Imparate subito il turco per lavorare in Turchia

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Stefano Donzelli ha maturato un’esperienza decennale di studio e lavoro in Turchia.

Ecco il suo resoconto.

Dopo la laurea al politecnico di Milano, nel 2002 sei andato a studiare ad Istanbul, come mai?

Nel 2002 mi sono laureato in Ingegneria Ambientale, vecchio ordinamento = equivalente ad Master Degree, al Politecnico di Milano.

Da due anni lavoravo part time per aziende di marketing.

La mia idea era di provare un’esperienza all’estero, preferibilmente in nazioni non ancora inflazionate dall’emigrazione italiana.

Nello stesso periodo il Politecnico di Milano aveva appena siglato un accordo con l’Universita Tecnica di Istanbul (I.T.U = Istanbul Technical University) per facilitare la mobilità di studenti e laureati tra le due Università.

Dopo avere reperito le relative informazioni ho visitato la I.T.U. a Maggio 2002 e mi sono iscritto ad un corso di Dottorato in Ingegneria Civile.

Ho discusso la tesi di laurea il 25.07.2002, ad Agosto ero a Istanbul.


Adesso lavori come General Manager della filiale turca di un’azienda italiana, quali sono le prospettive offerte dal mercato turco?

Quando sono arrivato in Turchia la situazione economica non era delle migliori.

Il paese era appena uscito da una grave crisi economica, l’inflazione era alle stelle e le prospettive lavorative incerte, specialmente se non si era stati mandati come expat.

Nel 2006 sono stato assunto come Product Manager per l’azienda per cui lavoro tuttora.

Non era stata ancora fondata la filiale, e si stavano valutando le possibilità del mercato turco.

Grazie alla crescita economica del Paese, nel 2010 abbiamo aperto gli uffici in Turchia.

Negli ultimi anni il mercato Turco ha mostrato crescite sempre importanti, arrivando quasi al 10% nel 2010-2011, per poi stabilizzarsi su 3-4% in questi ultimi due anni.

Con la crescita sono arrivati maggiori investimenti dall’estero, opportunità di lavoro su più campi (la Turchia ha un buon comparto industriale).

Il Paese ha svoltato negli ultimi 10 anni, imponendosi come player importante nel mercato internazionale.

Nel mondo del lavoro viene favorita la flessibilità e mobilità anche perché i licenziamenti sono molto facili ma allo stesso modo un lavoratore qualificato non ha grosse difficoltà a riposizionarsi sul mercato.

Quanto è importante la conoscenza del turco rispetto alla ‘semplice’ conoscenza dell’inglese per operare in modo efficace sul mercato del lavoro in Turchia?

E’ molto importante, se non fondamentale.

Tranne i casi di expat, mandati dalle case madri di aziende straniere, con contratti solitamente a termine di 3-5 anni, nel mio caso come per molti stranieri venuti per scelta , imparare almeno ad un livello intermedio la lingua turca è necessario.

Sempre più nuovi laureati di nazionalità Turca imparano l’italiano oltre ad altre lingue e spesso per un’azienda è più vantaggioso assumere una persona locale plurilingue rispetto ad uno straniero, soprattutto se quest’ultimo non parla il Turco.

In particolare per posizioni che implichino relazioni commerciali, la conoscenza della lingua turca da parte di uno straniero aiuta ed è molto ben vista dalle persone del posto.

Un passo ulteriore per chi decide di stabilirsi in Turchia, è la possibilità di ottenere la doppia cittadinanza. Io l’ho presa nel 2011, e questo mi ha portato parecchie facilitazioni da un punto di vista lavorativo (non è più necessario il permesso di lavoro/residenza) e creditizio (le banche forniscono mutui/crediti più agevolati)

Quali opportunità lavorative pensi siano aperte agli Italiani che vogliano lavorare in Turchia?

Molti italiani quando arrivano danno lezioni di italiano private (un business sempre in crescita), intanto si iscrivono ad un corso di turco.

Alcune aziende turche possono ricercare posizioni di Area Sales Manager per il mercato europeo in quanto affidarsi ad uno straniero è un vantaggio per l’azienda: nessun problema di visto, maggiore facilità nelle comunicazioni, un biglietto da visita più internazionale per l’azienda.

Io stesso per due anni ho lavorato in un’azienda locale che esportava i suoi prodotti in Italia.

Che consigli daresti a chi sta pensando alla Turchia come meta per l’espatrio?

Imparare subito il turco.

Essere flessibili e cercare lavori anche al di fuori del proprio percorso formativo/lavorativo.

Resistere i primi anni: può capitare di essere assunti senza regolare permesso di lavoro, di lavorare molto lontano da dove si abita (Istanbul è una megalopoli di 16 mln), di avere pochissime ferie (in Turchia i primi 5 anni si hanno 12 giorni lavorativi di ferie all’anno)….

Grazie Stefano e buon proseguimento in Turchia!

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commenti





  • Riccardo M.

    Che bell’articolo! Mamma mia mi sembra di averlo scritto io! Ho imparato a conoscere la Turchia per lavoro questo febbraio, mi capita di andarci relativamente spesso (per ora Istanbul/Ankara) e non nascondo che mi piacerebbe avere la possibilità di lavorare lì!

    Tutto vero per quanto riguarda le vacanze “inesistenti” nei primi anni – o siamo noi che ne facciamo troppe? 104 giorni solo coi weekend + Agosto + ponti. permessi ecc, cosa rimane?!

    Per quanto riguarda la lingua sono a unità 3 su 16. Ma tra agglutinazioni e armonia vocalica non si scherza mica!

    Spero di avere la fortuna di Stefano. Complimenti!

  • arturo

    Qualche consiglio su come imparare il turco? Avevo segiito un corso tempo fa ma non e’ per niente facile! :)


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