Perché NON andare a vivere in Germania

World Nomads Assicurazione Viaggi

Articolo di Maria Boux (contributo alla conversazione sui lati meno positivi della Germania).

Premetto che questo articolo ha il titolo sbagliato secondo me.

Io consiglio a tutti quelli che possono/vogliono, di andare a vivere in Germania, così come in Francia, in Spagna, in Cina, in Brasile o da qualsiasi altra parte del mondo.

Secondo me vivere un’esperienza all’estero è impagabile e profondamente costruttiva, va sempre e comunque fatta se c’è il desiderio e la possibilità.

Inoltre quello che scrivo è la MIA esperienza, che sicuramente sarà diversa da quella di chiunque altro e che non vuole assolutamente essere la “verità'”, anzi!

Mi piacerebbe conoscere chi ha/ha avuto esperienze diverse e vuole condividerle con me.

Ci siamo trasferiti ormai in Germania (nel BW) da un anno e mezzo, che non è ancora abbastanza per essere veramente obiettivi sulla vita in un paese, considero questo tempo ancora una fase di “studio” diciamo.

Alcune cose però sono già ben chiare e mi sento in grado di dare un giudizio abbastanza realistico e oggettivo, ovviamente partendo dalla MIA esperienza (ripeto per sicurezza).

Sia io che mio marito lavoriamo qui. Io ho avuto un’offerta dall’azienda per cui lavoravo in Italia, una multinazionale americana che ci ha permesso il trasferimento qui, quindi lavoro da 1 anno e mezzo mentre mio marito ha trovato lavoro 6 mesi fa, il primo anno l’ha passato con nostro figlio che adesso ha quasi 3 anni e facendo un corso di tedesco durante la mattina.

Siamo arrivati senza sapere una parola in tedesco e senza conoscere nulla della Germania, per capirci ci ero stata solo in occasione della festa della birra a Monaco di Baviera, non esattamente un week end rappresentativo della vita tedesca.

E soprattutto senza pregiudizi di nessun tipo, quindi aperti alle cose positive e negative del paese.

Non sono scappata dall’Italia per disperazione, ho avuto la grandiosa possibilità di lavorare all’estero, quindi la mia esperienza è molto diversa da chi emigra perché non ha alternative.

Trovo che parlare solo bene di un paese solo perché diverso dall’Italia non sia giusto (come non trovo giusto parlare solo male dell’Italia, soprattutto da chi è emigrato, ma questo è un altro discorso).

Ogni paese ha i suoi lati positivi e negativi, e io cerco di essere obiettiva nel descriverli.

Come anche considero esperienze all’estero come momenti, nella vita non si sa mai, magari si rimane per sempre come magari si torna e si riparte. Almeno noi è così che la viviamo.

Tornando all’articolo, voglio parlare delle differenze che ho riscontrato nel campo lavorativo, considerando sempre che nel mio caso lavorando per una multinazionale, alcune cose sono esattamente uguali in tutto il mondo e non sono il tema di questa lettera.

Preferisco concentrarmi sugli aspetti diversi tra Italia e Germania.

– Il lavoro è concepito il più possibile in autonomia. Dimenticatevi le lunghe discussioni con i colleghi, le numerose telefonate al capo, le discussioni, le pause caffè tutti insieme ecc.

Al lavoro si va per lavorare, nel proprio ufficio, meglio se chiuso e si cerca di ottimizzare il tempo più possibile.

Sembra che le chiacchierate non siano considerate lavoro e si riducono al minimo indispensabile.

Vi faccio il mio esempio, con il mio capo all’inizio del quarter o del semestre, ci troviamo per un paio d’ore e concordiamo sui miei task per i mesi seguenti.

Dopo di che non lo sento/vedo più se non per velocissimi check. Ovviamente se ho problemi o dubbi è sempre disponibile, ma non vi aspettate costanti (e a volte estenuanti) controlli e sollecitazioni tipiche del manager di altre nazionalità (non solo italiani). In questo modo il tuo capo ha fiducia in te e ti permette di lavorare in indipendenza e questo è ottimo per chi si sa organizzare. Alla lunga però ti può far sentire perso e solo.

– Nonostante questo, non pensiate non essere osservati nel vostro lavoro. Qui tutti si controllano in silenzio ed è normale riferire a chi di dovere comportamenti che vengono ritenuti non idonei o/e dannosi (a volte anche le cose più banali), per questo è molto probabile che il vostro capo sappia comunque tutto ciò che fate e/o quanto lavorate, pur non chiedendovi mai nulla.

Se avete problemi di distrazione nel lavorare da soli e tendete a “perdere tempo” se non avete continue sollecitazioni (cosa normalissima, specialmente nella nostra cultura basata sulla comunicazione continua), sarà molto difficile ambientarvi nel lavoro. La gerarchia è molto importante qui, se un superiore ha un’opinione e sostiene una tesi, si può discuterne, ma è molto difficile fargli cambiare idea.

– Le pause non ci sono o sono ridotte al minimo.

Nella mia esperienza lavorativa qui non ho mai fatto una “pausa caffe”, addirittura non c’è neanche il posto per farla.

Il caffe si beve in ufficio. La pausa pranzo dura dai 15 ai 20 minuti e si mangia solitamente un piatto unico (se possibile e si ha la mensa in ufficio) oppure un panino al volo.

Molto spesso, soprattutto per lavori itineranti, addirittura si salta il pranzo.

Il lato positivo è che tutto ciò è fatto per poter finire il più presto possibile e avere tempo libero nella giornata. La giornata non ruota solo intorno al lavoro, ma deve prevedere anche momenti liberi.

Per cui è facile trovare chi finisce di lavorare alle 16.00/17.00, iniziando molto presto al mattino le ore lavorate sono le stesse di una giornata tipica italiana, ma concepite diversamente (questo discorso ovviamente non si applica a ruoli internazionali in multinazionali, dove spesso e volentieri si comincia con orario tedesco e si finisce con orario americano…).

– Rapporti personali sul lavoro sono piuttosto freddi e distaccati.

Sempre per il discorso dell’autonomia, creare relazioni personali viene percepito come “perdita di tempo” e quindi i rapporti si mantengono molto rispettosi ma sempre distanti.

Questo non vuol dire che non possano nascere amicizie, però è molto più difficile. In particolare organizzare qualcosa extra lavorativo con colleghi è praticamente impossibile e sicuramente non consueto.

Però ho potuto notare che quando (raramente) si fanno eventi insieme extra lavoro, sono tutti molto contenti e partecipano divertiti. Questo può sicuramente diventare un problema per chi si trasferisce da solo, in quanto è più difficile creare nuove relazioni sociali nel lavoro.

Qualche punto anche sulla vita di tutti i giorni.

– Se ti piace la vita aperitivi-centri commerciali non stop, allora dovresti pensarci un po’ e capire se ce la fai lo stesso a vivere anche senza tutto questo.

Premetto che io vengo dalle vicinanze di Milano, dove anche se non sei un animale da party, è abbastanza normale uscire la sera, anche solo per mangiare una pizza in compagnia di amici e/o andare al cinema ecc

Come è anche abitudine consolidata andare a fare shopping la domenica o durante le festività.

Ovviamente dopo avuto mio figlio le mie attività “mondane” si sono molto ridotte anche li, quindi per me non è stato così traumatica la mia nuova vita qui. Ma se immagino un ragazzo/a single o giovane coppia abituata alle abitudini di grandi città, qui, penso che potrebbero benissimo cadere in depressione.

Questo discorso probabilmente è applicabile anche quando si passa da una città ad un paesino in qualsiasi paese nel mondo e potrebbe essere totalmente diverso anche da chi vive in una grande città tedesca.

Ripeto noi viviamo in un paesino, magari a Berlino, Francoforte, Stoccarda sarebbe diverso. Purtroppo però non sempre vivere in una città più o medio grande è possibile, soprattutto per motivi economici (affitti, mutui, scuole, servizi costano di più). Conosciamo molti expat che vivono in paesini simili al mio e mi confermano quanto dico.

– Dopo le 18.00 la vita fuori finisce, negozi chiudono e tutti tornano a casa.

La domenica è categoricamente tutto chiuso e la vita ruota attorno ad attività all’aria aperta, non importa con quali condizioni atmosferiche.

Gli eventi o le serate iniziano mediamente molto presto, per esempio i concerti iniziano alle 20.00 e non vanno mai oltre le 23.00.

Ci sono eventi durante l’anno che portano turisti e/o gente fuori in strada (Oktoberfest, mercatini Natale, ecc), in questi giorni la vita si anima molto. Ma normalmente la quotidianità è abbastanza noiosa e monotona.

– La varietà di cibo è limitata, e ovunque si vada si trovano le stesse cose. Premetto, io mangio molto bene qui, quindi non parlo di qualità, parlo di varietà. Le feste di paese prevedono tutte lo stesso menu a base di Würstel ,patatine fritte, cotolette impanate, steak, e birra. Nei ristoranti mediamente si trovano le stesse cose, aggiungendo zuppe (che io adoro), piatti con pesce, spetzle con formaggio, piatti di carne.

Devo ammettere che i ristoranti sono mediamente di buona qualità e io ho sempre mangiato ottimi piatti. Ovviamente non vi avvicinate ai ristoranti italiani perché di italiano non hanno nulla…Molto meglio cucina tipica deutsch.

Un ultimo consiglio, – Se non volete imparare il tedesco, non trasferitevi in Germania.

Questo può sembrare banale, ma non lo è.

Il fatto è che la maggior parte delle persone con cui vi troverete a parlare parlano un inglese perfetto, spesso meglio del vostro.

Questo può creare l’illusione di vivere senza imparare il tedesco. Purtroppo però con il passare del tempo vi accorgerete che relazioni personali (già difficili da creare) senza parlare la lingua locale non si creano.

E non vi sentirete per niente integrati quando con un gruppo di gente voi sarete l’unico che non capisce nulla e non può interagire. Inoltre è molto faticoso non capire/parlare mai nulla. Io stessa lavorando solo e sempre in inglese faccio fatica ad impararlo, ma mi obbligo a studiarlo e mi sottopongo il più possibile a situazioni in cui non posso (e non voglio) usare l’inglese.

Viviamo in un paesino al confine tra BW e Essen di circa 3.000 abitanti. Il posto è incantevole, circondato da colline e basse montagne molto rigogliose di vegetazione, il paese si trova sulle rive del fiume Neckar, sul quale si possono fare anche gite in barca e/o altre attività. Per gli sportivi come mio marito è il luogo ideale, ci sono percorsi in bici di tutti i tipi, possibilità di fare passeggiate sia in pianura che in montagna. Il clima non è cosi male, sempre considerato che siamo in Germania. D’estate è abbastanza caldo per andare in piscina, l’autunno è di solito molto suggestivo e non esiste la nebbia (per chi viene dalla provincia di Milano, sa cosa intendo…). La cittadina turistica più vicina si chiama Heidelberg, a 25 km di distanza. Heidelberg è già diversa essendo una molto internazionale, propone tantissime attività sia per divertimento sia come cultura. Consiglio sicuramente a chi volesse venire in questa zona, di cercare andare a vivere li. Ovviamente gli affitti sono quasi il doppio rispetto a dove viviamo noi, cosa che ha determinato la nostra scelta.

Confrontando questo con il paese dove sono cresciuta vicino a Milano, non c’è paragone nella bellezza del posto e nella tranquillità della vita (traffico, nebbia, cosa sono?), ma nello stesso tempo vivere vicino a Milano mi ha permesso di fare molte più cose e soprattutto di avere tanta scelta in tutti i campi (lavoro, studi, sport).

Grazie Maria e buon proseguimento in Germania!

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