SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Quasi 2 anni per l’offerta giusta ma ora sono a Praga

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Massimiliano Minniti condivide con i lettori di Italiansinfuga il percorso che lo ha portato di recente a Praga.

Perché il salto verso l’estero?

Il salto verso l’estero è un “progetto di vita”, che con la mia compagna stavamo pianificando da tempo.

Entrambi avevamo un buon lavoro fisso in Italia, a Roma, pur non essendo romani, ma pugliesi, quindi già oggetto di una prima “migrazione interna” più di 10 anni fa.

Tuttavia un certo tipo di realtà sociale e lavorativa, un certo modo di lavorare, la situazione politica del Paese, ci hanno spinto due anni fa a iniziare a cercare all’estero, in principio verso paesi di lingua Inglese e poi via via allargando il raggio in Europa e all’Europa del Centro-Est.

Eravamo alla ricerca di un Paese che fosse a misura d’uomo, che offrisse una buona qualità della vita, delle opportunità lavorative e che avesse un buon ambiente culturale e sociale.

Abbiamo sempre deciso che il primo dei due che avesse trovato un lavoro all’estero avrebbe fatto da apri strada e che l’altro l’avrebbe poi seguito di li a breve.

Lei mi ha raggiunto da qualche settimana e da settembre comincerà a cercare un lavoro che le piaccia.


Come ti sei mosso per trovare lavoro?

Ho cercato attraverso molti canali, per la maggior parte via internet.

Linkedin prima di tutto, Monster.com, siti di agenzie di recruiting internazionali e locali.

Qualche volta anche conoscenze personali, “rumors” dell’ambiente.

Ho fatto diversi colloqui, via skype, via telefono, sono anche stato a Dublino per incontrare le HR di un’azienda svizzera che cercava una figura come la mia, fino ad arrivare poi a Praga attraverso una serie di colloqui via skype.

Quali sono le opportunità lavorative disponibile nel tuo campo a Praga?

Praga e la Repubblica Ceca offrono molte possibilità nel ramo dell’IT soprattutto perché molte aziende internazionali per via dei bassi costi di gestione e della manodopera e alla locale politica di de-tassazione per le aziende, hanno aperto molti uffici in questo paese.

Ci sono diverse possibilità anche in altri settori, requisito fondamentale è che chiaramente si conosca almeno l’Inglese, non sempre il ceco viene richiesto, ma sicuramente averne qualche conoscenza di base favorisce nel trovare un impiego.

Prime impressioni dell’ambiente lavorativo a Praga?

Le prime impressioni sono decisamente buone, premesso che lavoro in una grande azienda internazionale, ho chiaramente la possibilità di confrontarmi con colleghi da tutta l’area EMEA ma anche dagli Stati Uniti.

Si lavora in maniera chiara e professionale e spesso le aziende investono sui propri dipendenti non trattandole da numeri, ma da risorse da valorizzare con training e corsi interni di formazione.

Senza andare nei dettagli personali, come è diverso il trattamento economico tra l’Italia e la Repubblica Ceca?

Questo discorso va sicuramente chiarito.

In Italia ricoprivo un ruolo che comportava un trattamento economico abbastanza interessante.

In Repubblica Ceca, non essendoci ancora l’euro, il costo della vita e di conseguenza gli stipendi mensili sono più bassi rispetto ai Paesi che hanno adottato la moneta unica.

Il mio attuale stipendio è francamente aumentato di poco rispetto a quello che avevo in Italia, ma in questo Paese mi da delle possibilità che a Roma mi erano assolutamente negate.

Lo stipendio del lavoratore medio, qui, è più basso rispetto a quello che attualmente percepisco alla fine del mese, questo perché le grandi aziende sono interessate a far si che il personale che assumono dall’estero sia motivato chiaramente a spostarsi in Repubblica Ceca, per cui non offrono mai un trattamento economico inferiore a quello di partenza del possibile candidato.

Interessanti sono inoltre una serie di agevolazioni che mi sono state fornite quando ho accettato questo lavoro: un “Relocation Package” che ha coperto tutte le spese iniziali di trasferimento, di vitto e alloggio, assicurazione sanitaria, peraltro obbligatoria e una serie di pacchetti di formazione, in primis quella linguistica. Tutti bonus che in Italia nonostante avessi più di 10 anni di esperienza alle spalle non ho mai ricevuto.

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

Il consiglio è quello sicuramente di cercare e non abbattersi di fronte alle difficoltà iniziali e agli inevitabili rifiuti. Io ci ho messo quasi due anni per trovare un’offerta che mi stimolasse e mi permettesse di decidere di chiudere un capitolo della mia vita e di aprirne uno altrove.

Il secondo consiglio è quello di non “battere solamente le strade più semplici” e con questo intendo dire di non fermarsi alle solite Irlanda, Londra o Germania, ma di valutare anche altri Paesi in Europa dove magari ci sono meno italiani e il mercato e meno saturo.

Di non spaventarsi e non avere pregiudizi verso mete che in un primo momento non avresti valutato e che poi si scoprono essere davvero molto interessanti sotto svariati punti di vista.

E “last but not least” continuare a studiare sempre, investire sull’Inglese fino a diventare fluenti (in Italia ho fatto moltissimi corsi in aula dopo il lavoro e ho sacrificato le mie ferie estive per corsi intensivi full immersion all’estero), provare ad imparare un’altra lingua, approfondire gli aspetti del proprio lavoro con corsi specifici che possono fare la differenza nel processo di selezione.

Grazie Massimiliano e buon proseguimento a Praga!

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commenti



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  • Northern Lights UK

    Che dire… bravissimi e congratulazioni!! :)

  • SalernoPresente

    Bellissimo articolo Max,condivido tutto in pieno, anche se non mi fa impazzire Praga. Un saluto da Zizkov :) Giuseppe

  • Riccardo M.

    Complimenti! Ma, a meno che non mi sia sfuggito qualcosa..e la compagna?

    Perchè se trovare lavoro all’estero è difficile, trovarne due è il doppio più difficile. No?


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