e se l’Italia non fosse così male?

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Questa intervista è nata dalla richiesta di un lettore:

“Aldo, ti scrivo per un appello: riesci a trovarmi una persona -solo una- che senza vergogna ci racconta come abbia tentato di vivere all’estero ma alla fine (nonostante la conoscenza della lingua e le ottime capacità professionali) abbia rinunciato per tornare a casa? O magari ha trovato un lavoro meglio pagato o più soddisfacente?
Una sola persona!!

Grazie e a presto ”

Angelica Giambelluca si è gentilmente prestata a condividere la propria esperienza di avventura in Australia, conseguente ritorno in Italia con felicità finalmente raggiunta.

Angelica cura il blog ‘La maga di Oz (Un’italiana scappata in Australia….per scoprire di essere innamorata dell’Italia!) dove trovate tantissime informazioni sulla vita in Australia, sui vari visti e anche sulla sua vita una volta tornata in Italia.

Originaria della Liguria e aspirante ma frustrata giornalista, Angelica si trovò estremamente sfiduciata sulle prospettive future in Italia e decise quindi di andare all’altro capo del mondo per vedere se l’Australia offrisse qualcosa di meglio.

Angelica arrivò con il classico visto vacanza lavoro e trovò lavoro come cocktail hostess presso il casinò di Sydney. A questo lavoro, a causa delle limitazioni del visto, ne seguirono altri.

Seguì anche un cambiamento di visto che la portò a studiare marketing in Australia. Il marketing era una materia che in Italia non aveva mai considerato ma che in Australia scoprì di amare.

Trovò anche una nazione, l’Australia, dai tanti lati positivi ma che la aiutò ad apprezzare i lati positivi dell’Italia.

Come tanti nuovi immigrati fece facilmente amicizia con immigrati come lei ma si accorse che entrare in una cerchia di amicizie australiane è abbastanza difficile. La tanto sospirata integrazione diventa quindi un percorso più arduo del previsto.

Ad un certo punto la nostalgia dell’Italia, unita ad un rinnovato apprezzamento delle cose positive del nostro Paese la convinse a tornare in Italia e cercare di crearsi una carriera in un campo inerente la sua nuova passione.

L’esperienza australiana ha consentito ad Angelica di apprezzare se stessa molto di più rispetto allo stato d’animo con il quale lasciò l’Italia.

La nuova fiducia in se stessa, acquistata grazie all’esperienza di emigrazione solitaria all’altro capo del mondo e ad una migliore conoscenza di se stessa, le ha consentito di affrontare le difficoltà del mondo lavorativo italiano con un nuovo impeto ed entusiasmo.

Non è stato per niente facile ma dopo un paio di anni troviamo Angelica a Milano con il “lavoro dei suoi sogni” e anche l’amore 🙂

L’appello di Angelica è quello di andare all’estero ma poi tornare in Italia per cercare di migliorare il Paese. Questa è una responsabilità di tutti quanti perché se la affidiamo a chi in teoria ha il potere di cambiare le cose, aspetteremo a lungo.

Consiglio vivamente di guardare il video fino alla fine. Grazie Angelica e buon proseguimento a Milano!

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Comments

  1. Carlo says

    A me questa intervista sembra la storia di un fallimento in italia, un tentativo fallito in Australia con ritorno a casa con la coda fra le gambe mascherato da scelta ed un colpo di culo finale mascherato da “mi sono impegnata e finalmente ce l’ho fatta”(piu’ o meno).
    N.B. anche a me manca l’italia pero’ finche’ in Italia si pagano le stesse tasse(in percentuale) rispetto alla Germania per avere la meta’ dei servizi e finche’ si prendono la meta’ dei soldi per fare lo stesso lavoro , non vedo perche’ tornare. Non ne faccio un discorso filosofico, anche io se le condizioni fossero differenti tornerei in Italia…il fatto e’ che questa ragazza dell’intervista avrebbe dovuto dire “ho provato ad andare in Australia a cercar fortuna, l’unico lavoro che ho trovato e’ la cameriera, come giornalista o collaboratore/responsabile/apprendista marketing mi e’ andata male…allora ho cominciato a pensare che se non devo aver successo a 16000km da casa, e’ meglio farlo a casa mia”. Il fatto che in italia abbia avuto fortuna e trovato un bel lavoro anche grazie agli studi seguiti non so come in Australia e’ un altro discorso. E’ passata da precaria in italia a precaria in Australia e parla del suo ritorno come “Eh mi mancava casa”….no….in Australia non ce l’hai fatta PUNTO. Piantala di pitturar scoregge e cercar di vendercele come quadri di Pollock.(Perdonate lo sfogo ma non ne posso piu’ io adesso delle persone che scappano, tornano con la coda fra le gambe e la raccontano come se avessero rinunciato a tutto per tornare nel proprio paese a far girare l’economia).

  2. Ciro says

    Ridicolo: non una responsabilità a tornare ma verso di chi? La classe politica? L amore della patria? Ma di cosa parlate? L uomo e cittadino del mondo non ci devono essere attaccamenti di questo genere- e una metà speculazione del dare e avere- l’Italia e uno dei paesi con salari più bassi, corruzione assenza di meriticrazia e falsità- dopo decenni sui libri e lavori sottopagati non ci sto al rimorso- anzi affondasse!

  3. says

    Risposta: certamente ogni generalizzazione lascia il tempo che trova, ma la tendenza generale resta ed era ciò che sostenevo. Mi sembra insomma credibile che parecchi tra i nostri emigranti che all’estero rigano dritto e apprezzano le regole ferree dei paesi ospitanti, siano gli stessi che in patria rigavano storto e si godevano la libertà di fare ciascuno quello che gli pare. D’altronde rigare dritto da noi non procura alcun beneficio, anzi complica enormemente la vita, talvolta arrivando persino a bloccarla, e sono io il primo a doverlo ammettere dopo un’intera gioventù trascorsa a non giustificare chi usava espedienti e mezzi più o meno illeciti per raggiungere i suoi scopi. Perché ne ho viste tante, di quelle persone, costruirsi case e carriere che tuttora si stanno godendo, in barba a chi per fare le cose correttamente è rimasto bloccato in umilianti situazioni abitative e professionali. Con questo quadro davanti agli occhi mi riesce difficile non sparlare del mio paese, lo farò anche all’estero ogni volta che potrò.

  4. Admin says

    Ci mancherebbe anche che i Rumeni e gli Albanesi si mettano a fare gli architetti e altri lavori intellettuali.
    Sarebbero capaci di farlo in nero alla metà del prezzo di un italiano. Non è assolutamente un commento razzista ma cazzo siamo in Italia e ormai gli italiani sono quasi una minoranza (esagero giusto per far comprendere il concetto)

  5. Admin says

    Caro wif,
    Forse tu vedi l’Italia dall’esterno e non la vedi come la vediamo noi cittadini. Basta vedere lo spaventoso ritardo dei mezzi pubblici e le condizioni delle scuole pubbliche.
    Questo per dire che un paese può essere bellissimo agli occhi di un turista ma quando si scava affondo si trova il marcio.

  6. Admin says

    Per me è più male che bene. Con tutte le bellezze artistiche e il clima Mediterraneo perfetto in ogni stagione l’Italia dovrebbe navigare nell’oro e dovremmo essere famosi per la nostra storia invece ci conoscono per mafia, pizza e mandolino! Per non parlare del rispetto ambientale che noi italiani abbiamo.

  7. luca says

    ma hai detto una cosa giusta, i popoli latini sono cosi, forse dove c’è caldo c’è piu lentenza nel fare nel muoversi , cè piu pigrizia, chissa’ . siam fatti cosi nel bene e nel male

  8. Admin says

    Appunto perché è fatta dagli Italiani… Non dico che disprezzo gli italiani ma diciamo che il nostro concetto di lavorare e studiare è un bel po diverso dal resto del mondo.
    So che avrò una marea di non mi piace ma esprimo solo il mio pensiero.

  9. Northern Lights UK says

    Ma figurati hahahahahaha e a che servirebbe? Per procurarti più guai, deduco! Non rinuncio mai ai sogni, se non per validi motivi 😉

  10. Northern Lights UK says

    Sono quasi britannica, scusa per la dimenticanza. In quanto a sentirmi, scusa.. ma mi sento come voglio!! 😉 E se mi voglio vergognare di essere italiana, non sta a te (come a nessun altro…) giudicarmi. To be honest, quello che mi infastidisce di molti connazionali è quella supponenza di voler incasellare tutti e tutto. Wif, non incaselli le persone in qualsiasi nazionalità (incluso quella italiana, yes!), che ti piaccia…o no. E non so se in Italia c’è ancora, ma qui in UK c’è la libertà di opinione. Quindi se voglio scrivere che l’Italia a me fa schifo e mi vergogno di essere italiana e di essere nata in Italia lo scrivo!! Il coraggio delle proprie opinioni, qualunque siano, qui è rispettato.

  11. wif says

    Ti senti ma non sei britannica. Altrimenti non scriveresti questi post (tipicamente italiani). Non vergognatevi mai di essere italiani. Mai!

  12. wif says

    Pensaci bene prima di fare questa sciocchezza. La cittadinanza potrebbe servirti un giorno. Mai dire mai.

  13. Northern Lights UK says

    Onestamente stare a Londra e non avere un penny per mangiare mi farebbe la differenza..in peggio.. se poi cara wif tu vivi di cereal bars e circondata di musei e ti sta bene così.. come si dice, to each his own 😉 Best wishes 🙂

  14. Northern Lights UK says

    Grazie del commento Valeria 🙂 Considerato il costo per rinunciare, anch’io probabilmente metteró il passaporto scaduto in un cassetto e ciao… Peró trovo totalmente ridicolo il fatto che il governo italiano tassi chi vuol rinunciare alla cittadinanza, sembra un modo per legarci allo stato con una palla burocratica al piede…. Mi domando quanti siano gli italiani ‘contro-voglia’ all’estero…

  15. valeria says

    guarda i ho preso la cittadinanza australiana nel 2012 ed ho fatto subito il passaporto… quello italiano e’ scaduto… anzi ora che ci penso, chissa’ dove’.. inpolverato da qualche parte… anche io sono aussie al 100% e se non potevo avere due nazionalita’, quella italiana l’avrei buttata

  16. Valeria says

    lo vedi pero’, una persona con la laurea a 110 che prende 2000 euro sono pochissimi! In australia con la laurea prendi il doppio

  17. Valeria says

    se hai vissuto all’estero per molti anni come me (tra inghilterra per 5 anni, dublino per altri 3 ed ora australia da quasi 10 anni) ti accorgi che quando torni in Italia le cose sono due: o hai il calcio in culo che ti permette di trovare un lavoro a tempo indeterminato (lavoro del cazzo ovvio) o fai la vita da mantenuto a casa con i tuoi a 40 anni dove tua madre ti fa ancora il letto.
    Per piacere, diciamo le cose come stanno: il fatto che Angelica e’ tornata in Italia ed ha trovato “il lavoro dei suoi sogni” e’ un caso su 60 millioni.
    Certe volte la vita dall’altra parte del mondo non e’ facile e sicuramente non per tutti ma ti posso dire questo: l’Australia e’ un posto favoloso e per una volta nella vita sarebbe da almeno visitare ed accorgersi che l’Italia, con la sua ignoranza e mentalita’ del fottersi, fa schifo.

  18. Northern Lights UK says

    Non vedo perché no. Che c’é di male? Io mi sento britannica, non vedo perché non dovrei prendere la cittadinanza di un paese di cui mi sento parte e non lasciare quella di un paese di cui non mi sono mai sentita parte. Per me il discorso é abbastanza logico e mostra anche che sono coerente con le mie scelte. Molto meglio di chi sta anni ed anni a bivaccare all’estero senza mai integrarsi e sputare nel piatto in cui mangia, li rimanderei tutti in Italia, guarda.

  19. Northern Lights UK says

    Of course not! La cittadinanza UK puó anche essere doppia. Sono io che voglio assolutamente cestinare l’altra, ma costa abbastanza farlo e per ora non voglio spendere soldi per far qualcosa che non é certo urgente 😉

  20. Northern Lights UK says

    Mmm.. E in quanti sono tornati dagli Stati Uniti dopo la grande emigrazione degli anni 1910-1930? Hanno migliorato l’Italia? :-/ che io sappia poco dopo c’é stato il fascismo e la guerra… (riguardo alla cittadinanza, parlavo di rinuncia, non di acquisto di una nuova 😉 )

  21. wif says

    Ciao, ma quanti anni ci metti per ottenere la cittadinanza?
    Io non sono illusa, penso però che se tanta gente (giovani) va via dal Paese e poi torna con idee diverse, può cambiare il Paese. È sempre successo così ovunque. Le generazioni cambiano.
    Sì, negli ultimi anni l’Italia è diventata uno schifo, concordo. Però si può sempre cambiare! o no?
    Mah, forse a stare fuori dell’Italia mi sono dimenticata…

  22. Northern Lights UK says

    Sono tornata per dirti una cosa, che puó sembrare scontata ma non lo é. Ho una carissima amica greca, ad Atene. Spesso attraverso di lei sento e partecipo a quel grosso dramma che é la situazione greca al momento, in confronto all’Italia lá é davvero l’inferno. Tempo fa le ho chiesto “ma perché non ve ne andate tutti?”. La risposta é stata “perché il popolo greco vuole lottare per la Grecia”. Controbatto, ‘succedesse anche in Italia’. Risposta “gli italiani non sono un popolo, sono un’accozzaglia di gente” . Wif, vuoi guidare tu quell’accozzaglia di gente sulle barricate per un’Italia giusta, democratica e meritocratica? Oppure quando al potere siamo tutti come il malefico nano e rubiamo quanto possibile perché gli italiani ‘non’ sono un popolo e quindi non si ribelleranno mai? 😉
    Divide and rule, dear wif.

  23. Northern Lights UK says

    Ti commento con un articolo di blog (che posto sotto perché sennó mi va in moderazione questo stesso commento). Il titolo dell’articolo é: l’Italia fa schifo perché ci sono gli italiani. Ti chiedo gentilmente una domanda: e tu sei cosí illusa da voler cambiare un popolo intero? Per rispondere al tuo secondo quesito, anche se vivo in Uk, al momento ho ancora la cittadinanza italiana (purtroppo) e sono costretta ad occuparmi di alcune cose che avvengono in Italia, almeno finché non avró spiccato il volo in altra direzione. Ho girato tanto… Ma il cumulo di cose brutte come l’ho visto in Italia negli ultimi anni non c’é da nessuna altra parte… Forse solo in Medio Oriente e Africa stanno peggio, ma sono posti che non ho mai neppure visitato, quindi non saprei fare un confronto adeguato 😉

  24. wif says

    Proprio così, fare il cameriere all’estero fa figo. In Italia però non lo vuole mai fare nessuno! eheheh, in mancanza della naia ci si inventa di tutto pur di perdere i denti da latte.

  25. wif says

    Scusa, perché ti fai tutte queste menate sull’Italia se dici di trovarti meglio in UK? Io le cose brutte e belle le vedo ovunque, non solo in Italia e diciamo pure che non ci faccio quasi più caso.
    Sarebbe però bello tornare in Italia e poter fare le cose che si fanno all’estero, modernizzando il Paese. Perché no?

  26. wif says

    Cara Angelica, sono completamente d’accordo con te riguardo all’anti-italianismo! Non se ne può più di questa politica del lamento – che palle! L’Italia è fatta dagli italiani, mica dagli altri. Yes, we can! Anche in Italia.
    Brava.

  27. jdi says

    Io sono come te. Sono vicedirettore del mio Reparto (sono un medico ) per cui non è il lavoro che mi farà emigrare a Londra il 10 ottobre, ma tutte le ragioni che hai menzionato..

  28. Northern Lights UK says

    Vengono tutti quelli coi barconi… Caspita, va bene dire che l’Italia va male ma sempre paese occidentalizzato é! Gli stranieri che vogliono tutti venire a visitare l’Italia, beh sono tanti… A vivere, ammesso che non siano milionari proprio nessuno… E come di fa a dimenticare la ‘propria’ erba a vivere all’estero? Io non mi dimentico delle cose belle della mia nativa regione (Toscana), ció non toglie che stia meglio da un’altra parte per tantissimi altri motivi… L’unica cosa che ho trovato di cambiato l’ultima volta quando sono tornata é che ci sono cosí tante buche a Firenze e provincia che Renzi dovrebbe pensare di piú ad asfaltare le strade di cui é sindaco invece che il PDL (quotando P. Pelú qui….)

  29. wif says

    Veramente io mi sono accorta che in questi ultimi anni le cose sono migliorate in Italia. A Roma ci sono perfino gli hot-spot pubblici, l’EDUROAM per gli universitari, un sacco di sconti per tutti su mezzi, eventi culturali, musei…Pure i B&B sono a buon prezzo e la qualità è ottima e si prenota online. A me capita di andare in Italia per lavoro e per svago (ci porto il mio compagno, grande fan dell’Italia) non è niente male! Una volta non c’era nulla e si doveva sempre pagare tutto. Secondo me gli italiani, a forza di guardare l’erba altrui si dimenticano della propria. Se gli stranieri vogliono tutti venire a vivere in Italia… un motivo ci sarà!

  30. Matteo says

    Accettabilmente educate? Vuoi provare a trascorrere un mesetto in italia, magari facendo la vita normale da lavoratore (sempre che un lavoro un minimo stabile tu riesca a trovarlo…), da pendolare o in fila ad un sportello pubblico? Vuoi sondare l’educazione e la civiltà degli automobilisti pronti a metterti le mani addosso per un semplice sguardo? o magari i galantuomini che ti sputano per terra mentre stai passando o lanciano rifiuti e cartacce dalla macchina in corsa? amico mio mi sa che tu hai visto solo qualche film di Fellini o qualche dépliant pubblicitario….ma siamo onesti!!! secondo voi perché tutti se ne vogliono andare dall’italia??? Forse perché magari ad un OSS come me (38 anni) con 4 anni di esperienza offrono contratti di sei mesi, replicati per 4 volte, per poi buttarti via come una scarpa vecchia, dicendo che sono finiti i soldi…concordo con chi scrive che l’arte e la cultura non ti danno da vivere, nemmeno sedersi sugli allori di un passato storico glorioso, perché la civiltà, l’eccellenza e l’educazione di un popolo e di uno stato non la si misura con la Ferrari che vince il mondiale o con la pizza buona, ma dall’attenzione e dal rispetto che un paese ha nei confronti dei suoi giovani, dei suoi lavoratori e di chi appunto potrebbe far grande un paese.

  31. Tommaso says

    Personalmente ritengo che ognuno debba cercare la sua dimensione e il suo posto dove star bene. Se qualcuno, dopo un viaggio all’estero, capisce che si trovava meglio in Italia, vuol dire che anche quell’esperienza era necessaria per fargli capire questa cosa. Non necessariamente la nostalgia va vista in senso negativo, spesso ci permette di apprezzare alcune cose cui non davamo peso osservandole da una prospettiva differente. Io ad esempio vivo all’estero da anni ma trono spesso in Italia per lavoro. Ogni volta riassaporo con piacere alcuni particolari che prima erano assorbiti dalla quotidianità per cui diciamo che apprezzo anche maggiormente l’Italia, anche se c’è da dire che dopo qualche giorno sono infastidito dalla totale mancanza di coscienza civica ormai instauratasi nel Bel Paese, oltre agli sperperi inauditi, ma non per niente considero il posto dove risiedo l’estero, non l’Italia. In sintesi ritengo che ogni esperienza, la tua in primis, se porta a trovare un proprio status quo sia lodevole.

  32. Marco Rizzo says

    Ma scusa , spendi piu di 20 euro al giorno per mangiare?

    Desideri ardentemente i soldi altrui magari per comprare beni di dubbia utilita?

  33. Marco Rizzo says

    La veritä e´ che molti italiani che espatriano lo vorrebbero fare per ricevere maggiori opportunitä di carriera (leggasi maggiori premi , maggiori “Zuccherini”) , che sono troppo sensibili alla leva premio/punizione introiettata fin dall eta scolare , e che se solo hanno avuto un voto di laurea di 110, come mettano piede in una azienda vogliano una retribuzione mensile di 2000 euro lavorando massimo 5 ore al giorno ,e scatti di carriera mensili.

  34. Northern Lights UK says

    Innanzitutto, complimenti per il bellissimo e lungo post! E sono anche contenta che qualcuno, finalmente, abbia ‘lanciato il sasso’ per sviluppare un argomento del genere… Spesso mi sento rivolgere la domanda “ma torneresti in Italia se… Ecc ecc” e mi lascia un pó sorpresa. Perché dovrei emigrare? Perché io qui sono a ‘casa’ e per ‘tornare’ per me significherebbe ‘emigrare’. Io ero la ‘strana’ in Italia, perché niente funzionava nella mia vita… Chiaramente ero io che non mi adattavo alla serie di punti che tu elenchi nel tuo post e forse potrei anche aggiungerne altri…. Per quello, nonostante la mancanza di lavoro che c’é oggi in Italia, prima di emigrare… Fatelo per fare un’esperienza all’estero se la situazione ve lo permette ma prima di pensare ad emigrare definitivamente… Pensateci bene perché tanti italiani sono legati all’Italia piú di quel che pensano 😉

  35. says

    Ancor prima di guardare il video avevo intuito, dal resoconto di Aldo e dai commenti di Angelica, che un fattore importante del mancato adattamento in Australia fosse il temperamento e la passionalità del carattere tipicamente italiano… Guarda caso si parla di “amicizie” e di “legare” che lì non riusciva problematico, e poi di “amore” che qui è stato trovato. Come riscontro ormai da anni leggendo e sentendo storie dei nuovi emigranti, la stragrande maggioranza se ne va essenzialmente per frustrazioni di lavoro, non di altro; anche quando hanno l’impressione di essere stufi ed esasperati da “tutto”, o di stare fuggendo per risolvere una “serie di problemi”, in realtà si tratta quasi sempre di cose che riguardano il lavoro. Quasi nessuno emigra perché non sopporta più l’inciviltà della gente se ha una sua dimensione abitativa e occupazionale; quasi nessuno emigra perché l’onestà e trasparenza su cui impronta i rapporti anche personali e affettivi qui fanno letteralmente il vuoto attorno a lui; quasi nessuno emigra perché non riesce più a farsi capire dalla totalità dei suoi connazionali che parlano la sua stessa lingua ma hanno coordinate di senso e di scopo diametralmente opposte. “Ah no, la mia vita privata va bene, sono fidanzata, la mia famiglia mi vuole bene”, diceva una giovane propensa ad emigrare in un’intervista su una tv locale che ho visto alcuni giorni fa; come dire, “casa” sua e di quelli come lei resterà sempre l’Italia, la loro cerchia principale di affetti è quella di qui ed è qualcosa di totalmente avulso dallo sfacelo dell’Italia, chi rovina il Paese sono sempre “altri”, chi davvero è incivile sono sempre altri.
    Non è la mia esperienza, per fortuna o per sfortuna. A farmi desiderare di emigrare non è il bombardamento di cattive notizie nei telegiornali, e non è soltanto la mancanza di opportunità lavorative qui, ma l’aria d’inciviltà che respiro appena apro le finestre, appena metto piede fuori dal mio cancello, appena parlo con gli amici che mi raccontano angherie diffusissime tra vicini che restano totalmente ingiudicati e impuniti, appena telefono agli uffici comunali per usufruire di qualsiasi servizio, appena salgo su un autobus o su un treno, e via dicendo. Tutte cose che dubito che rimpiangerei in un paese dove le cose funzionano meglio, forse anche perché abito in una zona disastrata in tal senso… In effetti forse una significativa parte di ogni discorso sull’opportunità di espatriare dall’Italia o sulla voglia di tornarci, almeno in questa dimensione credo dipenda abbastanza da QUALE Italia abbiamo in mente e sul nostro background: perché so di zone soprattutto del Nord, ma non soltanto, dove almeno lo stile di vita è grossomodo sostenibile, i servizi importanti funzionano, i comportamenti incivili come gli schiamazzi selvaggi o i rifiuti abbandonati in strada sono eventi rari.
    Ecco perché forse in ogni nostro discorso e storia sull’Italia, dovremmo iniziare a specificare a quale Italia ci riferiamo, dal nostro punto di vista…

  36. Frances says

    Ciao Max, noi due abbiamo 58 e 56 anni, come ho gia’ scritto abbiamo fallito il rientro ed ora siamo inguaiati a dover ricercare lavoro down under. C’e’ questo problema della nostalgia, dello scordarsi di quanto si e’ sofferto, di pensare: POTEVO RESTARE IN ITALIA E SFORZARMI DI PIU’, POTEVO LAMENTARMI DI MENO E VEDERE LE BELLE COSE CHE ABBIAMO……sembra che noi italiani vediamo quello che di bello abbiamo solo quando siamo fuori. una sera ad una cena con italiani e stranieri si e’ parlato solo delle bellezze dell’ Italia.
    Cosi’ mi sono detta: che stupidaggine stare fuori e parlare tutta la sera della nostra nazione, allora meglio tornare. Poi e’ andata male, ora sono qui con il bilgietto per la NZ di nuovo ed una grande sofferenza: dobbiamo ricominciare tutto. sniff

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