Come ho trovato lavoro all’estero da zero in 6 mesi

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Per problemi tecnici l’audio di Ivan è basso. Vi consiglio di alzare il volume sia sul vostro computer sia sul video di Youtube.

Ivan Faulisi lavora come croupier a Southampton, Inghilterra.

Un anno fa Ivan si trovava a casa a Brescia, senza lavoro, e per caso capitò sul sito di una scuola di formazione croupier in Sicilia.

La scuola insegna a lavorare come croupier nei casinò sulle navi di crociera ed in Inghilterra.

Dopo aver consultato i genitori pensò di informarsi meglio al riguardo.

Dopo una selezione a La Spezia, Ivan venne accettato e decise di investire alcune migliaia di euro in risparmi per frequentare la scuola e finanziare la permanenza di alcuni mesi a Catania.

Il corso iniziò a Novembre ed inizialmente fu difficile. La prima settimana è di prova ed entrambe le parti possono decidere di interrompere il rapporto se ci si rende conto che la cosa non funziona.

Durante i primi mesi del 2013 arrivò però la notizia che un casinò a Southampton cercava personale.

L’inghippo era che bisognava presentarsi al lavoro quattro giorni dopo.

Siccome più la permanenza in Sicilia si allungava, più costava, Ivan pensò di fare le valigie e partire alla volta dell’Inghilterra, passando da Brescia per i saluti alla famiglia.

Ivan arrivò a Southampton insieme a tre altri neo-croupier italiani.

Il primo problema fu trovare alloggio in qualità di neo-immigrati ventenni senza referenze, esperienze lavorative e un contratto (non lo avevano ancora firmato).

Per fortuna la prima persona che Ivan e amici incontrano a Southampton, chiedendo direzioni, si rivela un Italiano.

Raffaele li ospita per i primi giorni a casa sua, addirittura alzandosi alle 5 del mattino quando i croupier tornavano dal turno di notte per lasciare loro il letto.

Il contratto che Ivan ha firmato è un contratto a tempo indeterminato ma diverso dal concetto italiano di contratto.

Entrambe le parti possono dare una settimana di preavviso all’altra se si vuole interrompere il rapporto lavorativo.

Se il casinò domani non ha più bisogno di Ivan perché’ mancano i clienti può facilmente dirgli ‘grazie ed arrivederci’.

Un aspetto negativo riguarda le assenza malattie che non vengono pagate.

Ivan pensa che questo tipo di contratto è tutto sommato positivo perché rende il mercato del lavoro più dinamico quindi più possibilità di entrata (e di uscita, ovviamente), un qualcosa che faticava a vedere in Italia.

Per quello che riguarda la paga, Ivan conferma che, a differenza dell’Italia, la professione di croupier è pagata poco in un contesto britannico. Confrontato con lo stipendio che tanti Italiani si trovano a ricevere al giorno d’oggi invece non è male.

Il lavoro è quindi appannaggio di tanti stranieri.

Inoltre vi è una cronica lacuna di manodopera dovuta alla combinazione di bassa paga e orari di lavoro non molto ‘socievoli’.

Si lavora tutti i weekend, di notte.

La settimana lavorativa prevede quaranta ore lavorative suddivise su quattro turni di dieci ore.

Il lavoro effettivo è pero minore perché si ricevono pause di venti minuti ogni tot minuti a seconda di quanto sia ‘busy’ il casino.

Un aspetto positivo del lavoro è che si può fare ad ogni età e quindi presenta opportunità per una vasta gamma di persone.

Dopo sei mesi di lavoro Ivan conferma che per un ventenne con voglia di lavorare e di spostarsi, la sua iniziativa ha portato i suoi frutti.

Soprattutto rispetto alle prospettive che aveva davanti a Settembre 2012.

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commenti





  • wif

    Un amico faceva il croupier in Svizzera però ad un certo punto non gli hanno rinnovato il contratto. Era sui 40 anni.

  • wif

    Ivan, fregatene delle critiche sull’audio, sono solo invidiosi! :-)
    Il croupier è un bel lavoro, faticoso però e si può farlo da giovani. Sei stato bravo. In bocca al lupo e continua così.

  • Marco

    Bravo Ivan! Io ho fatto la tua stessa cosa nel 1997, l’unica differenza fu la destinazione: Luton ( molto meno carina di Southampton..). Break a leg!


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