Attenzione: se volete imparare l’inglese, passate meno tempo su su Facebook

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Ricevo moltissime email da parte di chi sta cercando lavoro all’estero e possiede un “inglese scolastico”.

Chiariamo subito che l’inglese “scolastico” all’estero non basta.

Non basta per capire e farvi capire e non basta per battere la concorrenza per un posto di lavoro.

Il lato positivo dell’avere un inglese scolastico è che il potenziale miglioramento è enorme!!!

Ma come trovare il tempo per migliorare il proprio inglese (o qualsiasi altra lingua) quando ci si trova in Italia?

Smettete di cazzeggiare su Facebook e dedicatevi allo studio!

Consiglio crudo ma molto ‘sentito’ da parte mia.

Non tutti passano tempo sui social networks ma se siete l’utente internet medio molto probabilmente passerete alcune ore al mese su Facebook.

Invece di giocare ai vari giochini o mettere un ‘Mi Piace’ a foto di gattini eccetera perché non dedicare il tempo allo studio dell’Inglese?

Il tempo dedicato allo studio della lingua è uno dei fattori più importanti per l’apprendimento di una lingua straniera.

Dedicare il vostro prezioso tempo a Facebook vuol dire sottrarlo allo studio delle lingua.

Con un paio di ore alla settimana raddoppierete il tempo che ci avete dedicato durante la scuola.

Sono sicuro che otterrete migliori risultati perché la vostra attenzione sarà molto più focalizzata rispetto a quando vi trovavate in una classe con atri 20-25 coetanei.

Non dovete spendere molto. Livemocha o Babbel offrono corsi gratuiti o a poco prezzo che sono accessibili tramite internet.

Oppure potete passare il tempo guardando film o programmi televisivi in lingua originale, migliorando così la vostra capacità di comprensione della lingua, abituandovi a particolari accenti.

Attraverso tutte le interviste che ho condotto su Italiansinfuga, devo ancora incontrare chi mi dice che le sue opportunità lavorative in funzione della conoscenza linguistica sono migliorate passando il tempo su Facebook.

Se volete imparare l’inglese, assumetevi la responsabilità di impararlo.

Se avete un inglese ‘scolastico’ vuol dire che, fino ad ora, avete abdicato quella responsabilità, lasciando il compito al sistema scolastico italiano.

Se volete continuare a cazzeggiare su Facebook, fate pure ma poi non lamentatevi…

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Comments

  1. says

    ad esempio Doctor Who arriva in italia 2 mesi dopo…
    True blood è arrivato in italia 7 mesi dopo a pagamento e solo 2 anni dopo in chiaro….
    skins è arrivata un anno dopo.
    dexter anche un anno dopo…
    forse altre serie arrivano prima, questi sono solo alcuni esempi di quelle che seguo (e quindi so di cosa parlo), non continuo la lista o sto qui un mese 🙂
    (se non fosse stato chiaro era inteso come differenza tra le reti tv, quindi con doppiaggio vero e proprio e non con sottotitoli fatti da gentili ed efficienti appassionati)

  2. zeus says

    Molto utili ma dissento sulla parte della differita. Ormai quasi tutte le serie importanti escono in italiano nemmeno una settimana dopo la messa in onda americana o inglese. Ma tanto seguo tutto in lingua originale :p

  3. Giuliano says

    Vorrei lavorare nella City or England. Sono architetto con un inglese non fluente. Sono divorziato ed ho 2 figli. Ergo in Inghilterra devo lavorare e guadagnare facendo altro per i primi mesi (I have to improve my English) e poi svolgendo la mia professione. Non so come muovermi a riguardo. Avete consigli da darmi, offrirmi?
    Grazie
    Giuliano

  4. Fabio Selmi says

    Nessuno ha la verità assoluta in tasca, e non capisco perchè questo tono.

    E’ chiaro che non mi riferivo al finlandese… Immagino che tu, andando in Finlandia, conoscessi l’inglese prima di partire, sbaglio? Questo è l’investimento giusto.
    In Scandinavia molti parlano inglese, quindi è sufficiente a sopravvivere. Molte aziende peraltro parlano inglese al loro interno.

    Il mio commento comunque era a supporto dell’articolo di Aldo; smettete di perdere tempo e investite su quello che vi interessa davvero. Mi pare tu l’abbia fatto.
    Quindi, mi chiedo, perchè questo commento così acido? Non ne capisco il motivo.

  5. Lavinia says

    “la lingua la imparo quando arrivo la’” puo’ funzionare, dipende da come ti organizzi coi soldi e coi corsi.
    Io dove l’avrei potuto imparare il finlandese prima di venire in Finlandia?

    Sembra che abbiate tutti in tasca la verita’ assoluta.

  6. Fabio Selmi says

    Ci piace questa nuova piega che hai preso, Aldo.

    Condivido al 100% quello che hai detto. Non esiste il “la lingua la imparo quando arrivo là!”. Ma scherziamo?

    Prepararsi per il futuro, anzi, prepararsi per costruire il futuro che vogliamo, richiede grande fatica e tanti sacrifici. Non basta l’insulto, il post che critica tutto e tutti, non “gridate” tramite i social network la vostra rabbia.

    Pensate piuttosto a come diventare migliori, a come raggiungere un punto abbastanza alto della montagna per poter gridare a tutti quello che pensate.

    Raggiungete obiettivi che vi diano il diritto di dire la vostra con cognizione di causa, e non per sentito dire.

    Vivete la vostra vita, e combattete sempre per renderla migliore!

  7. luca says

    è solo questione di volonta’ ed un minimo di serieta’, lo sa tutto il mondo l inglese, dagli albanesi, agli africani, noi italiani insieme forse ai francesi o spagnoli invece dobbiamo farci sempre riconoscere, forse fino a poco tempo fa credevamo che non ne avessimo bisogno, ci bastava il nostro piccolo mondo , è forse era vero, ma adesson non piu’

  8. says

    giusto per farti un’idea puoi anche fare i test gratuiti che ci sono sui siti ufficiali, tipo quelli dell’oxford o del toefl.
    Puoi fare dei test online che circa ti dicono il tuo livello/ti suggeriscono per quale esame saresti pronto.
    Certo sono puramente indicativi e forse un po’ aprossimati (e come hanno detto altri, conta poi come te la cavi nella pratica), ma possono essere utili per avere qualche parametro in più/regolarsi/farsi un’idea rispetto ai parametri usati per i curricula o per il livelli di riferimento a/b/c

  9. Maurizio says

    Grazie a tutti per i pareri e suggerimenti ! A questo punto sotto con Livemocha e simili 🙂

    PS … @Andrea Laforgia:disqus C1/C2 sono livelli madrelingua, spero per cominciare basti qualcosa meno altrimenti Italia forever 🙁

  10. enrico monaco says

    Per reggie_postlethwaite: sapresti dirmi alcuni validi podcast gratuiti in inglese o ancora meglio in americano. Vorrei migliorarmi!!

  11. Northern Lights UK says

    Ma figurati, no… In linea di massima, cio’ che scrivi sul curriculum ha importanza solo per il primo contatto… Poi conta quanto materialmente sai dire nella lingua.. Se poi al colloquio non spiccichi parola, hai voglia ad avere tre certificati di inglese o altro… Quindi non ti sentire arrogante a definirti bilingue e lo sei 😉 IELTS e altri esami servono solo in caso di visti o per entrare al college e universita’.

  12. marghini says

    Grazie per la risposta Northern Lights! In effetti io mi sento sempre in imbarazzo quando devo indicare il mio livello perchè temo che scrivere bilingual mi faccia passare per arrogante, ma penso che scrivere “fluent English” sia un po’ riduttivo (visto che ormai TUTTI lo scrivono anche se parlano inglese da cani!!)

  13. Northern Lights UK says

    Hai ragione, scusa ma come skills non avevo incluso quelle linguistiche 😉 infatti il certificato al British institute conta poco se poi non te la cavi ai colloqui… :/

  14. Northern Lights UK says

    Fluent English e’ C2 o oltre… Con proficiency lo stesso. Lo so, i riferimenti sono europei ma lo standard richiesto per un fluent American sarebbe comunque un equivalente di un C2 o superiore… In quanto al bilingual, io sono stata definita bilingual anche in UK, quindi la lingua non importa averla imparata da bambini…

  15. marghini says

    Questo è vero, ma ho notato che spesso nei cv si scrivono definizioni vaghe come “fluent English”, “full professional proficiency” e “limited proficiency”.

    Inoltre al di fuori dell’Europa il sistema di riferimento (appunto europeo!) dall’A1 al C2 non è da tutti conosciuto..

  16. Laura says

    ci sono le bande definite dai principali test. IELTS e TOEFL… a seconda del punteggio che ottieni in uno di questi puoi rientrare in una banda dove A e’ il minimo fino al Proficiency che mi pare sia indicato con C2

  17. says

    Appunto che contano le skills… cioè il sapere fare le cose sul serio, come il parlare l’inglese fluentemente. Non tanto avere il certificatino comprato in Italia all’Accademia Britannica della tua cittadina.

  18. marghini says

    Io sono sempre un po’ confusa rispetto a come indicare il livello di inglese nel cv. Mi sono resa conto che in diverse parti del mondo le stesse definizioni hanno significati molto diversi (in US se parli inglese abbastanza bene ti definiscono bilingue, in Europa se non hai imparato la lingua da bambino non puoi mai essere definito bilingue, e così via..)

    Qualcuno di voi (o Aldo magari!) ha un’idea di quale “codice” si debba seguire per l’auto definizione della propria abilità in inglese?

  19. Northern Lights UK says

    Non direi proprio… Io sono stata assunta varie volte per l’inglese fluente, sorpassando decine di ragazze dell’est, spagnole e italiane con l’inglese scolastico… E non per un posto di responsabilita’ ma nell’hospitality.. C’e’ troppa scelta adesso e troppa immigrazione ovunque, si possono permettere di scegliere e cio’ penalizza chi la lingua la sa poco o nulla.

  20. Andrea Laforgia says

    Maurizio,
    Dipende sempre dal settore. Qui in UK, per un lavoro come il mio (sviluppatore software) B1 e` troppo basso. Se partecipi a riunioni (a cui spesso partecipa gente con accenti diversi), parli col cliente, scrivi documentazione tecnica, ecc…, devi essere almeno “advanced” (C1/C2).

  21. alenico says

    Aldo ti considero un amico, però si vede che è da tanto che non vivi in Italia. La gente vuole la pappa pronta. Non tutti, molti.

  22. Matteo says

    Maurizio io vivo in Uk e sto facendo carriera. Non ho mai avuto una certificazione ma per due anni ho guardato film , serie tv e comprato i libri di Peter Sloan.Il resto lo impari sul posto, conoscendo i modi di dire, espressioni e accenti di pronuncia.

    Non farti invischiare in discorsi medioeuropei, qui agli inglesi non interessa se e che certificato tu abbia, interessa che lavori tanto e che hai un livello apprezzabile, il resto vien da se!

    Good Luck Mate!

    Matteo

  23. Maurizio says

    Buongiorno Aldo, direi che hai parlato chiaro senza tanti giri di parole e questa, tra le altre, è una qualità che non si incontra spesso.

    Una domanda una certificazione di livello B1 è da considerarsi “scolastico” per trvare lavoro ? Quale livello è necessario per essere “competitivi” in modo da sperare che rendanoin considerazione le altre conoscenze specifiche ?

    Grazie

    Maurizio

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