SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Ripeto, la Germania cresce ed ha bisogno di risorse

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Matteo Dubini é approdato in Germania dopo aver cercato lavoro in Irlanda.

Ecco come ha fatto.

Cosa facevi in Italia?

Dopo una laurea in informatica ed un master in management ad orientamento sistemi informativi aziendali nella più prestigiosa università milanese (cosí dicono!) ho lavorato per circa 3 anni in una nota società di consulenza sempre nel milanese.

Implementavo uno tra i più noti e popolari sistemi informativi aziendali generalmente di grosse dimensioni e multinazionali.

Dividevo la settimana tra la Toscana nelle zone di Pisa ed il Piemonte tra Torino ed Alba, posti stupendi.

Lavoravo come consulente IT dove le trasferte presso i clienti erano la base per poter imparare il più possibile, farsi vedere e riconoscere dal cliente e… per utilizzare le ore di vita privata per i trasferimenti.

Si lavorava molto, ho raggiunto il record personale di 86 lavorate la settimana (tra straordinari e trasferte), ma in media potrei dire intorno alle 60-65.

Gli stipendi italiani li conosciamo tutti.

Sono passato dallo stage retribuito di 6 mesi (pagavo a malapena affitto ed insalate in quel di Milano) ad un contratto di apprendistato 36 mesi a 1170 euro netti mese.

Straordinari e trasferte erano pagate a parte.

Non potevo lamentarmi dello stipendio se lo paragonavo al resto del mercato ed alla mia esperienza pari a zero.

Avevo enormi problemi riguardo il trattamento quando ti paragoni con l’estero evoluto.

Raggiunto il secondo anno di apprendistato, grazie ad una riforma governativa che praticamente non faceva pagare alcuna tassa (se cosí si chiama, forse contributo?) da parte del datore di lavoro nel tramutare un contratto a tempo determinato ad uno indeterminato, la mia azienda mi propose (insieme ad altri 18 consulenti) un contratto a tempo indeterminato, il sogno di tutti gli italiani.

Peccato che il sesto livello metalmeccanico non prevede la retribuzione degli straordinari, ergo avrei guadagnato meno di prima ed avrei lavorato in proporzione di più.

Cambi di livello, cresce l’esperienza, crescono le responsabilità e quindi le aspettative.

In 17 accettarono, in due rifiutammo… dopo una settimana rassegnai le dimissioni.

Nulla si é mosso, nessuna controproposta: partii in viaggio per 6 mesi circa nel sud-est asiatico, cercando di recuperare serenità e cercando di rientrare in contatto con quella parte più vera di noi e del mondo che per molti anni di lavoro a Milano avevo dovuto accantonare unicamente a favore del ‘business’.

E’ stata una delle esperienze che ancora vivono dentro di me, che mi hanno cambiato, in meglio, molto meglio.

 

Perché poi il salto verso l’estero?

Lasciato il lavoro in Italia (scelta più difficile di tutte quelle prese in quel periodo di transizione), non è stato facile svuotare casa, non è stato facile partire per scoprire mondi nuovi ed essere ‘self-committed’ non in una tecnologia o in una presentazione da fare al cliente… self-committed nel viaggiare, dimenticare il lavoro come lo intendiamo noi, lasciarsi andare e vedere che cosa succede… chi incontri sul cammino, cosa ti porta il nuovo cammino… pro-attivamente decidere di non-lavorare per investire in una nuova lingua e sulla propria persona è una scelta consapevole, non una pazzia come le persone ‘mature’ credono e ci dicono che sia.

L’Italia è bella ma vecchia, mi aveva stancato da tempo.

Alcuni amici a quel tempo mi dicevano che ero poco coraggioso e un po’ pazzo, che sarei finito male, che avrei distrutto la mia carriera, che sarei tornato senza aver costruito nulla, anzi che avrei solo perso tempo.

Ripeto, la Germania cresce ed ha bisogno di risorse!” – Matteo Dubini

Io il tempo volevo riguadagnarmelo, altro che perderlo… tempo è denaro, tutti lo dicono, nessuno sa cosa voglia dire.

A tutti consiglierei di farlo, lasciate quello che comprate e riprendetevi cura di quello che è giá gratis disponibile nel mondo… persone, natura, sorrisi, esperienze.

Adesso quegli amici mi dicono che sono stato fortunato… ma fortunato di che? Non ero mica immaturo e senza testa? Ahahah

Rientrato dall’Asia, ho lavorato per qualche mese  come consulente esterno presso un progetto IT nelle zone di Parma in azienda farmaceutica (sono venuto a conoscenza del progetto grazie a giri di voce tra amici e familiari, che fortuna!).

Poi sono partito alla volta di Dublino.

Città fenomenale da tutti i punti di vista e che offre, a mio avviso, tutto quello che uno chiede dal mondo occidentale… e qui mi fermo.

Ho fatto molti colloqui, nonostante un inglese buono ma non fluente in attraenti aziende del settore.

Ricordo che l’Irlanda sta ancora attraversando un brutto momento finanziario e gli irlandesi stessi scappano in Australia e dicono che non c’è lavoro!

In quattro mesi ho avuto una quindicina di colloqui in colossi nel settore IT, food and beverage e farmaceutico e sono arrivato in fondo solo a due.

A Milano forse ne avrei avuti cinque o sei in quattro mesi.

Quattro mesi a Dublino non sono stati comunque semplici da gestire.

La città è cara per chi ha un lavoro da entry-level, figuriamoci per chi come me non l’aveva.

La pioggia e il non vedere il sole per giornate intere non ti mettono di buon umore.

La massa sterminata di giovani e giovanissimi da tutto il mondo in cerca disperata di lavoro (scordatevi di entrare in contatto facilmente con irlandesi a Dublino, come dicevo, stanno tutti espatriando per via della crisi).

Una lingua che, o è fluente, o ti scordi che ti chiamano per un lavoro vista l’alta concorrenza (a meno che lavori per un call center per il mercato italiano).

Sono tutti fattori che non sono semplici da gestire.

Il mio consiglio è semplice ed è l’unico che ha funzionato: avere delle caratteristiche distintive da mostrare in un eventuale colloquio, da una o più lingue fluenti, o a una skill più tecnica: differenziarsi dalla massa questo è l’obiettivo… può suonare classista, ma in periodo di crisi non si va molto per il sottile… e sicuramente sorridere, con le occhiaie ma sorridere!

Come si è presentata l’occasione in Germania?

Agli sgoccioli del periodo dublinese (ancora non lo sapevo che sarebbero stati gli sgoccioli!), mentre cercavo di accaparrarmi un lordo migliore rispetto a quello che una azienda di Kilkenny mi offriva, applicai tramite Linkedin (che considero un mezzo potentissimo per la ricerca di lavoro) per una posizione come IT Business Analyst a Francoforte per una azienda di consulenza IT inglese.

Dalla job specification intuii subito che si trattava di una banca, che non richiedeva il tedesco e che cercava partenza immediata: applicai subito.

La preparazione fu lenta e noiosa dovuta alla burocrazia, che tanto odio e che impera nelle organizzazioni pubbliche.

Fortunatamente il processo puramente selettivo fu lampo: dopo 3 colloqui nel giro di 12 giorni (telefonico, video, telefonico) firmai il contratto e lasciai Dublino alla volta tedesca con le lacrime agli occhi.

Il business chiamava ancora, come rinunciare?

Sei li da ‘soli’ cinque mesi. Come è stato l’impatto iniziale? 

Si, soli 5 mesi, sembrano un po’ di più, forse per la vita di routine che involontariamente devi vivere avendo un lavoro fisso e degli orari più o meno fissi.

L’impatto è stato abbastanza duro.

La mentalità tedesca i cui figli sono burocrazia-alle-stelle (che in ogni caso funziona!) e la lingua-mentalità decisamente chiusa sono ostacoli duri duri da superare.

Francoforte è lontana anni luce dalla accoglienza calorosa e rumorosa di Dublino.

Fortunatamente la mia azienda mi ha sostenuto in tutto il processo di ‘immigrazione’ nella nuova terra (nuovo indirizzo per la residenza, assicurazione sanitaria, mille carte da fimare tutto rigorosamente in tedesco, …), da solo credo sarei dimagrito parecchio ;-)

Dopo il primo mese di assestamento trovai casa (cercare casa qui significa sostenere letteralmente un colloquio di vita più o meno privata con il proprietario!) e, prima coi colleghi, poi con persone che incontri sul percorso, posso dire che sono attualmente stupito di quanto Francoforte sia assolutamente internazionale ed anche abbastanza aperta mentalmente.

Il Meno (fiume che la divide in due) fa tutto il resto, specialmente nei mesi estivi: dopo il lavoro o nel fine settimana, tutti in riva tra birra e musica, non male eh?! ;-)

C’è addirittura una forte comunità latina che si fa sentire, e inonda le strade di caipirinhe e mojiti… insomma non ci si annoia ;-)

Il lavoro, come il tempo libero, ci ha messo un po’ a decollare e diventare interessante.

I primi 3 mesi sono stati di inserimento nelle logiche lavorative tedesche, bancarie e della pubblica amministrazione.

Tutta un’altra cosa rispetto il settore delle consulenze per l’industria privata italiana: molte meno ore lavorate, molto meno stress, stipendio più del doppio. Scusate se è poco.

Parlando della questione economica: Francoforte è almeno la metà meno cara di Milano, sia del punto di vista degli affitti (dove è circa 2,5 volte meno cara di Milano) sia dal punto di vista del cibo al supermercato o nei chioschetti che trovi tutt’attorno, sia dal punto di vista dei divertimenti: una birra da mezzo litro di noti brand tedeschi o internazionali al chiosco costa dalle 1,20 alle 1,70 euro, nei locali o nei club varia dalle 2,50 dei bar/pub alle 5 euro nei club più prestigiosi con forte selezione all’ingresso (quando dico forte intendo che senza abito, purtroppo!, non entri).

Hai dei siti o delle risorse web che ti hanno aiutato nell’opera di ricerca lavoro e trasferimento?

Per la ricerca in tutto il mondo consiglio assolutamente linkedin.com.

Tenere il profilo aggiornato, periodicamente, permette di far balzare il tuo profilo in cima e renderlo ben visibile ai recruiter.

Prendersi del tempo per curare in ogni minimo dettaglio il proprio profilo è assolutamente obbligatorio per la ricerca di lavoro… fidatevi, i recruiter chiamano, non c’è crisi che tenga.

Monster.com è anche valido per i motivi espressi prima.

Per l’Irlanda ce ne sono molti di siti specializzati, ognuno in un settore di competenza (IT, Finance, …), alcuni qui: http://www.jobsireland.ie/, http://www.irishjobs.ie/, http://www.jobs.ie/ e una agenzia specializzata nel settore IT che mi ha chiamato per più di una posizione è http://www.nextgeneration.ie/ (sono molto competenti).

Per il trasferimento in Irlanda e l’inserimento vi serve una cosa sola: il fatidico e magico PPS number, con lui fate tutto. Fatevi una googlata per capire meglio di che si tratta. La burocrazia in Irlanda non esiste. God save Ireland.

Per la Germania, purtroppo, non vi posso aiutare essendo arrivati qui ‘chiavi-in-mano’. Una bella googlata vi permette di scoprire molte cose. Ripeto, linkedin è stra-usato anche qui.

Che consigli daresti a chi sta pensando alla Germania come meta per l’emigrazione?

La Germania è un paese in estrema salute, soprattutto se paragonato a Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Francia.

Notizie di tutti i giorni (fresche dal sito intranet aziendale) portano crescita di occupazione (in tutti i distretti tedeschi a tratti piu o meno marcati) e soprattutto volontá e necessitá di assumere risorse da fuori.

Semplicemente perché la Germania non possiede determinate skill e ne ha forte bisogno!

Ah, chiaramente un immigrato costa meno che un locale.

Capire la mentalitá tedesca, burocratica e lenta, ma funzionale non è stato semplice.

Noi italiani risolviamo i problemi con tutti i mezzi possibili, ammessi e non ammessi (per non dire legali e non legali).

I tedeschi mettono tutto sotto procedura e processo: il loro motto da schiaffarsi bene in testa è: ‘planning, preparation, process’.

In ogni caso, noi italiani siamo ben voluti… i nostri genitori hanno fatto molto bene qui, soprattutto nella ristorazione.

Francoforte, se la si considera dal punto di vista dei ristoranti e bar, è una colonia italiana… non preoccupatevi fratelli italiani, non si mangia male qui ;-)

Consigli: se nel vostro posto di lavoro si parla inglese, siete fortunati e lanciatevi, avrete tempo di studiare il tedesco.

Se venite qui senza un lavoro ma sapendo parlare il tedesco, posso affermare che con un forte spirito di adattamento (il tempo non è quello che si trova in Sicilia, il tedesco non è l’inglese o lo spagnolo, …) prima o poi il lavoro salta fuori: ripeto, la Germania cresce ed ha bisogno di risorse!

Se venite qui senza un lavoro e senza parlare tedesco avete bisogno di almeno un 6 mesi di budget liquido sul vostro conto corrente per mantenervi senza una entrata; studiare il tedesco è d’obbligo, qui (soprattutto in tutto il resto della Germania visto che Francoforte è la città più internazionale forse ancora più di Berlino) non si parla inglese, si parla tedesco… e se posso essere veramente sincero, al tedesco non piace parlare inglese.

Sono capaci di chiederti 5 volte in 30 minuti se stai studiando tedesco: non lo possono mostrare molto per motivi storici, ma sono molto nazionalisti. Chi ha orecchie per intendere…

Ah si, non attraversano con il rosso e quando ti colgono in fallo sono 5€ di multa se dici di non avere la patente. E’ successo ad una mia collega.

Grazie Matteo e buon proseguimento a Francoforte!

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commenti


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VOLI ECONOMICI




  • CM86

    Ciao Matteo, bellissima storia, ma se non avessi avuto il coraggio di emigrare tutto questo non sarebbe successo, l’Italia non te lo permette!!! Anche io sono un informatico, ho 27 anni e due anni di esperienza nello sviluppo di applicazioni Android (un paio attualmente in uso in qualche ospedale italiano). Il problema è che abito al sud e come si può capire, nonostante svolga il lavoro in modo professionale, sono 8 mesi che non ricevo lo stipendio!! Il mio obiettivo è trasferirmi in Germania (a tale proposito sto seguendo un corso di inglese), spero tanto che una volta raggiunto un buon livello della lingua, possa trovare qualcosa lì.

  • Luigino

    se ti trasferisci in Germania e’ meglio che studi il tedesco, sveglia!

  • CM86

    Ho avuto contatti con alcune società e tutte mi hanno fatto questo ragionamento: lavoriamo in ambienti internazionali, in azienda si parla inglese, a tale proposito è indispensabile un’ottima conoscenza della lingua. Successivamente siamo noi stessi che organizzazione corsi ad hoc per studiare il tedesco.

  • Maria

    Confermo, vai con l inglese

  • Sil

    Bella storia…anchio ho un lavoro fisso a milano ma tanta voglia di emigrare…scappare lontano dall’ingessatura di un paese dove la gente non fa altro che dirti “beata te che un lavoro ce l’hai”. Si, peccato che all’estero facendo lo stesso lavoro guadagnerei il triplo e lo stile di vita si adatterebbe di conseguenza…ho un po’ paura perchè sai cosa lasci e non sai cosa trovi (non lascerei il mio lavoro nel marketing per fare la cameriera a Londra o Francoforte…). PS: Bell’articolo, ma la “googlata” non si può sentire :)

  • Pascal Door

    Qualcuno mi aiuti perché io davvero non so più cosa pensare: qui leggo che ci sono buone prospettive di lavoro in Germania, poi basta cercare su Google “povertà in Germania” e vengono fuori articoli come questi che fanno pensare che in Germania rischi di lavorare per 3 euro l’ora e di non avere diritto alle cure mediche. Dovrei trasferirmi entro febbraio al più tardi, ho iniziato un corso intensivo di tedesco e ancora mi sto domandando se non sarebbe meglio un paese più piccolo e solido, con un’amministrazione che non debba gestire 80 milioni di persone.

    http://crisis.blogosfere.it/2012/11/germania-report-sulla-poverta-scoperte-le-censure.html

    http://www.linkiesta.it/germania-poverta

    http://www.ilnuovoberlinese.com/ricchezza-e-poverta-i-patrimoni-privati-in-germania-sono-distribuiti-in-modo-molto-diseguale/

    http://temi.repubblica.it/limes/la-germania-non-e-un-paese-per-poveri/44763

    http://vocidallagermania.blogspot.it/2013/03/ricchezza-e-poverta-in-germania.html

  • Matteo

    Sarò breve, come nell articolo dove non ho dimostrato un gran italiano: sapere cosa lasci per non sapere cosa strovi mi ha sempre dato molta forza da quando ho iniziato a dare piu importanza a qualcosa di incerto rispetto a qualcosa di certo. Non dico che sia facile, ho faticato, ma qualcosa salta sempre fuori. Se lavori nel marketing ed hai delle qualifiche, lanciati, sei sempre in tempo a tornare indietro… ammesso che non sia un andare avanti in ogni caso. Googlata si usa e parecchio!!! :-)

  • Matteo

    Esatto… non so con che aziende hai acvuto contatti, ma se ti richiedono l inglese, avanti tutta!!! Se poi ti pagano un corso di tedesco ancora meglio! vaiii! Tieni presente che il tedesco per la vita sociale prima o poi ti serve. La cultura tedesca non è quella inglese, spagnola o irlandese, sono piu chiusi per natura e se non parli la loro lingua diventa molto difficile inserirsi… tieni presente che a francoforte o a berlino va molto lo spagnolo… insomma mi sembri a buon punto. ciao!!

  • Matteo

    Perdonate un italiano sbrigativo e ogni tanto sgrammaticato, ma non ho avuto molto tempo purtroppo da dedicare ad Aldo per l intervista. Scuso e ringrazio in ogni caso!

  • Matteo

    Pascal, sarò molto schietto: l’Italia è in crisi e lo sappiamo tutti, stipendi da fame, impossibilità o quasi di fare carriera, e molto altro. Anche l’Irlanda doveva essere in crisi (e lo è) ma la mia storia la conoscete anche se in breve. Non parlo una parola di tedesco (not yet!) ed ho trovato un lavoro in Germania… quello che leggi su internet, vero o no, ha poca importanza fintanto che ci metti determinazione e voglia di raggiungere gli obiettivi. Ho letto velocemente i dati dei tuoi articoli e se posso dire la mia, quei dati potrebbero non toccarti minimante. Le domande che ti suggerirei di chiederti sono: quali skill personali e lavorative possiedo? Ho una laurea? E’ richiesta? Ho esperienza lavorativa? Lunga, breve, solida? Dove chiedono la mia esperienza? Sono pronto ad andarmene NO MATTER WHAT?
    Certo che la Germania sta attraversando un periodo di crisi, tutti qui dicono ‘… e ma non è piu come una volta…’ Io dico non ero qui una volta e non mi importa minimamente, quello che importa è che adesso qui cercano risorse, qualificate per lo piu… quindi se la ricchezza è distribuita in maniera non solidale, o se a berlino il tasso di disoccupazione cresce che importanza ha? Se hai caratteristiche distintive, migliorale e google ti saprà dire dove sono richieste!
    La Germania ha bisogno di risorse, subito! Perchè? Perchè come l’Italia 20 anni fa si è seduta, tutti stavano bene con grandi stipendi e tutti i giovani studiavano per lungo tempo preferendo il titolo accademico d’elite che una solida esperienza lavorativa… adesso che la germania è un po alle strette ha bisogno di ‘ quagliare’ per così dire e quindi va fuori a cercare l’esperienza (e non il titolo di studio!) che le serve per mandare avanti il business e continuare a generare profitti. Tra l’altro le risorse immigrate costano meno, fai 1+1+1 e vedi che anche gli studenti tedeschi si lamentano e i lavoratori tedeschi che col tempo si sono seduti in un paese benestante si lamentano. Vale sempre la solita regola dei flussi immigratori. Chi in italia fa i lavori che gli italiani non vogliono piu fare? chi li ha fatti in francia e li fa ancora? chi li fa in inghilterra o in irlanda? Per cui, che importanza hanno i dati di quegli articoli? Parti dalle tue skill e inizia a pianificare il tuo futuro da li. Ciaooo

  • Marco Rizzo

    Ci sono dei punti che mi fanno pensare che l´articolo non sia poi cosi veritiero.
    Gli affitti a Francoforte sono meno cari che a Milano. FALSO.
    Giä´ se si esce dalla cerchia urbana , per esempio a Langen, gli affitti in comune (WG) vanno da piu di 400 euro.
    Vita in Generale meno cara : FALSO. Il biglietto per la metro per esempio costa 2,60 E per l´area urbana ,di per se abbastanza ridotta, e se si esce fuori piu´ di 4 euro!!

  • Pascal Door

    ok grazie anzi rimuovo il post sfigato che è nato da un momento di crisi :)

  • Marco Rizzo

    e un pensierino a vivere immersa nella pace interiore,che ti permette di non pensare al tuo guadagno, no?
    Beh ti capisco lavorando nel marketing e difficile….

  • Sil

    Il fattore economico è uno dei tanti che mi spinge ad emigrare, non il principale perchè in generale dopo aver studiato/lavorato all’estero per diversi anni non riesco più ad accettare la mentalità italiota e tutte le sue contraddizioni. Ovvio che poi c’è anche l’aspetto economico…soprattutto se vuoi pagare l’affitto ed evitare di vivere da mamma fino a 40 anni cercando la pace dei sensi…

  • Marco Rizzo

    “in generale dopo aver studiato/lavorato all’estero per diversi anni non riesco più ad accettare la mentalità italiota e tutte le sue contraddizioni”
    Ecco appunto. Tu vuoi il PREMIO dopo aver fatto qualcosa…

  • Sil

    Non mi aspetto nessun premio per il pezzo di carta che ho o il mio CV etc mai detto questo (anche se conosco persone di questo tipo). Però mi piacciono gli ambienti meritocratici, dove un giovane ambizioso e determinato ha possibilità di crescita in base ai risultati che produce (non in base ad anzianità, raccomandazioni o favorini vari…).

  • Marco Rizzo

    Fare risultati, Produrre , Crescere in azienda…
    Sono purtroppo parole di chi ha affidato la sua vita al Sistema capitalista che in realta´ ” tutto intorno a se offusca..”

  • Sil

    Purtroppo mi sono sempre voluta ribellare alla mentalità imperante in italia che vuole la donna solo come oggetto di arredamento o casalinga amorevole…se avere delle ambizioni per te vuol dire essere offuscati dal capitalismo allora sono fiera di esserlo ;)

  • Marco Rizzo

    Beh…ora non esageriamo col discorso della donna oggetto… non siamo negli anni 60´.
    E poi non era mia intenzione mescolare due cose distinte e separate tra di loro. Un conto e´ avere ambizioni e desideri personali e un altro e l´ ambiente esterno che ci circonda, che in alcuni casi ci supporta in altri ci confonde…

  • Matteo

    Marco,

    - ho vissuto a Milano e sto vivendo a Francoforte: gli affitti a francoforte sono in tutte le aree della cittá piu economici che a Milano… ed in molte aree molto piu che economici che a milano. Riesci ad avvalorare la tua tesi con qualche dato?
    - non conosco gli affitti a Langen di preciso, non so se ci sia un polo industriale o simili che tenga alti gli affitti, ma sembra molto molto strano che gli affitti wg (in comune) siano piu cari che francoforte. Francoforte é la seconda cittá piu cara della Germania a detta dei tedeschi! E poi scusa ma, a Milano cosa affitti con 400euro? In che zona?
    - vita in generale meno cara: spero tu stia scherzando. Milano é in generale il doppio piu cara di Francoforte, come ho chiaremente espresso nell’articolo. La metro, sia se fai corsa singola, sia se fai qualche abbonamento é piu cara, vero! Ma ti posso veramente confermare che é l unica cosa piu cara che a milano… e non ti dimenticare degli stipendi che prendi qui che sono almeno il doppio di quelli di Milano… ALMENO!
    Non facciamo disinformazione per favore, che il web ne é giá pieno!

  • Matteo

    Figurati, i momenti di sgomento in questo periodo di ‘subbuglio’ ce ne sono tanti. Se vuoi rimuovere chiedi ad Aldo (owner di italiansinfuga), io non ho potere. :)

  • Pascal Door

    ma no, ho editato solo il mio post

    molte grazie per la risposta :)

  • Matteo

    Dimenticavo riuguardo i trasporti: Francoforte ha 9 linee della metro (U-bahn), alcune linee di tram come mezi pubblici di superficie, alcune linee di treni (S-bahn) che ti portano anche molto fuori cittá… e Francoforte sará almeno un terzo di milano come estensione… i mezzi pubblici sono efficienti, veramente efficienti, puliti, e tutto il resto…
    Altra cosa: il settore dei trasporti pubblici tedeschi é stato liberalizzato qualche hanno fa con la conseguente situazione che esistono molte compagnie private che si fanno concorrenza per fornire trasporti in tutta la germania con un servizio veramente molto alto e super economico: da ultimo sono stato a Monaco nel weekend dell’Oktoberfest spendendo 18euro l’andata e 22euro il ritorno… e sono 5h e mezza di viaggio. Trovi qualcosa del genere in Italia? Non credo. Ah si, sai quanto costa una birra (marca tedesca) sul Bus? 1,5 euro. Trovi qualcosa del genere in Italia? Ma per favore.

  • Matteo

    Sil, ti ho risposto sotto :)

    Marco, per favore, vanno bene i discorsi generali e piu filosofici, peró i problemi che dobbiamo affrontare in italia sono reali e cerchiamo di commentare apportando qualcosa di reale e utile per favore. Vogliamo risolverli i problemi o vogliamo continuare a parlarne lamentandoci? Menzionando la pace dei sensi? Mha. Ciao.

  • Marco Rizzo

    Hai necessitä di girare in lungo ed in largo ogni giorno la cittä oltre al lavoro giustificando la spesa?
    Hai necessita di viaggiare ogni settimana da una citta all altra della Germania?
    Hai impellente bisogno di comprare una birra nel Bus ogni volta?

  • Marco Rizzo

    A Milano basta andare in zone semi-periferiche (tipo Lambrate/Citta Studi da una parte e Bonola /Lampugnano dall altra)e si trovano affitti anche a 350 se fortunati. Poi se ci tieni tanto al monolocale in centro e´ un altro discorso.

  • Marco Rizzo

    Matteo ma guarda che io non sto lanciando alcuna lamentela.
    E´ che pultroppo da questi post noto un certo disagio e una certa repressione interiore di chi scrive che non hanno nulla a che fare con eventuali problemi materiali.

  • Matteo

    zona lambrate, cittá studi, bonola e lampugnano non sono in centro cittá e come dici tu 350 euro se sei fortunato… e cosa prendi per quei soldi? 10mq? io con quei soldi vivo in camera 20mq in centrissimo a Ffm… :)

  • Matteo

    S-bahn o u-bahn sono mandatori per la maggior parte dei francofurtesi, banalmente per spostarsi da una parte all altra della cittá o nelle cittá limitrofe (Darmstadt, Walldorf, Langen, …)… city2city non ne hai bisogno di ogni settimana, ma se ti vuoi spostare sai che hai trasporti molto ben messi e molto economici! La birra sul bus era un esempio per far rendere l idea di quanto semplice ed economico é vivere la vita qui.

  • Matteo

    Ok, io preferisco giudicare le cose reali e non personali delle persone… che non conosco… Ho voluto dare informazioni piu pratiche possibili citando quello che ho realmente vissuto e citando prezzi reali che ho realmente pagato. I disagi personali non li posso giudicare.

  • Marco Rizzo

    Esperienza personale.
    Preso 16 mq a Lambrate a 360 che se vogliamo essere pignoli e´ a 4 fermate di metro dal centro.

  • Marco Rizzo

    Bha… la prima frase comunque non mi giustifica questo prezzo esorbitante.
    Se sul bus paghi la birra 1,5 e se in un qualunque bar/ristorante la paghi almeno 4,5 euro non mi pare che ci sia tutta sta economicita´.


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