Perché ho scelto di trasferirmi a Malta

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Intervista di Gianluca Gotto

Nando Muroni, in accordo con la proprietà della società che dirige, ha deciso di trasferirsi a Malta, trovando un luogo ideale non solo a livello lavorativo. Scopriamo insieme a lui cosa vuol dire vivere e fare business nel piccolo stato insulare.

Ciao Nando! Raccontaci qualcosa di te.

Ho 36 anni, ho studiato scienze politiche a Milano, città dove vivevo e dove ho lavorato per circa 12 anni. Ho trascorso diversi periodi della mia vita in Asia, continente che mi affascina e che un giorno, forse, sarà anche la mia casa.

Professionalmente sono passato da una multinazionale che vendeva prodotti IT a un’azienda nel mondo internet che si occupa di gaming online. Quella che inizialmente era solo una passione è diventata presto una reale occupazione e questo è il motivo principale del mio trasferimento a Malta.


Perchè hai scelto Malta?

Professionalmente, io e la proprietà della azienda che dirigo abbiamo scelto Malta per una serie di motivi, in primis la facilità di fare impresa e la concentrazione di eCompany in un territorio così ridotto. Il notevole risparmio sui costi, poi, ci ha fatto decidere che questo era il posto migliore. La situazione in Italia non ha fatto altro che accelerare le cose.

Da un punto di vista strettamente personale, avrei preferito stabilirmi in Thailandia, dove viveva e lavorava la mia compagna russa. Conosco molto bene quel paese ma non avendo avuto un progetto solido su cui concentrarmi non volevo rischiare di finire come tanti italiani che falliscono perché affidati alla sola forza di volontà. In Thailandia oggi servono competenze, un capitale e un’idea forte e io non avevo tutte queste caratteristiche, così ho deciso di tenere nel cassetto ancora per un po’ questa opportunità. Poi la mia compagna e’ venuta a vivere qui a Malta, quindi anche grazie a lei, ho trovato un ottimo equilibrio.

Quali sono le differenze principali tra Malta e l’Italia?

Purtroppo in Italia le condizioni di lavoro ed economiche si riflettono prepotentemente anche sullo spirito con cui le persone affrontano la quotidianità. A marzo sono rientrato a Milano dalla Thailandia e una mattina ero seduto in metropolitana, la stessa che prendevo anni prima per andare ogni giorno all’università. Lì ho visto il vero cambiamento: i volti delle persone erano cupi e intristiti e le prime pagine dei giornali non parlavano altro che di crisi e licenziamenti. In quel momento ho realizzato che non sarei rimasto in Italia più dello stretto tempo necessario per trasferirmi qui.

Malta e’ una piccola isola molto solare, le cose qui vanno nettamente meglio, dal lavoro, ai servizi, alla sanità e soprattutto le persone hanno uno spirito differente, le vedi in giro a fare compere e a bere con gli amici nei caffè sparsi dappertutto. Certo, è un’isola molto piccola e questo dal punto di vista logistico porta qualche piccolo problema ma con un minimo spirito di adattamento si può tranquillamente entrare nel giro in pochissimo tempo.

Raccontaci qualcosa sul lavoro a Malta.

Alcuni settori sono in fortissima crescita, come quello dei servizi finanziari e delle aziende che operano su internet. Anche il turismo va molto forte.

Com’è il clima? E la gente del luogo?

I maltesi, soprattutto quelli più anziani, per storia e per vicinanza all’Italia, parlano italiano; tra i giovani si parla poco ma ci comprendono.

L’inglese è parlato in pratica da tutti ma la multiculturalità è tale che volte io mi diverto a contare quante lingue ascolto camminando in alcune zone, perché tra turisti e immigrati sembra di stare nella torre di Babele!

Consiglieresti Malta?

Se non si sa parlare inglese e se si hanno competenze generiche è meglio evitare in quanto gli stipendi per le figure entry level sono molto bassi e la competizione è altissima. Vedo moltissimi ragazzi venire qui pensando di trovare l’ El Dorado per poi tornare in Italia dopo pochi mesi.

Tempo fa, una ragazza mi criticò perché in maniera molto diretta le dissi che la sua laurea in lingue (inglese e spagnolo) qui non serviva a nulla e che non avrebbe trovato lavoro. Dopo pochi giorni si rese conto che la lingua inglese qui la parlano davvero tutti e che di spagnoli ce ne sono a frotte come gli italiani quindi non avendo altre competenze da offrire, l’unico lavoro che ha trovato è stato da receptionist notturna in un hotel, a 4 euro l’ora.

Se invece, si parla bene inglese e si hanno forti competenze in ambiti tecnologici o finanziari, allora Malta è una ottima soluzione.Un buon programmatore può guadagnare anche più di 3.000 euro al mese!

In sostanza, Malta è per molti , ma non per tutti!

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commenti





  • gt

    sospettavo che prime o poi avrebbero chiesto anche cosa hai da dire oltre a in quante lingue lo sai dire…….

  • Riccardo

    Bravo! Buona fortuna per tutto

  • Michele Paolini

    Ciao Ferdinando, grazie per l’articolo. Sarebbe interessante anche rapportare gli stipendi che menzionavi prima con il costo della vita. Inoltre, come siamo messi a tassazione?

  • alberto

    vorrei aprire un’impresa funebre a malta è possibile? se si come fare?


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