2 anni in Cile con la mia start-up

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Nicoletta Donadio condivide l’esperienza in Cile grazie alla sua start-up.

Come è nata la tua passione per la creazione di start-up in Italia?

La mia passione è nata insieme a quella per l’informatica e le nuove tecnologie.

Da quando ho iniziato a programmare e a disegnare ho capito che potevo creare qualcosa che tutti avrebbero potuto usare e che mi sarei potuta creare il lavoro che più mi piaceva.

Ho quindi iniziato il mio primo progetto con un compagno di università: abbiamo fallito però l’esperienza maturata ci ha spinto a provare con un nuovo progetto.

Ci descrivi la procedura con la quale sei stata selezionata da ‘Start Up Chile’?

Io ho partecipato al primo round di StartupChile, precisamente nel luglio 2012.

Avevo applicato con il mio progetto ad alcuni incubatori statunitensi.

In uno di questi siamo arrivati in semifinale e loro ci hanno raccomandato a StartupChile, eravamo un po’ scettici, però alla fine in un mese abbiamo fatto i bagagli e siamo partiti.

A cosa ti è servita l’esperienza in Cile?

Quando sono partita avevo un’idea del Cile molto vaga e sbagliata.

Purtroppo per varie ragioni in Europa si pensa che il Sud America sia ancora “terzo mondo”, niente di più sbagliato, non bisogna generalizzare, ogni Paese è diverso dall’altro.

Umanamente e lavorativamente mi sono scontrata con una cultura diversa dalla nostra, che mi ha fatto apprezzare alcune cose del nostro Paese che prima mi sembravano scontate, dall’altra parte ho capito cosa “falta” manca qui da noi per far ripartire il Paese.

Credo sia stato importante come cittadina italiana questo mio spostamento all’estero, e mi dispiace che molte persone pensino che i giovani che si trasferiscono lo facciano solo per scappare dai problemi, uscire dalla propria zona di comfort non è affatto semplice e secondo me chi torna in Italia può fare la differenza.

Dove vivi adesso?

Ora vivo in Italia, sono tornata da 2 settimane.

Dopo due anni in Cile voglio fare una pausa “estiva” qui in Italia e vedere dove andare a Ottobre.

In Cile mi son trovata molto bene però si trova “alla fine del mondo”, nel vero senso della parola e lavorativamente parlando sarebbe più comodo essere in Europa.

La tua ultima iniziativa si chiama Fanchimp, qual è il tuo relativo ‘elevator pitch’?

Questa è una delle prime volte che lo faccio in Italiano, strano vero?

Fanchimp è un servizio web che aiuta i piccoli venditori online (per esempio chi vende su Etsy) a promuoversi attraverso Facebook e Twitter in modo facile e veloce.

Per chi è nel settore del marketing si tratta di un social media tool per chi non è esperto.

Il servizio è integrato con Etsy, Ebay ed altre piattaforme per vendere online, così da rendere più facile l’utilizzo.

Che consigli daresti a chi ha un’idea per una start-up?

Fare startup è difficile, non è come aprire un negozio di vestiti che bene o male sai che la gente comprerà.

Fallire fa parte del gioco e bisogna tenerlo in conto sin dall’inizio cercando di abbassare i costi di realizzazione dell’idea.
Progetti come Startup Chile stanno nascendo in tutto il mondo, per esempio ce n’è uno anche in Italia, a Trento.

Consiglio vivamente a tutti di fare un’esperienza all’estero con la propria startup, ne gioverà la vostra professione ma anche la vostra persona.

Buona fortuna a tutti!

Grazie Nicoletta ed in bocca al lupo per il futuro, ovunque ti porti!

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commenti


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  • wif

    Brava, andare all’estero per poi ritornare e crearsi una professionalità, rinnovando il Paese. È così che funziona! Ancora complimenti e continua così!
    In bocca al lupo :-)

  • http://fanchimp.com/ Nicoletta

    Grazie Wif, scusa il ritardo ma ho visto il commento solo ora! Buona giornata!


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