15 consigli per usare LinkedIn in modo efficace

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Francesca Parviero è la fondatrice di LinkBeat, azienda che si occupa di strategia di social media per le risorse umane.

LinkBeat è un partner ufficiale di LinkedIn.

Attraverso questa attività Francesca ha l’opportunità di dialogare quotidianamente con aziende che utilizzano LinkedIn per la ricerca di personale.

È quindi in grado di condividere la visione che si ha di questo social network “dall’altra parte dello steccato” rispetto ai lavoratori.

All’inizio del 2012, LinkedIn ha aperto i propri uffici in Italia e Francesca è entrata in contatto con i responsabili, diventando così Official partner.

Attualmente ci sono oltre cinque milioni di professionisti iscritti a LinkedIn in Italia. È diventata quindi una piattaforma molto significativa del mondo del lavoro italiano.

Soprattutto nel 2013 tantissime aziende italiane hanno iniziato ad utilizzare i servizi forniti da LinkedIn per le proprie attività di recruiting.

Con pochi clic le aziende sono in grado di filtrare il data base di professionisti iscritti a LinkedIn in modo da trovare il profilo che più risponde alla descrizione del posto di lavoro disponibile.

Attraverso il servizio ‘Recruiter’ di LinkedIn, il selezionatore può analizzare tutto il data base mondiale (oltre duecento milioni di professionisti) inserendo particolari parole chiave.

Ad esempio, possono selezionare gli anni di esperienza, il settore, la geografia, il ruolo, il tipo di azienda per cui si è lavorato in precedenza oppure, addirittura, cercare persone che hanno lavorato o lavorano per una specifica azienda.

Il selezionatore può poi contattare direttamente il professionista riducendo la tempistica della procedura di selezione e, soprattutto, i costi rispetto alla ricerca di lavoro “tradizionale”.

Il vantaggio per il professionista che sia iscritto a LinkedIn riguarda la possibilità di essere trovati come candidati “passivi”.

La presenza sul social network consente, a chi ha l’esperienza e le competenze richieste dal mercato del lavoro, di essere rintracciabili pur non cercando attivamente lavoro.

Per migliorare le probabilità di essere presi in considerazione ecco alcuni consigli da parte di Francesca.

  1. Se ci sei (su LinkedIn) devi esserci in un certo modo altrimenti è meglio non esserci.
  2. Compilate tutte le sezioni del profilo.
  3. Inserite una foto perché l’interesse da parte del selezionatore cresce di 7 volte rispetto a profili senza foto.
  4. Non utilizzate come foto quella del matrimonio, quella della spiaggia, la vostra firma oppure il logo dell’azienda.
  5. Utilizzare il proprio viso nella foto è importantissimo soprattutto per le persone con nomi relativamente comuni. Nei risultati di ricerca sarete difficilmente rintracciabili se non inserite una foto che vi faccia riconoscere immediatamente. Assicuratevi che la foto sia luminosa e rispecchi la vostra personalità. Se non siete gente da giacca e cravatta allora vestitevi come vi presentereste in ambito professionale.
  6. Personalizzate il messaggio quando chiedete la connessione a qualcuno.
  7. Non limitatevi a replicare il curriculum, copiandolo ed incollandolo su LinkedIn. Il primo dovrebbe essere un documento personalizzato e modificato in base ad una specifica posizione lavorativa per la quale fate domanda. Il profilo LinkedIn invece ha ovviamente un pubblico più vasto e generico.
  8. Impegnatevi a rendere il vostro profilo il più efficace possibile. Deve far capire che siete il candidato ideale in pochi secondi. Il selezionatore analizza centinaia di profili ogni giorno ed è quindi in grado di capire molto velocemente se il vostro profilo faccia per l’azienda oppure no. In 10-20 secondi cercherà le parole chiave all’interno del vostro profilo.
  9. Non usate LinkedIn come usate Facebook. Quest’ultimo è un ‘social’ network mentre LinkedIn è un ‘professional’ network, dedicato prettamente al mondo del lavoro.
  10. Quando create il vostro profilo da zero, siate cauti su con chi condividete la vostra presenza. Soprattutto all’inizio cercate di limitare il numero di connessioni che sviluppate fino a quando non avete un profilo ben fatto.
  11. Limitate il numero di aggiornamenti visibili alle vostre connessioni soprattutto durante il primo periodo di compilazione del profilo. Sarà un periodo durante il quale cambierete il profilo moltissimo, farete alcuni errori ed è quindi consigliabile di limitarne la visibilità.
  12. Scrivete bene il nome e cognome. Può sembrare banale e ovvio ma c’è molta gente che lo scrive magari minuscolo oppure sostituisce il nome al cognome e viceversa.
  13. Chiedete aiuto ad una persona fidata che fornisca una seconda opinione su cosa state inserendo all’interno del vostro profilo.
  14. Assicuratevi di linkare le aziende giuste alle vostre esperienze lavorative.
  15. Non preoccupatevi di iscrivervi a LinkedIn se avete paura di far vedere al vostro capo la vostra presenza. Se lui o lei sarà in grado di vedervi su LinkedIn vuol dire che è presente sulla piattaforma. Anzi, una volta creato un buon profilo, prendete l’iniziativa nel chiedere loro la connessione tanto, prima o poi, verranno a sapere della vostra presenza. Gestire la propria presenza in modo più aperto è la soluzione migliore.

 

 

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Comments

  1. says

    vero e non facilmente risolvibile.

    secondo me bisogna vederla dal punto di vista che LinkedIn ti consente di aggiungere quello che non riesci nei limiti delle 2 pagine del CV.

    Si tratta di non considerare LinkedIn alla stregua del CV bensi a molto di piu’. Un profilo che ti consnete di mettere in luce tanti altri aspetti della tua professionalita’ attraverso video, presentazioni ecc..

    Spero che le aziende ci arrivino anche loro.

  2. Francesco says

    Ciao Aldo, l’argomento è molto interessante, sono però dubbioso se aprire un profilo Linkedin. Ti spiego il perchè: ho notato un’incoerenza nelle strategie di visibilità e considerazione del CV. Questo infatti, come suggerisci anche tu stesso in un altro articolo, dovrebbe essere modificato per risultare appetibile all’azienda di destinazione. Se invece utilizzo Linkedin, le aziende vedranno sempre un solo tipo di CV, senza possibilità di crearne diversi. O sbaglio? Se, ad esempio, le mie esperienze permettono la creazione di due tipi di CV (tipo programmatore e tipo formatore) posso creare due CV ad hoc, uno per l’azienda X e uno per l’azienda Y, ma quando le due aziende mi cercheranno su Linkedin vedranno anche esperienze lavorative che non erano riportate sui CV che hanno rispettivamente ricevuto. Cosa consigli?
    (Grazie sempre per il tuo lavoro, il tuo sito e i tuoi video)

  3. Dario says

    come faccio a modificare il “default profile”? Vorrei cambiarlo in Inglese in quanto sto cercando di creare collegamenti con gente all’estero.

  4. Marco says

    Non sono d’accordo con il commento. Il profilo si costruisce giorno per giorno. Anche se si comincia avendo non molti contenuti, ci si deve impegnare per aggiungerne di nuovi puntando su se stessi alla costruzione di ulteriori esperienze formative sia con strumenti e-learning che in presenza facendo molta attenzione a tutte quelle occasioni di seguire o frequentare seminari o corsi anche brevi che possano aggiungere frecce al proprio arco, scegliendo ogni possibilità di auto-formazione diretta o indiretta compatibile

  5. Carla says

    Va bene, mi avete convinto! E per creare il profilo seguirò i consigli che Francesca ci ha gentilmente offerto in questo articolo.
    Grazie a tutti e complimenti ad Aldo per l’eccelso lavoro che svolge con Italians in fuga!

  6. Francesca Parviero says

    Cara Carla, ti riporto un aneddoto proprio nella tua area. Ho convinto un amico dentista ad aprirsi un profilo (era titubante come te). Nel giro di un paio di settimane lo hanno contattato dalla Spagna dove un’azienda stava ricercando un direttore sanitario destinato a dirigere i loro centri dentistici per l’Italia. Ho anche fatto una query veloce per vedere se ce ne fossero anche negli altri paesi e ti assicuro che vale la pena esserci, non saresti l’unica 🙂 !

  7. mario.busigner says

    carla penso devi farti una ricerca sulle cliniche private vedere come si presentano su linkedin e come si presentano i loro collaboratori.
    Per quel poco che mi e’ capitato di lavorare, l’indirizzo principale era youtube.

  8. Carla says

    Io sono un medico, non ho un profilo LinkedIn perchè ritengo che per le professioni dell’area sanitaria non sia utile quanto invece può esserlo per altri contesti lavorativi. Ultimamente però pensavo che aprire un profilo potrebbe comunque essere una carta in più, anche se la mia esperienza di lavoro è ancora limitata.
    Qualcuno sa qualcosa riguardo l’utilizzo di LinkedIn per il recruiting dei medici? Aldo e tutti, cosa ne pensate?

  9. mario.busigner says

    Se linkedin ha aperto uffici in Italia, non e’ una bella notizia, sapendo com’e’ il mondo del lavoro Italiano.

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