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Emigrare come pensionati in Spagna

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In molti mi scrivono chiedendo informazioni su dove andare in pensione in Europa e al caldo.

Ovviamente questi requisiti limitano molto la gamma di destinazioni.

Con questo articolo vorrei condividere ciò che ho osservato attraverso l’esperienza dei miei suoceri, inglesi, trasferitisi in Spagna agli inizi del nuovo millennio.

Purtroppo mio suocero è mancato tre mesi fa ma questo articolo vuole riportare l’esperienza del decennio antecedente.

Dunque, mio suocero, camionista, e mia suocera, insegnante, si stavano avvicinando alla sessantina e ne avevano abbastanza della vita nel piovigginoso nord-ovest dell’Inghilterra.

Pianificavano l’espatrio da alcuni anni e, avendo fatto un po’ di calcoli per quello che riguardava l’aspetto finanziario, decisero di andare in pensione anticipata.

Non ho mai fatto loro i conti in tasca ma ho visto come il loro stile di vita in Inghilterra fosse parsimonioso e, grazie alla passione per il fai-da-te, avevano migliorato le case nelle quali avevano vissuto accumulando così un ragionevole capitale.

Decisero quindi di vendere tutto e partire in roulotte verso la Spagna.

La loro destinazione preferita sarebbe stata la Francia ma questa si rivelò troppo cara. La Spagna invece si rivelava più abbordabile.

Da chiarire che questi erano gli anni prima della crisi e che vi era in atto una massiccia migrazione da parte di nord-europei (britannici ma anche tedeschi, olandesi, belgi ecc) verso la Spagna.

Soprattutto per i Britannici il cambio della valuta era a loro favore, facendo della Spagna una destinazione molto economica. Questo è un particolare fondamentale che distingue i Britannici in particolare. Loro possono ricevere reddito in sterline e spenderlo in euro.

Quando il cambio va a tuo favore vivi bene, quando ti va contro fai più fatica. Guadagnando e spendendo in euro non è possibile fare questi calcoli.

Giusto per darvi un’idea, Numbeo ci dice che attualmente il costo della vita a Alicante è del 30% inferiore rispetto a Manchester.

Per chi ha un reddito in sterline si tratta di una bella prospettiva.

Rispetto all’Italia Numbeo conferma che Alicante è più economica di, ad esempio, Torino ma non tanto quanto lo è per Manchester.

Poco dopo Natale i miei suoceri partirono dall’Inghilterra e arrivarono in Spagna all’inizio dell’anno nuovo con l’intenzione di passare un annetto in giro per esplorare la nazione e decidere dove fermarsi.

Dopo una settimana, ci chiamarono dicendo che avevano comprato casa!

‘Casa’ è un termine un po’ lusinghiero…. Si trattava di una stalla diroccata e inabitabile nell’entroterra tra Alicante e Benidorm. Il paese più vicino conta circa 1.000 abitanti e si trova a circa 4 chilometri di distanza.

Insieme ai ruderi acquistarono anche una fetta di montagna senza confini ben precisi.

Da chiarire subito la questione comunicazione.

Entrambi non parlavano spagnolo ma riuscivano a comunicare grazie, in parte, alla capacità di alcuni Spagnoli di parlare inglese e grazie alla già presente rete di altri espatriati inglesi che facevano da tramite per questioni burocratiche e di vita di tutti i giorni.

Questa rete di connazionali che potevano aiutare era molto estesa in alcune zone della Spagna durante i primi anni del nuovo millennio.

Per gli Italiani immagino sia leggermente diverso perché non esiste la stessa forte presenza di pensionati in particolari zone della Spagna.

Nel frattempo mia suocera ha imparato lo spagnolo ad un livello tale da sostenere una conversazione mentre mio suocero si dichiarò da subito contrario all’apprendimento di una nuova lingua a 60 anni….

Detto ciò riuscirono a comunicare in modo sufficiente con i lavoratori spagnoli che li aiutavano nella ristrutturazione della ‘cascina’.

Per i primi anni vissero nella roulotte senza accesso ad elettricità, acqua, telefono, ecc.

Insomma una vita non facile ma facevano quello che li appassionava e trasformarono il rudere in una bella villetta con piscina nel bel mezzo della campagna spagnola.

Poi arrivò la crisi e la realtà da expat cambiò per molte persone.

Le finanze si restrinsero per molti ed in molti dovettero tornare in Gran Bretagna (o nel nord Europa) perché non più in grado di sostenere la vita in Spagna.

I miei suoceri invece riuscirono a rimanere. La loro casa era totalmente autosufficiente dal punto di vista di elettricità (pannelli solari) ed acqua (pozzo) quindi non avevano grosse spese fisse e quelle variabili potevano benissimo essere ridotte.

L’esperienza fu però traumatica per molti altri pensionati. In tanti restituirono le chiavi delle case acquistate con il mutuo e questo contribuì alla crisi del mercato immobiliare in Spagna. Durante la nostra visita a Luglio abbiamo visto tantissime case la cui costruzione non è stata terminata oppure case ovviamente abbandonate. Un panorama triste che fa da testimone alle difficoltà che la Spagna sta affrontando.

La comunità di expat britannici in Spagna si assottigliò quindi moltissimo a partire dal 2009.

I miei suoceri si sono sempre dichiarati contentissimi della loro scelta e durante il decennio passato in Spagna hanno coronato un sogno.

Da parte mia non posso che ammirare la loro intraprendenza, il loro duro lavoro e la pianificazione che ha consentito di superare le difficoltà che inevitabilmente si sono presentate.

Sinceramente non saprei quanto la Spagna possa offrire una migliore destinazione rispetto all’Italia per un pensionato italiano.

E’ vero che probabilmente il costo della vita è inferiore ma gli altri motivi che la rendono attraente per un europeo del nord (sole, mare, buon cibo) non possono essere così motivanti per gli Italiani.

Soprattutto quando in età più avanzata si ha un maggior bisogno di una rete di supporto, probabilmente disponibile in Italia ma non in Spagna.

Avete amici che stanno pensando di emigrare da pensionati? Condividete con loro questo articolo!

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commenti


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  • maria

    nel 2000 per 6 mesi svernavo in kenya,in questi ultimi anni il costo della vita è diventato altissimo causa il turista che non fa caso a quello che spende ma chi vive sul posto non può permettersi di pagare lo zucchero 2,50euro al kg un l.olio15 € .ecc.ecc.

  • Enzo

    Ciao a tutti, mi chiamo Enzo, ho 61 anni e vivo in Filippine da pensionato; voglio raccontarvi la mia esperienza:
    Sono andato 4 anni fa in Filippine ospite di un mio ex dipendente (altrimenti non potevo permettermi i costi) dopo poche settimane mi sono accorto che in Italia mi barcamenavo, sia con la vita che con i soldi, con estrema difficoltà mentre in questa nazione stavo molto bene. Mi sono trovato così bene che ci sono rimasto, mi sono sposato e ora vivo !!!!!!!!!! Vivo una nuova vita da persona felice.
    Come vivo in Filippine e cosa spendo:
    Ho convertito i prezzi in euro per facilitare il confronto con l’Italia attenzione questi costi sono da me sostenuti in una città di 200.000 abitanti in una zona sul mare con economia rurale e commerciale non ricca ma senza inquinamento; se si va a vivere in zone più “in” e ricche tipo la capitale Manila, la bellissima Davao, a Cebu o in certe isole “paradiso” i costi aumentano del 50% 80% e anche al doppio.
    Conviene vivere in posti dove la vita ha costi veramente accettabili e organizzarsi ogni tanto come turista per godere delle bellezze naturali Filippine.
    In media, io con mia moglie e la sua bimba, con (3500 pesos filippini) 70 euro alla settimana riesco a coprire i piccoli costi giornalieri, le spese sul mangiare e mangiando nella mia dieta colazione latte caffè e biscotti, primo riso o pasta, secondo pesce, o pollo, o carne di maiale a pezzi, verdure, frutta esotica a volontà insomma un mangiare il più possibile ai miei gusti sovralimentati italiani. Percui con 280 euro al mese abbiamo coperto le spese alimentari di tre persone; e se si accetta e si gusta la cucina filippina si può spendere molto meno (la mia famiglia si alimenta metà europea e metà filippina).
    Se poi si è propensi, invece che al supermercato, fare la propria spesa al mercato locale, (seccatura: c’è una montagna di gente) si risparmierà ulteriormente. Il risparmio è notevole ma si deve fare la spesa con la donna filippina e no l’uomo straniero solo altrimenti rischi certamente di pagare di più i prodotti.
    Con ulteriori 100 euro al mese si coprono le spese considerate extra: i costi scuola per bimba, vestiti, trasporti (io non ho la macchina, non serve). Costi per vestiti veramente bassi e rari inquanto il clima ti permette di vestirti tutto l’anno con un pantaloncino, una maglietta e un paio di sandali vestiti semplici ma eleganti.
    Altri costi che affronto mensilmente: la casa in muratura (due camere, salone con angolo cucina, bagno, giardino recintato) con elettricità, gas per cucinare, acqua, diciamo un totale di 270 euro mese.
    Percui mediamente con 650 euro al mese, copro i costi di vita essenziale e dignitosa, vivo con mia moglie e la bambina.
    Io ho una pensione di 600 euro e un’entrata per una pensione integrativa di 250 euro al mese. Mi restano 200 euro. Ne metto assolutamente da parte 50 al mese per emergenze e con gli altri 50 e la 13 mensilità mi programmo il viaggio in Italia, 15 giorni per visitare i miei parenti.
    Per i divertimenti e per andare al mare (15 minuti di mezzo di trasporto) mi restano 100 euro al mese cioè 5200 pesos e non sono pochi, bisogna tener presente che un operaio specializzato filippino guadagna sui 10.000 – 12.000 pesos al mese. Al mare mi affitto una piccola villetta in muratura sulla spiaggia di una unica camera grande, bagno e terrazza coperta (il costo 20 euro) e ci passo il pomeriggio del sabato, la notte e la domenica. Alternativa affitto per una giornata 12 ore una palafitta coperta da un tetto, con panchine e un tavolo; messa in riva al mare costo 8 euro e li dopo il bagno mi gusto un bel pezzo di porcellino allo spiedo e una montagna di frutta comprati con pochi soldi.
    Sono contento della mia scelta è stata positiva; sono felice vivo senza farmi mancare niente; certo no da benestante ma sto molto bene. Con 850 euro cosa farei per la casa e come vivrei in Italia non dico in tre persone ma neanche da solo. In Italia spendevo 450 euro al mese per un bilocale poi elettricità, riscaldamento ecc… ecc… che mal di testa !! sempre a cercare soldi in prestito per sopravvivere come un morto di fame !!!!! E si! Se avessi un due trecento euro in più di pensione sarebbe un’altra cosa ma chi si accontenta gode vero!! E credetemi qua io godo della mia vita e molto serenamente affronto il quotidiano senza il problema di pesare il contenuto del portafoglio e in pace con me stesso mi godo la mia nuova famiglia.
    Vi saluto Enzo

  • giuliano

    Spero che tu non abbia avuto problemi col tifone di questi giorni.

  • Rosella

    Mi rivolgo a Franco de Seta perchè condivido pienamente il suo suggerimento. Io ho vissuto anche all’estero ma ora che sono in pensione vorrei proprio poter restare nella mia terra. Gran parte della mia vita l’ho vissuta nel nord est dell’Italia ed è un po’ di tempo che sto pensndo al sud della nostra penisola: abbiamo isole bellissime o spiagge sullo Ionio ancora non deturpate dal turismo di massa, perchè no? Anche la Calabria mi attira perchè è una regione che non conosco e che so che ha luoghi bellissimi. Tutti i motivi che potrebbero dissuadermi li conosco perchè conosco tutti i mali che corrodono il mio paese, ma credete veramente che all’estero vivrete felici e contenti? Capisco i giovani e approvo pienamente la loro ricerca di un futuro che qui ora non hanno, ma i pensionati? Sono stata tre mesi in Ecuador, esperienza bella ma che mi ha fatto capire che fuori dall’Italia non voglio vivere. Per cui appena potrò se dovrò cercare un posto dove vivere e morire lo farò nella mia terra. Auguri a tuttti Rosella

  • gianni

    da che parte sei delle filippine come si chiama il posto dove vivi? Ho 63 anni mi piacerebbe anche a me trasferirmi li ma non conosco nessuno.


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