Come Lorenzo lavora a Londra come infermiere

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Lorenzo Baldecchi fa l’infermiere a Londra da circa tre anni.

Dopo essersi laureato in infermieristica nel 2010 in Italia, l’unica esperienza lavorativa maturata in patria da parte di Lorenzo non fu molto positiva.

Quando si presentò l’opportunità di andare a Londra insieme alla sua ragazza, che voleva studiare bene l’inglese, Lorenzo pensò fu l’occasione buona per tentare un’altra strada.

All’inizio trovò un lavoro nella ristorazione per alcune settimane poi riuscì a trovare lavoro come infermiere e da allora non si è più fermato.

Per velocizzare la transizione verso la sua professione, Lorenzo si assicurò di ottenere tutte le traduzioni necessarie di certificati e documenti in Italia prima di partire.

Spendendo circa 800 euro ottenne quindi la documentazione necessaria per ottenere l’accreditazione da parte del Nursing & Midwifery Council, l’ente preposto al riconoscimento delle qualifiche da parte degli infermieri stranieri che vogliono lavorare nel Regno Unito.

La procedura di riconoscimento dura circa un mese, un mese e mezzo.

Una volta avuta la conferma di poter lavorare nel Regno Unito, Lorenzo cercò subito lavoro e lo trovò nel giro di un giorno rivolgendosi ad una nursing agency.

Questa è un’azienda dedita al reclutamento e al piazzamento di infermieri presso enti ospedalieri e simili. L’infermiere non paga i loro servizi. Sono gli enti ospedalieri che pagano una commissione alla ‘agency’ per trovare loro dipendenti.

Lorenzo, dopo aver passato il colloquio di lavoro, iniziò a lavorare in una casa di riposo.

Il primo mese fu di “addestramento” in modo che potessi imparare le procedure da seguire dopo di che iniziò a lavorare indipendentemente.

Bisogna sottolineare che il livello di conoscenza dell’inglese da parte di Lorenzo era superiore alla media grazie ai corsi seguiti durante il percorso universitario. Ponendo una grande enfasi sull’apprendimento della lingua straniera, Lorenzo fu in grado di inserirsi molto più facilmente in un ambito lavorativo britannico anche se, ovviamente, i primi tempi sono stati comunque duri.

L’importanza della lingua è molto fondamentale in un ambito infermieristico dove bisogna essere in grado di comprendere pazienti che parlano nella loro lingua nativa.

La paga per un infermiere nel Regno Unito dipende dalla “banda” (fascia) di appartenenza.

Queste vanno da 5 a 9 e per chi ha intenzione di trasferirsi dall’Italia la banda 5 è quella che verosimilmente interesserà. Il salario della banda 5 va dalle 22 mila sterline alle 25 mila sterline annuali lorde. A queste bisogna aggiungere 3- 4 mila sterline circa se si lavora a Londra per far fronte al superiore costo della vita della capitale inglese.

Dopo otto mesi di lavoro presso la casa di riposo, Lorenzo riuscì a diventare infermiere all’interno del NHS, il sistema sanitario britannico.

In questo contesto viene premiata, molto più che in Italia, la specializzazione. Il manager di Lorenzo gli ha quindi proposto di ottenere una certificazione da parte della University Of Hertfordshire. Questo si è rivelato un corso di studi della durata di tre mesi a tempo pieno finanziato completamente dall’ospedale. Ovviamente Lorenzo avrebbe dovuto ripagare il costo (considerevole) se avesse lasciato l’impiego prima di un anno dalla conclusione del corso.

Grazie anche a questa specializzazione in chemioterapia a Lorenzo è stato poi proposto di passare di banda.

Questo significava guadagnare di più, non fare i turni di notte o quelli nel weekend e lavorare dalle nove alle cinque.

Si è trattato anche di superare un ennesimo colloquio di lavoro per essere assunto.

Adesso Lorenzo lavora in una ‘day unit’ in pratica un ambulatorio all’interno del quale si lavora dalle 9 alle 5.

La cosa positiva che Lorenzo vuole sottolineare è che all’interno della struttura non c’è un medico. Gli infermieri sono completamente autonomi nel somministrare le terapie, un aspetto che rende Lorenzo molto più soddisfatto nel contesto lavorativo “mi sento stimato come un medico”.

Il consiglio più importante che Lorenzo vuole dare agli infermieri che stanno pensando di emigrare è quello di studiare la lingua straniera. Fatene una priorità alla pari delle conoscenze “tecniche”.

Chi di voi vuole lavorare nel Regno Unito come infermiere?

 

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commenti





  • valerio

    Io penso che molto sia dovuto alla “sorte” se cosi vogliamo chiamarla delle persone, dal canto mio ho provato ad espatriare in varie nazioni, Brasile quando avevo una ragazza brasiliana in primis, e ho fatto migliaia di applications per lavorare nei piu svariati posti europei e non. Morale della favola tutte le strade che ho tentato si sono rivelate nulle, senza alcun esito. Sono un ragazzo laureato con 108/110 e parlo correntemente e a livello perfetto 4 lingue, e neanche a dire che sono vecchio o troppo giovane, ho 26 anni l’età perfetta per fare tutto, ma niente da fare , sono due anni che vago tra stage non retribuiti e datori di lavoro che non pagano qui in italia. E’ anche vero che potrei andarmene di mia iniziativa all’estero e cercare fortuna, ma 1 non credo che sia una strada intelligente, 2 per andare in qualsivoglia nazione ci vuole un budget minimo ma minimo di 1500-2000 euro che io non so neanche dove siano di casa. Ho cominciato a pensare e nessuno me lo toglie dalla testa che le cose accadano se devono accadere, e si vede che a me non devono accadere. Non c’è altra spiegazione.

  • Northern Lights UK

    Dire che é tutta fortuna non direi.. Scusa, non te ne offendere, ma il tuo ragionamento é tipico da italiano… Aspettiamo che la fortuna giri. Eh No, la fortuna te la fai anche, con grande determinazione e testardaggine, non ti viene a trovare a casa. I 108/110 valgono a poco se la laurea che hai (non la specifichi) non é ‘spendibile ‘ nel paese che avevi/hai scelto. Beh ció che definisci strada “non-intelligente” mi ha portato ad avere un futuro che in Italia mi potevo solo sognare e una vita diversissima… Evidentemente la ‘sorte’ va a trovare i non-intelligenti ;) Ti dó ragione per i soldi invece, nel senso che partire con un paio di migliaia di euro in tasca non fa mai male, anche se io ne avevo appena un quarto di quella cifra quando sono arrivata qui. Le cose accadono se tu sei disponibile a farle accadere. D’altronde lo dice anche un comune proverbio italiano ‘chi non risica, non rosica’.

  • valerio

    fidati che io ho risicato ampiamente! e anche rosicato ampiamente! ma non ho avuto nessun risultato. Tra parentesi io tutto faccio meno che il ragionamento tipico dell’italiano. Io ho solo detto che pur essendomi battuto come un leone x trovare qualcosa all’estero non ci sono ancora riuscito, e non ho mai detto “tanto la fortuna gira” anzi io so di non avere fortuna e ogni giorno devo lottare contro tutto. Detto questo se è i complimenti che vuoi te li faccio hehehehehe che ti devo dire.

  • amico del giaguaro

    Valerio, laureato in cosa?

  • valerio

    ciao amico del giaguaro sono laureato come interprete e traduttore professionista.

  • Northern Lights UK

    No i complimenti non mi interessano, anzi non ne cerco proprio… Mi spiace davvero che tu ragioni cosí, in quel modo scoraggiante, soprattutto perché hai una laurea sul CV e averla fa la differenza, rispetto a chi, come me, era una ‘disgraziata’ qualunque… scusa ma ‘io so di non avere fortuna’ è proprio un ragionamento da italiano, sorry! Tutti lottiamo contro tutto, dipende quanta forza hai dentro, quanta umiltá, quanta voglia di lottare, tantissime cose. Ripeto, la fortuna te la fai… Sebbene, sarebbe da chiederti qual’é la ‘fortuna’ che cerchi, a questo punto ;) in bocca al lupo e speriamo che un giorno tu abbia successo nella tua ricerca ;)

  • cris

    la fortuna nella vita è TUTTO: c’è gente che ricopre ruoli importanti e ha fatto i soldi senza nemmeno cercarli e gente capace e ambiziosa che non arriva per cui meglio nascere fortunati che ricchi….e io aggiungo anche donna e figa e hai il mondo ai tuoi piedi

  • valerio

    Speriamo che arrivi! fino adesso niente, ma la speranza è cmq l’ultima a morire! in bocca al lupo anche a te! ;)

  • Northern Lights UK

    Francamente di gente che ha fatto i soldi senza cercarli non ne esiste proprio, ammesso che tu non abbia vinto la lotteria…che é l’unica cosa per cui ci vuole fortuna! Al donna e figa…devo ridere? Il nascere fortunati non esiste proprio, é superstizione, credenza popolare… Pensa positivo, vedi come la fortuna gira… Auguri :)

  • gino

    l infermiere è un lavoro sempre molto richiesto dovunque,(tranne che in italia ovviamente per mancanza di soldi) basta farsi le giuste certificazioni

  • amico del g

    Caro Valerio,

    non so quanto la tua laurea sia richiesta, pero credo che qualche vendibilita dovrebbe avercela!

    anche i primi tempi dopo la laurea ero deluso e mi chiedevo cosa dovevo fare per esser fortunato e trovare un buon impiego… so come ci si sente, letteralmente helpless e frustrati.

    ora hai due opzioni: piangerti addosso e accettare il destino fantozzianamente

    oppure

    tirare fuore le palle e non arrenderti, cercare di battere strade diverse, informarti, chiedere ai tuoi amici o colleghi che stanno avendo successo come hanno fatto e che consigli possono darti…

    e se persevererai qualcosa arrivera… il problema pero e’ che devi avere almeno un IDEA di quello che vuoi dal tuo futuro, senza una direzione o un goal in vista rischi solo di sprecare il tempo e le tue energie …

    good luck

  • Giuseppe

    Bravissimo Lorenzo,sono anche io un infermiere e anche io sono iscritto al NMC, volevo solo dire che i tempi x l iscrizione non sono di un mese e mezzo, si va dai 4 agli 8 mesi, parlo x esperienza personale e esperienza di colleghi-amici.

  • Lorenzo

    Grazie collega Giuseppe

    Quando parlo di un mese, un mese e mezzo faccio riferimento al momento in cui consegnai il mio application pack completo all’NMC e quindi mia esperienza personale. Io all’epoca chiamai anche la loro segreteria per farmi spiegare alcune cose che non erano proprio chiare nelle loro istruzioni e per farmi dare suggerimenti su come evitare disguidi e ritardi.Ho seguito le loro linee guida alla lettera e ho avuto tutto dopo un mese e dieci giorni. Solitamente se aspetti così tanto è dovuto ad un problema nel processo di riconoscimento ecco perchè consiglio di CHIAMARE e verificare se ci sono eventuali complicazioni. La tua esperienza mi fa pensare che ci sia stato un incremento nelle richieste di registrazione, infatti la FAQ del sito dice:

    How long does the registration process take?

    We will assess your application WITHIN THREE MONTHS of receiving your documentation. However, if you have not supplied all of the required documentation, we will request this information. Upon receipt of the additional information we will re-assess your application within three months.

    Please ensure that you supply the required documentation, as failure to do so will delay the conclusion of your application.

    Ciao e buona giornata

  • Livio

    Ciao Lorenzo, volevo chiederti una cosa. Sto terminando un corso di OSS, in ospedale, mi hanno detto che l’attestatocche conseguiró ha valenza europea. Li dove sei tu questo tipo di professionalità esiste ed è richiesta?
    Per il riconoscimento del attestato si deve fare sempre la trafila burocratica che hai fatto tu, ovviamente con qualifica differente.
    Grazie e attendo una tua risposta.

    P. S. A proposito di laurea, io ho conseguito la mia veramente per passione e non c’entra niente con il mondo ospedaliero, non me ne sono fatto niente qui in Italia. Purtroppo in Italia se sei figlio di avvocato fai l’avvocato, se sei figlio di medico fai il medico e se sei figlio o nipote di enologi fai l’enologo (morale della favola: io sono figlio di dipendenti pubblici e non mi è stato permesso di entrare nello stretto giro degli enologi).

  • Marco

    Lorenzo, permettimi una domanda. la traduzione dei titoli di studio fatta prima della partenza, deve essere una traduzione particolare? deve esser fatta da centri autorizzati? deve essere autenticata in qualche modo? Grazie ciao

  • Lorenzo

    Buonasera Marco
    La traduzione è la prima cosa che va fatta poi pensi alla certificazione. La certificazione viene effettuata per LA COPIA DELL’ORIGINALE TRADOTTO(in pratica tu tieni gli originali e all’NMC mandi delle copie). L’NMC dichiara sul proprio sito anche gli enti dai quali accetta le copie tradotte certificate:

    We accept documents that have been certified by:

    -A legal practitioner (solicitor, lawyer)

    -A notary public

    -The competent authority in your country of training

    -An official who is authorised to certify documents from an embassy or consulate

    -A police officer

    -A justice of the peace

    -The office of mayor (when authorised to do so)

    -A member of the UK or Scottish parliaments or a member of the Welsh or Northern Ireland assemblies

    In addition, we accept certification of the following identification
    documents from the UK Post Office identity checking service:

    -Passport

    -Birth certificate

    -Marriage certificate

    The certifying authority must confirm they have seen the original
    document. They must state their full name, profession and stamp and sign
    the document. We cannot accept faxes and subsequent photocopies of
    certified documents.

    Io le mie le ho fatte certificare in ambasciata/consolato.

  • Marco

    grazie Lorenzo

  • Fabrizio

    I migliori non rimangono qui’ ma osano all’estero e cosi’ faro’ anche io… migliore anche perchè sei di Frosinone anche io sono mezzo ciociaro… comunque lavorare negli States non è impossibile ma difficile si!
    Concordo pienamente con Northem Lights Uk niente di più vero… sapete quanto costa allo stato italiano la formazione di uno studente universitario? (le tasse sono un minimo contributo) neanche io ma una volta lessi MOLTO! ma la cosa più bella e che dopo la maggior parte (sopratutto i più bravi) se ne vanno via, il risultato è preparare professionisti per farne benificiare agli altri,,, io lo trovo un paradosso assurdo
    Complimenti Lorenzo, e mi dispiace per lo stato italiano aver perso una perla..
    volevo fare una domanda:
    ho studiato gli steps per fare l’infermiere in USA, c’è qualche infermiere italiano che lavora in USA? volevo solo chiedergli una cosa grazie mille

  • Melania

    Sono una studentessa al secondo anno di infermieristica, e devo dire che questo video mi sta dando un enorme aiuto, in fatto di informazioni soprattutto, ho sempre pensato di lavorare all’estero una volta terminati gli studi ma non sapevo mai da dove cominciare a informarmi, non mi resta che ringraziare Lorenzo e te Aldo per questo preziosissimo post, grazie a voi posso cominciare a migliorare il mio futuro!! un grosso in bocca al lupo a tutti

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    prego!

  • Irene Costanzo

    Ciao!! Sto per andare anche io a lavorare in una nursing home in UK e mi piacerebbe molto Londra… Posso chiederti come si vive con uno stipendio “normale” lì? A me hanno offerto 11-13 sterline lorde l’ora, non capisco quanto è in netto e se può andare bene per vivere senza l’acqua alla gola! E non ho ancora capito quale sarebbe lo stipendio prima di avere il PIN… Boh, tutto molto vago! Mi daresti una gran mano, grazie… E complimenti per tutto :)

  • Lorenzo

    Ciao collega Irene

    Parti dal presupposto che Londra è una delle città piu care del mondo e che all’inizio serve spirito di adattamento. Non escludere il fatto di andare a condividere il tuo alloggio perche gli affitti sono alti se vuoi un appartamento tutto tuo. Dalle tue 11-13 sterline gli devi togliere il 20% di tasse e poi moltiplicarle per il numero totale di ore che lavori(io lavoro 37.5 a settimana ma sono nel pubblico). Ti consiglio vivamente di contattare il tuo datore di lavoro per farti un idea se non lo hai gia fatto. Lavorare senza il PIN NUMBER è illegale che io sappia.
    Spero di esserti stato di aiuto

    Lorenzo

  • Lorenzo

    Prego

  • sergio

    Quoto, io ho aspettato 3mesi e mezzo! Ma so d amici che hanno aspettato anche 7 mesi

  • paola

    Io sono un infermiera con un vecchio diploma non laureata quante possibilità ho di lavorare in Inghilterra?

  • Lorenzo

    Le stesse possibilità che ha un laureato.

    Ciao
    Lorenzo

  • Fabrizio

    Scusa se mi permetto ma se è vero che parli 4 lingue e non trovi lavoro a me sembra inverosimile. Io sono emigrato in Inghilterra, Newcastle. Il mio livello di inglese era scarsissimo, ho iniziato come careworker nell’attesa di avere il pin e dopo due mesi ho iniziato come infermiere. Lavoro in una care home e chiaramente è tutto più facile rispetto all’ospedale. Ho provato a fare un colloquio per l’ospedale ma non è andato a buon fine, l’inglese è fondamentale! A volte ti ritrovi a parlare con medici o infermieri che usano termini prettamente tecnici parlando ingkesr velocemente. Se non capisci cominciano a spaxientirsi. Non tutti per fortuna, ma uba buona parte si

  • Fabrizio B

    la lingua è fondamentale. Io ho iniziAto come careworker in attesa del pin dall’nmc con un livello scarsissimo di inglese. dopo 2 mesi ho iniziato come infermiere ma all’inizio è stato un incubo. La fortuna uno se la crea, io ho girato molte case di cura, portando il mio curriculum e provando a presentarmi col mio ingkese ridicolo. Alla fine ho iniziato come carer e dopo 2 mesi come infermiere. Il mio livello di inglese dopo 8 mesi è tutt’ora basso. Molte volte ti capita di parlare con medici e infermieri che parlano un inglese veloce usando termini tecnici, se non capisci c’è chi capisce la situazione e c’è chi perde la pazienza e ti tratta come un’altra idiota. Queste sono cose da mettete in conto e cmq sempre meglio dell’Italia dove perdi il posto dopo tre anni e mezzo e dove vanno avanti solo i raccomandati. L’inglese è indispensabile, fine mese inizierò finalmente il corso per migliorare la lingua. Con l’impegno e la voglia di migliorare si arriva lontano in Inghilterra!

  • Lorenzo Acapulco Tiraboschi

    Ho già fatto un placement in UK mentro ero in università. Se non riuscirò a realizzarmi qua in Italia, seguirò le tue orme.

  • Lorenzo Acapulco Tiraboschi

    un’altra cosa, ma dove hai studiato? anche io ho fatto un erasmus in Finlandia nella città di Turku

  • Lorenzo

    “Tor Vergata” Roma. Io Erasmus a Helsinki.

  • adrian

    Chiedo scusa Fabrizio ma potresti spiegarmi cosa significa “pin number” cioè a cosa si riferisce? perchè ho appena ricevuto un e-mail da un agenzia che cerca personale infermieristico per UK e loro hanno chiesto il “pin number” se ho, ma nn so a cosa si riferisce


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