ma è importante!) e non hanno pregiudizi particolari sugli europei quindi non è difficile fare nuove conoscenze.

Infine alcuni piccoli consigli in pillole per gli italiani a Mosca. No, non aspettatevi sorrisi, parole gentili e saluti dai commessi nei negozi, ancora meno alla posta o negli uffici pubblici. No, non offendetevi se la gente spintona in metro e non chiede scusa. No, non arrabbiatevi se il più delle volte per ottenere qualcosa bisogna imboccare la via più lunga e complicata. No, non fidatevi se vi dicono che il posto dove dovete andare è vicino: in Russia nulla è vicino come lo è in Italia.

Grazie Fausto e buon proseguimento a Mosca!

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