E se il futuro fosse appannaggio delle nazioni in via di sviluppo?

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L’edizione 2013 dell’Human Development Report pubblicato dalle Nazioni Unite mette in evidenza la “crescita del Sud”.

Human Development Report 2013 from UNDP on Vimeo.

È in atto un profondo cambiamento nell’equilibrio tra il nord ed il sud del pianeta, guidato dalle nuove potenze economiche in nazioni in via di sviluppo.

Le economie di Brasile, India e Cina stanno per raggiungere i livelli produttivi di Europa e Nord America.

Le previsioni per il 2020 rivelano che la somma della produzione di queste tre nazioni supererà quella di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti.

Inoltre queste economie continueranno a crescere per parecchi decenni.

Entro il 2030, l’80% del ceto medio vivrà nelle nazioni attualmente considerate “in via di sviluppo”.

Tre fattori principali di sviluppo stanno emergendo:

  • uno stato che attivamente ambisce a sviluppare l’economia e la società
  • accesso ad un mercato globale
  • politica sociali mirate

Il cambiamento viene ottenuto principalmente attraverso la riduzione della povertà, la promozione delle donne e l’utilizzo della tecnologia.

Ad esempio, il Brasile ha ridotto di due terzi il numero di persone che vivono con meno di $1.25 al giorno rispetto al 1990.

In Ruanda il 52% dei parlamentari è donna, migliorando le probabilità di attuare cambiamenti a favore delle donne nelle politiche sociali.

In Ghana il 61% dei coltivatori di cacao possiede un telefonino. Sono così in grado di essere più reattivi a cambiamenti nei prezzi e nelle forniture di materia prima.

Durante gli ultimi due decenni, le economie in via di sviluppo hanno raddoppiato la propria fetta di mercato per quello che riguarda il commercio globale.

Esistono però delle sfide: l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento del clima, la partecipazione alla vita politica e l’equalità sociale.

Ad esempio, viene stimato che 3,1 miliardi di persone sono a rischio di estrema povertà a causa di cambiamenti del clima.

Riassumendo, non date per scontato che le migliori opportunità a medio e lungo termine vengano offerte Solo dalle nazioni occidentali. Alcune nazioni attualmente in via di sviluppo saranno sviluppate a livelli simili a quello dell’Italia entro alcuni anni o decenni.

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commenti





  • luca

    si tutto bello e forse vero ma in ruanda o simili e tutto sommato anche in certe zone del brasile dove la sicurezza praticamente non non andrei mai,

  • Pier Silverio

    Ho colto e condivido lo spirito dell’articolo. Faccio però presente che un ragionamento del tipo “in questo paese in via di sviluppo il tasso di crescita economica aumenta un tot all’anno, così come quello di sviluppo umano e altri indici analoghi quindi è saggio muoversi in questi luoghi” rischia di essere troppo semplicistico. Tra l’altro affermazioni come:

    «Entro il 2030, l’80% del ceto medio vivrà nelle nazioni attualmente considerate “in via di sviluppo»
    Sono totalmente discutibili, qualunque sia l’ente a produrle.

    «Tre fattori principali di sviluppo stanno emergendo:
    -uno stato che attivamente ambisce a sviluppare l’economia e la società
    -accesso ad un mercato globale
    -politica sociali mirate »
    Eh facile quando, essendo un paese “in sviluppo”, ci si confronta con paesi già sviluppati; vedremo se riusciranno a raggiungere un livello di “civiltà” tollerabile per noi occidentali entro così poco tempo. Anche perché se l’occidente affonda, l’oriente non è che sia proprio così contento.

    Comunque ripeto che condivido lo spirito dell’articolo: non pensare che emigrare vuol dire solo andare in USA, UK, FRA, DE, ESP, DEN, NOR, SWE, AUS, ma che il mondo è abbastanza grande (per fortuna).

  • Apolide

    Non conosco la persona che ha scritto l’articolo ma quando sento le parole ceto medio e futuro nello stesso articolo mi vengono dei dubbi sulle competenze del suo scrittore.

    Il ceto medio è stato un prodotto della guerra fredda, finita la guerra fredda, finito il ceto medio

  • Michelangelo

    il video è carino, ma onestamente è propaganda pura; d’altronde, ormai si è capito come ragionano all’onu e sembra quasi che vogliano convincersi loro stessi per primi di quello che raccontano…

    la cosa che mi fa più ridere è che secondo loro la cina fa parte del sud del mondo; in manciuria, col freddo cane che fa, penso che avrebbero motivi per sentirsi addirittura offesi e presi in giro, ma anche se per “sud del mondo” si dovesse intendere, per motivi sconosciuti, “paesi poco sviluppati”, la cina non sarebbe “sud del mondo” lo stesso, ormai non lo è più, soprattutto nella parte orientale…

    così le statistiche onu che mettono insieme cina, ghana e brasile suonano semi-demenziali, è un po’ come fare una statistica mettendo insieme stati uniti, moldavia e argentina, solo ad un funzionario dell’onu può venire in mente una cosa del genere

  • ricky

    Saranno pure nazioni in via di sviluppo economico… ma si tratta di sviluppare anche la mentalità, aspetto che no credo sarà un processo altrettanto rapido, basti pensare alle indubbie differenze tra le varie nazioni europee…

  • Sono-RW

    Sono ruandese e dico che è vero che il Rwanda sia esploso così in poco tempo, ma non è vero che se fai due passi fuori città ti scippano anche i reni come vul dice il SISMI (quando leggo quelle robe rido di gusto). Comunque una cosa è certa:

    La democrazia è finita per i prossimi 20 anni

  • Luca

    Un ragionamento simile a quest’articolo devo averlo letto da qualche parte,

    dove si diceva che nei paesi “in via di sviluppo” non si arrivera’ a una societa come quella dei paesi Occidentali, ma bensi a societa’ piu simii alle nostre classi medio-basse, dove la qualita’ della vita’ e’ agiata e non manca nulla (cido, sanita’ confort domestici) e questo e’ agevolato da tecnologie piu economiche (lavatrici, comunicazioni, mezzi trasporto) rispetto ai prodotti che sono emersi in economie occidentali nel periodo baby boomers del dopo guerra.

    Una classe agiata low-cost per via di prodotti diventati piu accessibili.

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ Verenen Joe Martinelli

    si sono soffermati a pensare alle condizioni di lavoro che ci sono in questi paesi, le condizioni ambientali, norme di sicurezza, smaltimento ecc ecc?
    certo se si contano solo i numeri e cellulari o tv che si hanno non fa una piega, ma il mio concetto di “sviluppo” è un po’ differente.
    (vorrei vedere gli autori a vivere con poco più di 1,25$al giorno ed esserne felici)
    ..boh

    Il futuro è nelle mani di questi paesi semplicemente perchè sono meno viziati di noi, sanno cosa vuol dire farsi il mazzo, sopravvivere, avere gli anticorpi invece di passare amuchina ogni 5 minuti e già sanno vivere senza risorse, cosa che fra poco succederà a tutti via via che finisce petrolio, foreste e compagnia bella.


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