Ma quanto diversa è l’Olanda!

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Fabio Scanu si è trasferito da un anno in Olanda dove ha trovato una realtà molto diversa dall’Italia.

Che esperienza lavorativa hai maturato in Italia?

In Italia la mia esperienza lavorativa è stata relativamente breve, circa un anno e mezzo.

Ho fatto due tirocini della durata di 3 e 6 mesi rispettivamente (entrambi non pagati, ma lo sapevo già dall’inizio) che valevano come tesi triennale e specialistica (Ingegneria Informatica).

Dopo essermi laureato, sono stato assunto da una società di consulenza a Roma (dove vivevo sin da quando mi sono spostato causa studio) e dove sono rimasto per circa un anno.

Sono entrato con un contratto a progetto di 6 mesi e, successivamente, con contratto a tempo indeterminato. Il mio settore di chiama Business Intelligence e mi occupo di Data Warehouse.


Cosa ti ha spinto a considerare l’estero?

Principalmente due ragioni: economica e qualità della vita.

Il mio stipendio in Italia era più o meno sufficiente per pagarmi una stanza singola a Roma; mettere da parte qualche risparmio da parte neanche a parlarne.

Lo stipendio in Italia è meno della metà di quello che percepisco in Olanda, e dobbiamo anche aggiungere il fatto non ho molte spese che avevo in Italia.

Ad esempio, non ho bisogno della macchina (quindi niente benzina, bollo, assicurazione, etc); se vai al lavoro con i mezzi pubblici, l’azienda (non solo la mia ma tutte) ti rimborsano il costo dell’abbonamento.

Se vai al lavoro in macchina, hai un rimborso basato sulla distanza.

Colazione, pranzo, bevande e snacks vari durante il giorno sono praticamente gratuiti (paghiamo un forfettario di 40€ al mese).

Per cui meno spese e allo stesso tempo uno stipendio più alto.

La qualità della vita è decisamente migliore, sia durante la giornata lavorativa che fuori le 8 ore. Si, qui si lavora 8 ore al giorno, 40 a settimana.

Per me è stato davvero strano all’inizio, specialmente perchè in Italia sai a che ora entri in ufficio e non sai quando esci.

Qui posso entrare alle 8.30 di mattina e alle 5 sono fuori, fantastico.

Per non parlare poi del fatto che infrastrutture, burocrazie etc funzionano.

Da italiano mi stupisco quando qualcosa funziona invece di sorprendermi quando qualcosa non funziona. Non c’è niente di peggio dell’abitudine…

Come ti sei mosso per trovare lavoro?

Ho sempre voluto trovare lavoro all’estero ma ad essere sincero, aspettavo di compiere 30 anni.

Il caso ha voluto che un’azienda olandese abbia visto il mio profilo su Linkedin e mi ha contattato.

Da li, dopo il primo e unico colloquio via Skype, mi è arrivata la proposta di lavoro.

Tra il primo colloquio e l’offerta è passata una settimana, non di più.

Il tipo di lavoro che faccio qui è lo stesso che facevo in Italia, solo fatto meglio.

Dopo aver firmato, l’azienda ha provveduto al mio spostamento: mi hanno trovato casa, pagato il primo mese d’affitto, dato la caparra, una persona mi è venuta a prendere in aeroporto, hanno provveduto alla documentazione necessaria (domicilio al comune, conto in banca, etc)

Che opportunità hai trovato?

Lavorando nell’informatica, le opportunità non mancano.

Dopo alcuni mesi che lavoravo qui, purtroppo le cose tra il mio ex capo e me non andavano bene.

Tengo a precisare che il problema non era l’Olanda, l’ambientarsi ad un ambiente nuovo etc. Il mio problema era solo ed esclusivamente con il mio ex capo.

Come tutti sappiamo, questo può capitare in quanto cattive esperienze possono succedere ovunque, senza distinzione di nazionalità, razza, colore o religione.

Convinto di essere stato sfortunato, ho iniziato a cercare di nuovo lavoro dopo soli 4 mesi.

Ho cercato lavoro qui in Olanda perchè, appunto, mi piaceva e piace stare qui.

Dopo qualche settimana ho avuto due offerte di lavoro in mano e ho potuto scegliere la più vantaggiosa.

Tengo a precisare che non parlo olandese (quindo ho dovuto selezionare offerte di lavoro dove l’olandese non fosse un must) ma che in Olanda l’inglese è parlato da chiunque, non solo nel contesto lavorativo.

Per cui il dubbio del tipo: “non parlo olandese, non mi sposto in Olanda” non è fondato.

In un anno e mezzo, non ho mai conosciuto un olandese non parlare inglese, dal bimbo di 6 anni (non scherzo) alla vicina di casa di 85.

Questo, va detto, aiuta ad integrarsi.

Dopo oltre un anno di Olanda, che confronto riesci a fare con il mondo del lavoro in Italia?

Le differenze sono enormi.

Il mio capo ha 29 anni, americano, con 10 persone sotto di lui.

In Italia, a 29 anni, sei a fare lo stage….

Qui ti viene chiesta la tua opinione, di fare scelte, ti vengono assegnate responsabilità, considerano la idee che hai in mente per prendere decisioni.

In Italia ti diranno: ma che ne vuoi sapere tu che ti sei appena laureato, fai così come ti dico io perchè è così che si fa da anni ed è così che va fatto.

Qui cercano strade nuove, soluzione alternative. In Italia il nuovo spaventa, perchè il tuo capo non sa cosa sia ne vuole saperlo.

Qui abbiamo difficoltà a reperire persone (più lavoro che persone disponibili, non scherzo). In Italia licenziamo.

Ci sono 36 diverse nazionalità in azienda, alcune delle quali in guerra o in rapporti ostili tra loro ma a noi poco importa, quello è un mondo che non rispecchia la nostra realtà.

Sembra di vivere in un piccolo mondo.

C’è anche da dire però che durante le 8 ore di lavoro, si lavora e basta.

E’ difficile avere la possibilità di leggere il sito web x o chiamare l’amico y.

Il lavoro è lavoro, la vita privata è la vita privata e sta fuori dalle 8 ore.

Hai dei siti web da consigliare agli aspiranti emigranti?

Niente in particolare.

Per cercare lavoro i classici Linkedin e Monster vanno più che bene, poi nel caso in cui si riesca ad avere un contratto di lavoro, la maggior parte delle volta HR stessa aiuta il candidato con informazioni riguardo conto in banca, assicurazione sanitaria (obbligatoria, da 90€ al mese in su circa, a volte pagata dall’azienda).

Il consiglio che mi sento di dare riguarda l’inglese: non preoccupatevi troppo del fatto che il vostro inglese non è perfetto, che parlate lentamente. Buttatevi.

Io ho la fortuna di avere la mia ragazza americana che non parla italiano, per cui durante la mia giornata parlo solo inglese e posso dire di non avere nessun problema.

Il mio è solo un caso fortunato dovuto alla relazione personale ma posso assicurarvi che lavoro con persone che hanno un livello di inglese non molto alto (vi lascio immaginare cinesi o francesi, senza offesa..), ma si fanno capire, che è poi la cosa più importante.

Qui siamo in Olanda, non in Inghilterra: l’inglese non è la prima lingua e ogni altra nazione ha gli stessi problemi (più o meno) che abbiamo noi.

Tornerai in Italia? Perché?

No, neanche per un’offerta economicamente migliore.

La qualità della vita va messa sul piatto della bilancia e non c’è paragone.

Non rimarrò in Olanda per sempre, ma sicuramente non torno in Italia. Una delle cose che più mi piace del mio lavoro è la possibilità di farlo praticamente ovunque. Se avessi studiato legge non sarebbe stato così facile.

Grazie Fabio e buon proseguimento in Olanda!

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commenti





  • Tomaso Bulligan

    Ciao Fabio,

    Grazie per l’articolo che ho appena finito di leggere con interesse.

    In genere mi trovo d’accordo con te.

    Ci andrei più cauto però nel consigliare di buttarsi senza conoscere l’olandese e con un inglese passabile.

    Il campo dell’IT è diverso da tanti altri. Prima di tutto, come giustamente dici, c’è scarsità di personale qualificato. Poi le abilità principali richieste sono di tipo tecnico.

    Tu hai portato con te un alto grado di istruzione, esperienza lavorativa e delle solide basi tecniche.

    Mi è capitato, e immagino succederà anche a te dopo la pubblicazione della tua intervista, di venire contattato da molti italiani in cerca di consigli. Per alcuni di loro raggiungerci in Olanda non sarebbe una buona idea.

    A chi volesse lasciare l’Italia con basi linguistiche traballanti, istruzione modesta, esperienza scarsa o nulla, sconsiglierei di scegliere l’Olanda come meta.

    Cosa ne pensi?

  • Fabio

    Ciao Luca Corsini e Erica Dioguardi (rispondo qui perche non ho facebook), personalmente non ritengo di avere un profilo particolarmente skillato (4 anni di esperienza). Certo, ho ricevuto risposte del tipo: lei non parla olandese, mi dispiace. Il mio punto era: l’olandese non e’ indispensabile, il che e’ diverso da dire l’olandese non serve. Certo, se lo parli hai piu’ possibilita’, ma non e’ questione di vita o di morte. Te l’immagini l’azienda X in Italia che accetta candidati che non parlino italiano? Io no :)

  • Fabio

    Si, il tempo non e’ il massimo qui, inutile negarlo (ma meglio di Londra comunque). Dare una definizione di aspetti negativi o positivi e’ difficile in quanto soggettiva come visione. Posso dirvi che qui la pausa pranzo dura 30 minuti, che non c’e’ la ‘pasta’ a mensa, che il caffe’ non e’ il massimo, che gli olandesi sono molto diretti (se ti devono dire che hai fatto una ca…ata te lo dicono in faccia, nudo e crudo, ho impiegato un po’ per abituarmi…) e poi si va comunque a pranzo insieme.

    La domanda che bisognerebbe porsi e’: se per me la pasta, il tempo, il caffe, la gazzetta dello sport il lunedi’ mattina, il poter parlare in italiano tutto il giorni, tutti i giorni sono prioritari, allora emigrare non e’ una scelta. Quando si emigra, ci sono sempre problemi piccoli o grandi. In quel momento, se veramente volete andare via, troverete la forza per andare avanti. Altrimenti il primo pensiero sara’: ma tu guarda come piove, se solo fossi rimasto a casa mia a Roma….

    Per altre domande sono a disposizione :)

  • Fabio

    Concordo con te Tomaso Buligan. Nel mio campo non conoscere l’olandese non e’ la fine del mondo, ma se cercassi lavoro come cameriere (avendolo fatto per diversi anni e’ la prima cosa che mi viene in mente)? Probabilmente sarei andato a cercare il lavoro nei ristoranti italiani…

    E se fossi assicuratore? Infermiere? Etc.

    Certo, per tutte queste professioni il discorso non e’ cosi’ immediato. La domanda di fondo, secondo me, dovrebbe essere: cosa ho da perdere. Se la situazione di partenza (cassa integrato, licenziato, etc) e’ brutta, cosa ti fa pensare che rimanere aiuterebbe?

    Concordo pienamente sul fatto che emigrare, come studiare fuori, condividere casa con altri, non e’ per tutti. Nulla di male, ci mancherebbe, pero’ spesso (non solo italiani) le persone si lamentano di non trovare il Mc Donald / il bar dello sport / etc….sarebbe come dire andare a vivere in una citta’ vegetariana e cercare un ristorante di carne…ma se volevi la carne, statti a casa no? :)

  • Fabio

    Riguardo il colloquio su Linkedin, io sono stato solo ‘fortunato’ perche’ mi hanno trovato loro. Certo, se non mi avessero cercato, da li ad un paio di mesi avrei iniziato a mandare CV a pioggia.

    Secondo me si torna al punto di quanto si vuole veramente qualcosa. Io ho voluto con tutto me stesso emigrare, il prima possibile. Non mi aspettavo il paradiso dal primo giorno (infatti non lo e’ stato) e l’ho accettato senza problemi.

    Ho diversi amici in Italia che dicono: si ora cerco…si ora vedo…si ora mando….Tenete in conto una cosa: all’estero un 25 ha gia 4 anni di esperienza (non tutti ovvio) ma questo fa si che se andati via a 32 anni (ho amici che l’hanno fatto) vi troverete con persone piu’ giovani di voi con piu’ esperienza (internazionale) di voi.

    Per cui, se decidete di andar via, andate via quanto prima. Minimizzate anche il rischio nel caso in cui vi troviate male.

  • wif

    Che bella storia, complimenti!

  • Ylenia

    Bravo Fabio! Hai fatto bene!

  • Northern Lights UK

    Concordo con Fabio :) a chi ha basi linguistiche traballanti, istruzione modesta, poca o nessuna esperienza, sconsiglierei qualsiasi paese… Emigrare non e’ per tutti. E’ una scelta piena di sacrifici e tanta, ma tanta umilta’. @Fabio, io un’olandese l’ho in famiglia e ancora rimango spiazzata quando mi sento dire le cose bruscamente e in viso haha :D

  • il_mazzo

    Testimonianza molto interessante e complimenti a Fabio!
    Vorrei aggiungere un appunto personale sull’idea che mi sono fatto dell’Olanda: vivo nello UK ma ho fatto per curiosita’ anche un paio di applications in Olanda. Qualche giorno dopo vengo chiamato da una ditta e vengo invitato a Wageningen per un colloquio (a cui seguira’ una offerta), cosi’ decisi di andare a fare un salto da quelle parti, per comparare l’Olanda con lo UK.

    Risultati: la ditta era super seria, l’infrastruttura dei servizi viari uno dei migliori di tutto il mondo, posto adorabile per girare in bici, discreti benefits e discreta paga, ma……. aspetto sociale nullo. in una citta’ di 70000 abitanti (Ede) ho provato a uscire alle 10 di sera di lunedi per una birra, era tutto chiuso.. ho immaginato per un momento la mia vita in Olanda, lavoro di giorno e la sera la mia massima ambizione sarebbe stata una birra con quei 4 stranieri che avrei conosciuto in citta’.

    Logicamente non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio, ho pensato che magari ero solo nel posto sbagliato. cosi’ vado a trovare a Groningen uno dei miei migliori amici Olandesi. Mi regala due ottimi giorni di divertimento assieme ai suoi amici del posto, e colsi l’occasione per osservare ancora le differenze UK e Olanda. Il cibo Olandese e’ molto migliore, qui amano la qualita’ dei prodotti freschi e artigianali (cosa sconosciuta in UK), ma anche la jagerbomb a 6.50€ e le donne estremamente chiuse (e peraltro in generale non attraenti), quelle non me le scordo.

    Conclusioni: Ritengo che se uno immigra debba migliorare le sue condizioni di vita, non peggiorarle. Andavo cercando una citta’ che unisse serieta’ professionale e divertimento sociale. Per me, andare a guadagnare 2000€ al mese ma passare tutte le sere al pc sarebbe stato un downgrade incredibile, i soldi sono nulla se poi si passa la fase dei 20-30 anni a vivere di rimpianti per aver pensato solo al lavoro. Presi la dura decisione di rifiutare l’impiego, convinto che ne sarebbero arrivate di migliori in altri paesi. A oggi ho trovato la mia dimensione ad Aberdeen, e sono estremamente felice di non essere andato in Olanda.
    E’ ovvio che si saranno posti migliori in Olanda, ma spesso si deve accettare l’offerta nella citta’ che capita, e con ogni probabilita’ questa sara’ la vita che vi aspettera’. Saluti

  • Northern Lights UK

    Ahem..ma perche’ mettete altre esperienze altrui sul vostro piano personale? Non puoi dire che la sua vita non gli e’ migliorata secondo i TUOI parametri… E’ chiaro che a lui la vita e’ migliorata, come a tanti altri. Forse ti sembrera’ strano ma c’e’ anche a chi di divertirsi non gliene frega niente, c’e’ anche chi della vita sociale non se ne faceva niente neppure in Italia (a me la gente che stava fuori fino alle tre di notte e poi la mattina al lavoro dormiva sul banco faceva piu’ che altro pena..). Allora nessuno dovrebbe mai emigrare in nazioni come la Scozia, i pub nei villaggi chiudono alle otto di sera… Ma mio marito e’ scozzese… Pensi l’abbia trovato alla Royal Mail? Se l’Olanda non fa per te, perche’ al di fuori di Amsterdam e Rotterdam e’ un mortorio, considera che a non tutti interessa quella parte.. Anzi, molti ne fanno a meno… ;)

  • il_mazzo

    Che utilita’ ha la tua risposta? rispondi spesso con l’acidita’ tipica di chi non e’ contento della tua vita, e soprattutto non dai nessun contributo utile. Lo vuoi capire che la gente emigra anche a 20 anni e vuole avere una vita extra-lavorativa soddisfacente? Io sono emigrato a 23 anni e aiuto i miei coetanei argomentando il perche’ PERSONALMENTE l’Olanda non mi ha soddisfatto (e tra l’altro se vedi le risposte a sto articolo in diversi hanno sottolineato il mio stesso aspetto). Se uno ha interessi diversi, dica la sua opionine o non critichi quella degli altri quando questa riporta impressioni personali (tu sei maestra in questa disciplina!). Per la Scozia hai scritto un’altra cavolata grossa.. quella di vivere nei villaggi e’ una scelta tua, la vita sociale in certe citta’ e’ molto piu’ attiva che in Italia ed e’ pieno di Inglesi e Irlandesi che per esempio vanno a Glasgow nel weekend solo per farsi un weekend carico. Di birra e raccattare donne non ne ho mai parlato, ma certamente la bellezza del sesso femminile e’ un mini-parametro da considerare (chiedi a chi, anche se sposato, lavora nei cantieri in africa e non vede una donna per 6 mesi)

  • Northern Lights UK

    E dove la vedi l’acidita’ nelle risposte a questo thread? (O altrove?). E soprattutto “chi mal fa, mal pensa”, il che fa supporre, a chi ti legge, che tu non sia quello contento della tua vita e sputi giudizi del genere sugli altri per tale motivo. Cerco sempre di argomentare correttamente su ogni post, d’altronde raccogliere e/o commentare informazioni ‘corrette’ e’ una cosa che mi piace fare. Mi spiace invece leggere commenti pieni di pregiudizi e che non tengono conto di dove sono postati. Fabio ha 30 anni e come vedi dai suoi stessi commenti e’ contento della scelta fatta, come io d’altronde (si bravo, abitare nei paesini e’ scelta mia..e di tanti altri). La parte ‘sessista e sciovinista’ da maschio latino del tuo post nemmeno ha bisogno di commento, forse per te le donne brutte non hanno diritto di lavorare… Ma per favore… E’ proprio vero che emigrare non apre la mente a chi non ne e’ capace. Comunque mia suocera, che e’ una bella olandese di due metri, bisognerebbe sapesse l’italiano e venisse a darti 2 scappellotti solo per il commento sulle donne olandesi. Che pregiudizi del menga…

  • Fabio

    Boni, state boni :)

    Il punto centrale, secondo me, non è se la vita notturna sia soddisfacente o meno, se il mangiare sia buono o meno. Non ci sarà mai e poi mai una sola risposta valida, tutto è soggettivo. Come diceva qualcuno, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace :)

    Posso dirti che per me, la vita sociale qui è ottima, e non vivo ad Amsterdam dove, a mio parere, non è così buona come ad Utrecht (300.000 abitantil, non proprio un villaggio…). Ma ancora una volta, questo è un giudizio che lascia il tempo che trova, in quanto basato su criteri personali.

    Secondo me bisognerebbe concentrarsi di più su criteri oggettivi, quali il numero di giorni di ferie all’anno (25, e qui non esiste ferragosto o primo maggio…) o il fatto che se state male, dovete solo mandare una mail per avvisare (niente certificato medico ecc) o come il fatto che se lavorate da casa, non è la fine del mondo.

    Queste sono a mio parere cose oggettive e sulle quali è possibile instaurare una discussione ed un confronto.

    Il concetto del: a me non piace il paese X perchè non posso bere un caffè ad 80 centesimi non serve. Potrei aggiungere che qui ci sono birre che non troveresti da altre parti e per un amante della birra come me è un paradiso, ma ancora una volta è soggettivo e poco utile a chi vuole emigrare.

    @Northern Lights UK: sono davvero offeso dal tuo attribuirmi 30 anni, quando io sono ancora alla tenera età di 28 :D (è sarcasmo ovviamente!! :) )

  • il_mazzo

    un esempio recente della tua acidita’ si puo’ ritrovare nella tua risposta a wif “emigro io ma poi basta emigrare”. Penso che tu abbia problemi seri nell’interpretazione della lingua Italiana, perche’ attacchi la gente a caso inventandoti cose che nessuno ha mai scritto. E la cosa ridicola e’ che pensi che il tuo modo di pensare debba essere quello di tutti. Ti sei scordata di quando avevi 20 anni, o secondo le tue teorie i 20 enni dovrebbero ragionare come i 40 enni? Chi vive nei villaggi e’ uno per bene, mentre chi a 20 anni e cerca un posto dove bere una birra alle 11 e’ un alcoolizzato che non sa apprezzare le cose; e guai che si avvicini alle donne perche’ altrimenti e’ un puttaniere.

  • Northern Lights UK

    A me quello acido sembri tu e non poco. Tra l’altro, cio’ e’ chiaro fin dal tuo primo post. Secondo, non mi vado a leggere tutti i tuoi post per vedere a chi rispondi e cosa commenti, si vede che hai tempo da perdere e ti piace far polemica. Io rispondo a post singoli, non vado a far profili psicologici di persone che nemmeno conosco. E detto tra di noi, dovresti imparare una cosa che all’estero e’ molto in voga, rispetto delle opinioni altrui e capacita’ di relazionarsi con gli altri evitando commenti sarcastici e inutili, dato che sei evidentemente tu, dal primo post, che non accetta che gli altri la pensino diversamente da te
    Per il resto, Fabio sotto ti ha gentilmente risposto. Buona giornata.

  • Northern Lights UK

    Scusaaaa…. a un certo punto ho letto che non volevi stare in Italia oltre i 30 anni e quindi ho associato quello col fatto che eri emigrato. Very sorry :( Comunque, di nuovo congratulazioni, bel post e grazie dell’intervento ;) ancora devo imparare che dovrei smetterla di rispondere ai polemici ;) un bocca al lupo per tutto :) mia suocera mi parla sempre benissimo dell’Olanda, spero di visitarla un giorno….

  • Fabio

    @northern lights UK: no worries at all!!! I was kidding! Fidati, capisco perfettamente cosa intendi. Crepi, io rimango dell’opinione che l’Olanda merita davvero. E trovo i tuoi post (anche in altre discussioni) sempre molto interessanti. In bocca al lupo per tutto e ci si vede in Olanda! !!
    Fabio

  • il_mazzo

    Fabio il tuo discorso non fa una piega, e rinnovo i complimenti per la tua esperienza. Mi sono complimentato sin dall’esordio del primo post e poi ho spiegato i miei motivi personali per cui ho preferito non andare, esplicitando chiaramente che erano personali. Poi arrivano elementi fastidiosi (Northern Lights), che accusano a destra e sinistra senza avere tra l’altro nessuna competenza in merito per poterlo fare.

    Le condizioni economiche e di welfare dell’Olanda sono eccellenti e indiscutibili; poi appunto le persone sono diverse, io al contrario preferirei avere 2 giorni in meno di ferie all’anno ma avere la possibilita’ di concludere la mia pausa pranzo con un espresso illy fatto con macchina espresso professionale, del bar sotto l’azienda.

    Saluti

  • Northern Lights UK

    Grazie mille di nuovo e si, direi che ci possiamo vedere in Olanda!! (tra l’altro i parenti di mia suocera non stanno lontani da Utrecht!)

  • Zeus

    Hai appena descritto milioni di italiani in un arco temporale di più di 100 anni. Mi sembra un pò fuori luogo la tua uscita. E anche un pò spocchiosa.

  • Herts

    Non credo che la risposta di Northern sia fuori luogo o spocchiosa.. rispecchia la verità del nuovo modo di emigrare.
    Nel mondo di adesso un’emigrazione ben riuscita è quella che ti fa migliorare la tua vita. Se la tua vita andava male nel tuo posto di origine come pretendi di migliorarla in un posto di cui non parli la lingua? come puoi migliorarla se oltre a non parlare la lingua non compensi nemmeno con competenze tecniche usufruibili in ambito internazionale per cui “potrebbe” bastare l’inglese?
    A parte una emigrazione europea per andare ovunque ti chiedono il visto, per avere il visto devi sapere la lingua o avere competenze ( USA. AUS-CAN etc )
    Se ti mantieni in una emigrazione europea e non hai competenze tecniche l’unico modo per acquisirle è studiare e anche li… l’iscrizione ai corsi è subordinata ad un esame di padronanza della lingua (DALF- IELTS- etc..) Ergo il commento di Northern è appropriato e anche se avesse descritto l’emigrazione italiana degli ultimi 100 ( non esageriamo non abbiamo prodotto solo disperati ma anche gente con capacità notevoli che si è sentito più apprezzato all’estero ) non ci sarebbe niente di male perché il suo era un consiglio per un’emigrazione fatta bene con meno difficoltà e preferibilmente di successo poi è chiaro che ognuno può farsi la valigia e partire come e quando gli pare basta che dopo non si lamenti.
    Ovviamente tutto questo è riferito alla condizione standard… i colpi di fortuna non sono inclusi e quelli ti aiutano anche se sei analfabeta.
    Un saluto

  • Zeus

    Articolato cosi ha sicuramente più senso. Peccato che il suo messaggio poteva benissimo essere interpretato in un altro modo. Le persone descritte da lei magari hanno avuto una storia che non gli ha permesso di diventare un perfettino laureato 110 e lode con 10 anni di esperienza a 20 anni e 4 lingue sotto la cintura. Siamo 60 milioni di anime in Italia, tutti con una storia diversa. Prima di sputacchiare frasi fatte, consiglierei di scegliere bene le parole con cui dirle. Ovviamente l’immigrazione deve essere fatta con criterio e buon senso, chi va via pensando di trovare i soldi agli angoli delle strade è uno sciocco, questo è chiaro. Ma spesso essere messi fuori dalla propria “zona comfort” ci rende capaci di diventare persone diverse, cosa che senza emigrare non potremmo mai scoprire.

  • Roberto

    Ciao Fabio,
    Ti ringrazio per l’ottimo articolo. Anche io sto facendo un pensierino su questa nazione e mi piacerebbe avere qualche info…lì come ti è sembrato il mercato immobiliare? In che città sei eo quale eventualmente mi consiglieresti?
    Un’ultima domanda…per purissimo caso mica sei informato sulla situazione musicale e sul suo livello? Mi piacerebbe fare il musicista di professione…o comunque lavorare nel campo dell’editoria musicale o simili. Ogni informazione sarà preziosissima, e ti ringrazio anticipatamente!!

    Roberto

  • Luca

    Posso aggiungere la mia storia, di 5 anni vissuti ad Amsterdam.

    Arrivato nel 2006 da neolaureato (poche esperienze lavorative precedenti in italia) ho lavorato in diversi uffici anche fuori A’dam.

    Posso confermare molti punti discussi in questa pagina come qualita’ della vita, opportunita’ e rapporto diretto con colleghi.

    Sapere la lingua FA la differenza, agevola la vita e ti fa essere piu considerato (l’olandese non e’ piu difficele del Tedesco) ma sono le opportunita’ di praticare la lingua IMPOSSIBILI! I rapporti sociali con gli Olandesi: NULLI!
    quel poco di dialogo frugale si riduce all’inglese, e per cui conosi solo expat, ti capita di conoscere gente che dopo 10 (DIECI) anni ancora non parlano la lingua del posto e dei loro figli cresiuti li.

    Ad Amsterdam le relazioni si riducono solo tra Expat. Ho visto tanti tanti tanti esempi negli anni per dire cosi.

    Certo a 25-30 anni la vita sociale e’ importate, la vita cosmopolita di Amsterdam mi ha offerto una vita molti piu ricca rispetto a quella che avrei avuto nell’Italia di provincia, ma dopo anni da “immigrato” ho vuluto tornare in Italia, da circa un paio d’anni, enough.

    la vita nel villaggio di provincia Italiana posso dire che e’ pesante e tutte le inettitudini italiane sono all’ordine del giorno.

    Come ha scritto Effe Bense, ogni situazione e paese ha lati positive-e-negativi,
    conosco stranieri (Inglesi, Olandesi e Giapponesi) in Italia che hanno relazioni sociali, in Olanda NO anche stranieri che hanno imparato l’Olandese hanno ZERO relazioni con autocnoni, in fondo anche gli Olandesi stassi non hanno grandi relazioni sociali per quello che ho potuto vedere da colleghi.

    Personalemte posso rimarcare il grande peso della mancanza di relazioni solciali che a qualisiasi eta’ sono importanti per la qualita’ della vita.


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