SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Sapendo le lingue, in Italia, ormai non torno più

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Luciano condivide la sua esperienza all’estero sul blog ‘Ormai non torno più‘ e oggi ci racconta la sua storia.

Mi chiamo Luciano, sono nato a Milano e cresciuto nella grigia provincia Milanese.

Fin da piccolo sognavo di viaggiare e di vivere altrove un giorno.

Ricordo ancora con tenerezza quando mio padre mi ha comprato il mio primo mappamondo e atlante mondiale all’età di sei anni per Natale, dicendomi che me lo aveva portato Gesù Bambino…

Dopo aver terminato con poco interesse le scuole superiori nel 1997 ho colto la palla al balzo e sono partito per l’Inghilterra, con la scusa di perfezionare la lingua e poi ritornare per trovare un buon lavoro.

Ero giovanissimo, senza esperienza e i primi mesi sono stati molto duri.

Ero solo, lontano da casa e in una cittadina costiera del sud ovest inglese, Torquay.

Parlavo un inglese poco più che scolastico e mi chiedevo se un giorno sarei riuscito a capire la gente del posto.

Poco a poco le cose sono diventate più facili e, grazie al lavoro in un Backpackers Hostel ho cominciato a conoscere gente proveniente da moltissime parti del mondo e a rendermi conto che finalmente, per la prima volta in vita mia, ero felice e stavo seguendo i miei sogni!

Quando si è felici il tempo vola, soprattutto a quell’età e, soprattutto grazie al fatto di non aver mai frequentato altri italiani, sono riuscito a imparare bene la lingua abbastanza in fretta.

Quello che doveva essere un soggiorno di sei mesi è durato 2 anni e, anche se ero contento, la voglia di conoscere altri posti mi ha spinto ad andare nella dura Germania con una ragazza che avevo conosciuto sul posto.

Avevo studiato un po’ il tedesco, ma il mio livello era molto basso e i primi mesi sono stati un vero inferno.

Mi sentivo come se fossi muto e sordo. Non potevo parlare con nessuno, vedere la tv, ascoltare la radio, niente di niente. Lei ha cominciato a parlarmi solo in tedesco fin dal primo giorno e dopo sei mesi ero già capace di mantenere una conversazione decente.

Dopo un anno il mio tedesco mi ha permesso di trovare un lavoretto ad Amburgo come Team Assistant, in altre parole chi in un ufficio compie lavori semplici come archiviare, inserire dati, eccetera..

La Germania non mi piaceva molto, tutto mi sembrava molto, troppo quadrato e alla fine, dopo due anni, quando avevo imparato bene la lingua, la relazione è finita ed ho approfittato per compiere il prossimo passo verso l’ignoto, la Spagna.

Sono finito a Minorca, nelle isole Baleari, e per la prima volta in vita mia mi sono reso conto che le due lingue che avevo imparato, inglese e tedesco, mi sarebbero servite moltissimo.

Ho presto trovato lavoro come portiere d’albergo e dopo pochi mesi mi ero già innamorato del posto e della sua gente.

E avevo anche un lavoro decente per mantenermi!

Tra una cosa e l’altra sono rimasto in Spagna per ben 8 anni.

Lo spagnolo è una lingua molto facile e per un italiano non è affatto difficile integrarsi.

Dopo qualche anno ero addirittura riuscito ad eliminare il mio accento italiano e la gente aveva smesso di chiedermi da che paese venivo!!

Al massimo mi prendevano per un abitante della Galicia, regione del nord della Spagna al confine con il Portogallo la cui gente ha un accento cantato, simile al nostro.

Minorca era un paradiso, ma dopo alcuni anni cominciava a starmi troppo stretta e nel 2008 io e mia moglie (Avevo dimenticato di menzionare che nel 2004 mi sono sposato con una dolcissima e bellissima ragazza peruviana..) ci siamo trasferiti a Palma de Mallorca.

Ero ancora in Spagna, che era diventato il mio paese, ancora alle bellissime isole Baleari, ma su un’isola molto più grande e sviluppata economicamente.

Tutto è andato liscio per il primo anno.

Poi un bel giorno, in televisione hanno cominciato a parlare della crisi economica e, anche se Zapatero negava, in poco tempo il benessere spagnolo si è disintegrato come un castello di sabbia colpito da un onda.

Cosa fare? Amavo la Spagna, ma la mia mogliettina non ha trovato lavoro per tutto il 2009 ed il mio posto era a rischio. Rimanere lì e soffrire o prendere ancora il volo?

Ormai avrete capito che ho scelto la seconda ipotesi.

Ho preparato il mio cv in inglese e in tedesco e ho cominciato a mandar domande di lavoro a destra e a manca in altri paesi europei. Mi sarebbe piaciuto andare in Irlanda, ma nel 2009 era anch’essa sprofondata nella crisi economica. Alla fine ho ricevuto due offerte, una dall’Olanda e un’atra dalla Germania e, per motivi economici, ho accettato la seconda.

Se fosse stato per me sarei rimasto in Spagna per sempre, ma come ripeto spesso, un paradiso senza abbastanza soldi per vivere può diventare un inferno..

Io e mia moglie siamo arrivati a Erfurt, cittadina della Germania orientale, nel settembre 2009 ed ho cominciato a lavorare presso un Helpdesk dell’IBM. Non avevo mai lavorato nel settore e sono stato assunto principalmente per le lingue che parlo. Non era un brutto lavoro e lo stipendio, per la regione, era eccellente. Avevamo un bellissimo e spazioso appartamento molto economico e il posto era carino.

A livello economico non stavamo affatto male, ma non era la Spagna ed io sapevo già prima di arrivare che non avrei voluto vivere in Germania per sempre.

A vent’anni l’avevo odiata e non ero riuscito a sopportare la mentalità teutonica e speravo che a 30 anni e con più esperienza di vita sarebbe stato più facile. Che illuso..

Ho imparato bene una nuova professione ed ho perfezionato ancora meglio il tedesco, ma non sono riuscito a rimanerci a lungo.

Mia moglie è una santa e meriterebbe una statua, perché ha accettato un’altra volta di cambiare paese e ricominciare.

E cosi, dopo mesi e mesi di tentativi sono riuscito nell’impresa di trovare un lavoro altrove e siamo ripartiti ad Aprile del 2013, questa volta per Londra!

Siamo a Londra da pochi mesi e lavoro come tecnico informatico presso una ditta che gestisce data centres in tutta Europa. Posso usare tutte le lingue che parlo ed ho un buon stipendio che mi permette di vivere decentemente in questa città carissima.

Non rimpiango nessuno dei passi che ho fatto da quando sono partito da casa.

Sono partito a 18 anni senza sapere niente ed oggi, a 35 anni, ho un bagaglio di esperienze molto interessanti e parlo 5 lingue!

Era il momento di giocarmela in una città come questa, piena di opportunità.

Cos’ho imparato nel corso degli anni a parte le lingue e una professione?

L’umore dagli inglesi, la puntualità dai tedeschi e la leggerezza dell’essere dagli spagnoli.

Cosa sarà della mia vita e del mio futuro? Non lo so, ma una cosa è certa: IO, IN ITALIA, ORMAI NON TORNO PIU’.

 

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commenti



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  • MM

    Bellissimo articolo e complimenti per il coraggio! Vivo in Germania e capisco benissimo quello che dici…

  • Riccardo Moretti

    veramente un grande coraggio e molta forza d’animo. deve essere molto dura cambiare paese una volta che ti ci sei abituato. questo ha avuto conseguenze a livello emotivo ?

  • Luciano Vagabondo

    Grazie per le belle parole e se non sei felice in Germania cerca di cambiare come ho fatto io! Chi la dura la vince.

  • Luciano Vagabondo

    I primi tempi sono sempre molto stressanti, ma con un po di elasticità ci si abitua a tutto. La vita dell’emigrante è dura a volte, ma a me sta dando molte soddisfazioni! Volere è potere!

  • Northern Lights UK

    Innanzitutto, bellissimo articolo e bellissima storia! La mia assomiglia un pò alla tua, anche se tra un paese e un altro io sono tornata in Italia…fino all’ultima volta ovviamente, che era un biglietto di non ritorno ;)
    Complimenti per il blog, ora ti seguo via email! Buona fortuna Luciano!

  • Admin

    Solo due parole. “Che spettacolo”

  • effe

    Bello. Come mai non torni più in Italia?
    Inoltre @Aurora Malandra (qui sopra sui commenti facebook) e ai classici ignoranti che mettono mi piace, io penso si perda molto invece.

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    bellissima storia! bravo!

    e apprezzo che finalmente si riconosca il merito di sapere le lingue come mezzo per essere valorizzati ;)

  • Roberta Tonani

    Io me ne sto andando a Tenerife per una nuova avventura! per l ennesima volta mi sposto, inizio da capo, cerca casa, lavoro, conosci il posto….e l’emozione è sempre più forte della paura di non farcela!!vado anche a studiare tedesco….mi hai dato la conferma che mi servirà! Ma attraverso quali siti hai trovato lavori mandando cv?

  • Luciano Vagabondo

    @Roberta: Se vai a Tenerife e cerchi lavoro negli hotel ti consiglio semplicemente di stampare tanti cv e portarli in giro. In quel settore in Spagna funziona. Io, ben due volte, ho trovato lavoro in un giorno alla reception facendo così.

  • Luciano Vagabondo

    @Verenen: Grazie / Thank you / Danke / Merci / Gracias !! :-)

  • Luciano Vagabondo

    @Effe: ormai cosa torno a fare? Per unirmi alla lista dei giovani e non mal pagati, precari, sfruttati o senza alcun lavoro? So benissimo in anticipo che se un giorno commettessi l’errore di tornare me ne pentirei amaramente. Una settimana dai miei all’anno mi basta e avanza…

    Rimango convinto che NON TORNO PIÙ :-)

  • Luciano Vagabondo

    Grazie!!

  • Luciano Vagabondo

    @Northern Lights UK: grazie!

  • Roberta Tonani

    Grazie mille…il turismo è il mio campo …mi manca un po il tedesco ma andrò a scuola e ascolteró il tuo consiglio!

  • effe

    Concordo con te. Ciò che intendevo dire è che l’Italia non è solo questo. Sono dell’idea che identificando sempre l’Italia con i suoi problemi sia assai controproducente. Comunque, complimenti ancora per la tua esperienza!

  • Northern Lights UK

    Ce ne sono tanti che non torneranno più. Il governo Italia dovrebbe pensare a non far andare via chi resta, invece che perdersi in continui dibattiti sul far tornare chi non è interessato (vedi dar i soldi a cervelli in fuga che se ne sono andati da anni…). Purtroppo, come vedi, non succede…

  • effe

    Lo so che ce ne sono tanti. Io sono forse uno di questi. Però non festeggio, non dico che “non torno più”, che chi non torna “non si perde niente”. La politica sta senza dubbio rovinando l’Italia. Ma la stanno rovinando anche tutti gli espatriati che la disdegnano come se l’Italia fosse solo la sua classe politica.

  • Tommy

    Fosse solo la politica il problema la gente non emigrerebbe anche in posti dove la politica fa altrettanto schifo o peggio :P

  • Northern Lights UK

    Queste sono scemenze demagogiche proprio per dar fiato alla bocca simil-nazionalista!! E secondo te gli espatriati rovinano l’Italia?!?!? E come?? E tu pensi che la BBC mi viene ad intervistare prima di mandare il tg in onda o pensi che siano gli inviati BBC a Roma a intervistare gli italiani per strada che ne parlano peste e corna?!? Ma pensate a voi italiani in patria e come vi comportate e chi eleggete!!!! Io neppure voto più, quindi quello che dico non finisce sui giornali nazionali, al limite finisce su Facebook… e di sicuro la cattiva reputazione dell’Italia la costruite voi dal di dentro, noi non ci entriamo più niente!! E che cavolo, diamo a Cesare ciò che è di Cesare!!!

  • effe

    Temo tu non abbia capito il senso del mio discorso. Un consiglio: Meno punti esclamativi, più chiarezza. Un saluto.

  • Northern Lights UK

    Senza punti esclamativi (che ho tolto), la chiarezza rimane: gli espatriati niente hanno a che fare con la cattiva reputazione dell’Italia, nè tantomeno con la sciagurata situazione in cui la nazione si trova. Saluti.

  • alessandro ruffino

    Ciao, che dire … UAU!!!
    Qualche dritta per una persona che ha 40 anni ed ha deciso di scappare via dall’Italia per fare il programmatore informatico (ovviamente con esperienza ) ? Siti o contatti su Linkedn eccetera? Hai qualche consiglio in merito ?
    Domanda un po’ pratica e mi scuso per questo già in anticipo ma per un viaggio di circa un mese (spero il tempo necessario per trovar lavoro) possono bastare 2000 euro compreso di volo ?
    Ciao Grande … sei un tipo che ha capito come funziona la globalizzazione !

  • Alex

    Bella storia, e complimenti per il bagaglione culturale e di esperienze. Mi ha fatto sorridere la parte in cui hai scritto “ah si, scusate, ho dimenticato di menzionare che nel frattempo mi ero sposato…” :-) ) Minorca ==> bellissima!

  • Luciano Vagabondo

    Grazie!!

  • alessandro ruffino

    Dire che parlo l’inglese è dire tanto, diciamo che riesco a capire quello tecnico ( leggere/scrivere) e fare un dialogo da bambino. Insomma sono lower intermediate. Si qualche anno d’esperienza c’è in tale ambito.
    Ottimo link per trovare lavoro. Dove andare?! Come il 100% degli italiani direi Londra ma facendo 2 conti direi che posto iniziale andrei con una scuola d’Inglese a Cambridge. Non avendo un grande budget purtroppo quei famosi devo fare 1 biglietto di a/r vivere e pagare la scuola, in parole povere mi rimangono circa 500 euro a conti fatti per sopravvivere con mangiare e spostamenti.
    Grazie per il consiglio della SIM ;D. Grazie mille per il consigli a buon rendere, chissà offrirti un caffè a Londra! Ciao e ancora auguri per tutto

  • Luciano Vagabondo

    Caro Alessandro,
    Se il tuo livello d’inglese e’ davvero cosi’ basso ti consiglio di far di tutto per migliorarlo. Considera che per essere assunto dovrai superare almeno due colloqui in inglese e come fare se non capisci e non riesci ad esprimerti?
    Se vieni in Inghilterra per un corso ti consiglio di evitare gli italiani come se fossero la peste, altrimenti non imparerai nulla. Io ho imparato perche’ sono stato in una cittadina di provincia e non c’erano italiani.
    Per quanto riguarda i soldi, ti consiglio di considerare la possibilita’ di accettare un lavoretto come cameriere o barista per iniziare, cosi’ riesci a mantenerti mentre studi e cominci a parlare in inglese.
    So che sembra un passo indietro, ma non saprei cos’altro consigliarti.
    Buona fortuna!

  • lukie

    non capisco cosa hai fatto di speciale. certo se te ne stai in casa senza far nulla non ti arriverà mai niente. la vita è una e va vissuta ognuno a modo suo nel bene o nel male. complimenti, non hai dormito, ma per il resto non vedo niente di eclatante. Lukie

  • Luciano Vagabondo

    @lukie: Quando ho accettato di scrivere quest’articolo e di raccontare la mia storia, non l’ho fatto per ricevere complimenti. Non credo di aver fatto nulla di speciale. Semplicemente mi piace scrivere e condividere con altri le mie umilissime esperienze. Saluti e buona fortuna!

  • Marco Rizzo

    Io ne direi 3 : “Pettinare lo Specchio”


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