Come ho aperto un tour operator in Polonia

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Stefano Iannucci opera SOS Travel, un’agenzia turistica a Cracovia, Polonia ed è stato recentemente nominato nel direttivo della Camera di Commercio Italiana in Polonia.

Perché la decisione di fondare un’azienda con presenza a Cracovia?

Abbiamo deciso di aprire SOS Travel a Cracovia perché è una città internazionale e centro universitario all’avanguardia.

Per il turismo rappresenta una tra le nuove principali destinazioni europee, con circa 250.000 italiani l’anno, in crescita rispetto agli anni precedenti e con pochi operatori specializzati.

E’ inoltre una città molto organizzata per i trasporti pubblici ed il costo della vita è inferiore del 40% ad una città italiana.

Anche il costo del lavoro è più basso di quello italiano, a fronte di persone preparate e che sanno parlare almeno 2 lingue oltre il polacco.

Dal nostro ufficio di Cracovia gestiamo i clienti italiani ed inglesi in viaggio nell’Europa dell’Est (Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria) e la Russia. La vendita dei viaggi avviene online e in circa 60 agenzie partner italiane.


Hai avuto bisogno di soci, collaboratori o dipendenti polacchi? Come li hai selezionati?

La mia partner negli affari e compagna di vita è polacca, quindi da questo punto di vista ho avuto facilitato il rapporto con istituzioni e società locale.

Per le assunzioni degli altri collaboratori (al momento il nostro team è composto da 5 persone in ufficio, più una decina di guide e collaboratori esterni) ho fatto riferimento ad annunci sui siti web di recruitment. Non ci sono state molte difficoltà anche perché per noi era importante che i nuovi arrivati conoscessero l’italiano.

Per quello che riguarda il settore del turismo, quali sono le differenze principali tra la Polonia e l’Italia da prendere in considerazione come imprenditore?

Ricordo benissimo il giorno in cui, alla fine del 2010, in fase di sviluppo della nostra idea di business, mi recai all’ufficio del turismo della Provincia di Frosinone (le agenzie di viaggi sono soggette ad autorizzazione provinciale, ndr) per chiedere lumi sull’apertura di un Tour operator che volesse vendere i propri viaggi tramite Internet.

Ne rimasi shockato!

Ancora oggi conservo il foglio che il funzionario mi ha consegnato per spiegarmi di cosa avevo bisogno.

Per aprire la mia agenzia avrei dovuto:

  • Costituire la società Srl ai costi italiani…
  • Vari pagamenti per avviare l’iter per l’ottenimento della licenza di Tour operator;
  • Stipula di una polizza assicurativa;
  • Deposito cauzionale presso la Provincia di 20,000 EUR (sic!)
  • Obbligo di una sede fisica, aperta al pubblico e non condivisa con altre attività (Il fatto che si lavori online e quindi l’ufficio non serve non ha nessuna importanza!);
  • Presenza di un direttore tecnico di agenzia

In particolare la presenza del direttore tecnico è forse la barriera d’ingresso più forte. Di solito i concorsi per l’iscrizione all’albo non si tengono da anni e chi è iscritto chiede anche 1500,00 EUR solo per apporre le firme sui documenti.

In Polonia è stato molto più semplice: consulenza di una società specializzata, costituzione della società Srl ed ottenimento della licenza di operatore turistico: 30 giorni e circa 2000 EUR.

Che opportunità lavorativa sono disponibili a Italiani nel settore turistico a Cracovia?

Tanti italiani arrivano a Cracovia per lavorare e vivere in una città più a misura d’uomo.

Come lavoro dipendente il settore dove puntare non è quello turistico, piuttosto quello delle multinazionali che spostano gli uffici a Cracovia per risparmiare (supporto clienti, accounting, marketing, vendite).

Gli stipendi sono inferiori all’Italia, ma comunque buoni per la realtà locale.

Per chi ha idee di business, io sceglierei Cracovia per delocalizzare, evitando però di rivolgermi al mercato locale (abbastanza povero) quanto piuttosto all’estero o a città della Polonia più ricche.

Che consigli daresti ad Italiani che vogliano lavorare nel turismo in e con la Polonia?

Chi vuole lavorare nel turismo, dove esso sia, deve sapere che nonostante le OLTA, le migliaia di agenzie fisiche, i Tour operator storici, questo settore è in crescita ed offre grandi opportunità. Davvero basta ideare dei pacchetti di viaggio interessanti ed il mercato sarà recettivo. Se non viaggeranno più gli italiani, ci sono sempre i tedeschi o gli inglesi ;)

Grazie Stefano e buon proseguimento a Cracovia!

 

 

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commenti


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  • Saverio Toczko

    Bravo Stefano!
    Io dopo 22 anni in Italia sono ritornato in PL e.. (purtroppo per l’Italia) vedo le stesse differenze che descrivi nel articolo.
    Anch’io ho aperto la mia società con le stesse modalità (molto semplice) e la cosa mi da parecchie soddisfazioni.
    Certo a volte mi manca la mia seconda patria ma ormai ci torno solo per trovare amici e gustare buonissima cucina Italiana che rimane imbattibile.
    Auguri per il tuo business!

  • Stefano

    Ciao Saverio, di cosa ti occupi, sei a Krk?

  • Emanuele

    io sono stato l’anno scorso a Cracovia cn SOS Travel e quindi ho conosciuto Stefano….è un’ottima persona nonchè gentilissima e professionale…in quanto ci ha aiutato a sistemarci in albergo…organizzarci le gite…fornirci guide x la città e x Auschwitz e Wieliczka…xciò consiglio a tutti di provare la sua agenzia….P:S:ci ha fatto mangiare benix e a prezzi ragionati.)

  • Luca

    Salve,
    confermo tutto quello che ha detto Stefano. In Italia c`e` molta burocrazia che ti scoraggia in partenza. In Polonia ho aperto la mia attivita` in 1 mese e non mi sono perso tra le varie “ragnatele” burocratiche che esistono in Italia.
    La Polonia e` un Paese a misura d`uomo. Le persone vengono valutate per quello che sono e non per quello che Hanno.
    L` Italia la apprezzero` sicuramente di piu` come turista quando ci andro` in vacanza con la mia famiglia.
    Luca


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